CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.
NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



giovedì 7 luglio 2011

Continua l'emergenza alga a Isola delle Femmine











A fronte di tutta questa situazione come si pronuncia il PROFESSORE?


Anzi Isola delle Femmine di fronte a questo scempio  ambientale e di pericolo incombente per la salute umana non poteva farsi mancare le diossine ed altri inquinanti causati dall'incendio dei rifiiuti:









Non sappiamo chi sia l’IRRESPONSABILE  che ha autorizzato i 2 operai a rimuovere i resti dei rifiuti bruciati mettendo così a serio rischio la salute dei due lavoratori e mettendo in serio rischio la salute dei residenti della zona.

LA RIMOZIONE DEI RIFIUTI INCENDIATI PROVOCA LO SPRIGIONAMENTO DI DIOSSINE DI POLVERI SOTTILI E DI TANTI ALTRI INQUINANTI PER L’UOMO E LA NATURA.

Proprio per questo motivo nei giorni scorsi dei funzionari della ASL 6 avevano espressamente vietato  di rimuovere i rifiuti bruciati (perché considerati SPECIALI)
Allarme alga in Sicilia, 50 intossicati a rischio il mare da Capaci a Trappeto





Tra domenica e ieri, bagnanti e residenti delle zone costiere si sono presentati nelle guardie mediche e negli ospedali con tosse, febbre, vomito e prurito. Due domeniche fa ad avere gli stessi problemi sono stati in sessanta tra le borgate di Vergine Maria e Arenella. Oggi i rilievi per verificare la balneabilità del mare
di ROMINA MARCECA 

 



È successo di nuovo. Stavolta però tra le spiagge di Isola delle Femmine, Capaci e Trappeto. In cinquanta tra bagnanti e residenti delle zone di mare, domenica e ieri, si sono presentati alle guardie mediche e al pronto soccorso degli ospedali con prurito, febbre, tosse e vomito, dopo il bagno in mare. E anche stavolta sul banco degli imputati è finita l'alga tossica, il suo nome scientifico è Ostropsis ovata, e ha colpito due domeniche fa tra l'Arenella e Vergine Maria. In quel caso, però, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, aveva già lanciato l'allarme una settimana prima dei malori. In questo caso la fioritura sarebbe stata improvvisa. Per le zone costiere tra Trappeto e Capaci, i risultati dei prelievi di giugno avevano dato un esito negativo: i valori, infatti, erano 100 volte sotto il limite massimo. Adesso l'Arpa ripeterà gli esami delle acque per capire cosa è accaduto in queste poche ore. Stamattina i tecnici dell'agenzia saranno sui siti segnalati dai bagnanti alla capitaneria di porto. Non è escluso, al momento, che i malori segnalati possano essere legati ad un altro fenomeno che non ha niente a che vedere con l'alga tossica. Accertamenti che però solo tra 24 ore potranno avere una risposta dall'Arpa. Domenica i malori sono stati avvertiti dai bagnanti dopo pranzo. Tra gli intossicati diversi bambini e anche un carabiniere che si trovava a Isola delle Femmine con la famiglia. In molti, tra chi ha accusato difficoltà di respirazione, ha dichiarato di soffrire di allergie. Un dato, anche questo, che sarà valutato dagli studiosi. Il sindaco di Capaci, Benedetto Salvino, e quello di Isola, Gaspare Portobello, hanno seguito da vicino le condizioni degli intossicati, interessandosi in prima persona degli accertamenti ambientali. Ieri, ma anche domenica, il vento nelle zone tra Capaci e Isola era abbastanza forte. Il vento è una delle principali cause della diffusione degli effetti dell'alga tossica. Spiegano dall'Arpa: "Il vento di maestrale funziona da aerosol diffondendo l'alga tossica nell'aria sotto forma di sostanze tossiche e nocive per i bagnanti, o comunque per chi vi entra in contatto anche durante una passeggiata a ridosso delle coste". L'alga tossica, diffusa in tutto il Mediterraneo, sarebbe stata trasportata dalle navi mercantili. E proprio a Capaci l'alga si sarebbe sedimentata con l'arrivo delle navi da crociera nel golfo di Palermo. A farne le spese sarebbe stata la foce del fiume Ciachea dove le acque sporche avrebbero inquinato il mare della zona. Un'ipotesi avanzata ieri dopo i malori che si sono ripetuti tra i residenti. Quello della Ostropsis ovata rimane, comunque, un fenomeno prevalentemente estivo. Dicono dall'Arpa: "Nei mesi caldi c'è una fioritura delle alghe legata proprio alle alte temperature e al mare abbastanza statico". Senza onde e con il caldo, dunque, la microalga trova il suo terreno fertile per attecchire. L'assessore all'Ambiente del comune di Capaci, Sebastiano Siino: "Saremo al fianco dell'Arpa. Abbiamo anche contattato l'Asp che arriverà per un controllo di carattere microbiologico, anche se i controlli di giugno avevano confermato la balneabilità delle acque. I cittadini sono ritornati a mare, ma se i risultati di laboratorio accerteranno la presenza dell'alga tossica ci premureremo di prendere provvedimenti per la salvaguardia della salute".
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(05 luglio 2011) Fonte







ARCHIVIO:

ALGA ROSSA OSTROPSIS



L' alga killer viene dai Tropici

'Scarichi tossici nel golfo di Isola' esposto in Procura degli ambientalisti

Si sospetta l' inquinamento per spiegare i malori avvertiti da residenti e villeggianti di Isola delle Femmine nello scorso week-end. Secondo un gruppo di ambientalisti, rappresentati da Mario Ajello, presidente dell' Associazione per la difesa del mare e del territorio, la causa sarebbe da imputare a uno scarico abusivo nel golfo di Carini. Le ipotesi, fino a ora, sono state le più disparate: c' è chi ha ritenuto che i sintomi fossero collegati a un' alga tossica, proliferata a largo e portata a riva dal vento di maestrale, ma c' è anche chi ha giurato di aver visto venerdì scorso una imbarcazione sospetta a largo dell' Isolotto che avrebbe scaricato in mare le acque di sentina. Il giallo sui malori che, puntualmente, si ripetono ogni anno si infittisce ma i residenti di quel tratto di litorale sono pronti a dar battaglia. L' ex sindaco di Isola, Stefano Bologna, punta il dito contro l' area industriale: «Questi problemi sono sotto gli occhi di tutti ma fino ad ora non si è fatto nulla. Mi chiedo se il depuratore funzioni come dovrebbe». Secondo Mario Ajello il problema dell' inquinamento è invece da imputare a una industria delle zona che scarica abusivamente rifiuti chimici. Già un anno fa, esattamente il 19 luglio, aveva presentato un esposto in Procura per far luce sui fenomeni di inquinamento marino. Quest' anno ci riprova, presentando una nuova denuncia, visto che «nulla è stato fatto - dice Ajello - è urgente la convocazione di un tavolo tecnico tra l' Arpa, i sindaci di Isola, Carini, Capaci e Torretta, e il consorzio Asi per cercare di risolvere la questione. I villeggianti hanno paura e così si vive nell' incertezza». Ieri mattina i tecnici dell' Arpa hanno effettuato un altro sopralluogo e prelevato dieci campioni di acqua vicino alla riva e a largo dell' Isolotto: «Al momento non si esclude nulla - dicono dall' Arpa - I sintomi sembrano quelli da intossicazione da alga ma è strano che questo fenomeno si verifica ogni anno nello stesso periodo anche se in condizioni climatiche diverse». Secondo un dipendente del lido La Sirenetta, che preferisce rimanere anonimo, è l' inquinamento la causa dei malori: «Non ci prendano in giro. Ho sentito distintamente l' odore di un acido. Non è un semplice scarico abusivo ma è colpa di una fabbrica». Alessandro Albanese, responsabile dell' area industriale rassicura: «Il depuratore è controllato da verifiche quotidiane. Insieme ai sindaci di questa zona mettiamoci intorno a un tavolo e ragioniamo sulla fabbrica che potrebbe scaricare abusivamente, magari direttamente nel torrente Ciachea. Aspettiamo le analisi e agiamo di conseguenza». Ma nel frattempo la preoccupazione tra gli abitanti aumenta. «Vengono tutti con gli stessi sintomi - dice Antonietta Di Mino, titolare della farmacia di Isola - sensazione di stanchezza, gola arrossata a difficoltà nella respirazione. Molte delle ricette che ho visto prescrivevano del cortisone. Ogni anno si verifica un fenomeno simile». A monitorare costantemente la situazione è il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello: «Oggi ancora due persone si sono rivolte alla guardia medica con la stessa sintomatologia lamentata dagli altri. Hanno cominciato a star male sabato scorso. In totale sono più di venti casi. Mi rendo conto che la situazione è spiacevole. Stiamo facendo il possibile per risolvere al più presto il problema.
La gente è ritornata in spiaggia ma dobbiamo essere in grado di assicurare che appena cambia il vento non succeda di nuovo».
Intanto in paese si è costituito un comitato cittadino di isola pulita composto da professionisti e da cittadini della società civile il cui scopo a detta del suo animatore Ciampolillo è la «salvaguardia della salute dei cittadini e la difesa delle bellezze naturali e paesaggistiche di questo litorale marino del palermitano».
 - ADRIANA FALSONE
 L' alga killer viene dai Tropici
è l' alga Ostreopsis, una microalga di origine tropicale, la causa dei malesseri che hanno colpito decine di bagnanti da sabato scorso tra Isola delle Femmine e Capaci. Ad anticipare una parte delle analisi ancora in corso nei laboratori dell' Arpa, l' Agenzia regionale protezione e ambiente, è il direttore Sergio Marino: «Abbiamo effettuato vari esami sia in fondo al mare che a terra - spiega - e da questi risulta la presenza di varie alghe, tra cui quella tossica dell' Ostreopsis, che se inalata determina difficoltà respiratorie. Si tratta di una fioritura eccezionale dovuta alle alte temperature e all' abbondanza di nutrienti. Un fenomeno analogo si è verificato l' anno scorso a Bagheria, lungo il litorale di Aspra. Ci sono ancora in corso altre indagini, e al termine decideremo se il tratto di spiaggia tra Capaci e Isola delle Femmine, debba essere vietato alla balneazione. Continueremo a tenere sotto controllo la situazione». Di quest' alga tossica, è stata scoperta una grande quantità sui fondali vicini alla costa. Con l' alta luminosità, queste alghe producono per fotosintesi le tossine che poi con il vento di maestrale vengono sprigionate nell' aria. E così nei giorni scorsi, molte persone che si trovavano a mare a Isola delle Femmine hanno accusato febbre, bruciore di gola, asma, anche senza fare il bagno. Come Tommaso Saputo, che si è sentito male solo per avere respirato quell' aria. «Ho sentito prima un bruciore alla gola - dice - poi dopo qualche ora ho avuto qualche colpo di tosse. E ho avuto anche la febbre a 38 e mezzo». Anche Pippo Catania, che ha un villino a Isola delle Femmine, sabato scorso, si è sentito male: «Ho avvertito un malessere e bruciore alla gola. Sono specialista in malattie respiratorie, bisogna verificare le conseguenze che può portare quest' alga». Per Rossella Barone, docente di botanica all' Università di Palermo, «fortunatamente i casi di sindromi gravi registrati in paesi tropicali, in Sicilia non hanno motivo di verificarsi perché non ci sono pesci erbivori che si nutrono di queste alghe e che se consumati dall' uomo, possono provocare disturbi respiratori più seri. Sono alghe che proliferano perché si nutrono di sali di azoto e fosforo e l' eccessiva concentrazione di questi elementi, per lo più legata agli scarichi delle acque di fogna mal depurati è una condizione necessaria per la "fioritura" ». Una dinamica che avvalora la denuncia delle associazioni ambientaliste di uno scarico abusivo a Carini. Oggi, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello potrebbe decidere di vietare la balneazione di concerto con il sindaco di Capaci: «Aspettiamo di conoscere tutti gli esami e di conseguenza ci adegueremo. Se dobbiamo vietare la balneazione, lo faremo». Ieri non sono stati segnalati altri casi di malesseri. «Non ci sono stati altri pazienti con questi malori - dicono dalla guardia medica di Isola delle Femmine - anche perché le spiagge dopo i primi casi sono molto meno frequentate». - Isabella Napoli

Cartelli per segnalare l' alga tossica le spiagge sono sempre più vuote

UNA presenza «massiccia» di Ostreopsis ovata, una microalga tossica che ricopre gli scogli nel litorale tra Capaci e Isola delle Femmine. Le analisi compiute martedì scorso dall' Arpa hanno anche rilevato una concentrazione tra le 8.000 e le 10.000 cellule per litro nei campioni d' acqua. E' questo il dettaglio delle analisi che l' agenzia regionale per la protezione dell' ambiente ha effettuato lungo il tratto di costa dove da sabato scorso decine di bagnanti hanno accusato disturbi respiratori. E oggi il sindaco di Isola delle Femmine deciderà il da farsi. Probabilmente, anziché un divieto assoluto di balneazione, saranno predisposti dei cartelli che indicano la presenza dell' alga e i rischi che si possono correre. Adesso, gli accertamenti verranno estesi anche ad altre aree dove il fenomeno si è verificato in passato ovvero ad Aspra, nel lungomare di Bagheria, dove a settembre 2005 l' Ostreopis ha invaso il litorale provocando gli stessi disturbi. Sintomi che, precisano i tecnici dell' Arpa, si manifestano «in giornate con moto ondoso elevato» quando «le mareggiare provocano il distaccamento dal fondale delle macroalghe ospite, che si accumulano sulla riva assieme alla Ostreopis ovata». Ieri, non si sono verificati casi di malori anche perché i bagnanti hanno cominciato a disertare i lidi tra Capaci e Isola delle Femmine. «Molti titolari cominciano a parlare di stagione compromessa - dice il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello - e dell' ipotesi di restituire i soldi degli abbonamenti estivi ai soci». La presenza di queste microalghe nei mari del Mediterraneo e in Sicilia rientra nel processo di "tropicalizzazione". «Il cambiamento climatico e il riscaldamento della temperatura dell' acqua - spiega Franco Andaloro, biologo dell' Icram, Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare - con la conseguente inversione delle correnti in profondità hanno determinato negli ultimi dieci anni una proliferazione di nuove specie provenienti dal Mar Rosso nei mari mediterranei e nel canale di Sicilia». Sul caso dell' alga tossica, ieri ha presentato un' interrogazione al ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio il presidente del gruppo di Rifondazione comunista al Senato Giovanni Russo Spena. Nell' interrogazione, si chiede al ministro di intervenire presso la locale capitaneria di porto perché «siano rese pubbliche le analisi sui campioni d' acqua prelevati e i dati dell' Arpa relativi all' inquinamento della zona e quali provvedimenti intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini». Un' altra interrogazione è stata presentata da Daniela Dioguardi, deputata palermitana di Rifondazione alla Camera. Anche a Mondello, dopo che sia Legambiente che l' Albaria hanno rilevato la presenza di batteri nell' acqua, la stagione balneare non si preannuncia rosea. Ieri il mare era di nuovo sporco. «Alcuni bagnanti - racconta Vincenzo Baglione, direttore dell' Albaria - hanno ritrovato un topo morto vicino alla battigia». Le analisi effettuate dagli ambientalisti e dal circolo contraddicono, però. i risultati del monitoraggio effettuato sulla costa dall' Arpa. «Non abbiamo rilevato valori superiori ai limiti di legge - dicono i tecnici dell' Agenzia - il nostro monitoraggio viene effettuato due volte al mese e in dieci punti differenti della costa. I divieti di balneazione scattano solo dopo cinque risultati che indicano l' inquinamento. Il caso segnalato dagli ambientalisti potrebbe essere solo un fenomeno momentaneo. La prossima settimana, effettueremo altre analisi». Un altro allarme inquinamento è scoppiato anche a San Vito Lo Capo dove ieri è stata transennata una parte della spiaggia di fronte all' hotel Egitarso. Il Comune ha messo un cartello di divieto di balneazione ma i villeggianti sono preoccupati perché già da alcuni giorni l' acqua è sporca e alcuni bambini soffrono di febbre e dissenteria. «Ci hanno detto che il 7 luglio, un acquazzone ha fatto scoppiare un tombino e ha provocato un versamento dalla fognatura al mare - spiega Cristina Mastroianni, tra i residenti estivi che ieri hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte al Comune - mia figlia ha una strana febbre provocata da un' infezione presa con tutta probabilità a mare. Fa i bagni in queste acque da dieci giorni. Mi chiedo perché il Comune non abbia preso provvedimenti prima per tutelare la nostra salute». - ISABELLA NAPOLI http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/14/cartelli-per-segnalare-alga-tossica-le.html

In spiaggia l' alga non fa paura 'Un po' di tosse, ora è tutto ok'

è passata una settimana da quando l' alga rossa ha mandato all' ospedale decine di bagnanti con tosse, febbre e attacchi allergici. Ieri, dopo che l' Arpa ha confermato la presenza della pericolosa Ostreopsis ovata sul lungomare tra Capaci e Isola delle Femmine, sembra che sia tornata la calma e che la spiaggia si stia lentamente ripopolando. Una calma apparente: gli stessi titolari dei lidi appaiono spaventati dal rischio di un nuovo forte vento che diffonda le microalghe nell' aria e ammettono che la zona è da anni a rischio. «Già quattro anni fa - dice Gianni Battaglia, titolare del lido Sport Battaglia - c' era stato un fenomeno del genere. Quest' anno è durato solo sabato e domenica scorsi, a causa del vento e delle mareggiate, poi tutto è tornato alla normalità». Ma, pur di salvare la stagione che è ormai al suo clou, i gestori di stabilimenti e bar sulla spiaggia sono pronti a rischiare qualche colpo di tosse, e nel peggiore dei casi pure febbre e asma. A raccontarlo è Maurizio Furceri, della cooperativa Genius che gestisce la spiaggia libera attrezzata del Comune di Isola delle Femmine. «Abbiamo tutti sofferto di tosse e di altri sintomi simili a quelli di un' influenza - dice - ora stiamo meglio, anche perché è passato quel forte vento dello scorso fine settimana. Non si sono più verificati altri casi, e da un paio di giorni c' è più gente». In questo tratto di litorale la calma è tornata con la bonaccia, e sembra lontano lo spettro della "tropicalizzazione", il riscaldamento dell' acqua con la proliferazione di specie tropicali, come queste microalghe di cui hanno parlato in questi giorni esperti di ecologia e biologi. Dei Tropici si cerca semmai di evocare le atmosfere positive, offrendo riparo ai bagnanti sotto ombrelloni di paglia hawaiana o intrattenendoli sulla spiaggia con lezioni di aerobica tenute da avvenenti istruttrici in bikini. Molti si lasciano contagiare dalla piacevole atmosfera: «Sono di Milano, ma d' estate vengo qui a passare le ferie - dice Giovanni Garullo - nell' Adriatico, che è molto più sporco e pieno di mucillagine, la gente fa il bagno lo stesso». Per Davide e Carmen Colletta, marito e moglie, è la prima settimana di ferie: non sono informati di quello che è successo lo scorso weekend. Ma la signora racconta che sabato scorso ha avuto anche lei un brutto episodio allergico. «Pensavo che fosse la paglia degli ombrelloni - dice - ho avuto un fortissimo raffreddore, come una rinite allergica. Ero stata tutta la giornata al mare». C' è chi giura che in questo mare non si bagnerà più. Come Patrizia Guccione, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all' Arpa per quanto accaduto a lei e alla sua famiglia lo scorso sabato. «Facevo il bagno sulla spiaggia libera di Capaci con mio marito e i miei due figli di nove anni e 19 mesi - racconta - dopo alcune ore abbiamo avuto tutti e quattro una specie di attacco allergico, con continui starnuti e incessanti colpi di tosse. Tornati a casa, avevamo la febbre a 38 e mezzo e la nausea, come se avessimo avuto un' intossicazione. Ma non avevamo mangiato nulla. La piccola di 19 mesi non riusciva a respirare. Già due anni fa, mio marito e mio figlio nella stessa località balneare avevano manifestato gli stessi sintomi. Perciò mi chiedo: in questi due anni che provvedimenti hanno preso le autorità competenti per salvaguardare la salute pubblica?». Tra Capaci e Isola delle Femmine, però, sembra che le febbri portate da quelle due giornate di maestrale siano ormai lontane come il vento. «Ho avuto solo un po' di faringite - dice Carlo Schillaci, titolare di un chiosco bar - ora non ho più sintomi». Tra i gestori di lidi, a Capaci, c' è chi ha chiamato l' Arpa per sapere cosa fare. Francesco Galante è uno di loro: «Anch' io ho avuto l' asma domenica, poi è passato. I tecnici dell' Arpa mi hanno detto che sul divieto di balneazione deve decidere l' Ausl». Ieri pomeriggio gli uffici dell' Ausl 6 erano chiusi. A rispondere è l' ufficio stampa: «Sui divieti di balneazione devono decidere i Comuni». Ma i Comuni di Capaci e Isola delle Femmine per ora non si pronunciano. «Aspettiamo che l' Arpa faccia altre analisi - dice Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine - anche perché di casi alla guardia medica non ce ne sono stati più». -
 

Mare malato, Sicilia indifesa

I CAMPIONI prelevati nell' aria, lungo la spiaggia di Isola delle Femmine, ieri non hanno più registrato la presenza dell' alga tossica Ostreopsis ovata, pericolosa se inalata. Sabato e domenica scorsa diverse persone avevano accusato disturbi respiratori. Cessato il maestrale, i timori per la salute dei bagnanti con l' arrivo dello scirocco sono momentaneamente archiviati, ma l' allarme resta alto. E non solo a Isola. Ad Aspra, dove l' anno scorso la microalga velenosa aveva invaso il litorale, si teme che con l' arrivo del maestrale e delle prime mareggiate, le alghe possano essere di nuovo trasportate a galla. Un rischio che investe anche Santa Flavia e Altavilla. Alghe, chiazze di petrolio, scarichi industriali, fogne minacciano sempre più le coste. E sono in tanti a dire che i controlli sporadici, i provvedimenti isolati di un Comune, non bastano più. Il mare di casa nostra richiede un monitoraggio costante, affidato a pool di veri esperti. Anche se l' Arpa, l' Agenzia regionale per l' ambiente, non ha riscontrato la presenza nell' aria di agenti tossici, Legambiente ha chiesto al Comune di Isola di imporre comunque nel lungomare il divieto di balneazione: «Non bastano i cartelli che segnalano la presenza dell' Ostreopsis. Il sindaco non può sottovalutare la delicatezza della situazione, ingenerando equivoci e confusioni alla popolazione», sostiene l' associazione ambientalista. Nello stesso tratto di costa, all' altezza dello svincolo di Carini, in località Ciachea, i pescatori che calano le reti al pomeriggio e all' alba le ritirano, segnalano la presenza di sostanze inquinanti nell' acqua, provenienti da qualche scarico industriale allacciato alla condotta. «Quando tiriamo le reti, le nostre braccia si riempiono di chiazze rosse», denunciano. Un rigoroso monitoraggio sulle spiagge da San Vito a Isola e più vigilanza sugli scarichi produttivi è quello che chiede Salvino Caputo, deputato regionale di An, in un' interrogazione. «Non è possibile - denuncia - che splendide coste presentino già gravissimi fenomeni di inquinamento». Sollecita l' istituzione di «stazioni di controllo» un' esperta come Rosalba Leone, docente di Biologia delle alghe a Scienze: «L' interazione di diversi fattori climatici e fisiologici, come l' eutrofizzazione e la famosa tropicalizzazione delle nostre acque, sta determinando la proliferazione di queste alghe. Sarebbe opportuno finanziare a livello nazionale ricerche per seguire l' evoluzione del fenomeno nei siti segnalati, in Sicilia come a Genova e in Toscana. E servirebbe anche un coordinamento del settore, che al momento non esiste». Franco Andaloro, biologo dell' Icram, che coordina un gruppo di trenta esperti di "specie aliene" del mare, da tempo segue l' espansione di questa minacciosa alga, causa - se respirata - di diverse patologie, dalla nausea all' emicrania, a problemi intestinali. Un' alga penetrata in Italia dieci anni fa assieme all' acqua di zavorra trasportata dalle navi. Uno dei punti di osservazione è in Sicilia: «Dal 2000 - spiega Andaloro - abbiamo in corso questo lavoro. Operiamo nei due porti di Milazzo e di Trieste, abbiamo promosso l' applicazione di un protocollo internazionale per studiare l' impatto delle acque di zavorra sulla biodiversità. Non bisogna creare però allarmi isterici. Il problema va monitorato con grande attenzione per i danni alla salute». Per Silvano Riggio, docente di Ecologia, «per tenere sotto controllo fenomeni nuovi, come queste alghe che stanno sul fondo in stato di quiescenza e al momento favorevole si moltiplicano come un cancro, non basta Goletta verde, che ringraziamo, ma servono strutture agili e specializzate, capaci di disinnescare in tempo bombe del genere prima che esplodano». è l' auspicio di Giovanni Granata, consulente per l' ambiente del Comune di Bagheria: «Ad Aspra ci aspettiamo che possa verificarsi lo stesso problema di un anno fa. Chiediamo controlli continui». - ANTONELLA ROMANO

la manifestazione

Una marcia di protesta contro l' inquinamento del mare, una petizione per conoscere i risultati delle analisi effettuate dall' Arpa. L' iniziativa, organizzata dai Verdi, partirà dalla riserva di Isola delle Femmine, oggi alle 10, e si concluderà nella spiaggia del Saracen. Dopo l' allarme dei giorni scorsi, provocato dalla scoperta dell' alga rossa nel mare di Isola, gli ambientalisti scendono in campo per chiedere un' ulteriore azione di monitoraggio della zona e la verifica delle cause degli alti livelli di inquinamento del mare. «è ora di farla finita - sostiene Massimo Fundarò, deputato nazionale e segretario siciliano dei Verdi - il mare è una ricchezza che appartiene a tutti, e abbiamo il dovere di proteggerlo». Sempre sul fronte dell' inquinamento oggi manifesterà anche il comitato "Isola pulita" distribuendo volantini: «Nella cava di Raffo Rosso viene depositato del carbone utilizzato dalla cementeria - dice Giuseppe Ciampolillo, presidente del comitato - Noi riteniamo non sia stato impermeabilizzato a dovere e vorremmo conoscere bene i risultati dei sopralluoghi. In questo modo si arrecano danni al terreno ma anche alle falde acquifere». - a. f.
Isola e Capaci, torna l' allarme alga sedici intossicati alla guardia medica
Torna l' alga rossa a Isola delle Femmine e Capaci. Quindici casi sono stati refertati soltanto dalla guardia medica di Isola, mentre un caso è stato segnalato a Capaci. Febbre, tosse e problemi respiratori i sintomi più comuni: «Ho cominciato a star male già questa mattina ed ero arrivata da circa due ore sulla spiaggia di Capaci, avevo però notato che l' acqua aveva un colore strano, più scuro del solito - racconta Angela Terrazzini - Le mie amiche hanno avvertito gli stessi sintomi ma inizialmente abbiamo creduto che si trattasse di un banale raffreddore. Poi la situazione è peggiorata e intorno alle 16 siamo andati alla guardia medica di Isola delle Femmine. Alle mie due amiche hanno fatto iniezioni di Bentelan. Io, credendo di star meglio, non ho preso nulla. In serata mi è venuta la febbre a 38». L' alga tossica non ha invaso soltanto il litorale di Capaci ma anche quello di Isola delle Femmine e ieri sono stati in quindici a dover andare alla guardia medica di Isola delle Femmine. In molti hanno deciso comunque di abbandonare la spiaggia: «In serata ho visitato sei persone - dice Lorenzo Baiamonte, medico di turno della guardia medica di Isola - I sintomi sono sempre gli stessi, ma adesso la gente non li confonde più con quelli influenzali, e viene da noi perché capisce che serve il cortisone». Già oggi il sindaco di Isola Gaspare Portobello invierà la richiesta all' Arpa per nuovi prelievi: «Sono stato immediatamente avvertito dei nuovi casi, domani (oggi, ndr) chiederò all' Agenzia per la protezione ambientale di effettuare nuovi campionamenti, dobbiamo risolvere questo problema che sta danneggiando i commercianti locali e compromettendo la stagione balneare» Questo è il secondo caso della stagione a Isola delle Femmine. L' allarme alga tossica era già scattato a metà luglio quando decine di residenti e bagnanti hanno segnalato di avere malori dopo essersi fatti il bagno nel mare di Isola. Il 18 luglio l' Arpa ha svolto delle analisi e si è scoperto che si trattava di Ostreopsis, una microalga di origine tropicale. La stessa alga è stata trovata anche nelle coste di Carini e Capaci tra luglio e agosto. A fine luglio lo stesso problema si è verificato anche Bagheria. Dopo gli ennesimi controlli dell' Arpa, che hanno confermato a presenza dell' alga tossica, il sindaco di Bagheria ha emesso un divieto di balneazione lungo il litorale di Aspra. Nessun divieto invece a Isola e Capaci dove alcuni commercianti avevano lamentato un calo negli affari dopo l' allarme. a. f.
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