Calusco: rottura con Italcementi per le compensazioni ambientali
"Siamo alla rottura con Italcementi". Un commento lapidario quello del sindaco di Paderno d`Adda Valter Motta che unitamente all`assessore provinciale Marco Molgora e all`assessore Giorgio Sirtori, nonchè rappresentante di Legambiente, hanno abbandonato il tavolo di confronto fra amministratori e la nota azienda. Una riunione infuocata che si è conclusa con un nulla di fatto e con la preoccupazione che la richiesta di rimandare i piani di mitigazione ambientali promessi da Italcementi, in realtà si vadano a protrarre all`infinito. "Quella di Italcementi è stata una posizione assolutamente inaccettabile" ha commentato Motta "Dopo anni di discussioni, stremanti ed estenuanti] dopo una lunga serie di rinvii e procrastinazioni Italcementi ha annunciato che, vista la crisi economica esplosa improvvisamente in queste ultime settimane, non ha al momento risorse da destinare alle compensazioni ambientali sul nostro territorio e quindi ha chiesto un rinvio a tempo indeterminato della discussione in merito. Il tavolo politico del territorio valuterà nei prossimi giorni che risposte dare a questa presa di posizione di Italcementi".
Come si ricorderà, infatti, ad Italcementi era stato concesso l`utilizzo di 30mila tonnellate di Cdr (combustibile da rifiuto) invece del pet coke per la produzione del cemento. A compensazione del "disturbo" arrecato al territorio (passaggio di mezzi pesanti, ...) Italcementi si era impegnata a realizzare una serie di interventi a favore dell`ambiente. Nel corso della riunione del 17 dicembre l`azienda avrebbe dovuto comunicare date, tempi, modalità e tipo di interventi, cosa che però non è accaduta. A causa della crisi economica contingente l`azienda avrebbe subito cali della produzione fino al 30% e, per questa ragione, ha chiesto il rinvio degli interventi.
"Da luglio siamo riusciti ad incontrarci nuovamente solo mercoledì 17 dicembre" ha commentato amareggiato e anche irritato l`assessore Marco Molgora "ci eravamo lasciati con l`impegno di avere un piano del risparmio economico dell`azienda derivato dall`utilizzo del cdr e su questo dovevamo lavorare per decidere le mitigazioni ambientali. Il delegato dell`azienda, invece, ha spiegato che la crisi incombente li obbligava a rimandare queste opere e che non era possile decidere nulla. Noi abbiamo sottolineato che non stavamo chiedendo soldi ma solo capire l`ammontare del risparmio. Dopo continui botta e risposta che non stavano portando a nulla abbiamo deciso di abbandonare il tavolo. Se l`azienda non cambia registro non potrà sperare di trovare accoglienza in altri comuni del territorio".
sabato, 20 dicembre 2008

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