CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.
NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



domenica 19 agosto 2018

PARECCHI ATTUALI DETRATTORI DELLA MIA PERSONA APPLAUDIVANO





ALL' EPOCA DELL' ARTICOLO ( 2012 la Commissione di accesso al lavoro sin dall' Aprile) PARECCHI ATTUALI DETRATTORI DELLA MIA PERSONA APPLAUDIVANO: " hai fatto bene tu si che hai le palle, tu hai coraggio , tu tu tu tu asso di picche che scrivi questi articoli così pesanti, quanto hanno pesato a far venire la commissione di accesso al comune, non hai paura per quello che hai fatto... e poi con tua moglie che lavora in Comune non pensi quello che può passare..."


OGGI: sono gli stessi personaggi che mi accusano di aver agito per CONVENIENZA PERSONALE"



Se per questi signori DETRATTORI di IERI e di OGGI le denunce querele intimidazioni, fin sotto casa, (ne sa qualcosa "SALVATORE") I COSTI ECONOMICI, soldi per avvovati le raccomandate le telefonate urbane ed extraurbane ( le telefonate alla segreteria all'onorevole ANGELA NAPOLI affinché ricevesse "SALVATORE" te lo ricordi "SALVATORE" che Ti ha ricevuto Dorothea la segretaria particolare dell'On Napoli, hai lasciato dei documenti da consegnare direttamente al Ministro degli Interni.

Te lo ricordi? Parecchie sono state le spese che ho dovuto affrontare per esempio benzina, raccomandate stampe fotografie, il costo delle cene o spaghettate o pizzate della ormai famosissima TERRAZZA ( vigliacca terra se qualcuno si é permesso di chiedere dobbiamo qualcosa?


Naturalmente avrei risposto di no).



Ricorderai senz'altro "SALVATORE" quando il 3 dicembre del 2009 ho organizzato un incontro con il Presidente della Commissione Antimafia on.le Lillo Speziale per metterlo a parte della situazione di illegalità a Isola ed avere Lui elementi per valutare la sua partecipazione alla giornata della legalità dell'11 dicembre organizzata da Portobello. Infatti La scelta di Lillo Speziale è stta quella di non partecipare.



Ricordi che nell'attesa di farci ricevere ci siamo recati al bar e indovina chi ha pagato?



Per poi.... arrivare ad una QUERELA nei mieri confronti con l'accusa di DIFFAMAZIONE. da parte del Sindaco Portobello



COSA SUCCEDE?



Gli attuali DETRATTORI DELLA MIA PERSONA TUTTI MA DICO PROPRIO TUTTI (quelli che oggi blaterano blaterano blaterano) NON SPENDONO UNA SOLA PAROLA una sola che si chiama SOLIDARIETA' verso un CITTADINO che a detta del giudice LORENZO MATASSA



: " ...tutto ciò che il CIAMPOLILLO aveva rassegnato in termini di descrizione generale del contesto politico-mministrativo del Comune, nell'articolo oggi addittato ad evidenza DIFFAMATORIA, poteva dirsi e , addirittura, PREMONITORE di FUTURE VERITA'. .... la critica politica posta dal Ciampolillo aveva NATURA di VERITA, dimostrata dai successivi provvedimenti del Prefetto e del Ministro degli Interni e addirittura culminata con l'INCADIDABILITA' dell'odierna PERSONA Offesa (n.d.r. PORTOBELLO) sancita da una sentenza del Tribunale di Palermo del 17 Giyugno 2013". (sentenza n 648)




Cittadini di Isola delle Femmine pensate che quantomeno con detta pronuncia di NON MIA COLPEVOLEZZA e la conferma giudiziaria che nel Comune vigeva un sistema di illegalità, gli attuali DETRATTORI della mia PERSONA si siano felicitati.


NO NO NO NO nessuna parola è stata spesa.

L'unico che ha pensato di utilizzare politicamente detta motivazione chi è stato ma LUI "SALVATORE" .


Quello stesso "SALVATORE" che aveva caldeggiato una querela nei miei confronti. Proc 13310 del 2007 Giudice Pasqua Seminara per DIFFAMAZIONE Pubblico Ministero dr. Carlo Martella(art 595 C.P.).:


" .........la critica mossa di Pino Ciampolillo, che da anni si è sempre adoperato ad evidenziare le presunte o vere disfunzioni che si verificavano nel Comune di Isola delle
Femmine, le critiche mosse da Pino Ciampolillo non hanno superato i limiti consentiti per aversi valenza
scriminante perché non hanno arrecato alcuna offesa al decoro e all'onore dell'architetto Angelo Aliquò.... l'utilizzazione di espressioni particolarmente aspre, quale PAPOCCHIO del P.R.G. appare scriminata dal diritto di critica dei cittadini nei confronti dei pubblici amministratori... il Giudice chiede l'ARCHIVIAZIONE 26 maggio 2008


Pensate Cittadini di Isola delle Femmine che i DETRATTORI ODIERNI DELLA MIA PERSONA. SI PROPRIO QUEI DETRATTORI CHE TANTO AVEVANO URLATO SUL P.R.G. SULLA SUA ELABORAZIONE SUL PROGETTISTA SULLE OSSERVAZIONI DEL C.R.U. ebbene questi signori non hanno speso una sola parola.


TUTTI TUTTI TUTTI detti Signori DETRATTORI ATTUALI DELLA MIA PERSONA non hanno speso nemmeno una parola, quando sulla Gazzetta Ufficiale n 279 di giovedì 29 dicembre 2012 viene pubblicato il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, alle pag. 32 e 33 si parla di P.R.G. e sapete cosa ci dice il DECRETO? :


“ L'iter per l'approvazione del piano regolatore generale, avviato dal comune verso la META' DEGLI ANNI '90, si è rilevato FARRAGINOSO E CARATTERIZZATO DA UN'ESTREMA LENTEZZA. ……… La procedura volta all'approvazione definitiva del nuovo strumento urbanistico, tuttavia, non può ritenersi ancora conclusa. L'insieme di tali circostanze, che hanno CONSENTITO ALL'ENTE DI CONTINUARE AD AVVALERSI DI STRUMENTI NON ADEGUATI ALLE ESIGENZE DEL TERRITORIO, SI SONO RIVELATE UN UTILE MEZZO PER AGEVOLARE GLI INTERESSI ECONOMICI DI SOGGETTI RICONDUCIBILI AD AMBIENTI CONTROINDICATI. “

Il decreto dice sostanzialmente che il prolungare il “brodo” non stabilire delle Regole in materia edilizia , ha sostanzialmente favorito la mafia, la speculazione ediliziai, ma non dice solo questo dice anche chi sono stati i RESPONSABILI –PROTAGONISTI:


“ Il comune di Isola delle Femmine e' caratterizzato da una sostanziale continuita' amministrativa che si evince dall'avvicendamento nei ruoli di vertice dell'ente da parte delle stesse persone: l'attuale sindaco, al suo secondo mandato consecutivo, aveva gia' svolto, nei mandati immediatamente precedenti all'elezione a primo cittadino, le funzioni di vice sindaco; IL SINDACO ELETTO NELLE TORNATE AMMINISTRATIVE DEL 1993 E 1998 HA SUCCESSIVAMENTE SVOLTO FINO AL 2006, le funzioni di vice sindaco; tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del consiglio comunale hanno rivestito cariche politiche nella precedente consiliatura. “

Mi chiedo e vorrei che anche Voi Cittadini di Isola delle Femmine ci chiedessimo perché tutti quelli che blaterano blaterano blaterano e continuano a blaterare, MA NULLA DICONO, NULLA FANNO NULLA PROMUOVONO, non si sono mai resi protagonisti di una campagna di informazione e sensibilizzazione della POPOLAZIONE INTERA, perché non hanno mai pensato di stampare una copia del decreto di scioglimento e farne un argomento di discussione confronto coinvolgendo i Cittadini isolani?


Nemmeno durante la campagna elettorale del Novembre 2014 abbiamo sentito mosca volare.

Addirittura ci siamo trovati di fronte una lista che non aveva nemmeno bisogno di fare campagna elettorale, volevo dire comiziate. Fin dall’inizio si sapeva che avrebbero VINTO LORO e con GRANDISSIMO margine.


Forse ancora oggi c’è da chiedersi come è potuto succedere tutto ciò, e con questi risultati ? 

La domanda sorge spontanea, per acquisire consenso vi sono due modi: 1) farsi conoscere come persona come capacità come onestà come propositi come esperienze acquisite (i soliti comizi possono essere uno dei modi) 2) andare al mercato………………….
Ci sono MOLTISSIMI dubbi ottenere quei numeri senza aver speso una parola. A pensare che molti sono stati gli inviti ad un confronto civile con i sicuri vincitori della non competizione.


Eppure anche in questa situazione TUTTO TACE ma vengono fuori adesso gli ATTUALI DETRATTORI DELLA MIA PERSONA.



Un’altra occasione di dibattito politico che tutti i DETRATTORI ATTUALI DELLA MIA PERSONA POTEVANO PROMUOVONO ILP.R.G.

il 23 novembre 2016 al Protocollo del Comune di Isola delle Femmine con il n 16033l Assessorato Territorio Ambiente Sicilia Dipartimento Urbanistica il Dirigente Generale Ing Salvatore Giglione : “SI RESTITUISCONO gli elaborati progettuali trasmessi con la nota prot del 12 aprile 2010 e successive integrazioni, atteso che lo STRUMENTO URBANISTICO GENERALE dovrà essere oggetto di NUOVA ADOZIONE unitamente al rapporto Ambientale Deficitivo, previa verifica dell’attuale stato di consistenza delle aree per servizi e attrezzature, nonché dello studio geologico e di quello agricolo forestale. Per quanto sopra codesto Comune è onerato del RITIRO DEI PLICHI presso la scrivente U.O. ENTRO 15 GIORNI dal ricevimento della presente. Trascorso tale termine gli stessi saranno trasmessi all’ARCHIVIO DEL DIPARTIMENTO”


Ciò detto Isola delle Femmine torna al Piano Regolatore Generale approvato con D.A. 83 14 maggio 1977, Si Cittadini abbiamo delle regole che risalgono RIPETO al 1977 nel mentre il TERRITORIO di Isola delle Femmine E’ STATO DEVASTATO



Per tutti quelli che si sono sempre definiti GRANDI ORATORI BATTAGLIERI CIMIZIANTI POLEMISTI ESPERTI PER TUTTI: UNA GHIOTTA OCCASIONE DI URLARE:.



Per chiudere, la mia convinzione, al là delle apparenze, che avete un PATTO d’acciaio :non stuzzicarvi in particolare nei momenti in cui il cosiddetto avversario è una una situazione di difficoltà giudiziaria? E’ stato beccato con il dito nel vasetto della NUTELLA.



No, non parlo della intercettazione nel pieno della campagna delle elezioni amministrative.

Sapendo quanto i miei detrattori sono VENDICATIVI.
Mi sembra strano tutto ciò.
Si in fondo siete tutti amici e a volte non bisogna andare troppo oltre. Ci vediamo stasera a mangiare la pizza a Terrasini?


Sconfitti con la giustizia passano all'attaco .......




Comportamenti al limite della decenza, pressioni intimidazione minacce (“Tuo marito per difendersi deve vendersi la legittima”) contro mia moglie, dando luogo ad un vero REATO di mobbing.


Se tutto ciò è CONVENIENZA PERSONALE ebbene sono disposto a farne omaggio a chiunque lo richieda.



Sono le stesse persone che oggi criticano i miei sforzi per cercare sin da quando mi ha telefonato a SCALEA : " mi sono dimesso" ottobre 2005.

A questo punto il mio obiettivo era riunire quello che poteva essere un gruppo di opposizione sociale al potere portobelliano.


Non potevo non cogliere l'opportunità che avevo favorito con le mie azioni e gli scritti sul notiziario 2004 ho sempre sostenuto la non compatibilità con PORTOBELLO. (ricordate l’articolo "Una poltrona per due?” oppure “Scacco Matto” oppure “sette righe” e quanto è bastato a PORTOBELLO per salutare il dimissionario)



Quindi per me tatticamente dovevo lavorare per il coinvolgimento del gruppo che si andava formando.



Ebbene questi signori mi accusano di non voler fare IO. PUBBLICAMENTE nome e cognome di chi aveva partecipato alle riunioni della TERRAZZA di via Sciascia.



È chiaro che c'è un tacito accordo ( anche se non sottoscritto) fra TUTTI TUTTI TUTTI TUTTI MA PROPRIO TUTTI PER METTERMI SOTTO SCOPA CON UN ACCUSA DI DIFFAMAZIONE.



Questa, CITTADINI di ISOLA DELLE FEMMINE, È LA KULTURA CHE PREDOMINA NEL NOSTRO PAESE. LA KULTURA DELLA DENIGRAZIONE DELL'ISOLAMENTO LA KULTURA DELL' INVIDIA DELLA GELOSIA.



TUTTI VOGLIONO METTERSI LA FASCIA O QUANTOMENO REGGERLA.



SONO PERSONE INCAPACI DI DIALOGARE DI UNIRE LORO SONO PER SFASCIARE (appena vedono crescere un filo d'erba nel prato ci spruzzano tanto.D.D.T. ) diversamente il "SALVATORE", il 14 febbraio del 2017 alle ore 10 nel corridoio del COMUNE il D.D.T. invitava a spruzzarlo sulla mia persona.

Ad ognuno il suo compito.


Alla fine penso che "SALVATORE" abbia creato tantissimi piccoli ma piccoli si proprio piccoli mostriciattolo.



N.B. Atti testimonianze documenti fotografici ed audio all'interno del fascicolo delle Autorità Giudiziarie competenti territorialmente




https://www.facebook.com/isola.pulita/posts/10215362529130453?__xts__[0]=68.ARDpmSGvNCQt0TVrdPykcAezh6fIk1kCV4whLEh5VPK5ek_2kgejenPuv1FUqAmZZVytvf_N-GQf1xXjAp0kUxAILv-uNpddIZynOPMxHt9cjEvP1Qc4n5ZtL04ScsXnhjsT4v1QSNgh&__tn__=-R






 PARECCHI ATTUALI DETRATTORI DELLA MIA PERSONA APPLAUDIVANO 4 AMICI AL BAR, BOLOGNA, ciampolillo, CIMITERO, DI BLASI FORTUNATO, FACEBOOK, Ferrante, INZERILLO, LILLO SPEZIALE, MAFIA, NAPOLI ANGELA, PRG, RUBINO, SCIOGLIMENTO DEL CC DI SOLA DELLE FEMMINE, TRIBOTO,

martedì 10 luglio 2018

CORTE DI CASSAZIONE BRUNO FRANCESCO nato a ISOLA DELLE FEMMINE il 11/08/1963

BRUNO FRANCESCO nato a ISOLA DELLE FEMMINE il 11/08/1963

Penale Ord. Sez. 7 Num. 27916 Anno 2018 Presidente: CAPOZZI ANGELO Relatore: GIORDANO EMILIA ANNA Data Udienza: 30/05/2018






ORDINANZA sul ricorso proposto da: BRUNO FRANCESCO nato a ISOLA DELLE FEMMINE il 11/08/1963 avverso la sentenza del 29/09/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO dato avviso alle parti; 

udita la relazione svolta dal Consigliere EMILIA ANNA GIORDANO; 

FATTO E DIRITTO 

Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di Appello di Palermo ha confermato la condanna di Francesco Bruno per il delitto di calunnia. Ha proposto ricorso il difensore dell'imputato, deducendo vizio della mancata valutazione delle deduzioni difensive contenute nei motivi di appello, in relazione al giudizio di attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, pur essendo la versione difensiva supportata da elementi di riscontro tra i quali la consulenza di parte sulla causa delle lesioni denunciate dalla persona offesa, che non è stata oggetto di esame dei giudici del gravame ed alla mancata concessione delle circostanze innominate. 

Il ricorso, che riproduce i motivi di appello per come evincibile dal confronto con la motivazione della sentenza impugnata, è basato su censure indeducibili e palesemente infondate. Sono manifestamente infondate le censure in punto di motivazione che si risolvono nella critica della ricostruzione compiuta dalla Corte territoriale che, esaustivamente, ha ritenuto di valenza recessiva - rispetto al compendio probatorio acquisito - il contenuto della consulenza di parte. 

In presenza di una motivazione logica e congruente della sentenza impugnata, non può essere devoluta alla Corte di legittimità la ricostruzione dei fatti e dell'elemento psicologico del reato, censura che si risolve in una richiesta di diverso apprezzamento del materiale probatorio, precluso in questa sede. 

Congrua è la motivazione con la quale la Corte palermitana ha disatteso la richiesta di applicazione delle circostanze attenuanti generiche richiamando la natyura infamante delle accuse e il comportamento dell'imputato, che non ha mostrato alcun sitomo di resipiscenza. 

Alla inammissibilità del ricorso consegue ex art. 616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che si stima equo determinare in euro 3.000,00 (tremila). 

P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. 

Così deciso il 30 maggio 2018 













AIELLO BEATRICE, AIELLO MARIA, ALONGI VINCENZO, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CORTE DI CASSAZIONE, CRISCI FRANCESCO,DOSSIER, FAVALORO GIUSEPPE, Ferrante, GIAMBRUNO, MANNINO, PACI ROCCO,PELOSO,RANDAZZO, RAPPA ING ROCCO


 CORTE DI CASSAZIONE BRUNO FRANCESCO nato a ISOLA DELLE FEMMINE il 11/08/1963

domenica 10 giugno 2018

Lo scandalo della cementeria dimenticata sbarca su Striscia - VIDEO

Lo scandalo della cementeria dimenticata sbarca su Striscia - VIDEO
 
Il Tg satirico di Canale 5 ha parlato dello stabilimento di Vibo Marina dismesso nel 2012 che continua a occupare 30 ettari di terreno, circondato da strade colme di rifiuti e degrado  

 
 
 

 
 
I vibonesi non hanno bisogno che qualcuno gli ricordi la sorte di Vibo Marina. Sanno bene come è andata e conoscono perfettamente le situazioni di degrado che prendono forma nel dedalo di strade e stradine che si dipana intorno alla frazione portuale della città capoluogo.  
Rifiuti ovunque, vecchi frigoriferi, divani e lavatrici come se piovesse, topi e nuovi barbari che vengono fin qui per eludere la raccolta differenziata e le più elementari regole di convivenza civile. Vibo Marina è diventata una discarica a cielo aperto e lo sanno tutti, Comune compreso. Così come tutti sanno che qui, tra la verdeggiante collina sulla quale sorge Vibo, e il mare blu della Costa degli Dei, si staglia un monumentale complesso industriale dismesso nel 2012, la fabbrica di Italcementi.
Stasera se n’è accorta anche Striscia la notizia, la trasmissione di Antonio Ricci, che nei tre minuti del servizio del calabrese Luca Gualtieri, quello con la giacca rossa piena di punti interrogativi, si è chiesta come sia possibile che 30 ettari di territorio, a due passi dal mare, siano occupati senza alcuna prospettiva da un “mostro” dormiente, la vecchia cementeria appunto.
 
Che proprio vecchissima non è, visto che fino a sei anni fa macinava fatturati milionari, impiegava 80 dipendenti e creava un indotto per 400 imprese di circa 100mila euro al giorno, tra aziende partner, ristoranti, banche ed esercizi commerciali che ruotavano intorno allo stabilimento.
 
Poi, nel 2016, il passaggio di mano di Italcementi dalla storica famiglia bergamasca dei Pesenti, che comunque aveva già chiuso battenti a Vibo, e il gruppo tedesco Heidelberg Cement, che ha confermato lo stop dello stabilimento, cannibalizzando i macchinari più importanti e smontando pezzo per pezzo le attrezzature da destinare ad altri impianti. Ma le strutture portanti, cioè i grandi capannoni, i forni e le ciminiere, sono rimaste lì, ad accumulare polvere e rimpianti.
 
Stasera Striscia si è chiesta: «Ma perché?». La stessa domanda che da anni si pongono i vibonesi quando passano in prossimità del cementificio abbandonato e rimpiangono i tempi che furono, quando Vibo Marina aspirava addirittura a diventare un Comune indipendente, per la quantità di ricchezza che era capace di produrre grazie agli insediamenti industriali, a cominciare proprio da quella cementeria all’avanguardia che esportava in tutto il mondo e rappresentava un vanto per il tessuto imprenditoriale calabrese.
 
Il sindaco Elio Costa, intervistato da Gualtieri, ha confermato quello che già si sapeva: il gruppo industriale tedesco non ha nessuna intenzione di riprendere l’attività produttiva, ma è solo disposto a vendere il sito e i terreni. Facile a dirsi, ma quasi impossibile a farsi. L’investimento che occorre è enorme, senza contare che chiunque ci metta mano deve prima procedere alla bonifica.
 
Ecco il punto dolente: la bonifica. Perché se è comprensibile che le leggi di mercato impongano ad una azienda di chiudere (la crisi economica iniziata nel 2008 è la prima responsabile della situazione attuale), non è comprensibile come in Italia sia possibile “usare” il territorio a proprio piacimento e poi lasciarlo così, senza nessuno che obblighi i proprietari di quel sito a pulire tutto e sbaraccare.
 
Non è comprensibile come la politica provinciale, regionale e nazionale non abbia mosso un dito per incentivare l’attività dello stabilimento di Vibo Marina, facendo in modo che continuasse a produrre e dare lavoro. Non è comprensibile come la stessa classe politica abbia continuato a buttare fumo negli occhi dei calabresi, favoleggiando di riconversioni impossibili come quella che prevedeva, ovviamente solo in linea teorica, la creazione di un parco turistico lì dove ancora sorgono le torri alte più di 70 metri. E non c’è destra o sinistra che tenga, perché tutti, ma proprio tutti, hanno dimostrato la propria assoluta incapacità  di confrontarsi con i problemi seri.
 
Stasera il Tg satirico di Canale 5 ce l’ha ricordato, aprendo una ferita che non si è mai rimarginata e che non potrà mai guarire finché lo scempio di questo fallimento violenterà il profilo della costa a più alta densità turistica della regione, con le ciminiere polverose e silenti a ricordarci che in Calabria, purtroppo, il futuro non si vede mai.
 
la fonte:
 
 
 
 
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L'AFFAIR DELLA CALLIOPE











Cronaca vera 21 gennaio 2009












I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l.


ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleanno di Stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”.
I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l.

COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca

a)il decreto di nomina del Commissario

b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.

Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.

Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.

In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.

Il Programma Costruttivo in argomento.
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

L’ing Gioacchino Lascari ha provveduto alla esecuzioni delle misurazioni. E FIRMA UNA PERIZIA GIURATA per conto della Callliope s.r.l.e SA.BA. s.r.l.
Non Sappiamo se si tratta di un caso di omonimia con un Ingegnere Lascari Gioacchino (nato a Piana degli Albanesi il 4.10.55) di Piana degli Albanesi facente parte della Commissione Edilizia di Piana degli Albanesi.

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO


6.6.07 ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.


3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI


Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale
Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori?



L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare.
Si avvia la costruzione di 48 villette a Isola delle Femmine.
Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro.
Gli alloggi vengono venduti a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero.
Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%.

Un grosso affare, tenuto conto del costo irrisorio del terreno la cui destinazione era verde agricolo.


Un mese prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno.











CALLIOPE DELIBERA 9 1/2/2001






Calliope Diniego della C.E.C. al programma costruttivo 19.5.2003






CALLIOPE: La calliope richiede intervento Commissario ad Acta 30 giugno 2003 prot 9571






Calliope Perizia giurata Ing Gioacchino Lascari 3718 del 8.8.2003 per rispetto, limiti 500metri dal mare




Calliope Intervento sostitutivo commissario ad acta dr. Mario

Megna D.A. 142 del 10.2.2003 delibera 48 24.9.2003










In genere si dice: ecco la ciliegina sulla torta!

Al Presidente del Consiglio Comunale
di Isola delle Femmine


Oggetto: Convocazione c.c. del 29.09.2003


Il sottoscritto Dionisi Vincenzo, nella qualità di consigliere comunale, in ordine al punto n. 7 dell’O.d.G. dell’odierna seduta fa rilevare quanto segue:
-è scandaloso che il Consiglio Comunale sia stato sostituito da un commissario ad acta nei propri poteri, malgrado la richiesta presentata dalle ditte dei programmi costruttivi sia arrivata al suo ufficio in data 08/08/2003 prot. N. 11643;
-non si spiega come mai dal 08/08/2003 la S.V. non ha ritenuto urgente di convocare il C.C. per discutere questo argomento
-mi auguro che la S.V. intervenga nelle sedi opportune per difendere l’autorevolezza del C.C., in caso contrario debbo pensare che Lei era a conoscenza di questo “DISEGNO URBANISTICO” fatto ad “ARTE”;
-mi preme sottolineare che, oggi, visionando il carteggio di detto punto messo all’O.d.G., ho riscontrato che era mancante dei seguenti documenti: Decreto di nomina del Commissario, verbali della C.E.C. ove è stato trattato detto programma costitutivo e varie note citate.
Ritenendo la documentazione richiesta propedeuca per essere messo nelle condizioni di valutare attentamente il “delicato” argomento, La invito a fornirmi tutti gli atti citati prima dell’inizio della seduta consiliare.
Isola delle Femmine, lì 29/09/2003
IL CONSIGLIERE COMUNALE


Calliope delibera 56 30.9.2003 richiesta di intervento al Sindaco per la difesa delle prerogative del C.C. in materia Urbanistica






ABUSIVISMO EDILIZIO A ISOLA DELLE FEMMINE STAVANO COSTRUENDO 50 APPARTAMENTI?





CALLIOPE: Ordinanza 23/r.o. 20 aprile 2005 Ordinanza di ripristino a carico di Lopez Dario 29 marzo 2005 ASSENZA DI LICENZA EDILIZIA





CALLIOPE: Ordinanza 23/r.o. 26/R.O. 19.5.2005 Ordinanza di ripristino a carico di Lo Cicero Maria Antonia e Bandiera Rosanna per realizzazione abusiva verbale 117/2 24/2/1990 Carabinieri Isola comunicata al Comune di Isola prot 1760 27.2.90. Sentenza pretore Carini 396/93 prot 5334 13.5.05 ASSENZA DI LICENZA EDILIZIA





CALLIOPE: La Commissione Edilizia Comunale il 6.6.07 mette all’ordine del giorno richiesta di sanatoria presentata dalla Calliope articolo 15 Legge 47/85 presentat 3.4.07 prot 3981 variante per i 50 appartamenti




CALLIOPE: Ordinanza 29/r.o. 27.8.07 Ordinanza SOSPENSIONE LAVORI a carico di Lo Cicero Maria Antonia e Bandiera Rosanna per NON AVER TRASMESSO DOCUMENTAZIONE PREVISTA PREVISTA PER LEGGE. LICENZA EDILIZIA CONCESSA 1 GIUGNO 2005 TRASCRITTA IL 24.6.05














VINCOLI ESISTENTI NEL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE



Caso Stefano e Antonio Maiorana: una lunga storia fatta di perché inascoltati

Un fiume in piena di “perché “che stanno logorando questa madre, alla quale questo Paese deve molto, non solo in termini di giustizia, ma anche e soprattutto dal punto di vista della “vicinanza umana” finora assente

Antonio Maiorana, 47 anni, e suo figlio Stefano, 22, spariscono misteriosamente da Palermo il 3 agosto 2007. Fin da subito appare chiaro che la scomparsa di padre e figlio è legata agli affari dell’uomo, noto costruttore della zona, socio e consulente dell’impresa Calliope Immobiliare. Di Antonio e Stefano si perdono le tracce proprio da uno dei cantieri della società, a Isola delle Femmine, dal quale si erano allontanati dicendo agli operai che sarebbero rientrati a breve. Da allora nessuno più li vede. La Smart bianca di proprietà di Stefano verrà ritrovata giorni dopo nel parcheggio dell’aeroporto di Punta Raisi. Ma da chi è stata lasciata lì l’auto? Le indagini che si aprono dopo la scomparsa stabiliscono che sul volante ci sono le impronte degli scomparsi, ma anche di altre persone. Tra queste anche quelle di Dario Lopez, socio della Calliope Immobiliare. Le prime indagini non portano però a nulla. Si cerca di trovare qualche traccia dai filmati di videosorveglianza dell’autostrada che porta a Punta Raisi, ma tutte le telecamere risultano misteriosamente spente proprio quel giorno, come Rossella Accardo farà poi notare in più occasioni ad incontri pubblici e televisivi.
Il primo sospetto è che Antonio e Stefano siano vittime della “lupara bianca”, dal momento che il settore edile della zona in cui la Calliope operava era sotto stretto controllo mafioso. A rendere questa ipotesi più forte c’è anche la sparizione dell’hard disk del computer di Antonio, fatto smontare da Karina André, compagna dell’uomo, dopo la sua scomparsa e del quale non si conosce il destino. Si pensa che l’hard disk potesse contenere materiale compromettente, che avrebbe però forse potuto indirizzare le indagini sulla scomparsa dei Maiorana. Oltre all’hard disk scompare anche un busta contenente dei documenti importanti che la stessa Karina, tre giorni dopo la scomparsa di Antonio, aveva prima consegnato ai genitori dell’uomo perché la nascondessero, per poi andarla a recuperare due settimane dopo. Cosa conteneva quella busta? Intanto della scomparsa di Antonio e Stefano inizia ad occuparsene la nota trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” e arrivano alcune segnalazioni secondo le quali padre e figlio potrebbero trovarsi in Spagna. Ci sono infatti degli avvistamenti in una discoteca di Barcellona che vengono verificati e risultano non rispondenti al vero. Passa un anno e mezzo e il 6 gennaio 2009 Marco, il secondogenito di Rossella e Antonio, si toglie la vita gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva con suo fratello Stefano. Dopo oltre un anno dalla morte del figlio, Rossella Accardo trova casualmente tra le pagine di un fumetto di Topolino un breve appunto di Marco che apre nuovi scenari sulla scomparsa dell’ex marito e del figlio: «Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico… Mio padre diceva che bisognava trovare il punto debole del nemico. E poi sarebbe stato facile ricattarlo… Karina avrebbe fatto da spalla mentre lui conquistava tutti con promesse di soldi e sollecitando interessi sessuali… Non ho mai pensato che mio fratello e mio padre si siano allontanati per scelta. Ho subito pensato che fosse successo il peggio e con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale».
Dopo questo messaggio e dopo l’ammissione dell’uomo che ha estratto l’hard disk dal pc di Maiorana, la Procura di Palermo iscrive nel registro degli indagati per favoreggiamento la compagna del costruttore, l’argentina Karina André. La donna avrebbe intralciato le indagini. Rossella Accardo, a questo punto, inizia a sospettare che il caso di suo figlio Marco potrebbe anche non essere un suicidio. Nel mese di agosto del 2014, benché ci siano ancora troppi lati oscuri nella vicenda Maiorana, il GIP, accogliendo la richiesta della Procura ne dispone l’archiviazione. Ma Rossella non ci sta e dallo scorso 2 novembre 2014 comincia a fare lo “sciopero del silenzio” per protestare contro un provvedimento che ritiene ingiusto. Non solo: dallo scorso 21 novembre la Accardo, si stabilisce a Roma con un camper, a piazzale Clodio, davanti al Palazzo di Giustizia, per chiedere che sia data voce al suo silenzio, che il suo grido di giustizia venga ascoltato. Il 25 Gennaio del corrente anno, il pentito di mafia Vito Galatolo, avrebbe messo a verbale dichiarazioni utili per le indagini sulla scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano. Le indiscrezioni trapelate oggi sull’interrogatorio di Galatolo sono infatti la prima conferma ufficiale della morte dei due congiunti, nonché la conferma implicita a quanto da lei sempre sospettato: pure il suicidio del figlio minore, Marco, sarebbe da imputare alla mafia.
A questo punto i perché di Rossella si fanno ancora più pesanti, incessanti ed inascoltati. Dice Rossella: «Perché, al momento della denuncia di scomparsa di Stefano e Antonio non c’è stato concesso l’uso di un elicottero per scandagliare tutta l’area intorno al luogo della scomparsa? Perché i sistemi di video sorveglianza dal cantiere di Isola delle Femmine all’Aeroporto Falcone-Borsellino, la mattina del 3 Agosto 2007, erano oscurati? Perché non abbiamo potuto fruire delle unità cinofile nel momento in cui si è trovata l’auto di mio figlio Stefano posteggiata al parcheggio privato all’interno dell’Aeroporto Falcone-Borsellino? Perché, constatato che il telefono di Antonio Maiorana alle ore 10.20 circa aggancia la cella telefonica del cantiere in via Del Levriere (luogo in cui mio Stefano ed il padre sono stati visti per l’ultima volta) non si è provveduto immediatamente ad effettuare le ricerche dovute all’interno del cantiere stesso? E perché rilevato che alle ore 7.50 del 3 agosto 2007 (giorno della scomparsa) il telefono del socio nella gestione del cantiere aggancia la cella telefonica dell’aeroporto e non viene subito sottoposto ad interrogazione? Perché quando i sig.ri Maiorana (genitori di Antonio) hanno verbalizzato che la signora Karina Andrè Gabriela (compagna di Antonio Maiorana) aveva consegnato loro dei documenti dicendo “con questi mandiamo una persona in galera, conservateli in luogo sicuro”, entrambi coniugi e compagna non sono mai stati ascoltati su tale dichiarazione? O se le sue parole non corrispondono al vero perché non sono mai state accertate o messe in discussione?». Un fiume in piena di “perché “che stanno logorando questa madre, alla quale questo Paese deve molto, non solo in termini di giustizia, ma anche e soprattutto dal punto di vista della “vicinanza umana” finora assente. Un Paese civile deve molto a lei, a tutti noi, ma anche a chi ci guarda dall’estero, dove c’è da scommettere che nessuno abbia una buona opinione sul nostro “senso di appartenenza, di coesione, di condivisione della sofferenza”. Per non parlare dell’opinione che di certo chiunque avrebbe di un “sistema giustizia” così profondamente malato e pieno di metastasi.
http://www.blogtaormina.it/2015/02/09/caso-stefano-e-antonio-maiorana-una-lunga-storia-fatta-di-perche-inascoltati/196357/

https://livesicilia.it/wp-content/uploads/2013/01/Maiorana-da-s37.pdf


http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/53323-il-mistero-dei-maiorana-nelle-rivelazioni-del-pentito-galatolo.html


Antonio e Stefano Maiorana: doppia scomparsa a Palermo. Quelle indagini devono continuare

di Fabio Sanvitale direzione@calasandra.it



3 agosto 2013
Padre e figlio sono in cantiere, vicino Palermo. Dicono che si assenteranno per dieci minuti. Dopo 6 anni non sono ancora tornati. E’ la storia di Antonio e Stefano Maiorana, che vi raccontiamo oggi.
Quello che sappiamo di loro è che la Smart bianca, su cui si muovevano il 3 agosto 2007, viene ritrovata a Punta Raisi, nel parcheggio dell’aeroporto, con nessuna traccia utile, quasi a suggerire un allontanamento volontario. Ma c’è un fatto strano: Antonio ha lasciato in cantiere il borsello con i documenti, da cui non si separava mai. Perché?
Antonio Maiorana, 48 anni, è nell’edilizia da sempre. Stefano, 23 anni, è studente universitario sulle orme del padre.
Fuga volontaria? Ma da chi? Da cosa? E’ un’ipotesi che salta sempre fuori, in questi casi: se ne sono andati a fare la bella vita. Ma gli avvistamenti – che pure ci sono stati: Barcellona e Colombia – si rivelano falsi. E poi, c’è un’altra pista, che porta dritta al cantiere di Isola delle Femmine: 50 appartamenti su 13.000 mq, per un affare da 7 milioni di euro.  Qui, Maiorana faceva da consulente per le società che stavano costruendo: la “Calliope” e la “Edilia”. Vediamole da vicino. Ruolo delicatissimo e centrale, il suo: trattava con le banche per i mutui.
Della “Calliope” sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Lopez, genero del proprietario del terreno.
Della “Edilia”, invece, sono soci i figli del proprietario del terreno e l’imprenditore palermitano Francesco Paolo Alamia. Zoomiamo ancora su Lopez e Alamia. Dario Lopez è uomo di mediazione, ha accertato l’inchiesta, è quello che garantisce la tranquillità del cantiere.
Alamia, invece, già socio in affari di Maiorana dagli anni Ottanta, e’ stato anche assessore comunale a Palermo e avrebbe avuto rapporti d’affari con l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia. Indagato per concorso in associazione mafiosa insieme a Dell’Utri e Berlusconi, la sua posizione viene archiviata nel 1997.
pulizziDella “pista del cantiere” parla nel 2008 il pentito Gaspare Pulizzi (nella foto qui accanto), ex braccio destro del boss Salvatore Lo Piccolo, che comandava (ora sta dentro) a Isola: ”Lo Piccolo mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana e’ stata determinata da contrasti interni al cantiere”. Affermazione interessante da un lato, sconcertante dall’altro: possibile che Lo Piccolo, padrone della zona, abbia lasciato commettere un omicidio nel suo territorio senza dare il benestare?
Mentre i carabinieri indagano in questa direzione, però, il 6 gennaio 2009 si suicida il fratello di Stefano, Marco, di 22 anni. Sulle prime, le solite frasi: Marco non ha retto, Marco “ha deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione”, scrissero le agenzie di stampa.
Ma la morte di Marco, in realtà, parla. Quando sembra che tutto si fermi nel nulla, un anno dopo, Rossella Accardo – l’ex moglie di Maiorana, mamma dei due fratelli – trova tra le cose del figlio un numero di “Topolino” in cui lui ha scritto:‘mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico, con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale con cui si teneva… sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo”Un momento: chi è Karina? A cosa si riferisce Marco? Gabriela Karina Andrè, argentina, era la convivente di Maiorana. Dunque il pc del padre è stato distrutto da lei e da Marco? Perché? Cosa sapeva Marco della loro scomparsa? E perché si è ucciso, piuttosto che dirlo?
Nel frattempo siamo nel 2011: la Procura di Palermo decide di archiviare il caso. La Accardo si oppone: ci sono troppi elementi interessanti per lasciare che la storia si chiuda lì. Ad esempio, ci sono sms spediti da Maiorana ad Alamia fra le 5.21 e le 5.51 di quella mattina, dalla zona di Capaci. Niente di strano, se la Andrè non avesse dichiarato ai carabinieri, invece, che Maiorana era uscito di casa, a Palermo, alle 6.30. C’è il cellulare dell’uomo, che risulta spento solo dalle 10 di mattina.
Scattano nuove indagini. Ma anche questa seconda tranche porta, quest’anno, a una nuova archiviazione, alla quale ora la Accardo dovrà rispondere.
E allora, per capirci qualcosa, rimettiamo insieme i fatti successi negli ultimi giorni di Antonio Maiorana. Anche loro parlano. E’ da qui che ripartiremo nella prossima puntata, per spiegare come probabilmente andarono le cose, la mattina del 3 agosto 2007, quando tutto accadde. Padre e figlio, Antonio e Stefano Maiorana, spariscono insieme la mattina del 3 agosto 2007, vicino Palermo (leggi QUI la ricostruzione della scomparsa). Le indagini portano al cantiere edile – delle società “Calliope” ed “Edilia” -  di cui Antonio era consulente. Risaliamo ad una ventina di giorni prima, quando Maiorana si avvia verso la sua fine. Da tempo, infatti, l’uomo si dichiara insoddisfatto del suo compenso: 50.000 euro non bastano.  D’altronde, ha il coltello dalla parte del manico: i rapporti con le banche, per i mutui, li gestisce lui. Gliene danno altri 25.000. Non basta. Vuole altri soldi, oppure la cessione alla sua convivente, Gabriela Andrè, del 50% della “Calliope”. E’ una richiesta assurda, eppure va in porto. Com’è possibile che Paolo Alamia, uno dei due soci della “Calliope”, ceda così facilmente a Maiorana? Perché non ne sa nulla. Maiorana fa il furbo. Con l’aiuto di un notaio amico fa l’atto di trasferimento quote senza Alamia. Sa talmente tanto di stare giocando sporco che, quel giorno, dice alla Andrè di prendere i suoi figli – Stefano e Marco, nati dal matrimonio con Rossella Accardo – e nascondersi in un posto che neppure lui vuole sapere dov’è…
Ma per quello che ha fatto, non lo ammazzano. E se non lo ammazzano, deve aver avuto in mano qualche asso, no? Ma quale? E perché ci interessa?
Ora siamo al 1 agosto 2007. Mancano 48 ore alla tragedia. Dallo stesso notaio ci sono Maiorana e Dario Lopez, detentore dell’altro 50% della “Calliope”: c’è una rissa tra loro. Perché? Lo chiediamo a Rossella Accardo, mamma di Stefano ed ex moglie di Antonio, che da 6 anni cerca la verità su questa vicenda: “gli acquirenti di quei residence stipulavano due atti, uno per comprare l’immobile ed uno per personalizzarne le finiture interne. Quindi pagavano due somme diverse. Lopez chiedeva che le finiture non fossero liquidate contestualmente all’acquisto. E qui sono venuti alle mani, ci fu una camicia strappata. Maiorana, infatti, temeva che Lopez volesse gestire in proprio i pagamenti delle finiture, sottraendoglieli”. Il clima si fa pesante, molto pesante.
Ma che carattere aveva Antonio? “Era stato curato per una distimia bipolare” risponde Accardo  “alternava un umore tranquillo a improvvise crisi di rabbia. Non aveva un carattere facile, insomma. Nei giorni precedenti la scomparsa, poi, sembrava davvero esasperato dal rapporto coi soci. E ultimamente, ho scoperto poi in cantiere, aveva licenziato Pietro Cinà, prestanome dei Lo Piccolo, i boss mafiosi della zona”.
Ora siamo al 3 Agosto 2007: Lopez e Stefano Maiorana prendono un caffè insieme. Manca pochissimo alla tragedia. I due tornano al cantiere. Trovano Antonio. Padre e figlio si allontanano, dicendo che torneranno tra dieci minuti: e spariscono nel nulla. Strano: Antonio lascia in ufficio il borsello, da cui non si separa mai. Come se lo spiega? “Questa è una cosa troppo anomala: dentro c’erano le chiavi di casa, i documenti. Forse non ebbe il tempo di prenderlo? A me fa pensare che siano stati costretti ad allontanarsi. E se è vero, qualcuno in cantiere ha visto?”.
C’è una terza vittima, in questa storia: è Marco, il fratello di Stefano, suicidatosi il 6 gennaio 2009. Rileggendo tutto alla luce della “pista del cantiere”, anche la sua morte si rivela molto di più del drammatico risultato di una depressione. Seguiteci.
maioranaMarco Maiorana, la mattina della scomparsa, infatti, è particolarmente preoccupato: prova a chiamare il fratello, il padre, quindi corre al cantiere e poi chiama la Andrè. Ha capito qualcosa? “Marco mi disse che il padre aveva fatto una furbata in barba a tutti” dice Accardo. Ma, se sapeva qualcosa, perché non ne ha mai parlato con nessuno? “Lo dicono i giudici: perché era plagiato dalla Andrè, fu lei a dirgli che i carabinieri avevano rubato gli orologi di suo padre nelle perquisizioni, quando invece li aveva presi lei per rivenderli, come fu poi accertato. In questo modo Marco non poteva certo fidarsi dei carabinieri». Così come Marco era presente quando la donna, pochi giorni dopo la scomparsa, fece smontare la memoria del portatile del padre. Prima di uccidersi, Marco s’era convinto di essere stato responsabile della morte del fratello: per non averlo fermato quella mattina, quando aveva capito che stava andando ad un appuntamento pericoloso.
E qui siamo tornati al punto. Pericoloso perché? Chi ha fatto sparire i Maiorana? “Antonio voleva consegnare gli appartamenti il prima possibile, fare liquidità e reinvestire. Così, ha cercato di fare il furbo, di alzare il costo della sua consulenza ed ha costretto i suoi soci a far entrare la Andrè nella “Calliope”. E s’è guadagnato molti nemici. Era nemico Francesco Paolo Alamia (oggi 78enne, per una vita in affari col sindaco mafioso Ciancimino), che dovette cedere la sua quota alla Andrè. Era nemico Lopez, che, dopo la lite dal notaio, vedeva in Maiorana un ostacolo. Erano nemici i Lo Piccolo, dopo lo sgarbo fatto con Cinà. Questa concentrazione di astio verso Antonio Maiorana è stata fatale?
Rossella Accardo ha un’idea su come il suo ex marito possa aver evitato l’ira di Alamia. “Forse Antonio lo ricattava. La Andrè ha confermato di aver partecipato, bendata e portata da Maiorana, a delle gang bang. Non sappiamo chi potesse esserci, ma sospetto che Antonio possa aver usato quelle situazioni per acquisire foto compromettenti (la Andrè ha confermato ai carabinieri l’esistenza delle foto, Nda). Purtroppo, per molte cose le indagini sono state fatte in modo blando. Nell’immediato mi hanno negato le unità cinofile e nessuno ha sequestrato il portatile di Antonio” dice Accardo.
E conclude: “la logica del non vedo, non sento, non parlo ha portato la Sicilia dove siamo,  ma sugli scomparsi si deve fare prevenzione… ecco perché sto lavorando perché la Regione Sicilia faccia la sua parte, in questa direzione. Io, su questa storia, sono pronta a metterci la vita”.
www.cronaca-nera.it


Antonio Maiorana conosce Francesco Paolo Alamia grazie allo zio materno Giuseppe Contarini.

Poco più che adolescente Antonio, figlio unico di Vincenzo Maiorana e Rosalia Contarini(entrambi nativi della provincia di Messina), fortemente motivato dal desiderio di affermazione personale…si in termini professionali (puntava al conseguimento di una laurea

in Ingegneria edile)che economici; riconosce nello Zio Pippo il perfetto riferimento per costruire la sua scalata, all’interno di una realtà operativa che si afferma nell’ambito dell’edilizia cooperativistica.

Trascorreranno circa 10anni prima che lo Zio Pippo venga meno in circostanze alquanto repentine: la sua morte improvvisa sarà comunque addebitata ad un infarto folgorante!…il giorno precedente la notte della dipartita, lo trascorremmo insieme in giro per sopralluoghi nel trapanese.
Ci riferì, fra l’altro della sua salute di ferro e del recentissimo “CEKAP” che aveva effettuato in Svizzera…a conferma di una condizione fisica che faceva invidia ad un giovane!

Il giorno dopo era non era più fra i vivi.



Da quel momento Antonio cercò riferimento fra le persone più vicine allo Zio… fra questi Francesco Paolo Alamia, gli dava più affidabilità anche a fronte della conoscenza acquisita sin dall’inizio del rapporto lavorativo con lo Zio materno.




Presumibile che, nel tempo, l’interazione tra i due (F.sco Paolo ed Antonio) abbia affinato e costruito complicità a tanti livelli…tant’è che all’atto dell’avvio del cantiere in via Del Levriere nel comune di Isola delle Femmine(PA), Antonio Maiorana già fungeva da Consulente finanziario… in termini di interfaccia tra l’Istituto di Credito preposto per l’erogazione del finanziamento agevolato e l’Impresa che concretamente eseguiva i lavori edili .

Circa venti giorni prima della scomparsa di Stefano ed Antonio Maiorana, il subentro di Karina Gabriela Andrè – proprietaria del 50% delle quote della Società Calliope – permise ad Antonio di intestarsi il ruolo di Procuratore e di gestire anche “stipendi” per i miei Figli… e per la sig.ra Karina… in ragione di Euro 500,00 alla settimana!

Fui tenuta all’oscuro di tutto…mi fu negato l’accesso in via del Levriere…Mentre Marco si portavagiornalmente in cantiere, Stefano si occupava di pratiche legali e notarili…finchè:


3 AGOSTO 2007 h 6:00 
- Stefano Maiorana si accinge ad uscire da casa (un appartamento posto al 7° piano di Via Arimondi a Palermo)Si muove e si veste velocemente…vuole essere in cantiere prima che arrivino gli operai.

Sveglia il Fratello Marco e gli porge una busta formato A4 affinchè cerchi all’interno della stessa un documento (scrittura privata traducibile in riscossione di Euro 100.000,00 per varianti in corso d’opera e “gettone” da riconoscere al primo acquirente) intestato a tale Sig. Culella CRISTINA PA 73 ACQUIS 12 12 07 , subentrante acquirente di un appartamento in corso di realizzazione all’interno del cantiere edile in via Levriere ad Isola delle Femmine(PA)


h 6:50 - raggiunto il cantiere edile, Stefano invia un sms alla Sua ragazza informandoLa d’essere arrivato a destinazione e confermando che avrebbero pranzato insieme.
h 7:00 - sopraggiunto Dario Lopez, si porteranno al bar Time con l’auto di Stefano per un caffè.
Anche il barista MARIO riferirà che alla guida c’era Dario…pare che Stefano abbia voluto fargli provare l’auto nuova per ” …prìo…”(gergo siciliano per esprimere il piacere di condividere con gli altri ciò che è tuo).

h 7:30(quanto di seguito sempre riferito da Dario Lopez)
- Stefano ed Antonio Maiorana(aveva raggiunto il cantiere con la sua moto, partendo da via delle Croci dove abitava con Karina Gabriela Andrè) si allontanano, dal cantiere edile – in via del Levriere - gestito dalla “Calliope”, con l’auto di Stefano(una Smart nuova fiammante…ancora con targa prova). Antonio avrebbe detto: “…mi allontano con mio Figlio per una decina di minuti…”

h 8:00 - Marco Maiorana, quella mattina particolarmente preoccupato, prova a chiamare Stefano al n° 3495759060  ma il telefonino risulta spento o irraggiungibile…Prova a chiamare il padre, ma il tel. squilla a vuoto finchè non s’interrompe la linea. Insisterà, invano, per più di un’ora nel cercare un contatto con il fratello e con il padre
h 9:45 - Marco decide di andare personalmente ad Isola delle Femmine; sapeva che il padre avrebbe incontrato il direttore del Banco di Sicilia di Isola alle h.10:00
h 10:15 circa - Marco raggiunge la Banca di Isola ma di suo padre e di suo fratello nessuna traccia, né telefonate di rinvio dell’appuntamento; si dirige verso il cantiere di via del Levriere, che raggiungerà in pochi minuti. Stranamente troverà il cantiere “deserto”…a Suo dire non c’era nessuno dei responsabili che abitualmente vi stazionavano,

per sovrintendere i lavori, come aveva constatato nei 20 giorni precedenti…
La sua preoccupazione aumentò a dismisura, per cui pensò di informare Karina
N.B. per volontà del padre Antonio, Marco si era portato giornalmente in cantiere per disbrigare una serie d’incombenze per conto dello stesso…a fronte del nuovo ruolo che questi aveva maturato: procuratore di Karina Gabriela Andrè, nuova socia al 50% della società edile Calliope.

La “Calliope” vedeva soci: Maria Bandiera – in rappresentanza di Salvatore Bandiera, proprietario dell’area su cui si realizza il complesso residenziale – e Gaetano Alamia – in rappresentanza dell’Ing. Paolo Alamia, curatore della cooperativa dal finanziamento al progetto. Antonio Maiorana, a fronte di un contratto d’incarico professionale, era designato al ruolo di consulente finanziario…quale interfaccia tra il Banco di Sicilia e la cooperativa edile, al fine di gestire i S.a.L.

Nel tempo, Antonio Maiorana, si era dichiarato insoddisfatto della remunerazione contrattuale ( € 50.000,00) ed aveva ambito al raddoppio vantando meriti nell’espletamento del ruolo che altri consulenti non avrebbero saputo maturare.
Troveranno un compromesso,lievitando di altri € 25.000,00 a favore di Maiorana, l’importo iniziale…Con l’avanzamento dei lavori , nonché il buon esito dell’operazione imprenditoriale, Antonio Maiorana torna a chiedere che gli sia riconosciuto un “gettone premio”e/o cmq un ulteriore integrazione economica alle sue spettanze pena: avrebbe congelato l’ultima trance di mutuo che la banca doveva elargire, a fronte del “fine lavori”…, causando il fallimento di tutta l’operazione. Offrirà, come alternativa, il subentro di Karina Gabriela Andrè (sua compagna di vita) in ragione del 50% delle quote societarie. I vecchi soci, “frastornati” dall’incalzare del Maiorana, provano a ricondurre tutto a più miti consigli…ma il Maiorana (forte, fra l’altro, di elementi di ricatto aggiunti…pare anche rispetto alla vita privata dei vecchi soci) rilancia e riesce – con la compiacenza apparente di Dario Lopez, genero di Salvatore Bandiera - a far trasferire le quote dei Bandiera a Karina Gabriele Andrè, mentre le quote degli Alamia passano a Dario Lopez. Il notaio Li Puma, amico di vecchia data di Antonio Maiorana, sarà arbitro di questo evento…avallando il trasferimento delle quote anche in assenza dei Bandiera e degli Alamia.

Mio Figlio Marco stesso – dissociandosi dai comportamenti di Antonio Maiorana - mi riferirà che il padre aveva fatto una “furbata”in barba a tutti!

h 13:30 circa - rientrato in città, dove incontrerà Karina, decide di ritornare in cantiere insieme alla compagna di suo padre. Raggiunto il cantiere, dopo la pausa pranzo, si confronteranno con Dario Lopez che, preso atto di quanto riferito da Marco e interrogato rispetto a cosa possa essere successo, condivide la scelta di fare una denuncia di scomparsa.

Quella sera Marco Maiorana e Karina Gabriela Andrè andarono al commissariato di polizia (pare Commissariato Libertà) ma la lunga attesa e l’ora tarda, suggerì loro di rinviare tutto al giorno dopo.




4 AGOSTO 2007 h 9:30 circa - Marco, con fare circostanziato, chiama Franco Tusa…invitandolo a portarsi in via Delle Croci, presso l’appartamento in cui vivevano Suo padre e Karina Gabriela Andrè.

Raggiuntili in breve, il Sig. Tusa raccoglie le istanze di Marco che gli riferisce quanto accaduto  il giorno prima ed aggiunge : “ non so come dirlo alla mamma…so che ne morirebbe…credi che io e Karina siamo in pericolo?…”

Intanto, mattino presto Karina aveva già chiamato qualcuno per sostituire la serratura di casa e chiedeva scrupolosamente - anche al Sig. Tusa – di staccare la batteria del telefono temendo d’ essere intercettati rispetto a quello che stavano discutendo.

h 14:00 circa Incontro il sig.Tusa che mi riferisce: “ Tuo Figlio Stefano è scomparso insieme ad Antonio…da ieri mattina non rispondono neanche al telefono…”
Marco non ebbe il coraggio d’informarmi e dovette affidare ad altri l’onere di darmi la notizia che non avrei mai voluto ricevere…laddove, peraltro, allertavo continuamente i miei Figli :”…se papà Vi chiede di firmare qualcosa… se vuol coinvolgerVi in qualche attività che attiene il suo lavoro…DISERTATE!…condividete il momento in pizzeria, al cinema, al mare…ma DISERTATE qualunque invito che possa portare le vostre giovani vite in guadi, con la promessa di facili guadagni…”




Pensai ad un incidente con l’auto…solo questo poteva impedire a mio Figlio Stefano un contatto con suo fratello…

Senza preoccupare oltremodo Marco, gli dissi di portarsi dai carabinieri di zona per la denuncia…io lo avrei raggiunto li. Marco arrivò prima di me…io mi trovavo a Pioppo-Monreale e la strada era intasata. Durante il tragitto sollecitavo il maresciallo Collura, che già si trovava al cospetto di Marco, di stornare un elicottero in perlustrazione nel territorio circostante il cantiere da cui si erano allontanati Stefano ed il padre…convinta che avrebbero trovato l’auto di mio figlio ribaltata da qualche parte…con i passeggeri, privi di sensi, imprigionati dalle lamiere contorte.

La richiesta restò disattesa adducendo mille formalità da esperire. Si effettuò la denuncia.

Restammo in caserma fino a notte. Quando fui ascoltata, la prima cosa che mi fu detta mi lasciò totalmente frastornata : “…signora…lei lo sa…Isola delle Femmine è  sotto la giurisdizione dei Lo Piccolo…” ; “…chi sono??” risposi io ignara di tutto.



Furono invitati a fare delle dichiarazioni sull’accaduto, dai titolari dell’impresa (Alamia-Bandiera) che ha realizzato le famose palazzine al capocantiere. I genitori di Antonio arrivarono dalla provincia di Messina, dove si erano portati qualche giorno prima per villeggiare.

5 AGOSTO 2007 h 1:30 circa Le attività svolte dai carabinieri, portarono alla segnalazione di una Smart bianca…con targa prova posteggiata in un area custodita all’interno dell’aereoporto di Puntaraisi, regolarmente chiusa ed in ordine.

Mi chiedo: - Perché, in prima battuta mi fu detto che le telecamere aeroportuali – all’interno di un parcheggio custodito - non funzionavano?!e successivamente questa verità viene rettificata: “…non esistevano telecamere in quell’area…” Quale tecnico, incaricato di progettare l’impianto per la sicurezza aereoportuale, avrebbe lasciato aree lacunose in termini di “controllo” !? - Perché anche le telecamere poste all’uscita dello svincolo autostradale di Isola delle Femmine non funzionavano?

- perché la richiesta di destinare un elicottero alla perlustrazione dall’alto del territorio intorno al cantiere Calliope è stata disattesa? - perché le unità cinofile non potevano essere poste in forza, annusando la camicia che Stefano aveva indossato la notte precedente alla scomparsa, per comprendere se effettivamente, raggiunto il parcheggio custodito presso l’aereoporto Falcone Borsellino(ex Puntaraisi!?)se ne fosse allontanato!? - perché il 23 settembre 2007, Alessandra Zinniti di Repubblica scrisse:

Giallo ad Isola delle Femmine. Un testimone ha visto il sequestro
Incontratola, riferirà che c’era stata una fuga di notizie dalla Procura!!??
- perché nel mese di dicembre 2007 vengo raggiunta da una telefonata che m’informa di un video registrato da una telecamera a circuito chiuso… Il video – a detta dell’informatore – è chiaro ed esaustivo per “…comprendere la dinamica di quanto accaduto in aeroporto…”
Riferito agli organi competenti, sarò liquidata semplicemente con: ”…non dia credito all’informazione…il soggetto è inaffidabile…”
- perché l’”avvistamento” di Barcellona è stato distribuito dai mass-media prima che effettivamente fossero stati rintracciati mio Figlio Stefano e/o il padre Antonio?

tanto rumore… non avrebbe solo accelerato l’allontanamento di chi – se fuggiva da qualcosa o da qualcuno – deve solo continuare a sparire per salvarsi?
- perché mio Figlio Marco avrebbe riferito agli amici di sempre…che il giorno di Natale(2008) una telefonata lo avrebbe sconvolto tanto da farlo precipitare in uno stato di angoscia profonda…perché a me non ne fece cenno? - perché ogni qualvolta mi trovo nel territorio di Isola delle Femmine succede qualcosa?!

Per esempio: *Partecipo ad una manifestazione inneggiando alla Verità…Qualcuno mi avvicina e mi sussurra: “…signora…ancora i va cercannu?…avi ‘ca su sutta terra!…” la mia auto è riconoscibilissima…tappezzata dalle foto di mio Figlio Marco, ucciso il 6 gennaio 2009 dal silenzio di chi sa e non parla!…Ebbene…

*Rientrata a Palermo ,l’auto mi viene rubata nell’arco di dieci minuti.
La restituiranno dopo quattro giorni…laddove, grazie ad i giornalisti, ho informato i possibili “ladri” della volontà di regalare loro l’auto se mai ne avessero realmente bisogno…Faccio volontariato da tempo immemore ed, insieme ai mie Figli, abbiamo sempre donato ed aiutato il nostro prossimo!

Al momento del recupero dell’auto tutto è apparentemente in ordine!
N.B. L’auto è ancora accantonata per mantenere l’impegno nei confronti di chi l’ha rubata.
*Partecipo ad un convegno per la legalità - sempre ad Isola delle Femmine - colgo l’occasione per presentare alle scolaresche presenti EDEN PROJECT, il progetto pilota autosostenibile al quale lavoriamo da ben 5 anni per restituire dignità all’Uomo ed alla Natura…Ebbene… • Intorno alle h 16:00, era l’11 dicembre 2009, mi arriva una telefonata dalla Colombia.


L’informatore del momento…pronto e solerte mi riferirà che mio Figlio Stefano è “sequestrato” dal padre Antonio, fuggito da realtà criminali siciliane grazie alla compiacenza di fazioni opposte (con esplicito riferimento a Matteo Messina Denaro che Antonio Maiorana “avrebbe potuto abboccare” a fronte di un momento edificatorio che vedeva la realizzazione di un albergo alla foce del Belice, grazie ad un contributo a fondo perduto pari a venti miliardi delle vecchie lire che la Regione Sicilia avrebbe erogato a favore di …Procreo…una società intestata ad Antonio e Stefano Maiorana – il notaio Li Puma ha i documenti camerali)…che continuerebbero a proteggerli…

Se mai contemplassero un rientro in Sicilia…la loro morte sarebbe sicura!
Va detto che, Antonio Maiorana, si rivolse a tanti nell’ambito regionale…da riferimenti nel messinese…al catanese…al trapanese (tra gli altri, a detta di mio Figlio Marco, anche tale Avv. Di Ganci a tutt’oggi è creditore di piu di Euro 850.000,00)

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Queste e tante altre contraddizioni!
Invito Tutti coloro che leggeranno questo pro-memoria, sintesi di quanto è accaduto i questi tre anni a suggerire una possibile Verità.
Sarà un vero e proprio sondaggio all’interno della Coscienza Collettiva…la stessa che qualche minuto prima dell’attentato alle Torri Gemelle in America…percepì che stava accadendo qualcosa di grave.
Con Amore Rossela Accardo


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ALAMIA, AMBIENTE ITALCEMENTI UFFICIO TECNICO COMUNALE, barcellona, Calliope, CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE, LO PICCOLO, MAFIA, MAIORANA, pasha, verde agricolo
L'AFFAIR DELLA CALLIOPE ALAMIA,CALLIOPE,CONTARINI GIUSEPPE, barcellona, Calliope, ISOLA DELLE FEMMINE, LO PICCOLO, MAFIA, MAIORANA,MEGNA, PROCREA,FOCE DEL BELICE,CONTRIBUTO FONDO PERDUTO, CULELLA,BANDIERA,CASTELVETRANO,LI PUMA, L'AFFAIR DELLA CALLIOPE