Mercoledì 12 Novembre 2008
"Che fine hanno fatto le promesse del sindaco?"
"Progetto Carrara non assume più, Italcementi se ne va col portafoglio pieno e noi operai col cerino in mano"
"Come sarà possibile far rispettare gli accordi a chi dovrà reindustrializzare le aree dismesse, se anche il comune di Carrara si sottrae a quest'impegno?". E' questa la domanda che si pongono gli operai dello stabilimento Italcementi di via Aurelia.
"Progetto Carrara acquistando Cava Foce (area dismessa Italcementi) doveva garantire la buona occupazione di 5 lavoratori in carico alla società in chiusura, come da protocollo discusso e caldeggiato da tutte le istituzioni presenti alla trattativa e dalle organizzazioni sindacali di categoria".
"Una sorta di protocollo - prosegue la missiva - che lega le aree ai lavoratori, valevole in linea di principio per tutte le aree industriali colpite nella nostra provincia da crisi; che siano Italcementi, Ica di Pallerone o Eaton di Massa. Questo, a tutela delle speculazioni e per il rilancio della nostra zona industriale. Ma è e sarà veramente così? ".
"Se la manovra di Progetto Carrara di garantire un solo posto diretto e non gli altri quattro passerà, farà calare un ombra nera su tutte le vertenze in atto. Il vincolo di acquisto che legava i cinque lavoratori ad uno sconto sull'area di 250mila euro era ben più che economico. Era ed è un vincolo politico l'idea che su questo territorio non mostreremo più il fianco a chi vuole speculare sulle aree dismesse, l'idea che il territorio lega a sé i destini della sua gente, l'idea che l'economia si fa con il lavoro e non con la 'finanza', non si compra a dieci per rivendere a cento aspettando bonifiche pagate da denaro pubblico o varianti urbanistiche che moltiplicano i 'pani e i pesci' con delibere magari poco oculate".
Intanto Progetto Carrara sta acquistando un'area spiazzando, a dire dell'associazione industriali, una cordata di imprenditori che lì e nello stabilimento di via Frassina avrebbe impiantato un'attività che reimpiegava la totalità delle maestranze a breve in mobilità (Il Tirreno, 2 agosto 2008). Manovra legittima crediamo in un regime di concorrenza tra soggetti privati, in cui la mediazione istituzionale per quanto detto, avrebbe dovuto creare le condizioni per una ricaduta occupazionale".
"Viene da sé che essendo il soggetto che acquista una Società per Azioni di totale proprietà pubblica la ricaduta occupazionale dovrebbe essere, diciamo così, garantita direttamente. Allora perché questo non accade? Fino a due settimane fa ciò non accadeva perché a voce dei rappresentanti di Progetto Carrara, non c'era posto in organico, ma oggi, visto il bando pubblico presentato per l'assunzione diretta di tre unità, da impiegare nello sportello al cittadino tutto diventa incomprensibile".
Perché avendo tre posti in organico, Progetto Carrara non assume dal bacino dei lavoratori Italcementi? Oppure accettiamo l'idea che l'impegno possa essere evaso facendo l'affare e scaricando i lavoratori ad altre realtà compiacenti scaricando le responsabilità su queste ultime, magari, in cambio di possibili appalti più o meno remunerativi".
"La funzione di ufficio di collocamento non è prerogativa di altri, come del resto la funzione di procacciatore di affari? Facendo le dovute proporzioni, accetteremmo che, sull'area Eaton, arrivasse un privato che compra in modo conveniente e assume solo settanta ex dipendenti avendo una capacità occupazionale di trecentocinquanta lavoratori?".
E concludono: "No! Non ci siamo proprio. Dopo lunga ed estenuante trattativa in cui il sindaco Zubbani in persona ha svolto un ruolo di primo piano rischiamo che Italcementi se ne vada lasciando un “buco” di quaranta (40) posti di lavoro persi 1.050.000 euro in più nel portafoglio (prezzo di acquisto di Cava Foce), insieme a molte promesse di cui è garante un'istituzione che già non ha mantenuto le proprie. E noi, lì con il cerino in mano".
http://www.muckrakers.it/index.php?option=com_content&task=view&id=530&Itemid=2

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