CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



lunedì 23 agosto 2010

RELAZIONE TECNICA ITALCEMENTI 23 MAGGIO 2006

RELAZIONE TECNICA ITALCEMENTI 23 MAGGIO 2006

ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI
Caricato da isolapulita

PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO

DIREZIONE CONTROLLO E PREVENZIONE AMBIENTALE


RELAZIONE TECNICA



In data 23/05/06, presso gli uffici del Dipartimento Provinciale dell'ARPA, viene redatta la presente relazione. Sono presenti la Dott.ssa M.R. Pecoraro, l'ADT L. Mammana per la Provincia Regionale di Palermo e il Dott. V. Ruvolo e il Dott. A. Macaluso del Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo.

La Ditta Italcementi s.p.a. è titolare delle seguenti autorizzazioni alle emissioni in atmosfera con provvedimenti rilasciati dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ed iscrizione presso il Registro della Provincia di Palermo:

1. D. A. n. 292/17 del 17.03.1994, ai sensi dell'ari. 12 del DPR 203/88, per le emissioni derivanti dalla produzione di cementi presso l'impianto sito in Vie delle Cementerie n. 10 a Isola delle Femmine ( n. 82 camini denominati da E1 a E81);


2. D.A. n. 871/17 del 06.10.1994 e D.A. n. 141/17 del 15.03.1995 che modificano le prescrizioni dell'autorizzazione di cui al punto 1;


3. D.A. n. 187/17 del 04.04.1997 che prescrive la misurazione in continuo delle emissioni relative ai camini denominati E14, E35, E38 ed E50;


4. D.A. n. 1051/17 del 21.12.199, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. 203/88, per le emissioni in atmosfera derivanti dall'attività di frantumazione svolta nella cava denominata Pian dell'Aia (n. 4 camini denominati E82, E83, E84, E85);


5. Iscrizione al n. 231 del registro delle imprese che effettuano attività di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del D.L.vo 22/97, per il recupero delle tipologie di rifiuti 7.8 rifiuti di refrattari, refrattari da forno e tipologia 13.6 gessi chimici utilizzati per la produzione di cemento. La prima comunicazione è stata prodotta in data 20.05.1998 ed è stata rinnovata il 20.05.2003.


A seguito del sopralluogo del 6 dicembre 2005, effettuato congiuntamente da tecnici del Dipartimento Provinciale dell'ARPA e della Provincia Regionale di Palermo, è stato chiesto alla Ditta di produrre documenti e relazioni inerenti l'attività di produzione cemento ed il recupero di rifiuti.


La Italcementi, con nota del 19.12.2005, ha prodotto le relazioni e le notizie sull'impianto. La lettura degli atti acquisiti unitamente alle verifiche durante il sopralluogo e le analisi effettuate dal Dipartimento ARPA Provinciale hanno permesso di verificare:


a. La modifica di alcuni punti di emissione, come è stato dichiarato dalla Ditta (verbale di sopralluogo del 20.09.2000), in particolare:


• E1 è stato dismesso;


• E10 è inattivo, cioè non è collegato all'estrazione sili;


E13 convoglia anche le emissioni precedentemente convogliate al camino E10.


Pertanto non sarebbero attivi E1 ed E10. Tali variazioni dell'impianto non sono state preventivamente comunicate e/o autorizzate, inoltre non risulta sia stato dato seguito alla richiesta della CPTA (nota protocollo n. 439/CPTA del 03.03.2003) di produrre relativa documentazione in conformità alla normativa;


b. L'inattività da svariati anni degli impianti a monte di 21 punti di emissione. Risultano momentaneamente inattivi i seguenti punti di emissione:


• E4 (dal 1995) essiccazione correttiva;


• E20 (dal 1995) canaletto F1 e F2;


• E25 e E26 (dal 1995) alimentazione F1 e F2;


• E33 ed E34 (dal 1995) forno n.1 e n.2;


• E36 (dal 1995) raffreddatore F1 ;


• E37(dal 1995) raffreddatore F2;


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E40, E41 e E44 (dal 1998) catene Peters trasporto e spedizione clinker;


E46 e E47 (dal 1997) mulino cotto 1 e separatore cotto 1;


E51 (dal 1999) mulino cotto 3;


E52 e E53 (dal 1995) alimentazione mulino pozzolana e mulino pozzolana;


E54 (dal 1995) silo polveri;


E57 (dal 1997) insaccatrice 1 ;


E79(daM 995) caldaia 1;


E80 (dal 1995) caldaia 2.


Inoltre il Mulino Cotto n. 3, corrispondente al punto di emissione E50, è autorizzato con processo a caldo, ma è utilizzato con processo a freddo e la Ditta effettua le misurazioni in continuo solo delle polveri, anche se non ha prodotto preventiva comunicazione di variazione.


c. L'utilizzo di petcoke quale combustibile di alimentazione del Mulino Crudo 3 (E14) e del Forno 3 (E35). La ditta ha fornito documentazione tecnica, allegata alla richiesta di autorizzazione (rilasciata il 17.03.1994), che riporta un semplice accenno all'utilizzo di combustibile solido, non ha prodotto la relativa scheda dei combustibili e successivamente ha fornito la potenzialità del Forno 3 pari a 80 MW ma non ha prodotto la potenzialità del Mulino Crudo collegato al camino E14.


Con il rapporto di prova, prodotto dalla Italcementi e redatto dalla Stazione Sperimentale per i Combustibili in data 02.11.2005, sul campione di petcoke è stata verificata una percentuale di zolfo maggiore del 3%. Le caratteristiche analitiche sono rispondenti a quelle individuate nel rigo 8, Sezione 2, Parte II dell'Allegato X alla Parte Quinta al D.L.vo 152 del 3 aprile 2006 per i combustibili con contenuto di zolfo non superiore al 6% in massa da utilizzare in impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuali non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto.


d. Le modalità di stoccaggio presso Pian dell'Aia e di trasporto del combustibile solido costituito dal petcoke non sono idonee, si rimanda al verbale redatto il 24.01.2006 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA ed alla successiva nota protocollo n. 9945432 del 30.01.2006. Inoltre, l'analisi effettuata dal Dipartimento ARRA di un campione di petcoke, prelevato presso il Porto di Palermo il 13.01.2006 dalla stiva della M/N Amber K e destinato alla Italcementi s.p.a., evidenzia nel rapporto di prova n. 20060113-378 la presenza di idrocarburi policiclici aromatici (14,8 mg/Kg), e di metalli: Vanadio (1092 mg/Kg) e Nichel (211,1 mg/Kg). Tali sostanze sono elencate rispettivamente nella tabella A1 e B della Parte II dell'allegato I alla Parte Quinta del D.L.vo 152/06 ed i metalli sono presenti in concentrazione superiore ai 50 mg/Kg riportati nella tabella del Punto 5.1 della Parte I dell'Allegato V alla Parte Quinta del D.L.vo 152/06 pertanto è prevista l'applicazione delle prescrizioni più severe per l'emissione di polveri proveniente dalla manipolazione e stoccaggio.


e. La presenza di inquinanti (IPA, Vanadio, Nichel) ai punti di emissione connessi all'utilizzo di petcoke rilevata dalle analisi condotte dal Dipartimento ARPA e riportate nella tabella in Allegato n°1.


Tali parametri erano comunque prescritti dall'autorizzazione all'emissioni D.A. n. 871/17 del 6/10/1994 in modo non specifico con valori limiti fissati dal DM 12/07/90. Di tali inquinanti la Ditta non ha mai effettuato analisi periodiche ai camini di emissioni né ha comunicato le motivazioni del mancato adempimento.


Si osserva che nei rapporti analitici la Ditta dichiara tra le materie prime utilizzate il carbone e non il petcoke, e non cita il combustibile petcoke utilizzato nel forno 3 e nel mulino crudo 3.


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Si precisa che le caratteristiche chimiche e le condizioni di utilizzo del carbone sono ben diverse da quelle del petcoke.


f. La relazione tecnica sull'attività di recupero rifiuti speciali non pericolosi, descritti al precedente punto 5, non evidenzia la variazione dei limiti di emissioni dovute all'uso dei rifiuti così come prescritto dall'allegato 1, suballegato 2 al D.M. 5 febbraio 1998. Per la tipologia 7.8 è prevista l'attività di recupero R5 nei cementifici come aggiunta al clinker con ottenimento di cemento nelle forme usualmente commercializzate. Non è prevista attività di recupero per ottenimento materia prima secondaria. Nel ciclo produttivo della Italcementi il rifiuto è lavorato nell'impianto di frantumazione del calcare posto in Cava Raffo Rosso (E85), macinato a caldo nel mulino del crudo (E14) e sottoposto a cottura nel forno 3 (E35).


Per la tipologia 13.6 è prevista l'attività di recupero R5 nei cementifici come aggiunta al clinker con ottenimento di cemento nelle forme usualmente commercializzate. Nel ciclo produttivo della Italcementi il rifiuto è lavorato negli impianti di Macinazione cemento cotto 2 (E 48) e 3 (E 50).


Nelle relazioni tecniche allegate alle comunicazioni di inizio attività la Italcementi ha prodotto il quadro delle emissioni per l'attività di recupero dei gessi desolfonati e dei rifiuti da refrattari indicando i limiti di emissione ai sensi del punto 1 dell'all. 1, suballegato 2 del D.M. 05.02.98 per il recupero di materia da rifiuti non pericolosi in processi a freddo.


Si sottolinea che il recupero dei rifiuti da refrattari è effettuato in un ciclo che prevede trattamento termico, pertanto i limiti di emissione sono calcolati come previsto dal punto 2 dell'allegato 1, suballegato 2 al DM del 5 febbraio 1998.


g. Le relazioni analitiche relative ai controlli delle emissioni prescritti dai decreti autorizzativi e prodotte dalla Italcementi non hanno evidenziato l'uso dei rifiuti nel processo produttivo, inoltre non è stato verificato il rispetto dei valore limite secondo il D.M. 5 febbraio 1998 nel recupero dei rifiuti.


h. Lo stoccaggio e la movimentazione del petcoke e delle materie prime (clinker argilla, perlite, gesso, sabbia, calcare) avvengono all'interno di un capannone a mezzo di gru a ponte. Tali operazioni, che producono consistenti emissioni diffuse all'interno del capannone ed all'esterno di esso poiché la parte superiore del lato ovest è priva di chiusura, non sono descritte nella documentazione tecnica, allegata alla richiesta di autorizzazione (rilasciata il 17.03.1994). Dette circostanze sono state evidenziate anche durante il sopralluogo effettuato dal Dipartimento ARPA di Palermo del 13.10.05 e del 06.12.05. Gli accorgimenti tecnici adottati non sono sufficienti al contenimento delle emissioni e non sono conformi a quanto prescritto dalla Parte I dell'Allegato V alla Parte Quinta del D.L.vo 152 del 3 aprile 2006. La Ditta non ha prodotto la documentazione inerente al contenimento delle emissioni diffuse in riscontro alla richiesta formulata durante il sopralluogo del 6 dicembre 2005.


i. La Ditta non ha prodotto ad oggi le relazioni sulle verifiche in campo preavvisate a partire dal 31/01/06.



Alla luce delle osservazioni riportate è opportuno che la Ditta produca agli Enti in intestazione ed all'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente:


Scheda con potenzialità del mulino crudo (camino E14);


Relazione sul processo produttivo che preveda la fissazione o la combinazione di composti dello zolfo in percentuali non inferiori al 60%;


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Relazione con calcolo dei valori limite degli inquinanti conseguenti al recupero di materia dai rifiuti non pericolosi in processi termici secondo l'allegato 1, sub allegato 2, punto 2 al D. M. 5 febbraio 1998 per il recupero di rifiuti di refrattari (camini E14 ed E35);


Relazioni del ciclo produttivo attuale con esclusione degli impianti non utilizzati, sulla manutenzione attuata e sulla capacità funzionale nel caso di riattivazione degli stessi.


Richiesta di aggiornamento dell'autorizzazione in relazione alla variazione dell'assetto impiantistico, ovvero sui camini dismessi o inattivi, sulla variazione sul ciclo produttivo (E50), sulla natura del combustibile solido (petcoke), sul convogliamento e l'abbattimento delle emissioni prodotte dalla movimentazione delle materie prime e petcoke nel capannone e sul contenimento delle emissioni diffuse prodotte dallo stoccaggio e movimentazione del petcoke presso Pian dell'Aia. Le medesime modifiche dovranno essere apportate nella richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale.


Relazione sulle modalità di esecuzione e trasmissione dei dati rilevati in continuo (D.A. 187/17 del 04.04.1997) e delle verifiche in campo di cui all'Allegato VI alla Parte Quinta al D. L vo 152 del 3 aprile 2006 al fine di concordare con gli Enti preposti al controllo una specifica procedura.


OSSERVAZIONI:

Dalle analisi periodiche eseguite dall'Italcementi per i parametri esaminati, risulta il rispetto dei limiti di emissione imposti dalle autorizzazioni; utilizzando i dati delle analisi periodiche effettuate dal 15/03/05 al 23/03/05 è stata elaborata una tabella per la valutazione complessiva, relativa ai camini attivi ed al tempo di utilizzo degli impianti dichiarato, delle emissioni convogliate prodotte dallo stabilimento nei tre periodi temporali, orario, giornaliero e mensile.



Flusso massa N. Umida


(Kg/ora) (Kg/giorno) (kg/mese (30gg))



Polveri (Kg)


11 230 6.890


S02 (Kg)


114 2.706 81.172


N02 (Kg)


183 4.374 131.219



Come si evince dalla tabella precedente, la quantità totale degli inquinanti emessi in atmosfera, in considerazione delle portate e del numero dei camini di emissione, risulta notevolmente elevata.


Ancora più elevata risulterebbe la sommatoria delle concentrazioni totali degli inquinanti sommando i valori coincidenti con i valori limite prescritti come illustrato nella successiva tabella.



Flusso massa N. Umida


(Kg/ora) (Kg/giorno) (kg/mese (30gg))



Polveri (Kg)


33 686 20.582


S02 (Kg)


241 5.343 160.294


N02 (Kg)


719 16.023 480.679



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Inoltre risulta necessario tenere conto delle emissioni diffuse generate dalla movimentazione dei materiali polverulenti all'interno del capannone ed emesse all'esterno attraverso la parte superiore del lato ovest dello stesso priva di chiusura.


In prossimità di tale punto (camminamento capannone lato Capaci) e sulla terrazza esterna (lato Palermo), il Dipartimento ARPA ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali.



Campione Polveri (mg/Nm3)



1 (Lato chiuso) 0,189



2 (Lato chiuso) 0,328



3 (Lato chiuso) 0,128



4 (Lato aperto) 1,734



5 (Lato aperto) 1,446




I dati riferiti al lato aperto evidenziano che la concentrazioni delle polveri diffuse sono circa 10 volte maggiori rispetto ai valori rilevati sul lato chiuso.


Si allegano:


Allegato n°l Tabella riassuntiva Campionamenti eseguiti dal Dipartimento Provinciale


dell'ARPA all'Italcementi;


Allegato n°2 Verbale redatto il 13/10/05 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA;


Allegato n°7 Verbale redatto il 06/12/05, dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA, ARPA Servizio ST IV, Provincia Regionale di Palermo;


Allegato n°3 Verbale redatto il 24/01/06 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA; Allegato n°5 Nota del Dipartimento Provinciale dell'ARPA protocollo n. 9945432 del 30.01.2006;


Allegato n°4 Verbale redatto il 17/03/05 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA; Allegato n°6 Rapporto di prova n. 20060113-378 del 19 gennaio 2006;


Dott.ssa M.R. Pecoraro (Provincia Regionale di Palermo)


ADT L. Mammana (Provincia Regionale di Palermo)


Dott. V. Ruvolo (Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo)


Dott. A. Macaluso (Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo)



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(Regione Siciliana)


ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE
DIPARTIMENTO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE


Servizio 3 - Prevenzione dan'inquinamento Atmosferico


Unica Operativa 3. i. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera


Prot.

del

Oggetto: Ditta Italcementi - Isola delle Femmine - Ricorso n. 1667/06.

Al T.A.R. Sicilia Sede di Palermo

In riscontro all'Ordinanza collegiale istruttoria n. 286/06, emessa sul ricorso n. 1667/06, trasmessa con nota n. 1395/06 dell'11.09.06 ed acquisita al protocollo di questo Assessorato con n. 60339 del 15.09.06, si rappresenta quanto segue.


A seguito di quanto richiesto nel corso della riunione tenutasi in data 12.06.06 presso gii Uffici di questo Servizio, la Ditta in oggetto, con nota deli'08.08.06, acquisita al protocollo di questo Assessorato con n. 52932 del 21.08.06, ha fornito una descrizione del ciclo produttivo e trasmesso elaborati grafici. Detta nota ha lo scopo di chiarire univocamente lo stato reale dell'impianto, in considerazione del fatto che, negli anni, sono stati apportati alcuni cambiamenti tali da renderlo non corrispondente con le autorizzazioni rilasciate e con i progetti approvati. Tali cambiamenti sono stati via via comunicati dalla Ditta, ma mai oggetto di opportuna autorizzazione e/o presa d'atto né di qualsiasi altro provvedimento di competenza di questa Amministrazione. Per questo motivo, a distanza di anni dalle comunicazioni comunque effettuate, dette modifiche saranno oggetto di una presa d'atto, mediante uno specifico decreto di ''aggiornamento", da parte di questo Servizio


Al contrario, non è mai stato comunicato l'uso del pet-coke come combustibile; da nessuno degli atti forniti dalla Ditta, né al momento della richiesta di autorizzazione, né nei certificati analitici sulle emissioni in atmosfera, né in comunicazioni di altro genere, risulta che il combustibile utilizzato fosse pet-coke. Infatti, laddove non si parla di generico combustibile solido, si indica il carbone o il polverino di carbone.


E' opportuno evidenziare che il carbone naturale ha caratteristiche chimico-fisiche e contenuto dì inquinanti (qualitativamente e quantitativamente) diverse dal pet-coke; pertanto non si tratta di un problema esclusivamente formale, bensì dell'impossibilità di prescrivere tutti gli accorgimenti atti a tutelare l'ambiente dall'impatto causato da una sostanza (pet-coke) avente un carico inquinante diverso rispetto a quella segnalata (carbone o polverino di carbone).


Pertanto questo Servizio non ha potuto né potrà limitarsi a "prendere atto': di quanto emerso nel corso di sopralluoghi degli Organi di controllo, ma deve impedire il protrarsi di un'attività non autorizzata né comunicata, ovvero l'uso di pet-coke come combustibile.

Detta combustione, e le fasi ad essa funzionali (stoccaggio, movimentazione, ecc...). potranno avvenire soltanto a seguito dell'eventuale ottenimento dell'autorizzazione prevista dall'ari. 269 del D. Lgs. 152/06, le cui procedure potranno essere attivate solo a seguito dì specifica istanza da parte della Ditta.
Pertanto, si confermano i contenuti della nota n. 48283 del 25.07.06, impugnata dalla Ditta in oggetto.

Si trasmette, in triplice copia, la documentazione sotto elencata:


1) D.A. n. 292/17 del 17.03.94,


2) Stralcio della Relazione tecnica (Ali. 1 al D.A. n. 292),


3) Tabella delle emissioni (Al!. 6 ai D.A. n. 292),


4) Stralcio delle schede tecniche dei punti di emissione (Ali. 12 al D.A. n. 292),


5) D.A. n. 871/17 del 06.10.94,


6) D.A. n. 141/17 del 15.03.95,


7) D.A. n. 187/17 del 04.04.97,


8) Verbale n. 9942393 del 14.10.05 del D.A.P. di Palermo,


9) Verbale n. 9944173 del 12.12.05 del D.A.P. di Palermo,


10)Verbale n. 9945311 dei 25.01.06 del D.A.P. di Palermo.

11)Relazione tecnica del 23.05.06 del D.A.P. e della Provincia Regionale di Palermo,


12)Verbale di riunione del 12.06.06,


13)Nota n. 48283 del 25.07.06 di questo Servizio


14)Nota dell'08.08.06 della Italcementi,


15) Nota n. 60837 del 18.09.06 di questo Servizio

IL RESPONSABILE/DEL SERVIZIO 3 (Dr. Chini. Gioacchino Genchi

(Regione Siciliana)

ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE
DIPARTIMENTO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE


Servizio 3 - Prevenzione dan'inquinamento Atmosferico


Unica Operativa 3. i. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera


Prot.

del

Oggetto: Ditta Italcementi - Isola delle Femmine - Ricorso n. 1667/06.

Al T.A.R. Sicilia Sede di Palermo
Oggetto: Ditta Italcementì - isola delle Femmine - Ricorso n. 1667/06.



Italcementi ViaG. Camozzì, 124 BERGAMO

p.c. Alla Provincia Regionale


Servizio Inquinamento Atmosferico Via San Lorenzo, 312 g/h PALERMO


Al "'DAR. di Palermo ,

Via Nairobi, 4 PALERMO

A! Comune di ISOLA DELLE FEMMINE (PA)

Questo Servizio, alla luce della documentazione prodotta dalla Italcementi con nota DCTI/SECO deH'08.08.06, acquisita ai protocollo di questo Assessorato con n. 52932 del 21.08.06, provvedere ad aggiornare le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera concesse, con esclusione dell'uso del pet-coke.


L'uso di tale sostanza, infatti, per i motivi ampiamente illustrati nella citata nota n. 48283 e nef corso della riunione del 12.06.06, deve essere oggetto di apposita istanza che la Ditta dovrà produrre ai sensi dell'ari. 269 del D. Lgs. 152/06 e che questo Servizio dovrà valutare attivando le relative procedure tecnico-amministrative.


Si confermano, ovviamente, i contenuti e le disposizioni di cui alla citata nota n. 482S3 del 25.07.06.'


Si invita ad indicare quali sono i punti di emissioni interessati dalia movimentazione, stoccaggio e combustione de! pet-coke.


IL RESPONSABILE/DEL SERVIZIO 3 (Dr. Chini. Gioacchino Genchi)




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