CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



giovedì 19 agosto 2010

ACCORDO GOVERNO AZIENDE RIDUZIONI EMISSIONI CO2 FINANZIAMENTI 12 MILIARDI DI EURO ITALCEMENTI 510 MILIONI REVAMPING RICONVERSIONE RIFIUTI INCENERITORI Liberare il paesaggio dal camino dei 110 metri



Impronta Ambientale




Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero  dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

PATTO PER L’AMBIENTE

 

per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, per un’Italia che, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, sappia trasformare la sfida ambientale in un’occasione di crescita sociale ed economica

 

Premessa

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare assumono quali obiettivi alti e condivisi del presente accordo quelli definiti dall’Unione Europea in materia di lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento e dal summit di Lisbona secondo cui, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, il dinamismo economico e la tutela dell’ambiente devono procedere di pari passo.

In questo ambito le ragioni dell’ambiente e della competitività tendono a convergere nel comune obiettivo della valorizzazione delle risorse umane e naturali e dell’innovazione tecnologica.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ritenendo l’innovazione un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile, intendono attivare azioni congiunte per dare impulso alla crescita economica attraverso la valorizzazione dell’innovazione e della tutela ambientale.

La costruzione di un futuro sostenibile non può infatti prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale e le ragioni dell’ambiente, creando quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo.

In tale prospettiva, intendono coinvolgere, oltre ai soggetti istituzionali interessati, anche imprese con cui innescare un circolo virtuoso per effetto del quale gli obiettivi di sostenibilità non vengano ridotti a meri vincoli e condizionamenti, ma divengano delle opportunità di crescita, aperte al più vasto ambito di attori possibile.

Elementi della strategia, finalizzata ad orientare gli investimenti all’innovazione dei processi e dei prodotti, con conseguenti positive ricadute ambientali, di formazione del capitale umano e di crescita delle imprese, sono i seguenti:

- promozione di iniziative che, ai vari livelli, siano in grado di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento;

- impegno alla rimozione degli ostacoli che rallentano la sostituzione dei sistemi di produzione obsoleti e maggiormente inquinanti con quelli innovativi ed efficienti, come pure la possibilità di valorizzare tutte le risorse, comprese quelle rappresentate dai sottoprodotti e dai rifiuti.

Sulla base di tali premesse condivise, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare convengono di sottoscrivere con le imprese firmatarie un Patto per l’Ambiente volto a consolidare la nuova strategia ambientale e intendono coinvolgere, in tale percorso, i soggetti istituzionali interessati e gli attori economici che, su base volontaria, condividono e condivideranno le suddette premesse.

Primi interventi del  Patto per l’Ambiente

Per favorire il coinvolgimento delle imprese, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha elaborato un programma di interventi volto a:

- superare le difficoltà, di natura finanziaria, che ostacolano la diffusione delle fonti rinnovabili e di tecnologie efficienti. La difficoltà di accedere al credito per coprire l’investimento iniziale costituisce, infatti, un notevole impedimento per l’accesso, da parte delle piccole e medie imprese e dei privati cittadini, agli incentivi stanziati dalle vigenti norme per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico;

- stimolare e monitorare accordi di programma volti a orientare verso una elevata tutela dell’ambiente gli investimenti in innovazione programmati dalle aziende.

Il programma è articolato come segue:

a)    finanziamento agevolato a favore della diffusione di tecnologie ad alta efficienza e  a basse emissioni attraverso un fondo di rotazione di 600 Milioni di euro per l’attuazione del Protocollo di Kyoto che, nel periodo 2009-2012, può stimolare investimenti  fino a 3 miliardi di euro.

Le iniziative promosse attraverso il fondo consentiranno – nel periodo 2009-2012 – una riduzione delle emissioni di CO2 per circa 5 milioni di tonnellate/anno rispetto agli scenari di emissione;

b) sottoscrizione di accordi di programma volontari con le imprese che abbiano ad oggetto interventi e investimenti su fonti rinnovabili e risparmio energetico. La sottoscrizione degli accordi è aperta a tutte le imprese che condividono le premesse sopra riportate e che intendano effettuare investimenti finalizzati ad innovare i propri sistemi, processi o prodotti con ricadute positive per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. In questo ambito, con le 11 imprese aderenti al presente Patto, sono stati finora negoziati accordi che prevedono investimenti complessivi per circa 12 miliardi di euro. Le iniziative delle 11 imprese contribuiranno alla diversificazione delle fonti energetiche, alla innovazione tecnologica dei processi industriali, e consentiranno una riduzione delle emissioni di CO2  a partire dal 2014 per circa 8,5 milioni di tonnellate/anno.

Considerato che il “gap” dell’Italia rispetto all’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 stabilito dal Protocollo di Kyoto, è stimato attualmente in circa 30 milioni di tonnellate/anno, il fondo di rotazione e gli accordi volontari ridurranno il “gap” di circa il 25%. Inoltre, tenendo conto che le misure previste dal fondo e dagli accordi volontari sono di tipo strutturale, gli effetti delle misure stesse avranno una lunga durata e contribuiranno dunque al raggiungimento degli obiettivi più ambiziosi al 2020 stabiliti nell’ambito del Pacchetto Clima-Energia.

Roma, li 7 luglio 2009

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

 

Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Autostrade per l’Italia S.p.A.
 
Edipower S.p.A.
Edison S.p.A.
ENAC
Enel S.p.A.
Eni S.p.A.
Finbieticola S.p.a.
 
Ferrovie dello Stato S.p.A.
Italcementi S.p.A.
Sorgenia S.p.A.
Terna S.p.A.

 

 




































 
 

Oggi pomeriggio a Palazzo Chigi la firma del "Patto per l'Ambiente" fra il Governo e 11 grandi aziende


Oggi pomeriggio, alle 18 a Palazzo Chigi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell'Ambiente firmeranno con 11 aziende italiane il "Patto per l'Ambiente".

Il Patto punta alla riduzione delle emissioni di gas serra e dell'inquinamento in un'ottica che punta a conciliare tutela ambientale e crescita occupazionale ed economica ed alla promozione dell'innovazione tecnologica ritenuta elemento centrale per lo sviluppo sostenibile.

Il Patto prevede finanziamenti agevolati per la diffusione di tecnologie a basse emissioni e ad alta efficienza attraverso un fondo di rotazione di 600 milioni di euro per il periodo 2009-2012 che può stimolare investimenti fino a 3 miliardi di euro e la sottoscrizione di accordi di programma volontari con imprese che investono in fonti rinnovabili e risparmio energetico. Gli accordi firmati con le 11 aziende che oggi aderiscono al Patto prevedono investimenti per circa 12 miliardi di euro.

Gli interventi previsti nel "Patto per l'Ambiente" consentiranno un taglio delle emissioni tale da ridurre di circa il 25% il gap del nostro paese rispetto ai limiti fissati dal Protocollo di Kyoto.

Il Patto sarà sottoscritto dal Sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e da Enel, Eni, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Finbieticola, Ferrovie dello Stato, Italcementi, Sorgenia e Terna.
Allegato: 


http://www.minambiente.it/comunicati/oggi-pomeriggio-palazzo-chigi-la-firma-del-patto-lambiente-fra-il-governo-e-11-grandi


SOSTENIBILITÀ L' INTESA CON IL MINISTERO DELL' AMBIENTE

Ecco fatto l' eco-patto

Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, spiega che per il gruppo l' intervento totale sarà di 510 milioni di euro. E porterà a una riduzione di 760 mila tonnellate di CO2 l' anno


Domanda.
In un articolo scritto per il Mondo , nel maggio del 2007, lei aveva anticipato l' esigenza di un patto per l' ambiente tra aziende e istituzioni. Alla luce di quell' intervento, che significato hanno le intese siglate nei giorni scorsi tra il ministero per l' Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo, e 11 grandi gruppi industriali italiani, tra i quali Italcementi?
 
Risposta.
Come avevo avuto modo di scrivere, siamo giunti a un punto cruciale e non più rinviabile: il passaggio dalla fase teorico-rivendicativa alla fase pratico-attuativa che intersechi ambiente e industria in un' ottica di sviluppo sostenibile. Credo che gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi il 7 luglio scorso rappresentino un primo passo in questa direzione. Soprattutto perché pongono le basi per il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi.
D. Il patto prevede complessivamente impegni per 12 miliardi di euro nell' arco di tre anni. Qual è, più nel dettaglio, il piano di investimenti di Italcementi?
R. Abbiamo stimato tre tipologie di interventi per 510 milioni di euro in totale. Riteniamo di portare a termine i nostri progetti entro il 2013 a fronte dell' ottenimento dei relativi permessi amministrativi. Accordo pesante per Pesenti. Pesante quanto a importanza, ma leggero per le conseguenze sull' ambiente. Perché l' eco-patto siglato da Italcementi (e da altri big dell' industria italiana) consentirà di aiutare la crescita economica valorizzando l' innovazione e, al tempo stesso, la tutela ambientale. Come? Lo spiega Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi.
D. Di che cosa si tratta, in particolare?
R. Sono previsti, in primo luogo, il revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica, per il mantenimento della capacità installata, e la realizzazione di impianti solari fotovoltaici. Ci sarà poi una serie di interventi tecnologici per la sostituzione di una parte dei combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifuti. Il terzo settore di attività, ma sotto il pro lo economico e dei risultati ambientali il più rilevante, riguarda il revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento, con l' obiettivo di aumentare l' efficienza energetica e ambientale delle unità produttive.
Perché questi interventi?
R. Nei grandi gruppi industriali, sia volontariamente che sulla spinta delle regolamentazioni nazionali e internazionali, è ormai prassi diffusa adottare per i nuovi impianti le Best available technologies (Bat), cioè quell' insieme di macchine, strumenti e tecnologie che rappresentano il punto più avanzato disponibile per l' innovazione di processo, al ne di ottimizzare il processo produttivo e minimizzare l' impatto ambientale. È molto evidente, come scrivevo sul Mondo nel 2007, che il minor consumo specifico di energia per unità di prodotto genera maggiori margini e minori emissioni. Le nuove tecnologie, che sostituiscono i vecchi processi, sono ovviamente in grado di realizzare in maniera ancor più marcata questa congiunzione tra obiettivo industriale e tutela ambientale.
Quindi, se non ho capito male, il driver di crescita è: investimenti di modernizzazione verso target per l' ambiente?
R. È un percorso che il nostro gruppo ha intrapreso, nel mondo, in Spagna e Stati Uniti, e avviato in Paesi emergenti come la Bulgaria. Con interventi che hanno superato la cifra di 750 milioni di euro e con un bilancio ambientale eclatante.
In Italia quali saranno, a regime, i benefici dell' accordo con il ministero?
R. Ridurremmo le emissioni di CO di circa 760 mila tonnellate l' anno. E avremo un risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 kTep (migliaia di tonnellate equivalenti, ndr ) l' anno. Nell' intesa è prevista l' istituzione di un comitato di nomina ministeriale composto da membri del dicastero dell' Ambiente e rappresentanti del gruppo Italcementi.
Quali funzioni avrà quest' organo?
R. Dovrà elaborare una relazione annuale per presentare al ministro un quadro dettagliato dell' implementazione del programma e dei bene ci ambientali raggiunti. Inoltre, avrà il compito di individuare soluzioni alle eventuali criticità che si dovessero riscontrare nel corso degli iter di autorizzazione, favorendo la rapida attuazione degli interventi. E poi svolgerà un ruolo di interlocutore con le autorità regionali e gli enti locali, presentando relazioni e la necessaria documentazione tecnica.
Foto: Stefania Prestigiacomo


Foto: Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi

Fabio De Rossi
 


Comunicazione e Media

Siglato il “Patto per la tutela dell’ambiente”  con il Governo Italiano
Roma, 7 luglio 2009

Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”. 
L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

«Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013: 
  • Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
  • Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.
Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
  • Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
  • Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno
Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di: 
  • Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
  • Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
  • Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
«L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».
http://www.italcementigroup.com/ITA/Comunicazione+e+Media/News/Sostenibilita/20090707.htm


COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femminehttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c…………
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html


Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html


BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITIhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETREhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html


Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html

Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html

La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009

ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


Commissione Edilizia Comunali Sentenzehttp://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html




L'accordo - L'intesa nell'ambito degli accordi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane: prevede investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Patto Italcementi-Governo
per tutelare l'ambiente




Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”.
L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.«Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013:
Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.


Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.

Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno

Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di:
Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
«L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».


Martedi 7 Luglio 2009




http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=13079

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html ACCORDO GOVERNO AZIENDE RIDUZIONI EMISSIONI CO2 FINANZIAMENTI 12 MILIARDI DI EURO ITALCEMENTI 510 MILIONI REVAMPING RICONVERSIONE RIFIUTI INCENERITORI 2007, 2009, 2013, 510 MILIONI, Combustibili, EDILPOWER, ENEL, ENI, GENCHI, INCENERITORI, ITALCEMENTI, ITALGEN, Oikothen, PATTO PER L’AMBIENTE, PESENTI, PRESIGIACOMO, REVAMPING, RICONVERSIONE IMPIANTI, rifiuti,








*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
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*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia

Corrado Carissimo Ti ringrazio per la sensibilità con cui affronti le tematiche della vita, del lavoro, della salute, della bellezza, della preservazione e della tutela dei nostri bellissimi paesaggi dimore delle memorie storiche di una Comunità.

Pino Ciampolillo

L’ECOMOSTRO EUGANEO

Abito ad Arquà presso la casa del poeta, ma Francesco Petrarca mi è sempre stato antipatico. Si dice che fosse un opportunista pronto a compiacere i potenti in cambio di favori e prebende. Se fosse vissuto ai giorni nostri, non si sarebbe opposto alla costruzione della torre fumaria del cementificio di Italcementi nei pressi di uno dei “borghi più belli d’Italia”, come recita il cartello che accoglie i turisti ad Arquà. Avrebbe chiesto in cambio del proprio autorevole silenzio una casa più bella altrove e una più ricca “sine cura”, che possiamo considerare l’equivalente medievale di una mazzetta. Dante, a cui va la mia simpatia, invece avrebbe aderito ai comitati contro lo scempio ambientale e sarebbe morto povero e in esilio.
La realizzazione di una torre grigia e fumante alta 120 metri e il continuo via vai di camion nel parco Colli è una cosa tanto assurda che non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di discuterne. A un chilometro circa dal borgo medievale di Arquà Petrarca, un fallo di centoventi metri che violenta il paesaggio (mal) tutelato del Parco è osceno e immorale. Punto! Se poi c’è il rischio che, una volta realizzato il camino, vi si brucino rifiuti e i fumi saranno respirati da Este a Monselice e nella zona termale, non si dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi. L’investimento di Italcementi è una mera operazione volta a un profitto che andrà fuori dal territorio, senza ricadute concrete sull’occupazione eccetto su una possibile richiesta di nuova immigrazione per svolgere lavori pericolosi che i padovani non vogliono più fare.
Come è ovvio, un folto schieramento trasversale di forze politiche locali è contrario. Pochissimi, ma potenti, sono quelli favorevoli, tra cui il sindaco di Monselice. Una sua lacrimosa lettera a questo giornale, che giustificava la realizzazione dell’ecomostro euganeo, sembrava scritta dal Sindaco di una città di poveracci disposti a barattare rischi per la salute con un pezzo di pane. Gli argomenti del Sindaco a favore dell’ecomostro sarebbero discutibili anche se, piuttosto che in Veneto e nel Parco Colli, ci fossimo trovati in Bengala o a Termini Imerese dove gravi problemi giustificano (e neanche del tutto) i guasti ambientali o dove si parla di migliaia di lavoratori. Ma nel caso di Monselice si tratta di fatto di una cinquantina di lavoratori i quali possono essere ragionevolmente ricollocati nel giro di pochi mesi. E parlo con cognizione di causa essendomi occupato direttamente di questi problemi!
Non c’è assolutamente bisogno di pensare malignamente che le persone favorevoli, e tanto meno il Sindaco, abbiano interessi pubblici e privati nell’operazione e perciò tendano a comportarsi come il Petrarca anziché come Dante. Ma chi studia i problemi del rischio personale e di quello pubblico sa bene che “la conoscenza dei fatti tende sempre all’opportunismo”. Tradotto significa che, in buona fede, si tende a credere a quanto fa comodo. E ricordo un mio amico dirigente di una fabbrica chimica i cui operai morivano di cancro. Anche il mio amico morì per lo stesso tumore dei suoi operai condividendo l’aria che respiravano. Ma, né lui né i suoi famigliari, ammisero mai, nemmeno come ipotesi, che corresse una relazione tra la sua malattia e l’inquinamento della fabbrica. Diceva che si trattava di una predisposizione genetica, di famiglia. Questa sua convinzione, giusta o errata che fosse, lo aiutò molto a morire sereno.

Corrado Poli

web site: http://www.corradopoli.net/blog: http://www.corradopoli.blogspot.com/


articoli tratti da IL MATTINO DI PADOVA 25-04-10,

Lunghi affronta i dissidenti interni


MONSELICE. Far rientrare il dissenso interno sul revamping Italcementi. E’ la missione del sindaco Francesco Lunghi, che a questo scopo ha convocato per oggi un vertice del Pdl. L’obiettivo è arrivare al consiglio dell’Ente Parco sul revamping, domani pomeriggio, con una maggioranza più solida alle spalle. Al di là della contrarietà leghista, infatti, è stato proprio il Pdl a dare del filo da torcere al sindaco: 6 consiglieri su 8 si sono dichiarati contrari. E la commissione Ambiente ha votato no. Come risolvere il rebus? Un’ipotesi sarebbe un cambio di caselle. Che rivoluzionerebbe il Pdl cittadino. Per esempio, via un assessore, al suo posto un consigliere dei «dissidenti», al posto di quest’ultimo un non dissidente. Per Lunghi, gli «irriducibili» sono Paolo Drago e Lorenzo Nosarti. Restano Andrea Basso, Romano Gelsi, Tiziano Montecchio, Andrea Parolo su cui lavorare. Intanto è stato istituito il tavolo di lavoro sul revamping. (f.se.)
25-04-10,
Meno inquinamento col nuovo camino

di Francesca Segato MONSELICE. C’erano soprattutto lavoratori, tra le oltre 300 persone che l’altra sera hanno affollato il cinema Corallo per la presentazione del progetto di revamping Italcementi. Il pubblico. Sala piena e parecchi in piedi e fuori dalle porte. Gran parte dei lavoratori ha preso posto a sedere solo alle 21.15. Questo per non «occupare» la sala e lasciare ai comuni cittadini la possibilità di entrare. Solo che di «comuni cittadini» non ce n’erano tanti. Come mai? C’è chi fa notare che l’evento non è stato pubblicizzato, stampa a parte. Né locandine in giro, né avvisi in Comune.Italcementi nei giorni scorsi ha fatto distribuire un volantino porta a porta con le sue ragioni, ma senza l’indicazione della data dell’assemblea. Assenti per ragioni di opportunità vari amministratori e politici locali. Il progetto. Dopo il saluto del sindaco Francesco Lunghi, parlano i tecnici dell’azienda: Edoardo Giudiceandrea, direttore tecnico di Italcementi e responsabile del progetto revamping, Angelo Monti, responsabile dei servizi ambiente, e Pietro Balbis, responsabile dei servizi architettura. Con l’ausilio di immagini illustrano i dettagli del progetto, comprese molte visuali della nuova torre da 120 metri. Giudiceandrea mette i puntini sulle i: «Ci hanno chiesto di fare la logistica, gli agricoltori, i gestori di motel: noi continuiamo a fare cemento, speriamo in modo competitivo». Segno meno. La sostituzione dei tre forni attuali con l’unico forno nuovo permetterà di risparmiare acqua, energia, materie prime, abbattendo il costo del cemento. Segno meno a tutto: emissioni (-48 %, con riduzioni in misura diversa di polveri, ossidi di zolfo e ossidi di azoto), consumi elettrici (-10 %), fabbisogno di materie prime (-15%), consumo di combustibile (-42%), consumi idrici (-85%). Forte la riduzione di CO2, in linea con i parametri Nap3 previsti dal 1º gennaio 2013. Ma anche meno 9 per cento nella produzione di cemento. E meno camion: per gli autotrasportatori è previsto un calo del 14 per cento. Impatto. La torre di pre-riscaldo da 110 metri (circa 120 sul livello del mare) non si può abbassare, spiega Balbis. Però si può rendere più gradevole, con rivestimenti di lamiere preverniciate. Un intervento estetico è previsto anche sul resto dell’impianto, ricolorando e riordinando alcuni volumi. Il cdr. Ci si attendeva che Italcementi tirasse fuori qualche asso dalla manica. Una carta infatti l’ha giocata: Giudiceandrea si è dichiarato disposto a mettere per iscritto l’impegno a non usare il Combustibile da rifiuti, e anche a subordinare a questo le autorizzazioni. «Bruceremo solo pet-coke» spiega. L’occupazione. Si fa chiarezza anche sull’aspetto occupazionale. Con queste promesse: mantenimento dei livelli occupazionali attuali per i lavoratori, sarà locale metà della manodopera necessaria al revamping. Calerà invece il lavoro per gli autotrasportatori. La mia casa. La parola al pubblico, rompe il ghiaccio una residente di Baone, Silvia Mazzetto. «Ho di fronte la cementeria. Con questa nuova torre, se volessi vendere la mia casa, chi la comprerà? Se faccio un pollaio, il Parco Colli mi multa con 1500 euro. A qualcuno hanno negato di fare il fotovoltaico perché era impattante. Come si fa a conciliarlo con questo?». La interrompe una signora seduta più indietro. «Le famiglie devono mangiare!» grida. Risponde Mazzetto: «Queste persone hanno diritto a lavorare, ma non è giusto che la comunità paghi per questo». «Vergogna!» urlano alcuni dal fondo. «Pesenti ha dato una borsa di studio ai miei figli, grazie a Italcementi ci siamo fatti una casa, abbiamo una dignità» continua la donna. «Abbiamo figli e mariti che lavorano lì e vogliamo che lo possano fare anche i nostri nipoti». Il fronte del sì. Interviene Lucio Perin, consigliere: «Chiediamo posti di lavoro, invece di discutere di impatto ambientale. E’ tempo di pane e mortadella, non di caviale». Sulla linea del sì anche il vicesindaco Gianni Mamprin: «Sono d’accordo per tre motivi. L’investimento in un periodo di crisi come questo, la diminuzione delle emissioni e il mantenimento dei posti di lavoro per centinaia di famiglie». «La gente senza posto di lavoro non sta a guardare le torri - rincara il sindaco di Pernumia Luciano Simonetto - La prima garanzia per la dignità di una persona è il lavoro». L’investimento. «Secondo me Italcementi non è affidabile» esordisce Paolo Masin, interrotto varie volte da urla e proteste. «Non siamo contro i cementifici, ma non bisogna aprire la strada a un inceneritore». Masin instilla dei dubbi sull’occupazione, chiede se sono previsti supporti per l’indotto durante il periodo di revamping. «L’indotto lavorerà in buona parte al revamping» replicano dal palco. «L’investimento si ripaga in 10 anni, senza rifiuti» assicurano. I sindacati. Marco Benati, segretario Fillea Cgil, sfodera un’intesa a buon punto con l’azienda sul mantenimento dei posti di lavoro. Toni più aspri quelli di Renato Ceccarello, segretario Filca Cisl: «La scelta di eliminare le cave negli Euganei è stata solo una scelta di comodo, che ha scaricato il problema sui Berici aumentando l’inquinamento: i camion fanno 30-40 chilometri invece di farne 2-3. Fino a pochi anni fa avevano i ferodi con l’amianto, scaricato lungo i cigli della strada. Sento parlare di ricette che tutti hanno per sostituire i posti di lavoro: sono fesserie». Tra 20 anni. Prende la parola Giannino Scanferla, ex assessore a Monselice. «Una scelta come questa, viene proposta con troppo ritardo perché possiamo valutare con serenità le alternative. Se la prospettiva di durata è di 20 anni, mi chiedo cosa succederà allora. Dobbiamo oggi costruire il futuro per i nostri nipoti». Risponde Giudiceandrea: «A fine vita dell’impianto, non ci sottrarremo per il ripristino dell’area. Escluso il Monte Fiorin, certo, per cui faccio ammenda». Basta cemento. La discussione ricorda la stagione della chiusura delle cave a Gianni Sandon, che l’ha vissuta. «Dai politici pretenderei che si ragionasse sulla situazione quadro. Abbiamo cementificato in modo vergognoso. Continueremo a consumare così tanto cemento?». Corso. Il sindaco di Baone è l’unico tra gli amministratori «critici» a esserci e a parlare. «Sono convinto che le contrapposizioni tra lavoratori e cittadini, tra una cementeria e l’altra, tra Monselice e altri comuni, non facciano l’interesse dei lavoratori. Questi problemi non si risolvono cercando gli applausi, ma con la via del dialogo».

25-04-10,
«Siete stati zitti davanti ai veri scempi»


MONSELICE. «Se Italcementi chiude, ci accamperemo davanti ai 15 comuni che hanno detto no». Un intervento appassionato, applaudito a lungo dalla platea, quello di Maurizio Zanovello, delegato Rsu all’Italcementi. «Siamo molto preoccupati - esordisce Zanovello - Non è facile essere tranquilli se ad esempio una forza politica che diceva di considerare prioritario il mantenimento dei posti di lavoro, oggi invece alza le barricate contro il revamping. Purtroppo temiamo il rischio che le scelte dei politici locali siano legate alla prossima campagna elettorale. In questi giorni abbiamo subito dichiarazioni umilianti, come quelle che per noi lavoratori dell’Italcementi ci sarebbe il futuro lavoro nell’agricoltura, coltivando l’area oggi occupata dalla fabbrica, che tra l’altro non basterebbe a garantire il reddito a un paio di famiglie. Ci siamo subiti lezioni di ambientalismo da parte di amministratori locali che non si sono opposti allo scempio ambientale ad esempio nel caso della cementificazione della zona sotto la casa del Petrarca: di questo cosa hanno detto i ristoratori della zona? Dov’era il Parco Colli? Oggi sembra che sarà la torre a provocare tutti gli effetti negativi per gli investimenti futuri e il flusso turistico della zona. Chi vorrebbe riportarci a fare gli agricoltori non ha proferito parola quando si è tolta alla coltivazione tutta la zona di Ca’ Oddo, che adesso prolifera di capannoni dall’aspetto indecente, e non si oppone alla ulteriore cementificazione della zona vicina al nuovo ospedale. Auspichiamo una decisione responsabile - conclude Zanovello - e invitiamo le autorità che adesso sono preoccupate per la torre a cominciare a preoccuparsi di trovare 250 posti di lavoro alternativi, qualora ce ne fosse bisogno. In fondo 15 per comune, visto che i comuni preoccupati sono 15, neanche tanti... Perché in caso di risposta negativa motivata da futili motivi, saremo costretti ad accamparci davanti ai municipi fino a quando non avremo un nuovo lavoro». (f.se.)

24-04-10,

«Monselice Due al posto della cementeria»

(Francesca Segato) /
MONSELICE. Cinema Corallo straripante di pubblico, ieri sera, per l’assemblea di presentazione del progetto di revamping dello stabilimento Italcementi: il primo confronto pubblico su un tema assai sentito in città. Davanti a una platea affollata da lavoratori, amministratori del circondario, esponenti di comitati e associazioni ambientaliste e cittadini, i tecnici del colosso Pesenti hanno illustrato nei dettagli il mega progetto da 159 milioni di euro. Assente la Lega nord. A spiegare il motivo di questa scelta, è stata ieri l’onorevole Paola Goisis. «Non ci saremo - preannunciava - perché non intendiamo farci prendere in giro dai cementieri, che portano delle ragioni già smentite dalle nostre analisi». Dopo le varie proposte alternative al revamping, lanciate in questi giorni da varie voci, come il direttore di Arpav Andrea Drago, i sei consiglieri «dissidenti» del Pdl, il leader dell’opposizione Francesco Miazzi, anche la parlamentare del Carroccio propone una ricetta alternativa. «Siccome si gioca il ricatto dell’occupazione - spiega - la nostra proposta è di pensare veramente all’occupazione. In che modo? Monselice è una cittadina particolare, formata da un crocicchio di strade. Se noi pensiamo invece alla zona della cementeria, che è una vallata ai piedi dei colli, quella sarebbe una zona stupenda per pensare a una rivitalizzazione di Monselice e alla creazione, finalmente, della “città”, una “Monselice Due”. Si potrebbe fare una zona residenziale, con un nuovo centro che potrebbe avere una grande espansione. Così si risolvere il problema dell’occupazione. Sono sicura che si troverebbe qualcuno interessato a comprare quella zona, così si darebbe un respiro enorme alla città. Nel giro di 15-20 anni la popolazione raddoppierebbe. Mentre se dovesse andare a buon fine l’ipotesi dei cementieri, si ridurrebbe a una città fantasma. Quello che si prospetta - ribadisce - è bruciare rifiuti».
24-04-10,

Liberare il paesaggio dal camino di 110 metri
24.4.2010
Davide Ruzzon
Il paesaggio esprime la storia di una comunità, ne rappresenta l’anima e non mente mai. La storia del Nord-Est potrebbe essere anche narrata attraverso le immagini satellitari e le cartografie storiche del suo territorio. Così, avvicinando la lente alle mappe squadernate sotto i nostri occhi, stringendo sull’area sud dei Colli Euganei, potremo comprendere come, nel corso dei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’area di Este, Monselice insieme ad Arquà Petrarca e Baone, hanno subito la rapida trasformazione del contesto collinare che le abbraccia. Mappa dopo mappa si dipanerebbe con chiarezza l’intensità dell’ispessimento edilizio che, nato spontaneo a ridosso dell’intreccio di stradine e canali, alla fine degli anni’70, è stato poi sommerso da due ondate edilizie: la prima nata dal rafforzamento di nuclei sparsi, piccoli e meno piccoli, ma storicamente costitutivi del paesaggio storico, la seconda derivata dallo spostamento della rendita prodotta dall’economia del modello nordest verso la speculazione immobiliare, processo che si è arrestato di botto verso la fine del 2007. Le tracce disegnate nel paesaggio di quest’area raccontato la nostra storia. Ma quale storia? Bisognerebbe consentire agli elementi, che costituiscono il suolo di una qualsiasi recente lottizzazione edilizia, di raccontarci il nostro presente: marciapiedi impraticabili, sterrati brulli, pavimentazioni di asfalto tagliate e discontinue. Ancora potremo farci interrogare dall’insipienza e dalla totale mancanza nelle costruzioni di qualsivoglia riflessione com-positiva (eccetto sporadiche eccezioni). Anche questi segni parlano di noi. Eccome! Però tra tutti questi strati, che insieme sono il nostro specchio, ne esistono alcuni in questo territorio che hanno un ruolo del tutto particolare. Si tratta delle cementerie. Sono industrie, luoghi del lavoro e della produzione di quella materia che ha simbolicamente rappresentato la benzina per la costruzione della condizione contemporanea del nostro paesaggio. Una in particolare ha assunto un ruolo peculiare e del tutto paradigmatico rispetto al fenomeno descritto: l’Italcementi. Questa nel momento in cui si insedia realizza una strada per collegarsi alla Strada Statale 16 che taglia diagonalmente la valle tra Este e Monselice, con una profonda incisione. Nello sviluppo dell’attività un intero colle adiacente allo stabilimento, il Monte Fiorine, viene inghiottito e scompare per sempre dal paesaggio, sostituito da un’ipocrita cortina arborea. L’edificio sembra da sempre un avamposto isolato, non proteso verso un tratto desertico bensì entro una delle porte più pregevoli del Parco dei Colli Euganei. E’ un oggetto del tutto estraneo, una specie di astronave aliena dimenticata alle pendici dei rilievi collinari. Dal 1971 la Legge Romanato-Fracanzani blocca l’apertura di nuove cave e ferma l’estrazione, ma l’attività produttiva prosegue utilizzando il materiale di altri siti. Arriviamo ad oggi. 2010: viene presentato un progetto per un nuovo ciclo produttivo, cento milioni di investimento. Dovrebbe però essere realizzato un camino di 110 metri d’altezza. Un segno di tale potenza che significato imprimerebbe a tutto il contesto collinare e all’area circostante? Siamo ad un bivio: questo camino se realizzato spegnerà sotto la sua ombra per sempre ogni velleità di sviluppo economico sostenibile legato al turismo. Non voglio invocare la difesa di valori culturali condivisi, ma nessuno ha mai provato ad immaginare un “paesaggio” diverso da quello impastato negli ultimi decenni sotto i nostri occhi? Quanti capitali legati al tempo libero, alla ricerca e al turismo sarebbero stati investiti in più? Quanti posti di lavoro sarebbero stati creati? Se errare è umano (o sub-umano) perseverare è però decisamente diabolico. E’ proprio questa la fiducia nella green economy che la classe dirigente di questa Regione vuole consolidare? (architetto)




MONSELICE

Rinnovamento di Italcementi

I commercianti dicono di no

Contrarietà di Ascom e Accademia Galileiana di Padova. "Un camino più alto di cento metri sarebbe una disfatta per Monselice e comuni circostanti: non a caso i sindaci sono molto preoccupati"
La torre nel progetto
La torre nel progetto
MONSELICE. Si allarga il fronte del no al progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Una bocciatura arriva infatti anche dall’Associazione commercianti, per voce di Giorgio Borin.

Dice il presidente mandamentale e ristoratore ad Arquà Petrarca: «Un camino più alto di cento metri sarebbe una disfatta per Monselice e comuni circostanti: non a caso i sindaci sono molto preoccupati. Io credo che questo territorio abbia già dato. Ricordiamoci anche delle cave. Nessuno vuole criminalizzare le cementerie, che in passato hanno svolto un ruolo fondamentale. Ma oggi è impensabile proseguire nello sviluppo di questo tipo di industrializzazione, anche perché tutto il territorio intorno ne rimane vincolato. Nessuno va a costruire una casa, un ristorante o un albergo sotto i camini. Questo intervento - sottolinea Borin - comprometterebbe gli sforzi fatti sinora per cercare di incentivare quella grande risorsa che è il turismo, che sta salvando le nostre economie. Per le cementerie, occorre ragionare su una dismissione nel tempo. Non permettere che si organizzino e mantengano questo tipo di produzione per altri decenni ancora. Da considerare anche l’ impatto del traffico pesante, che genera inquinamento e pericolo. Inoltre, alzando il camino le emissioni andranno a inquinare un territorio sempre più vasto. Il mondo del commercio è preoccupato di come si sta evolvendo la situazione, e non è certamente a favore di questa torre mastodontica. Oltretutto senza garanzie che i forni un domani possano essere usati per altre cose, sempre agitando il timore dei licenziamenti».

Si fa sentire anche il mondo della cultura, con il presidente dell’A ccademia Galileiana di Padova, Oddone Longo, da sempre attento alla tutela del paesaggio euganeo. Ovvia la netta contrarietà alla torre da 110 metri di altezza. «Non se ne potrebbe fare a meno? - domanda Longo - Se si vuole la riduzione delle emissioni, la tecnologia è questa? Prendere o lasciare? A Italcementi, società non del tutto immune da ombre (la controllata Calcestruzzi è indagata dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta), non importa ovviamente nulla di paesaggi o di bellezze artistiche. Quanto alle garanzie su ciò che verrà impiegato come combustibile, tutto fa sospettare che il rinnovato cementificio sarà in realtà un inceneritore di rifiuti, malgrado le assicurazioni in contrario. Dalla padella del cemento Monselice e gli Euganei cadranno nella brace dei rifiuti» è la convinzione di Oddone Longo.
(21 aprile 2010)



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*28/7/2006 Mafia – Indagata la “Calcestruzzi spa” L'azienda ...

*mafia la calcestruzzi ferma i lavori in sicilia

*30 gennaio 2008 arresti alla calcestruzzi del gruppo italcementi

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*MAFIA cemento impoverito indagati Vertici Calcestruzzi e Italcementi

AMBIENTE. L’argomento ambiente a Isola delle Femmine è alla base della “carriera” politica dei nostri attuali amministratori oltre che di qualche funzionario comunale. Ne sanno qualcosa il nostro attuale “Sindaco” professore Gaspare Portobello l’attuale Assessore all’ambiente geologo dr. Marcello Cutino, il funzionario passato ad altri incarichi. Qualcuno deve poi DIRE ai cittadini dell'isola ecologica: I sondi Spesi, se ha mai avuto un collaudo e come mai non è funzionante. Mi rendo conto che le domande non sono nuove: le aveva già poste il suocero dell'"Assessore" geologo Cutino. Forse conviene non parlarne visto il progetto pizzerie della M.A.M. snc di cui è progettista l'attuale ex oppositore Vice Pres Del C.C. geom Vincenzo Dionisi.
Per Noi Cittadini l’ambiente l’abbiamo e continuiamo a subirlo in termini di salute, di livello della qualità della vita, della vivibilità e fruibilità delle bellezze naturali del nostro territorio. Questi Signori sono stati in grado di “avvelenarci” le nostre case, le nostre vite, le nostre amicizie le nostre istituzioni democratiche. Per avere delle risposte in tema di prevenzione e tutela della SALUTE siamo stati costretti a rivolgerci ad un Tribunale Amministrativo. Questi signori si sono fatti beffa dei cittadini celando la realtà, nascondendo i dati, stravolgendo i FATTI, denigrando le persone. Persino un’autorità come il dr. Vito Riggio ha dovuto constatare: “….su un tema così delicato come la sicurezza và condannata un’amministrazione che cambia idea continuamente”. Come Cittadini ci chiediamo : Ma il geologo "Assessore" Cutini Marcello come mai non parla più di Italcementi?
I temi da noi trattati nel tempo:

* Ambiente e qualita' della vita
*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO
*Il Vespro
* T.A.R.
*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”
Dossier sull'acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf

*CONSULENZE e..............

*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991

*U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7

*Ingegnere Francavilla Stefano

*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*Ingegnere Lascari Gioacchino

*Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici

*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari

*Consulenti Geologi Eletti

*Dr. Marcello Cutino geologo

*Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI

*Minagra dr. Vincenzo Biologo

*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello

*Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra

*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello

*I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI

*Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo
*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........

*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*Cantiere Lavoro all’isola ecologica

*Isola ecologica

*Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……

*Architetto Licata

*Restauro Torre

· Mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento

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