CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.
NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



mercoledì 5 giugno 2013

Ministero Ambiente contro Lombardo e Cuffaro

 

Ministero Ambiente contro Lombardo e Cuffaro
PALERMO - Anche il ministero dell'Ambiente sarà parte civile al processo per 
omissione  d'atti d'ufficio  all'ex presidente della Regione siciliana, Raffaele 
Lombardo, al suo predecessore Salvatore Cuffaro e a sei assessori regionali 
all'Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010. La costituzione 
è stata depositata oggi: il processo, che si è aperto ieri mattina davanti 
alla terza sezione, è stato rinviato al 17 giugno per la dichiarazione di 
astensione di uno dei giudici a latere.









TG3 Sicilia 24 nov 2007 PIANO ARIA REGIONE... di isolapulita

Smog. Omissione d'atti d'ufficio: LombardoCuffaro e 7 assessori ...
Omissione d'atti d'ufficio: LombardoCuffaro e 7 assessori, rischiano il rinvio a ... Con la pubblicità si guadagna e questa è storia nota ma in che modo questo ...
www.palermoreport.it/.../smog-omissione-datti-dufficio-lomba...




COINVOLTI ANCHE SETTE ASSESSORI REGIONALI ALL'AMBIENTE

Smog, chiesto giudizio per Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo


Redazione
Smog, chiesto giudizio per Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo
Il pm della Procura di Palermo Geri Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, il suo predecessore Salvatore Cuffaro e sette assessori regionali all'Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010. L'ipotesi che oggi il pm ha sottoposto al Gup Marina Petruzzella è di omissione di atti d'ufficio, per non avere adottato i provvedimenti necessari a limitare la diffusione dello smog nelle principali città siciliane. Gli amministratori non avrebbero dunque adottato misure per contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell'aria. Gli assessori coinvolti sono Mario Parlavecchio, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello, Mario Milone, Giovanni Di Mauro e Calogero Sparma.
I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009. 
I difensori parleranno alla prossima udienza, prevista per il 14 marzo. Secondo l'accusa, la mancata adozione dei piani regionali di contrasto alla diffusione dello smog avrebbe fatto sì che venisse compromessa la salute dei cittadini. In un altro processo, celebrato a Palermo contro l'ex sindaco del capoluogo siciliano, Diego Cammarata, gli imputati erano stati assolti, perché avevano dimostrato di avere adottato misure come i divieti di sosta antismog, le targhe alterne, le zone a traffico limitato, e i giudici avevano ritenuto che, anche se i livelli di smog e sostanze nocive non erano calati, ciò non era avvenuto per colpa degli imputati. Nello stesso senso si è pronunciata finora la prevalente giurisprudenza in Italia.






16/06/2011 -

Smog, indagati Lombardo e Cuffaro



Avviso di conclusione delle indagini anche per sette assessori all’Ambiente. “i contesta il non avere adottato le misure imposte dalla legge per il contrasto dell'inquinamento atmosferico nonostante fossero a conoscenza "dei risultati delle centraline di rilevamento poste sul territorio regionale"




 PALERMO. La Procura di Palermo ha notificato un avviso di conclusione indagine al presidente della Regione Raffaele Lombardo, all'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro e ai sette assessori regionali all'Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010. Gli amministratori sono indagati di omissione d'atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. L'inchiesta è stata coordinata dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Nino Gatto e dai pm Geri Ferarra e Claudia Bevilacqua.
A Lombardo, Cuffaro e agli assessori si contesta il non avere adottato le misure imposte dalla legge per il contrasto dell'inquinamento atmosferico nonostante fossero a conoscenza "dei risultati delle centraline di rilevamento poste sul territorio regionale, dell'andamento della qualità dell'aria, del persistere dei fenomeni di inquinamento con superamento dei limiti di legge".
In particolare gli indagati non hanno mai adottato il piano di risanamento e mantenimento relativo all'inquinamento atmosferico, i programmi per il raggiungimento dei valori limite ai fini della protezione della salute della popolazione, da predisporre entro 18 mesi, e i piani di risanamento della qualità dell'aria.
Gli assessori coinvolti sono Mario Parlavecchio, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello, Mario Milone, Giovanni Di Mauro e Calogero Sparma.


Piani anti inquinamento: indagati Lombardo, Cuffaro e Cascio

16 giugno 2011 19:20
Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e il suo predecessore, Salvatore Cuffaro, con 7 assessori regionali al territorio che sono stati in carica dal 2003 al 2010 sono stati iscritti dalla Procura nel registro degli indagati con l'accusa di non avere adottato i piani anti inquinamento per la tutela dell'ambiente, come previsto dalla norma. I politici sono accusati di omissione di atti di ufficio e getto pericoloso di cose. A darne conferma all'ADNKRONOS e' il procuratore

aggiunto Antonino Gatto che spiega: "sono state svolte delle indagini secondo le regole con la collaborazione dei carabinieri del Noe e adesso siamo arrivati alla conclusione delle indagini. Abbiamo gia' notificato l'avviso di conclusione agli indagati".

Piani anE' quasi certa la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per Lombardo, Cuffaro e i 7 assessori. L'inchiesta e' coordinata, oltre che dal procuratore aggiunto Gatto, dall'altro aggiunto Leonardo Agueci e dei pm Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua. Secondo quanto risulta alla Procura la regione, negli ultimi 7 anni, non avrebbe adottato quelle misure antinquinamento che sono previste dalla legge nonostante fossero a conoscenza dei risultati ottenuti dalle centraline.

Tra i politici indagati dalla Procura di Palermo per non avere adottato i piani anti inquinamento c'e' anche il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, che in passato ha ricoperto l'incarico di assessore regionale all'Ambiente. L'avviso di conclusione delle indagini e' stato recapitato anche all'attuale assessore in carica Gian Maria Sparma e agli ex assessori Mario Parlavecchio, Rossana Interlandi, Mario Milone, Giuseppe Sorbello, Giovanni Di Mauro.


Qualità dell’aria in Sicilia. Indagati Lombardo e Cuffaro

 Conclusa l’indagine della Procura di Palermo sull’incredibile vicenda nata per individuare le responsabilità amministrative sulla mancata stesura del Piano di risanamento della qualità dell’aria in Sicilia con la conseguente omissione delle procedure di tutela e salvaguardia della salute dei cittadini. Notificato l’avviso di conclusione delle indagine al presidente della Regione Raffaele Lombardo, all’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro e ai sette assessori regionali all’Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010. Gli assessori coinvolti sono Mario Parlavecchio, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello, Mario Milone, Giovanni Di Mauro e Calogero Sparma.
L’inchiesta è stata coordinata dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Nino Gatto e dai pm Geri Ferarra e Claudia Bevilacqua.
Secondo le indagini nonostante questi amministratori fossero a conoscenza “dei risultati delle centraline di rilevamento poste sul territorio regionale, dell’andamento della qualità dell’aria, del persistere dei fenomeni di inquinamento con superamento dei limiti di legge, non avrebbero adottato le misure imposte dalla legge per il contrasto dell’inquinamento atmosferico. Innanzitutto non avrebbero presentato il Piano regionale di Risanamento dell’Aria in Sicilia che avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale. Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.
La vicenda inizia nel settembre 2008 quando nel corso di un convegno ambientalista venne denunciato che il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto 2008, presentava ampie parti copiate dalla dall’omologo Piano predisposto dalla Regione Veneto cui gli estensori avrebbero attinto usando il sistema, copia e incolla. Il grave episodio di plagio ebbe risalto anche a livello nazionale, tanto da indurre “Striscia la Notizia” ad intervistare Pietro Tolomeo, dirigente generale del dipartimento dell’Assessorato Territorio e Ambiente, e Salvatore Anzà dirigente responsabile del progetto siciliano aria. Adesso è stato scritto un nuovo atto giudiziario sulla vicenda.
“Le autorità giudiziarie hanno individuato le responsabilità degli amministratori regionali – dichiara Giuseppe Messina, coordinatore regionale Movimento difesa del cittadino – che negli anni non hanno ottemperato ad un dispositivo di legge che richiamava gli stessi ad un’attività di prevenzione per la salute pubblica. Studi dell’Organizzazione mondiale della sanità, hanno, infatti, sancito che le emissioni di fattori inquinanti nell’ambiente sono causa significativa di patologie e l’ esposizione a fattori cancerogeni molto rischiosi per la salute”.
Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia aggiunge: “In questi anni la Regione Siciliana non ha mai affrontato la vicenda nonostante le nostre sollecitazioni. Sollecitazioni che si sono spinte fino alla denuncia del caso clamoroso della copiatura del Piano della Regione Veneto. In quel caso è stato significativo il fatto che la Regione Siciliana, piuttosto che prendere provvedimenti nei confronti di aveva gravemente danneggiato l’immagine dell’amministrazione regionale (si ricordino gli articoli ironici su tutti i quotidiani nazionali), ha perseverato nel sottovalutare l’importanza di uno strumento indispensabile per restituire qualità all’aria che respiriamo”.
Legambiente Sicilia valuterà l’opportunità di costituirsi parte civile.


Cronaca | Sicilia | 19 Giu 2011 | 20:02

Inquinamento aria  Le precisazioni della Regione

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Salvatore Anzà, dirigente del Servizio 7 "Pianificazione e governance acque e rifiuti" del Dipartimento regionale ambiente, intervenuto in merito alla vicenda che vede indagati l'attuale presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e l'ex governatore Salvatore Cuffaro, per il mancato contrasto all'inquinamento.

"Come è facile verificare - scrive Anzà - le contestazioni fatte dalla Procura di  Palermo alla Regione siciliana iniziano a partire dal 2002. A quel tempo, e fino  al 2007, l’ufficio che avrebbe dovuto redigere il piano era guidato da un 'ambientalista' di Legambiente. E' facile verificare anche che le cosiddette 'sollecitazioni' di Fontana, incredibilmente, cominciano solo alla fine  del 2007, e solo quando viene rimosso per responsabilità dirigenziale il suo carissimo amico (presunto 'ambientalista'). La Procura di Palermo ha verificato la correttezza del comportamento dei dirigenti interessati alla vicenda e (come hanno riportato molti giornali) nessuna contestazione è stata avanzata nei loro confronti. Considerato che, a partire dal 2007 e fino al 2010 sono stato responsabile dell’ufficio interessato - aggiunge - ho la necessità di ristabilire la verità, a fronte invece delle false notizie che cerca di propagandare Legambiente. Il piano regionale, che l’ambientalista di Legambiente avrebbe dovuto fare e non ha fatto (in sei anni), è stato invece fatto da me (in due anni e mezzo), ed è vero quanto sostiene la Procura, e cioè che non è ancora stato formalmente adottato, in quanto è  al momento al Ministero Ambiente in attesa di approvazione a causa di una  recente modifica normativa. Il cosiddetto 'caso clamoroso della copiatura del piano del Veneto' è una montatura di alcuni dirigenti di Legambiente, che con tali fantasiose argomentazioni hanno cercato goffamente di giustificare il comportamento  di un  loro amico, e cioè proprio chi ha diretto l’ufficio regionale che avrebbe dovuto fare il piano (e non lo ha fatto). Quello che non dicono pertanto Fontana e Messina - conclude - è che tra gli 'amministratori regionali' che non  avrebbero 'ottemperato ad un dispositivo di legge' rientrerebbe, a furor di popolo, proprio un dirigente di Legambiente"


Inquinamento atmosferico, indagati Cuffaro, Lombardo e Assessori regionali all’Ambiente

Si è conclusa l’indagine avviata dalla Procura di Palermo per individuare le responsabilità sulla mancata stesura del Piano di risanamento della qualità dell’aria in Sicilia.
Una vicenda che da anni ci ha visti impegnati sia sul fronte dell’informazione che adendo le vie giudiziarie.
A tal proposito, occorre precisare che una denuncia inerente le vicende agrigentine, fu a suo tempo presentata dall’Assessorato Ambiente del Comune di Agrigento.
Inoltre, nel corso di un incontro tenutosi all’Assessorato Regionale all’Ambiente, fu il funzionario del Comune arch. Domenico Savio Lo Presti, ad insistere affinchè si arrivasse alla  stesura del Piano di risanamento della qualità dell’aria, e che in detto Piano, rientrasse Agrigento, visto come i dati dei rilevamenti indicassero allarmanti superamenti di soglia massima degli inquinanti.
È anche doveroso ricordare come la Provincia Regionale di Agrigento, sospese, nonostante le vibrate proteste, il monitoraggio della qualità dell’aria, seppure i dati precedentemente rilevati non erano affatto tranquillizzanti.
Lo Presti, nonostante il ruolo di funzionario comunale al settore ambiente, stanco di non trovare riscontro alcuno alle denunce presentate, alle segnalazioni fatte agli organi competenti, esasperato dalla situazione, inscenò insieme ai propri figli una protesta dinanzi la Prefettura di Agrigento (clicca qui).
Nonostante ciò, così come riportato in un articolo di qualche giorno fa (clicca qui), quantomeno per Agrigento ben poco, o forse nulla, è cambiato.
Oggi, quantomeno per ciò che riguarda eventuali responsabilità a livello regionale, si è arrivati all’emissione di avvisi di conclusione delle indagini per “omissioni in atti d’ufficio”.
Gli avvisi di conclusione delle indagini, sono state notificate al presidente della Regione Raffaele Lombardo, all’ex governatore Salvatore Cuffaro e ai sette assessori all’Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010.
In attesa che anche le indagini per le vicende agrigentine possano portare all’individuazione di possibili responsabilità penali da parte di soggetti che avessero eventualmente compiuto atti omissivi, non ci resta che sperare che d’ora innanzi, si voglia quantomeno provvedere ad effettuare un maggiore controllo del territorio, individuando l’origine degli inquinanti che continuano ad ammorbare l’aria del territorio comunale agrigentino, ed in particolar modo quello delle frazioni di Monserrato e Villaseta.

In merito alla conclusione delle indagini che ha portato  all’iscrizione al registro degli indagati Cuffaro, Lombardo e gli Assessori regionali all’Ambiente, si registrano diversi interventi.
 “Le autorità giudiziarie hanno individuato le responsabilità degli amministratori regionali – dichiara Giuseppe Messina, coordinatore regionale Movimento difesa del cittadino, che negli anni non hanno ottemperato ad un dispositivo di legge che richiamava gli stessi ad un’attività di prevenzione per la salute pubblica. Studi dell’Organizzazione mondiale della sanità, hanno, infatti, sancito che le emissioni di fattori inquinanti nell’ambiente sono causa significativa di patologie e l’esposizione a fattori cancerogeni molto rischiosi per la salute”.
“In questi anni la Regione Siciliana non ha mai affrontato la vicenda – dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia – nonostante le nostre sollecitazioni. Sollecitazioni che si sono spinte fino alla denuncia del caso clamoroso della copiatura del Piano della Regione Veneto. In quel caso è stato significativo il fatto che la Regione Siciliana, piuttosto che prendere provvedimenti nei confronti di aveva gravemente danneggiato l’immagine dell’amministrazione regionale (si ricordino gli articoli ironici su tutti i quotidiani nazionali), ha perseverato nel sottovalutare l’importanza di uno strumento indispensabile per restituire qualità all’aria che respiriamo”.
NEI COMMENTI ALL'ARTICOLO DI CUI SOPRA:
  1. Salvatore Anzà

    L’intervento di “marco” necessita di una risposta. Sarò breve, dato che nel caso in questione non vale la pena di sprecare fiato.

    Un giudice molto “distratto” mi ha condannato in sede civile perché avrei replicato con troppa durezza a chi mi accusava di illeciti e reati, e “non” per avere copiato alcunché. La sentenza è già stata appellata, ma probabilmente le gravi anomalie rilevabili nel caso in questione mi costringeranno a presentare anche un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura. Aggiungo che in numerose altre cause civili ho personalmente citato in giudizio coloro che hanno tentato di danneggiare la mia immagine e la mia reputazione. Se proprio ci tenete, vi terrò informato dell’evolversi della situazione.

    E’ difficile tuttavia comprendere come mai il nostro marco, così attento a banali cause civili, sia invece tanto “distratto” nel caso di procedimenti penali di ben altra rilevanza (che hanno richiesto persino una conferenza stampa dell’Autorità Giudiziaria). Egli infatti “fa finta” di non capire che un pool di magistrati della Procura della Repubblica di Palermo ha investigato sulle vicende sopra descritte, ha spulciato per più di due anni nelle carte della Regione avvalendosi dei Carabinieri dei NOE e di CTU esperti del settore, ed ha infine accertato la correttezza del comportamento dei funzionari degli uffici. Le conclusioni della Procura smentiscono pertanto in modo plateale coloro che, in perfetta malafede, hanno denunciato inesistenti imbrogli ed illeciti, calpestando la reputazione di incolpevoli dipendenti pubblici.

    Temo che questa contraddizione risulterà fatale anche per il giudice “distratto” – proprio come qualcuno di nostra conoscenza – che sarà chiamato a spiegare al Consiglio Superiore della Magistratura i motivi del proprio comportamento. Se ne facciano una ragione il nostro marco e i suoi (molto noti) amici.

    Le osservazioni e le domande del “cittadino interessato” e del Direttore Morici meritano invece riflessioni serie e puntuali e, per quanto possibile, approfondite. Visto l’orario mi riservo di rispondere nel prossimo intervento.
    Cordiali saluti
    Salvatore Anzà















































CASCIO, Ciampolillo, Cuffaro, FERRARA, GENCHI, Interlandi, Lombardo, Milone, PIANO ARIA REGIONE SICILIA, SANSONE,ZUCCARELLO, SORBELLO, SPARMA, TOLOMEO, 
OPERAI TORNANO AL LAVORO IN ATTESA DELL'AIA A DICEMBRE
Caricato da isolapulita


SICILIA: LOMBARDO NOMINA NUOVI DIRETTORI ED E' ROTTURA IN GIUNTA (2)

(ASCA) - Palermo, 11 feb - Questo dovrebbe essere il nuovo organico dei direttori. L'ex assessore regionale Rossana Interlandi, vicina all'Mpa, sostituira' Pietro Tolomeo alla direzione del Territorio, mentre quest'ultimo sara' spostato al dipartimento Foreste. Nicola Vernuccio (Mpa) andra' al dipartimento Energia; Alessandra Russo al Personale; Cosimo Gioia agli Interventi infrastrutturali dell'assessorato all'Agricoltura, in sostituzione di Dario Cartabellotta, che passa all'Ispettorato tecnico dei Lavori pubblici; nell'altro dipartimento dell'Agricoltura, gli Interventi strutturali, ci sara' Sara Barresi. L'Azienda foreste sara' guidata da Fulvio Bellomo. Per la Sanita' dovrebbe arrivare un manager dell'Emilia Romagna. Salvatore Taormina lascia la presidenza della Regione e sara' sostituito da Piercarmelo Russo, che proviene dall'assessorato al Turismo. Alla direzione dell'assessorato al Turismo va Marco Salerno; Romeo Palma passa dai Beni culturali all'Ufficio legislativo e legale della Regione; Benedetto Mineo lascia l'assessorato al Bilancio per gli Uffici speciali; Vincenzo Falgares dai Trasporti passa alla Pesca. Infine, il capo della Programmazione, Robert Leonardi, che da poco aveva sostituito Gabriella Palocci, sara' spostato a Bruxelles. Al suo posto arriva Felice Bonanno.

dod/sam/alf
(Asca)



REGIONE: I NOMI DI TUTTI I NUOVI DIRETTORI GENERALI



Palermo, 11 febbraio 2009 - La giunta regionale, presieduta da Raffaele Lombardo, ha nominato i dirigenti generali dei dipartimenti. “Queste nuove nomine - ha detto Lombardo- risolveranno molti problemi. In particolare, i cinque dirigenti che hanno l’incarico ad interim, vanno nella direzione di una riduzione della spesa e della razionalizzazione del sistema. Adesso - ha aggiunto il presidente della Regione- è necessario procedere alla ristrutturazione di servizi e unità operative: la legge attuale ne prevede fino a 600, noi contiamo di fermarci a 400”.

Questo il nuovo assetto dell’alta burocrazia regionale: alla Segreteria generale della Presidenza della Regione, Pier Carmelo Russo prende il posto di Salvatore Taormina; a Russo va anche l’interim del dipartimento Beni culturali, mentre Taormina va a guidare il dipartimento delle Autonomie locali. Al dipartimento Programmazione, Felice Bonanno sostituisce Robert Leonardi, che va all’ufficio di Bruxelles della Regione siciliana per occuparsi sempre dei fondi europei. Romeo Palma lascia i Beni culturali, per andare a dirigere l’ufficio Legislativo e legale della Regione. Ignazio Tozzo è il nuovo dirigente generale del Personale ( prende il posto di Tommaso Alfredo Lotta), mentre Franco Di Chiara è confermato Sovrintendente di Palazzo d’Orleans e dei siti presidenziali.
Conferma anche per Salvatore Cocina al vertice del dipartimento per la Protezione civile, per Gaspare Lo Nigro all’Agenzia per l’impiego, e per Vincenzo Emanuele, al dipartimento Bilancio.
Maurizio Agnese, lascia la Pesca e va a dirigere il dipartimento Urbanistica dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente. Cambio della guardia anche al dipartimento Ambiente:Rossana Interlandi va a sostituire Pietro Tolomeo; quest’ultimo, a propria volta, va a dirigere il dipartimento Foreste, mentre Fulvio Bellomo è il nuovo dirigente generale dell’Azienda foreste. Rosa Barresi è la nuova dirigente generale del dipartimento Interventi strutturali in Agricoltura (prende il posto di Giuseppe Morale), mentre Cosimo Gioia va a guidare il dipartimento per gli Interventi infrastrutturali, sempre in Agricoltura (al posto di Dario Cartabellotta).
Giovanni Lo Bue va al dipartimento Trasporti, tenendo per sé anche l’interim del dipartimento Lavoro. Marco Salerno va al Turismo (prende il posto di Pier Carmelo Russo). Francesco Attaguile è il nuovo dirigente generale del dipartimento Famiglia, e Manlio Munafò va ai Lavori Pubblici, con l’interim all’Ispettorato.
Vincenzo Falgares lascia i Trasporti e va al dipartimento Cooperazione (al posto di Giovanni Lo Bue), mentre Gian Maria Sparma va alla Pesca (al posto di Maurizio Agnese).
Alla Sanità, il dipartimento Pianificazione strategica verrà guidato da Maurizio Guizzardi, mentre le Attività sanitarie e l’Osservatorio epidemiologico saranno gestite da Antonella Bullara.
Salvatore Giglione va a dirigere il dipartimento Finanze (al posto di Benedetto Mineo). Nicola Vernuccio va al dipartimento Industria con l’interim per l’Energia. Patrizia Monterosso alla Pubblica Istruzione con l’interim per la Formazione professionale.
Ludovico Benfante va all’Ufficio speciale Autorità Audit, mentre Michele Lonzi va a dirigere l’Ufficio speciale Autorità di certificazione programmi Cee.
Il governo ha istituito otto nuovi uffici spreciali, che sono:

- Ufficio speciale Infrastrutture incompiute finanziate con fondi regionali ed extra regionali, che sarà diretto da Giuseppe Morale;
- Ufficio speciale per il contenimento della spesa regionale, diretto da Benedetto Mineo;
- Ufficio speciale per la delegificazione, affidato ad Alessandra Russo;
- Ufficio speciale per l’attuazione degli ammortizzatori speciali, diretto da Giuseppe Incardona;
- Ufficio speciale per le Politiche della casa, diretto da Rosolino Greco;
- Ufficio speciale per l’attuazione degli investimenti di strutture turistiche commerciali e industriali, diretto da Giuseppe Li Bassi;
- Ufficio speciale Investimenti e sviluppo nel settore sanitario, diretto da Giovanni Bologna;
- Ufficio speciale per le Politiche euromediterranee, diretto da Dario Cartabellotta.
Roberto Barberi è il nuovo Segretario di giunta.
La giunta ha inoltre approvato il Programma attuativo del Fondi Fas 2007/2013.

Di seguito l’elenco dei nuovi dirigenti dei dipartimenti:



Segreteria Generale + interim Beni culturali Pier Carmelo RUSSO

Programmazione Felice BONANNO
Ufficio Legislativo e Legale Romeo PALMA
Bruxelles Robert LEONARDI
Personale Ignazio TOZZO
Sovrintendente Palazzo D’Orleans e siti presidenziali Franco DI CHIARA
Protezione Civile Salvatore COCINA

Urbanistica Maurizio AGNESE
Ambiente Rossana INTERLANDI

Agricoltura – Interventi strutturali Rosa BARRESI
Agricoltura – Interventi infrastrutturali Cosimo GIOIA
Foreste Pietro TOLOMEO
Azienda Foreste Fulvio BELLOMO

Trasporti + interim Lavoro Giovanni LO BUE
Turismo Marco SALERNO

Agenzia per l’impiego Gaspare LO NIGRO

Famiglia Francesco ATTAGUILE
Autonomie Locali Salvatore TAORMINA

Lavori Pubblici + interim Ispettorato Manlio MUNAFO’

Cooperazione Vincenzo FALGARES
Pesca Gian Maria SPARMA

Sanità - Pianificazione strategica Maurizio GUIZZARDI
Sanità – Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico Antonella BULLARA

Bilancio Vincenzo EMANUELE
Finanze Salvatore GIGLIONE

Industria + interim Energia Nicola VERNUCCIO

Pubblica Istruzione + interim Formazione Patrizia MONTEROSSO

Ufficio speciale Autorità Audit Ludovico BENFANTE
Ufficio speciale Autorità di certificazione programmi Cee Michele LONZI




Maria Pia Ferlazzo
320 9242119

redazionea 18.23




Lombardo nomina i direttori: è scontro con gli alleati


La scelta del governatore fa insorgere Udc e Pdl

di Enrico Del Mercato


Il presidente della Regione Raffaele Lombardo tira dritto, sfida gli alleati e- contro il loro parere- rivoluziona i vertici della burocrazia regionale. All’alba, al termine di una convulsa riunione di giunta, il governatore ha nominato i nuovi direttori generali. Quattro assessori, Giovanni La Via (Agricoltura-Pdl), Antonello Antinoro (Beni culturali- Udc), Pippo Gianni (Industria-Udc) e Giovanni Ilarda (Personale-tecnico in quota Udc) hanno abbandonato la seduta proprio perché in disaccordo con la decisione di Lombardo di procedere alle nomine.


Il presidente della Regione, però, ha ritenuto di andare avanti ugualmente e ha di fatto sostituito i burocrati legati al suo precedessore Salvatore Cuffaro con nuovi dirigenti. In particolare la poltrona di segretario generale della presidenza della Regione - il capo della burocrazia- è stata assegnata a Piercarmelo Russo già direttore del dipartimento Trasporti che succede a Salvatore Taormina un fedelissimo di Cuffaro.

A Russo sarà affidato anche l’interim dei Beni culturali. Alla guida della sanità, invece, è stato chiamato Maurizio Guizzarrdi un manager proveniente dall’Emilia Romagna. La decisione di Lombardo di procedere alle nuove nomine è una risposta all’Udc e al Pdl che ieri in commissione avevano mandato in minoranza il governo sulla riforma della sanità che prevede tagli e accorpamenti tra Ausl e ospedali.

Proprio sulla riforma della sanità è in corso da settimane un braccio di ferro tra l’assessore Massimo Russo, l’ex pm chiamato da Lombardo alla guida dell’assessorato, e i rappresentanti di Udc e Pdl che non accettano la riforma voluta e presentata dall’a ssessore. In queste ore i vertici di Udc e Pdl sono riuniti per decidere che risposta dare all’affondo di Lombardo. Tra le ipotesi anche quella di chiedere l’annullamento delle nomine.


(11 febbraio 2009)




SICILIA: LOMBARDO NOMINA NUOVI DIRETTORI ED E' ROTTURA IN GIUNTA

(ASCA) - Palermo, 11 feb - Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha nominato nella notte i nuovi direttori generali dei Dipartimenti della Regione durante una concitata riunione di giunta, iniziata a tarda sera di ieri, e quattro assessori (tre dell'Udc ed uno del Pdl) hanno abbandonato la seduta. Ed e' sempre piu' rottuta tra il governatore ed i partiti della maggioranza. Dopo lo scontro senza fine sulla riforma sanitaria, il ko della coalizione di centrodestra sul testo esitato dalla commissione Ars sui rifiuti, dove i deputati di Lombardo lo hanno approvato con il Pd mentre gli esponenti dell'Udc e del Pdl avaveno abbandonato la seduta, adesso arriva questa nuova divisione.

Una matassa che si ingarbuglia sempre piu' e che, al momento, non sembra trovare soluzioni che possano ricompattare la coalizione. Anche perche', al di la del confronto politico, lo scontro si e' spostato anche sulle considerazioni personali, come e' accaduto ieri, quando i capigruppo dell'Udc, Rudy Maira, e del Pdl, Innocenzo Leontini, al termine della commissione Sanita' dell'Ars, hanno dato del ''baro'' all'assessore alla Sanita'. E il presidente Lombardo aveva commentato: ''Ho letto le dichiarazioni degli onorevoli Leontini e Maira e non credo ai miei occhi. Le loro espressioni hanno abbondantemente travalicato il limite della decenza, del buon gusto e della buona educazione. Un dibattito, come quello sulla sanita', seppur aspro, non puo' in ogni caso giustificare certi pesantissimi giudizi su un assessore, come Massimo Russo, che sta lavorando per il bene della sanita' siciliana''.

Ad uscire dalla seduta della giunta sono stati gli assessori Giovanni La Via (Agricoltura-Pdl), Antonello Antinori (Beni culturali-Udc), Pippo Gianni (Industria-Udc) e Giovanni Ilarda (alla Presidenza- tecnico considerato in quota Udc).

La ''rottura'' quindi prosegue e questa mattina si sta tenendo un vertice Pdl-Udc per decidere il da farsi. Nel frattempo il presidente Lombardo ha convocato una conferenza stampa, che sta per iniziare, per presentare i nuovi dirigenti generali.
dod/sam/lv

(Asca)



Sicilia: I due nuovi dirigenti generali della sanità siciliana


PALERMO- L’assessorato regionale alla Sanità ha due nuovi dirigenti generali, nominati ieri notte dalla giunta regionale di Governo: sono Maurizio Guizzardi che guiderà il dipartimento “attività strategiche” e Antonella Bullara a cui è stata affidata la responsabilità del dipartimento “attività sanitarie e osservatorio epidemiologico”.

Maurizio Guizzardi, 63 anni, nato a Bologna, è laureato in scienze politiche all’Università di Bologna e ha ricoperto diversi incarichi manageriali in numerose aziende sanitarie dell’Emilia Romagna ed ha contribuito fattivamente a far sì che il modello emiliano diventasse uno dei più virtuosi in Italia; ha svolto attività di ricerca presso il Cergas dell’Università Bocconi di Milano e nel suo curriculum ci sono anche numerose esperienze da docente. Dal 2001 al 2008 Guizzardi ha ricoperto la carica di direttore generale e amministratore unico di CDI, centro diagnostico italiano, società milanese appartenente al gruppo Bracco.
“E’ un incarico di grande responsabilità – ha detto Guizzardi dopo la nomina – ed è probabilmente la sfida più entusiasmante della mia carriera. La fiducia manifestatami dal presidente della Regione Lombardo e l’entusiasmo contagioso dell’assessore Russo sono stati decisivi nel convincermi ad affrontare questa avventura che ritengo già ora esaltante. Conosco la realtà siciliana, approfondirò in tempi rapidissimi le varie questioni sul tappeto perché c’è molto da fare e bisogna farlo bene e in fretta”.
Antonella Bullara, 50 anni, avvocato, lavora all’assessorato regionale della Sanità dal 2001, prima come capo di gabinetto e successivamente come dirigente generale del dipartimento ISI (infrastrutture, sviluppo e innovazione). Negli ultimi mesi Antonella Bullara ha anche guidato ad interim il dipartimento ASO e l’osservatorio epidemiologico, vacanti dopo che il dirigente generale Luigi Castellucci è andato in pensione.
“Sono felicissima di continuare questa esperienza – ha commentato – e so che le responsabilità saranno sempre maggiori. La stima del presidente Lombardo e dell’assessore Russo rappresentano un attestato di fiducia per il lavoro svolto finora”.
“Due ottimi dirigenti generali – ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo – che permetteranno alla struttura amministrativa di compiere una decisiva accelerazione. Con la riorganizzazione dei dipartimenti e la nomina dei dirigenti generali comincia una nuova era. Dobbiamo ancora adempiere a numerose prescrizioni previste dal Piano di rientro e, soprattutto, dobbiamo intensificare il lavoro di organizzazione e controllo che già in pochi mesi ha permesso di ridurre gli sprechi e contenere i costi. Maurizio Guizzardi è un professionista, molto stimato in tutta Italia, che ringrazio di cuore per avere accettato un compito complesso. Sono contento per la riconferma di Antonella Bullara, un riconoscimento doveroso dopo mesi di lavoro intenso e proficuo”.


Guido Monastra

Inserita il 11/02/2009 alle 18:26:27









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