Lun 24/11/2008 la Repubblica Roma estratto da pagina 3
Autorizzazioni ambientali Malagrotta ora la procura indaga sui permessi
Nel mirino dei pm la " Valutazione di impatto ambientale" e gli atti della Regione
MARINO BISSO CECILIA GENTILE
A UTORIZZAZIONI mancanti o incomplete. L'inchiesta della magistratura intorno al gassificatore e alla gestione dei rifiuti a Malagrotta punta adesso sulla regolarità delle procedure rilasciate dalla Regione sotto la giunta Storace prima e quella Marrazzo poi. Nel mirino dei pm finiscono atti commissariali e funzionari che hanno firmato le pratiche amministrative. Non ci sono solo le violazioni alla legge Seveso 2, che vieta di concentrare nella stessa area più impianti industriali ad alto rischio.
I possibili reati vanno dall'abuso all'omissione al falso.
In questa seconda fase dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Achille Toro e dal pm Simona Maisto, non ci sono ancora indagati, ma l'attenzione degli investigatori si sta concentrando su una decina di pubblici ufficiali e sul loro operato.
Oltre alle indagini dei carabinieri del Noe, che due settimane fa hanno messo sotto sequestro il gassificatore, c'è anche un esposto depositato in Procura lo scorso 10 novembre a firma di tre associazioni, quattro consiglieri municipali e da cittadini dei municipi XV, XVI,XVIII e del comune di Fiumicino.
I firmatari dell'esposto denunciano l'illegittimità della Via, valutazione d1fmPatto ambientale, rilasciata dalla Regione per la costruzione dell'impianto.
«La Via – dichiara Massimo Piras portavoce del comitato - non è accompagnata dagli studi di settore e dai monitoraggi che dovevano fare l'Arpa o l'Apat. Non solo.
L'Aia, autorizzazione integrata ambientale, è arrivata il 9 settembre scorso, mentre il gassificatore è in pre-esercizio da agosto. Infine manca la Vas, valutazione strategica di area vasta, necessaria perché su quel territorio ci sono altri cinque impianti ad alto rischio ambientale.
L'esposto contesta anche la mancanza di informazione ai cittadini dovuta per legge dopo il rilascio della VIA. «Un atto così importante continua Piras- è stato pubblicato solo sul Giornale d'Italia, e infatti non sono arrivate osservazioni da parte dei cittadini.
Per quanto riguarda la discarica, l'esposto contesta la mancanza di una VIA sull'intero invaso.
«Di volta involta le compatibilità ambientali sono state verificate solo lotto per lotto, come se si trattasse di tante piccole discariche, sostiene Piras. Altra questione sono gli atti commissariali che hanno autorizzato le varie proroghe e autorizzazioni su Malagrotta. Una vicenda complessa dal punto di vista giudiziario, anche perché i commissari straordinari per l'emergenza rifiuti hanno il potere di disporre atti amministrativi in deroga alle nome vigenti.

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