CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



mercoledì 18 giugno 2014

GENCHI PELLERITO DISTILLERIA BERTOLINO LO BIUNDO MANIACI LA CONFERENZA DEI SERVIZI E L'A.I.A.



Redazione Telejato,

in riferimento al servizio mandato in onda dal vostro TG di venerdì 13 u,s. relativo alla conferenza dei servizi sulla richiesta di rinnovo dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera della Distilleria Bertolino, devo segnalare una serie di notevoli inesattezze (evito l'uso del termine siciliano che meglio renderebbe il concetto), alcune delle quali mi toccano anche in maniera offensiva sul piano personale e sull'attività di (ex) dirigente del suddetto Dipartimento, di cui chiedo doverosa rettifica con lo stesso mezzo. 

Vado, sinteticamente, nell'ordine:

1) non so se si tratta di una defaillance mnemonica o di altro del sindaco Lo Biundo e della redazione, ma entrambi sanno molto bene che io non sono mai stato il direttore del dipartimento ambiente, bensì il responsabile del servizio 3 "Tutela dall'inquinamento atmosferico" e la differenza, in tutti i sensi, non è di poco conto, anzi;

2) il sindaco ed il direttore del TG duettano vicendevolmente, mostrando sorpresa ed ironia e chiedendosi, come mai io non mi fossi accorto a suo tempo - stiamo parlando del 2003-2004 - se la Distilleria fosse soggetta ad AIA; ancora una volta entrambi incorrono in una defaillance mnemonica, poichè tutti e due dovrebbero sapere che l'AIA viene regolamentata dal D.lgs. 59 del 2005, cioè un anno dopo il rilascio dell'autorizzazione alle emissioni in tmosfera, ed allora come oggi l'AIA è stata di competenza di un altro ufficio del dipartimento ambiente; aggiungo che ad oggi, dopo 10 anni, l'ufficio competente si deve ancora pronunciare, come hanno riferito i funzionari intervenuti nella conferenza dei servizi di giorno 12, sull'assoggettabilità della distilleria ad AIA; pertanto, sono io che, con sorpresa ed ironia, mi stupisco di chi nel servizio fa la pessima figura di non ricordare la banale realtà di fatti arcinoti;   

3) nei titoli e nel servizio si afferma testualmente "guarda caso si sveglia anche Genchi"; si tratta, come Sindaco e Telejato sanno molto bene, di una insinuazione capziosa e falsa;  
il dott. Genchi in questi anni non ha dormito, ma proprio in seguito alla vicenda Bertolino ed al diniego alle autorizzazioni alle emissioni dei previsti 4 megainceneritori dei rifiuti urbani, è stato (maldestramente) deferito assieme al collega Alessandro Pellerito alla commissione regionale di disciplina per non essersi voluto piegato ai voleri del direttore Marinese sull'autorizzazione alla Distilleria; 
la commissione li ha prosciolti da ogni addebito ed il giudizio è costato alla Regione 16000 euro di rimborso di spese legali; ma, a seguire,  mi è stato revocato l'incarico di responsabile del servizio 3, restando in tale condizione e nel generale dimenticatoio per circa 7 anni e subendo, tra l'altro, un danno economico complessivo di oltre 150.000 euro (lordi); sulla vicenda, dopo le pronunce favorevoli della magistratura, dovrò adesso, da pensionato, andare ad impiantare la causa di risarcimento; 

pertanto, in questi anni, ci sono state ben altre persone che hanno dormito e dimenticato il caso Genchi ed il caso Alessandro Pellerito, come il fatto che quest'ultimo, disgustato e sconfortato da questa situazione di abbandono, ha deciso di troncare il rapporto di lavoro con la Regione ed è emigrato con la famiglia in Canada; entrato in Regione come vittima della mafia, perchè investito con altri compagni di scuola dall'auto di scorta di Borsellino, è uscito dalla Regione come vittima della mafia dei colletti bianchi, nel vergognoso silenzio generale;

4) in questi 10 anni, invece, Sindaco e Telejato si sono "sorbiti" il c.d. decreto Marinese che, revocando il mio decreto, n. 368/2004, ha concesso alla distilleria limiti alle emissioni blandi, sistemi di monitoraggio in continuo irrisori e nessuna prescrizione per lo stoccaggio e l'essiccazione delle vinacce (allego il file in cui si confrontano le prescrizioni previste dal mio decreto, 368, e del Marinese, 1140); e, dopo 10 anni, come ho potuto constatare quando Legambiente mi ha chiesto di rioccuparmi della vicenda, nulla è cambiato, è come se il tempo si fosse fermato; quindi, sono io a stupirmi, non solo di questo fatto, ma che Sindaco e Telejato facciano finta di stupirsi;

5) infine, faccio presente che i suggerimenti tecnici riportati nel servizio televisivo (stoccaggio al chiuso in depressione delle vinacce, l'inutilità della loro copertura con teloni, anzi il possibile peggioramento della situazione con tale metodo, la necessità dei sistemi di monitoraggio in continuo, ecc.) sono quelli da me esposti già 10 anni fa (stoccaggio al chiuso) nel decreto 368 e nell'Ordinanza Sindacale del 2007 (Giunta Motisi), mentre tutti gli altri li avevo anticipati ai rappresentanti della società civile di Partinico prima della conferenza dei servizi e li ho poi dettagliatamente esposti nell'intervento finale nella stessa conferenza; ad essi la Distilleria ed i suoi consulenti non sono stati in grado di replicare alcunchè; devo, purtroppo rilevare che il Comune è arrivato alla conferenza piuttosto impreparato in quanto ad osservazioni e proposte operative. 

Confido che la redazione fornisca ai telespettatori del TG le precisazioni richieste e dovute, secondo quanto previsto dalle norme vigenti in materia, utilizzando per maggiore chiarezza anche la documentazione che allego.               
dott. chim. Gioacchino Genchi


COMUNE DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO

IL SINDACO

Ordinanza ex artt. 216 e 217 R.D. n. 1265/1934 Testo Unico Leggi Sanitarie

Prot./Gen. n. 19213 Del 31 Agosto 2007  Partinico, lì 31 agosto 2007

OGGETTO: Distilleria Bertolino S.p.a.

Attività di stoccaggio e lavorazione delle vinacce (vergini ed esauste) e fecce.

Attività di recupero della “borlanda” per la produzione e utilizzo di biogas, giusta Decreto n. 298 del 5/12/2006 Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque.

Ordinanza Sindacale ex artt. 216 e 217 T.U.LL.SS. n. 1265/1934 per le industrie insalubri di prima classe.

Spett.le

Distilleria Bertolino S.p.a.

V.le dei Platani s.n.

PARTINICO (PA)

e p.c.
Agenzia Regionale

per i Rifiuti e le Acque

Via Catania, n. 2

PALERMO (PA)

A.R.T.A.

Via Ugo La Malfa, n. 169

PALERMO (PA)

A.R.P.A.

Via Ugo La Malfa, n. 169

PALERMO (PA)

Provincia Regionale Palermo

Area Tutela Ambientale e

Difesa del Suolo

Via San Lorenzo 312

PALERMO (PA)

Procura della Repubblica

c/o il Tribunale di Palermo

P.zza V.E. Orlando

PALERMO (PA)

C.a. Dott. Calogero Ferrara

Tribunale di Palermo

Sez. Dist. di Partinico

Via Papa Paolo VI

PARTINICO (PA)

C.a. Dott. Salvatore F. Flaccovio

Commissariato di P.S. di Partinico

C.so Dei Mille n. 235

PARTINICO (PA)

Considerato che:

la Distilleria Bertolino S.p.a. ha sede legale ed impianti siti in Partinico nel Viale dei Platani s.n.c. in pieno centro abitato;
la citata azienda rientra tra le industrie insalubri di prima classe ai sensi dell’art. 216 del R.D. n 1265/1934, giusta espressa previsione dei DD.MM. di classificazione, a partire dal Decreto di classificazione del 12/02/1971 e successivi, oggi D.M. 05/09/1994 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 20 settembre, n. 220) Allegato unico, Parte I, Lett. C, voce n. 10;

la zona urbanistica ove ricade la Distilleria Bertolino S.p.A. è classificata dal P.R.G. del Comune di Partinico come zona omogenea “D2” ed ivi non sono consentiti né la realizzazione, né l’ampliamento di industrie insalubri di prima classe. In detta zona “D2” le norme del P.R.G. consentono la realizzazione di impianti industriali o artigianali innocui, definendo innocui (così come prevede anche l’art. 216 T.U.LL.SS.) quelli che non producono fumo, né esalazioni, né rumori molesti;



l’art. 216, comma 5, del R.D. n. 1265/1934, con riferimento alla fattispecie in oggetto, statuisce che: “una industria o manifattura la quale sia inscritta nella prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato”.


Rilevato che:

nei confronti della Sig.ra Antonina Bertolino, nata a Salemi il 20.04.1943, n.q. di presidente della Distilleria Bertolino S.p.A. e della Sig.ra Maria Giovanna Gulino, nata a Palermo il 12.02.1972, n.q. di consigliere delegato della medesima Società, è pendente il procedimento penale n. 12706/2003 - ove peraltro il Comune si è costituito parte civile - per violazione di norme penali poste a tutela dell’ambiente [artt. 51 D.L.vo n. 22/1997 (capo di imputazione A), art. 24 D.P.R. n. 203/1988 (capo di imputazione B), artt. 25, comma 2, e 26 D.P.R. n. 203/1988 (capo di imputazione C), art. 674 c.p. (capo di imputazione D), art. 51 D.L.vo 22/1997 (capo di imputazione E)], per le seguenti ipotesi delittuose:

A) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere effettuato operazioni di gestione, ed in particolare di recupero e di riutilizzo vietate dalla normativa, di sostanze costituenti rifiuti in mancanza delle prescritte autorizzazioni e, tra l’altro a titolo esemplificativo, le seguenti operazioni

Operazione R13 di messa in riserva di differenti tipologie di rifiuti:

Messa in riserva del tartrato grezzo.

Messa in riserva delle ceneri di combustione delle buccette.

Messa in riserva di borlande.

Messa in riserva di residui da destinare al compostaggio.

Operazione R1 utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia delle seguenti tipologie di rifiuti:

Produzione di biogas mediante digestione anaerobica di reflui e residui della distillazione acque di lavaggio, torbide da impianto di sedimentazione e flottazione miscela areata del depuratore biologico.

Combustione di buccette e raspi per il recupero della energia termica contenuta nei fumi prodotti;

Combustione di buccetta per recuperare l’energia mediante produzione di vapore.

Operazione D14 ricondizionamento preliminare:

Essiccazione della buccetta.

Operazione D1: Deposito sul suolo:

Discarica di residui di vinaccia realizzata nell’area adiacente il depuratore;

B) art 24 D.P.R. 203/1988 per aver attivato l’impianto di digestione anaerobica, qualificato ai sensi dell’articolo 216 del T.U. delle Leggi Sanitarie, industria insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del D.M. 5.9.1994) per i vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo di incendio (circolare Ministero Sanità del 23.9.1971), in mancanza della prescritta autorizzazione 

C) artt. 25, comma 2, e 26 DPR 203/1988, per non aver rispettato, con riferimento al funzionamento delle caldaie “MARCHESI” e “GIROLA”, la prescrizione di utilizzare dette caldaie solo in presenza di rilevatore di emissioni di continuo;

D) art. 674 c.p. perché con le condotte sopra indicate, in relazione allo stabilimento industriale della Bertolino S.p.a. sito in Partinico viale dei Platani s.n.c. esercente attività di distillazione, ed anche omettendo di approntare sistemi di convogliamento delle emissioni diffuse prodotte dai bacini asserviti all’impianto di digestione anaerobica e dai depositi a cielo aperto di vinacce e fecce [sia antecedenti alla lavorazione che dopo la stessa e dunque delle parti residue] ed ancora non espletando le fasi di ricevimento, stoccaggio, selezione della frazione organica e produzione di biogas in ambiente chiuso, come prescritto dal D.M. 5 febbraio 1998, provocavano emissioni di gas, fumi ed odori dirette ad offendere e molestare le persone in Partinico (PA);

Tutti fatti commessi in Partinico (PA) ed accertati in data successiva al settembre 2003 e fino al 23 marzo 2005 (data dell’esecuzione del sequestro preventivo di parte dell’impianto produttivo)”;

E) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere detenuto i fanghi esausti provenienti dal biogas e parte dei fanghi prodotti dall’impianto di depurazione delle acque reflue, in deposito temporaneo, per un quantitativo superiore ai 20 mc previsti dall’art. 6 comma 3 del Decreto Ronchi, e per avere effettuato la messa in riserva R13 della vinaccia esausta (già sottoposta a processo di vinellazione con produzione di miscela idroalcolica) per quantitativi superiori a quelli consentiti (600 mc) costituendo, così, una discarica di rifiuti speciali non pericolosi senza le autorizzazioni prescritte dall’art. 28 del medesimo D.L.vo 22/1997

Fatto accertato in Partinico il 15.11.2002.

Visti:

il D.D.G. n. 1140/2004 del Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente che, autorizzando le emissioni in atmosfera degli impianti della Distilleria Bertolino S.p.a. ivi indicati, dà atto (a pag. 5) che l’intero impianto aziendale rientra tra le industrie insalubri di prima classe, ai sensi dell’art. 216 T.U.LL.SS. e che lo stesso è ubicato in centro abitato, demandando alla competenza del Sindaco di Partinico – quale Autorità Sanitaria ex R.D. n. 1265/1934 - l’adozione dei provvedimenti necessari in relazione alle emissioni diffuse riferite alla lavorazione delle vinacce e delle fecce;

il Decreto n. 298 del 5/12/2006 dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque che, con esclusivo riferimento all’impianto di digestione anaerobica, ha autorizzato la Distilleria Bertolino (ai sensi dell’art. 210 del D.L.vo n. 152/06, c.d. “Codice dell’Ambiente”) all’attività di recupero del rifiuto “borlanda” per la produzione e riutilizzo di biogas attraverso il medesimo impianto di digestione, prescrivendo all’art. 6 che “l’attività autorizzata ai sensi del presente Decreto non deve costituire un pericolo per la salute dell’uomo e recare pregiudizi all’ambiente ed in particolare creare rischi per l’acqua, l’aria il suolo, la fauna e la flora nonché causare inconvenienti da rumore ed odori”.

Rilevato che:

il Tribunale del Riesame di Palermo con ordinanza del 23 giugno 2005 (confermata dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 13243/06) ha ritenuto lo stesso impianto di digestione anaerobica, da sé solo, un’industria insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del D.M. 5/09/1994) per i vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo di incendio (circolare Ministero Sanità del 23.9.1971).




Considerato che:

dalla relazione dell’ARPA Sicilia di Palermo (“La Distilleria Bertolino e la qualità dell’aria nel comune di Partinico”), a firma del Direttore del Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo Dott. Luigi Librici e del Referente del U.O. Atmosfera Dott. Vincenzo Ruvolo (acquisita agli atti del sopracitato proc. pen. n. 12706/03 R.g.n.r.), emerge chiaramente attraverso rilievi tecnici e fotografici effettuati in diversi periodi dell’anno dai funzionari dell’ARPA, da ottobre 2003 a maggio 2004 (cioè in un periodo di piena attività dell’azienda), che:

i piazzali della distilleria, durante le lavorazioni industriali, sono costantemente colmi di ingenti quantitativi (dell’ordine di circa 50.000 Tonnellate), di vinacce e che queste, accatastate nei piazzali, subiscono costantemente processi di modificazione degradativi della sostanza organica contenuta anche a seguito dell’azione di fattori climatici (pag. 10/63 Relazione ARPA);

sulle vinacce esauste dopo torchiatura, sulle vinacce grezze e sulla feccia sono state condotte analisi chimiche (pag. 10/63 e ss. Relazione ARPA) … che hanno evidenziato un elevato contenuto in solidi totali volatili…(pag. 18/63 Relazione ARPA);

la presenza degli acidi a catena corta è attribuibile, secondo i tecnici dell’ARPA, a fenomeni degradativi che la vinaccia subisce durante il lungo periodo di stoccaggio nei piazzali dello stabilimento (pag. 19/63 Relazione ARPA);

in considerazione delle notevoli quantità di vinacce stoccate nei piazzali dello stabilimento (50.000 Tonnellate), sono conseguentemente presenti quantità rilevanti di acidi grassi a catena corta, “che caratterizzati da una elevata volatilità e da odore nauseante, contribuiscono sicuramente alla diffusione di molestie olfattive nell’intorno della Distilleria”. “Tale quantitativo, costituito essenzialmente da sostanze volatili, viene disperso in atmosfera attraverso il camino dell’essiccatoio contribuendo, in questo caso, alla diffusione di molestie olfattive in zone più ampie, rispetto allo stabilimento, interessate alla ricaduta delle emissioni” (pag. 19/63 Relazione ARPA);

i tecnici dell’ARPA oltre alla presenza dell’alcol etilico (etanolo) e dell’etilacetato (prodotti derivanti dall’attività della Distilleria), evidenziano “la presenza di aldeidi (aldeide acetica, butanale, aldeide butirrica), chetoni (propanone, butanone), acidi a catena corta (acido butanoico) e di alcoli (pentacolo e 2-butanolo). In particolare la riscontrata presenza di aldeidi, chetoni e acidi a catena corta è responsabile della persistenza di esalazioni maleodoranti” (pag. 24/63 Relazione ARPA).

i tecnici ritengono importante far rilevare che il camino E8 (essiccatoio), tenuto conto sia delle elevate portate, sia del suo funzionamento in continuo per buona parte dell’anno, emette nell’ambiente circostante una considerevole concentrazione di sostanza organica, essenzialmente costituita sia da idrocarburi derivanti da processi di combustione incompleta (in primo luogo benzene), sia da sostanze organiche derivanti dal processo di essiccazione delle vinacce … che, in alcuni casi, in particolari condizioni meteorologiche, potrebbero essere responsabili, di odori molesti anche in zone relativamente distanti dallo stabilimento…(pag. 37/63 Relazione ARPA);

Preso atto che:

la Distilleria Bertolino con propria nota datata 30/07/2007, pervenuta al Comune di Partinico in data 2/08/2007, ha comunicato che il Tribunale di Palermo, Sez. Dist. di Partinico, con ordinanza del 13/07/2007 (allegata alla citata nota), resa in seno all’istanza di dissequestro degli impianti avanzata dalle imputate, ha autorizzato la rimozione temporanea dei sigilli - rigettando l’istanza di dissequestro - per consentire al C.T.U. nominato (Ing. Balistreri) di osservare “il processo di lavorazione … anche nel periodo di incameramento della materia suddetta [vinaccia e feccia] e di massimo regime della distilleria, e cioè nel periodo compreso tra la fine di agosto ed il mese di novembre”; e ciò al fine di valutare le esigenze cautelari in ordine ai capi di imputazione B) e D) sopra riportati;

Considerato che:

in data 30/08/2007 la Distilleria Bertolino S.p.a. ha iniziato ad incamerare i primi quantitativi di vinacce per procedere alle operazioni peritali autorizzate dal Tribunale di Palermo, Sez. Distaccata di Partinico, giusta relazione della Polizia Municipale di pari data;

la Distilleria Bertolino, ad oggi, non ha adottato alcun particolare accorgimento tecnico per impedire il diffondersi di emissioni moleste legate alle lavorazioni della vinaccia e della feccia, con particolare riferimento all’accatastamento a cielo aperto e allo stoccaggio delle stesse sia prima che dopo le lavorazioni industriali, anche rispetto alle esalazioni provenienti dall’essiccatoio (punto di emissione E8), né risulta che il Comune di Partinico abbia concesso l’autorizzazione ai sensi dell’art. 216 del R.D. n. 1265/1934;

Osservato che:

rientrano nei poteri del sindaco ex art. 216 t.u. sanitario r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 ingiungere ad un’impresa, che esercita un’industria cosiddetta "insalubre", di presentare un progetto preordinato ad eliminare un temuto pericolo alla sanità pubblica e di mettere in funzione l’impianto entro un dato termine” (Cons. Stato, sez. V, 15/02/2001, n.766);

“in base agli art. 216 e 217 t.u. l. sanitaria, il sindaco è titolare di un’ampia potestà di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni provenienti dalle industrie, classificate "insalubri", e l’esercizio di tale potestà può avvenire in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca successiva all’attivazione dell’impianto industriale e può estrinsecarsi con l’adozione in via cautelare di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l’evolversi di attività che presentano i caratteri di possibile pericolosità, per effetto di esalazioni, scoli e rifiuti, … e ciò per contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle pur rispettabili dell’attività produttiva. L’autorizzazione amministrativa per l’esercizio di un’industria classificata insalubre è concessa e può essere mantenuta a condizione che l’esercizio non superi i limiti della più stretta tollerabilità e che siano adottate tutte le misure, secondo la specificità delle lavorazioni, per evitare esalazioni "moleste"” (Cons. Stato, sez. V, 15/02/2001, n.766);

“l’installazione nell’abitato di una industria insalubre non è di per sé vietata in assoluto dal momento che lo stesso art. 216 t.u. 27 luglio 1934 n. 1265 la consente in determinate circostanze ed in particolari condizioni, qualora sia accompagnata dall’introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute del vicinato” (T.A.R. Marche, 23/11/2001, n.1201);

“in materia di sanità ed igiene pubblica, la p.a. non può limitare il proprio intervento sulle industrie insalubri solo mediante atti repressivi, stroncando così attività produttive esistenti e addirittura a suo tempo già autorizzate, ma deve compiere atti di prevenzione, individuando quelle particolari cautele da suggerire all’imprenditore affinché le esigenze produttive vengano salvaguardate e non provochino nocumento per il vicinato, come al riguardo stabilisce l’art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 (t.u. sanitario)” (T.A.R. Lombardia Milano, 27/12/1999, n.5123; Cons. Stato, sez. V, 22/06/1998, n.909);

“nell’esercizio dei poteri repressivi di cui agli art. 216 e 217, t.u. 27 luglio 1934 n. 1265, il sindaco può anche imporre la delocalizzazione dell’impianto” (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 24/02/1999, n.530), laddove “la delocalizzazione autoritativa e immediata degli impianti produttivi preesistenti divenuti incompatibili, può essere disposta, ai sensi dell’art. 217 del T.U.LL.SS. di cui al R.D. n.1265/34 unicamente nell’esercizio dei poteri di ordinanza contingibile ed urgente per la cessazione delle attività classificate insalubri di 1° classe, al fine di prevenire o impedire il pericolo o il danno per la salute pubblica, previo concreto accertamento della sussistenza di una situazione di effettiva pericolosità e laddove si siano rivelate inefficaci le misure tecniche finalizzate ad eliminare gli inconvenienti riscontrati (cfr. nel senso che nel novero delle misure adottabili in base agli artt. 216-217 cit. possa rientrare anche, quando del caso, quella della delocalizzazione dell’impianto Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 del 3 giugno 1994)” (T.A.R. Lombardia – Milano – Sez. III, 11/10/2004, n. 5524; T.A.R. Valle d’Aosta, 14/04/2003, n.52; Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 3/06/1994).

Ritenuto, pertanto, che:

sia doveroso adottare a tutela della salute pubblica un’ordinanza ex artt. 216 e 217 del R.D. n. 1265/1934, per limitare l’esposizione della popolazione esposta alle esalazioni provenienti dalle lavorazioni industriali della Distilleria Bertolino S.p.a. (industria insalubre di prima classe in pieno centro abitato), così come evidenziate anche dall’ARPA Sicilia;

sia necessario consentire all’azienda, nel bilanciamento degli interessi dell’impresa, l’adeguamento dei propri impianti alle cennate esigenze di tutela della salute pubblica, fatta salva la successiva verifica circa l’efficacia delle misure imposte ed il rispetto delle stesse

O R D I N A
alla Distilleria Bertolino S.p.a., con sede e stabilimento in Partinico nel Viale dei Platani s.n.c.

di stoccare in luogo chiuso, con sistema di depressione, le vinacce (vergini ed esauste) e le fecce destinate alle lavorazioni industriali, assegnando per l’adeguamento degli impianti aziendali termine di novanta giorni dalla notificazione della presente ordinanza. In particolare, dispone che:

le emissioni diffuse in ciascuna fase di manipolazione, produzione, trasporto, carico, scarico e stoccaggio delle vinacce (vergini, lavorate ed esauste) e delle fecce, quali prodotti pulverulenti, devono rispettare le prescrizioni e le direttive contenute nell’allegato 6 del D.M. 12/07/1990 ora inserite nell’allegato V della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;

le emissioni diffuse in forma di gas o vapore, derivanti dalla lavorazione, trasporto, travaso, stoccaggio di sostanze organiche liquide (“borlande”) durante le fasi di lavorazione devono rispettare le prescrizioni e le direttive contenute nell’allegato 7 del D.M. 12/07/1990 ora inserite nell’allegato V della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;

l’aria proveniente dalla zona chiusa di deposito e stoccaggio del materiale organico andrà aspirata e convogliala ad un biofiltro, il cui corretto funzionamento dovrà essere garantito tramite la dotazione di misuratori del grado di umidità, della portata di aria e della temperatura, in grado di produrre opportuni segnali ai fini di un feed impiantistico per la correzione dei parametri critici;

i punti di emissione dovranno essere orientati in modo da evitare che eventuali disservizi dei filtri biologici diffondano per aerosol sostanze nocive e maleodoranti;

i filtri biologici dovranno essere controllati con cadenza bisettimanale, anche in considerazione degli inquinanti microbici che provocherebbero nocumento al lavoratori. La Società, con cadenza semestrale, dovrà trasmettere al Comune di Partinico ed agli Organi di Controllo in seguito specificati, apposita dichiarazione sostitutiva nella quale vengano riportati il numero e l’esito dei controlli bisettimanali effettuati;

i punti di emissione dovranno essere dotati di sistemi di abbattimento a carbone attivo;

per il controllo e la determinazione quali/quantitativa delle emissioni odorigene la Ditta dovrà dislocare, nel periodo degli autocontrolli, almeno 8 (otto) campionatori passivi a diffusione radiale lungo il perimetro interno aziendale; questi saranno installati, in posizioni equidistanti tra loro, su pali, sottotetti, ecc. ad un’altezza di circa 3 metri dal suolo riparati dal box di campionamento per la protezione dalle intemperie;

la durata del campionamento non dovrà essere inferiore a 25 giorni consecutivi per semestre con l’attività lavorativa a pieno regime. I campionatori, dopo il ritiro, dovranno essere analizzati mediante estrazione con solvente (solfuro di carbonio) e la determinazione analitica quali/quantitativa delle sostanze organiche sarà condotta secondo tecnica GC/MS;

al fine di evitare la diffusione di emissioni nell’ambiente circostante, le porte di accesso ai locali dovranno essere dotate di dispositivi automatici per la chiusura delle stesse, minimizzando i tempi di apertura verso l’esterno; deve altresì essere previsto un sistema a depressione o a barriera laminare, al fine di evitare la diffusione verso l’esterno delle sostanze inquinanti e/o odorifere ogni qualvolta le porte dì accesso siano aperte;

nel caso di accertamento di molestie olfattive o superamento della normale tollerabilità, la Società dovrà applicare ogni ulteriore accorgimento, concordato con il Comune di Partinico e con gli Organi di Controllo, finalizzato al contenimento ed all’abbattimento delle stesse;

la Società dovrà concordare con l’A.R.PA. Sicilia e questo Comune una campagna di monitoraggio per la qualità dell’aria ed il rumore e trasmetterne apposita relazione, prima dell’inizio della costruzione degli impianti destinati al deposito e allo stoccaggio delle vinacce e delle fecce, a questo Comune, all’A.R.P.A. di Palermo, all’A.R.T.A., alla Provincia Regionale di Palermo e all’Agenzia per i Rifiuti e per le Acque;

di presentare, entro quarantacinque giorni dalla notificazione della presente ordinanza, un progetto preordinato ad eliminare le molestie olfattive derivanti dalle esalazioni causate dall’essiccatoio delle vinacce (punto di emissione c.d. “E 8”). Il progetto così presentato dovrà essere realizzato entro i successivi quarantacinque giorni decorrenti dalla data di approvazione da parte delle Autorità competenti.

Nel caso di mancato adeguamento nei termini sopra indicati alle prescrizioni imposte, si ordina la cessazione immediata dello stoccaggio a cielo aperto delle vinacce (vergini ed esauste) e delle fecce, con il conseguente obbligo di rimozione a carico della Distilleria Bertolino S.p.a., nonché la cessazione delle esalazioni moleste dell’essiccatoio.

Avverso la presente ordinanza è possibile ricorrere al T.A.R. della Sicilia, Sez. Palermo, nel termine di sessanta giorni decorrenti dalla notificazione del presente atto.

Partinico, lì 31 agosto 2007

Il Sindaco

Dott. Giuseppe Motisi

COMUNE DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO


Deliberazione della Giunta Municipale N° 185 del Reg.

Data 27.12.2005

OGGETTO L.R. 10/91 – DIRETTIVA EX ART. 16 C.3 REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTO DEI SERVIZI E DEGLI UFFICI IN AVVIO PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO PER LA VERIFICA DI LEGITTIMITÀ DELLE AUTORIZZAZIONI, LICENZE, CONCESSIONI EDILIZIE RILASCIATE DAL COMUNE DI PARTINICO ALLA DISTILLERIA BERTOLINO SPA DAL 1975 AL 2005 >.



L’anno duemilacinque il giorno ventisette del mese di Dicembre alle ore 12,30 nella sala delle adunanze del Comune, si è riunita la Giunta Municipale con l’intervento dei signori:

Presiede il Sindaco, Dott. Giuseppe Motisi e partecipa il Segretario Generale Dott. Lucio Guarino. Il Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione ed invita a deliberare sull’oggetto sopraindicato.


Il Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione ed invita a deliberare sull'oggetto sopraindicato.





Proposta di deliberazione avente per oggetto: " L.R.10/91 Direttiva ex art.16 c.33 Regolamento sull'Ordinamento dei Servizi e degli Uffici, in ordine a:

.
IL SINDACO

Premesso che è intendimento di questa Amministrazione, in conformità alle linee del programma politico amministrativo che intende attuare nel corso del proprio mandato, procedere alla verifica di legittimità delle autorizzazioni, licenze, concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Partinico alla Distilleria Bertolino spa dal 1975 al 2005.

-Vista la nota dell'Assessore al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, dell.5.4.1994 prot, n. 21827 indirizzata al Sindaco pro-tempore del Comune di Partinico, che recita " A seguito delle risultanze del rapporto ispettivo disposto da questo Assessorato con provvedimento n. 14752 del 26.3.1993 si è rilevato che tutte le concessioni ed autorizzazioni edilizie rilasciate per la Distilleria Bertolino dopo l'approvazione dello strumento urbanistico generale vigente nel territorio di Partinico ( PUC n. 3 approvato con DPRS., 66/A del 16.4.1975), sono affette dallo stesso vizio originario di base, e cioè quello di essere state rilasciate non tenendo conto che la zona urbanistica D2 del PUC n. 3, nell'ambito della quale ricade la Distilleria, non consente, né la realizzazione, nè l'ampliamento di industrie insalubri di 1^ categoria, come sono classificate le distillerie. Infatti, in detta zona D2, la normativa contenuta nel suddetto Piano comprensoriale, consente la realizzazione di impianti industriali o artigianali innocui, definendo impianti innocui quelli che non producono fumo, né esalazioni, né rumori molesti. Per quanto sopra il rilascio da parte di codesto Comune di concessioni ed autorizzazioni edilizie per la Distilleria Bertolino è avvenuto in violazione delle norme urbanistiche e pertanto si chiede alla S.V. l'adozione dei consequenziali provvedimenti dì annullamento, in autotutela dandone comunicazione a questo Assessorato, nonché all'Autorità Giudiziaria competente, entro giorni 30 dalla presente .

-Visto il parere del Prof. Sandro Amorosino del 28.10.2004 prot. 14222 che, richiesto in merito, tra l'altro afferma “ prima di adottare eventuali provvedimenti di annullamento di concessioni o autorizzazioni, per motivi urbanistici, il Comune deve valutare molto attentamente, caso per caso, ogni situazione .. per non rischiare eventuali pronunce di illegittimità da parte del giudice amministrativo ..> ed inoltre ed ancora < sarebbe da dimostrare che il richiedente non agì in buonafede all'atto della richiesta, ad esempio ingannando intenzionalmente l'Amministrazione mediante false rappresentazioni di fatti>













GENCHI PELLERITO DISTILLERIA BERTOLINO LO BIUNDO MANIACI LA CONFERENZA DEI SERVIZI E L'A.I.A. 



ANZA’, BELLOMO, BERTOLINO, EMISSIONI, GENCHI, inquinamento, ITALCEMENTI, LO BIUNDO BIUNDO, MANIACI, MARINESE, MOTISI, PELLERITO, PELLERITO A.I.A., SIINO, TELEJATO, TOLOMEO, 

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