CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.
NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



domenica 20 luglio 2014

ITALCEMENTI DECRETO AIA 693 18 LUGLIO 20008 ING TOLOMEO PIETRO SANSONE VINCENZO ZUCCARELLO ASSESSORE INTERLANDI M.P.A.

Mazzette e discariche, aperta un'indagine interna all'assessorato Ambiente: "Si cercano complicità"

Nelle carte dell'inchiesta i dubbi degli inquirenti sul sistema dei controlli. Una commissione al dipartimento "Accertamenti affidati a esterni". Nel mirino i contatti del funzionario regionale arrestato con altri burocrati e politici. I rapporti con i big del settore rifiuti


Davvero un semplice funzionario poteva influenzare e a volte prendere decisioni su discariche, rifiuti e autorizzazioni milionarie? Davvero Gianfranco Cannova, arrestato perché secondo gli inquirenti avrebbe intascato mazzette dai titolari delle principali discariche private siciliane, ha fatto tutto da solo? A queste domande proverà a dare una risposta una commissione che sarà nominata dal dirigente del dipartimento Territorio e ambiente Gaetano Gullo, che sulla vicenda delle discariche dell'Oikos e della Tirreno ambiente vuole vederci chiaro. Specie dopo che lui stesso lunedì scorso ha firmato un verbale che alle contestazioni mosse dall'ex assessore Nicolò Marino e dal dirigente Rifiuti Marco Lupo sull'Oikos risponde che tutto è a posto e la discarica può continuare a lavorare: "Convocherò subito i dirigenti del mio dipartimento per capire perché hanno dato parere favorevole e mi hanno fatto firmare questo atto su una discarica nell'occhio del ciclone", dice. Il funzionario
del servizio autorizzazioni Via-vas deve rispondere al dirigente dell'Unità operativa, al dirigente del servizio, al dirigente generale del dipartimento e, a volte, anche all'assessore al ramo. Come faceva Cannova a garantire il risultato agli imprenditori in piena solitudine? Insomma, sull'assessorato Territorio e ambiente, ma anche sui dirigenti che hanno lavorato all'assessorato Energia, ancora ci sono zone d'ombra sulle quali fare luce. Da qui la decisione del neo dirigente generale Gullo di nominare una commissione d'inchiesta esterna: "Voglio nominare professionisti che non hanno alcun rapporto con dipendenti dell'amministrazione ", dice Gullo.

Una cosa è certa: dalle carte dell'indagine che ha portato all'arresto del funzionario e di quattro imprenditori (tra i quali i re delle discariche siciliane, il catanese Domenico Proto e Giuseppe Antonioli) emergono dubbi degli inquirenti sul coinvolgimento di altri dirigenti, quanto meno superficiali in alcuni atteggiamenti e decisioni. A esempio nelle carte dell'indagine si cita un pranzo avvenuto tra Proto, Cannova e un altro alto dirigente del settore Rifiuti in un noto ristorante di Palermo. Gli inquirenti sottolineano "l'atipicità" di questo incontro in ambienti non istituzionali tra i funzionari pubblici e "un soggetto privato" interessato in un procedimento amministrativo gestito da quegli stessi funzionari. Ma c'è di più. Dalle intercettazioni emerge anche che il Cannova avrebbe proposto a Proto di pagare anche questo alto dirigente del Rifiuti che, a suo dire, era vicino al Partito democratico.
In un'altra intercettazione, invece, Cannova tranquillizzava gli imprenditori sull'esito di una conferenza di servizio grazie ai "suoi canali e amicizie" all'interno della macchina burocratica. Non solo, dalle carte
emerge poi come Cannova entrava in contrasto con alcuni dirigenti dei dipartimenti Territorio e Rifiuti, questi magari erano mossi da altri motivi politici perché parenti di deputati catanesi che sponsorizzavano altre iniziative a scapito della Oikos.
E, ancora, Cannova dimostra di avere rapporti diretti anche con ispettori dell'Arpa, che invitava a pranzo per discutere di iniziative su alcune discariche. Ad altri dirigenti del dipartimento, invece, Cannova chiedeva "informazioni" riservate: come ad esempio sulla situazione burocratica riguardante la società Osmon, riconducibile all'imprenditore Antonioli, ottenendo "dettagliate informazioni nonché l'apparente disponibilità dello stesso dirigente contattato ad aiutare l'Antonioli e la sua società". Il dirigente in questione provava poi a convincere della bontà dell'iniziativa presentata dalla Osmon l'allora responsabile del dipartimento Energia Gianluca Galati.


Insomma, le complicità, più o meno volontarie, ci sono state, eccome. E proprio su queste si baserà adesso l'indagine interna al dipartimento Ambiente: "Ci saranno trasferimenti, qui dobbiamo cambiare proprio aria", assicura l'attuale dirigente generale Gullo, che denuncia come il caso Cannova riguardi anche il sindacato. "Avevamo trasferito il dipendente ben prima degli arresti di ieri, proprio perché ci era sembrato che qualcosa non quadrava  -  dice Gullo  -  a esempio vedevamo troppi politici venire in dipartimento a parlare direttamente con lui. Ma la Uil ci ha fatto opposizione perché in quanto rappresentante sindacale Cannova non poteva essere trasferito. Così è tornato nello stesso ufficio della Via-Vas e delle autorizzazioni. Anche questo un paradosso sul quale andrebbe fatta chiarezza". Intanto i grillini chiedono di revocare l'autorizzazione alla discarica di Motta Sant'Anastasia dell'Oikos, nonostante proprio lunedì scorso Gullo abbia firmato il verbale che invece sostiene che nel sito tutto è in regola. Una bella matassa che sarà difficile da districare.



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ITALCEMENTI DECRETO AIA 693 18 LUGLIO 20008 ING TOLOMEO PIETRO SANSONE VINCENZO ZUCCARELLO ASSESSORE INTERLANDI M.P.A.




E Cuffaro fa i nomi

«Il senatore Pistorio, scrive nella sua difesa d’ufficio al governatore Lombardo, che io descrivo una Sicilia surreale.
Provo a farlo tornare sulla terra».

della serie: C’eravamo tanto amati…

Ecco la mappa delle nomine

!

Su 10 Iacp, 9 sono commissariati: Lombardo preferisce proseguire con questo regime di “amministrazione controllata” dai suoi uomini.
Consorzi di Bonifica: commissariati con uomini vicini al Presidente della Regione.
Aziende sanitarie e ospedaliere: su 17 manager 13 sono facilmente attribuibili per vicinanza politico partitica al duo Russo-Lombardo; stesso discorso per i 34 direttori amministrativi e sanitari. Lombardo e Russo hanno decuplicato i dirigenti amministrativi che fra l’altro sono diventati 53, e anche questi per il 70% riferibili direttamente o indirettamente a Lombardo e Russo.
Amministrazione regionale: direttori rimasti in “sospeso” per mesi e poi la scelta della dirigenza nominando amici dell’Mpa più qualche amico di amici.
Dirigente servizio Via Vas dell’assessorato Territorio: Natale Zuccarello (Mpa);
Multiservizi Spa: presidente Giancarlo Granata, candidato non eletto Mpa, Agrigento;
Sicilia-servizi: presidente Emanuele Spampinato, candidato non eletto Mpa, Catania; vice presidente Antonino Scimemi (Mpa), capo di gabinetto della presidenza della Regione.
Irfis: vice presidente Alfredo Zoda, candidato non eletto Mpa Caltanissetta;

Consorzio autostrade siciliane: commissario Matteo Zapparata, fedelissimo dirigente del Mpa.
Siciliacque: presidente, Antonino Scimemi, componente Gianluca Galati vice capo di gabinetto vicario presidenza della Regione (Mpa).
AstGiulio Cusumano (Mpa). Sicilia-lavoro spa: presidente Pietro Rao, ex deputato e candidato non eletto Mpa, Palermo.
Parco dei Nebrodi: commissario straordinario Antonino Ferro (Mpa).
Parco delle Madonie: commissario straordinario Angelo Aliquò (Mpa).
Parco dell’Etna: commissario straordinario Ettore Foti (Mpa).
Parco dell’Alcantara: commissario straordinario, Giuseppe Castellana (Mpa).
Fondazione Giglio San Raffaele: presidente, Stefano Cirillo (Mpa).
Ersu Enna: Commissario, Angelo Moceri (Mpa). Ersu Messina: Commissario Straordinario Antonino Mazzaglia (Mpa).
Ersu Catania: Presidente Giuseppe Maugeri (vicino al Mpa).
Italkali: presidente Antonino Scimemi, componente Gianaluca Galati.
Sise 118: direttore generale Marco Romano ( Mpa).
Ircac: commissario straordinario Antonio Carullo ex deputato e candidato nelle liste Mpa.
Società Ponte di MessinaAntonino Pappalardo (ex colonnello) candidato non eletto nelle liste Mpa;
Riscossione SiciliaGianluca Galati.
Mercati agro-alimentari SiciliaCastrenze Marfia e Nunzio Arena (vicini al Mpa).
Ente fiera di Messina: Commissario straordinario Fabio D’Amore, candidato non eletto del Mpa.
Unicredit: consigliere di amministrazione Marianna Li Calzi capolista non eletta al Senato del Mpa.
Scalo di Comiso: amministratore delegato, Pietro Ivan Maravigna, coordinatore del movimento dei liberali riformatori legati al Mpa da accordo politico.
Consorzio Asi di CataniaAlfio D’Urso, legale del Mpa;* D’Urso è stato nominato anche nel cda della società che gestisce l’aeroporto di Fontanarossae nell’Ato idrico etneo.
Sicilia e-ricerca: Commissario Antonino Scimemi.
Parco scientifico e tecnologico della SiciliaGianluca Galati.
Beni Culturali spa: presidente, Gianni Silvia (Mpa).
Biosphera spa: presidente, Gaetano Costa (Mpa).
Terme di Sciacca spa: Commissario, Domenico Turriciano (Mpa).
Terme di Acireale: commissario Margherita Ferro (Mpa).
Teatro Bellini di CataniaAntonio Fiumefreddo (Mpa)».
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Giovanni Ciancimino / La Sicilia





Humanitas: è un cugino di Lino Leanza a firmare la concessione edilizia…




…E MENO MALE CHE L’ATTUALE GOVERNO REGIONALE HA FATTO APPROVARE DALL’ARS UNA LEGGE ANTIPARENTOPOLI…
Magari si tratta solo di una coincidenza. Ma in questa storia dell’Humanitas, le ’coincidenze’ anomale, i dietrofront e il valzer di dichiarazioni contradditorie sono davvero tante. La vicenda è ormai nota. Parliamo del nuovo centro oncologico di Misterbianco, in questi giorni al centro di furiose polemiche, come vi abbiamo raccontato in numerosi articoli.
In breve, la storia comincia nel 2011 quando il centro, già attivo a Catania,  chiede alla Regione di ampliare la struttura con  nuovi posti letto e la realizzazione di un nuovo centro a Misterbianco.
Permesso accordato nel 2012, come ha confermato lo stesso amministratore della società, Giuseppe Sciacca, zio (ed ecco la prima coincidenza) di Luca Sammartino,deputato regionale di Articolo 4, il Movimento fondato dall’ex Mpa, Lino Leanza (nella foto sotto), che da autonomista si è trasformato in uno dei main sponsor del Governo regionale di Rosario Crocetta, che dell’Autonomia siciliana sta facendo carta straccia. In ogni caso (si sa, i politici cambiano spesso idea e casacche) si procede dunque all’acquisto dei terreni e all’ottenimento di tutti i permessi necessari.
Si arriva così a Luglio di quest’anno, quando l’attuale assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, porta in Giunta la delibera in questi giorni nell’occhio del ciclone. Prevede la realizzazione del centro e la creazione di nuovi posti letto per le branche urgenti di oncologia, ortopedia e neurologia. Ovviamente in convenzione.  Si gioca tutto


lino leanzasugli accreditamenti indirettamente a carico dei contribuenti. Il tutto mentre la sanità pubblica siciliana è allo sfacelo.

Una volta scoppiata la bomba,  il Governo regionale cade  nel ridicolo: affermare che una delibera di Giunta “è sospesa” è una contraddizione in termini: che senso ha portare in Giunta regionale una delibera, approvarla e poi dire che è “sospesa”?
Ancora: perché se l’intenzione era di revocarla – e già questo è contraddittorio, se non ridicolo – si è proceduto poi alla firma dell’accordo esecutivo? Lo conferma lo stesso Sciacca: assessorato alla Salute e Humanitas hanno firmato il contratto lo scorso Settembre. Non a caso, i cantieri sono aperti, si lavora a pieno ritmo.
Insomma, parliamo di un business della sanità privata dai contorni oscuri e tenuto nell’ombra fino a quando i giornali non hanno provato a fare luce su una vicenda piuttosto strana. Un business ancora tutto da chiarire (di chi erano i terreni acquistati dall’Humanitas?) dove si intrecciano politica e affari e parenti.
L’ad della società, Giuseppe Sciacca, per l’appunto, non è l’unico a vantare parentele eccellenti. Vedi caso, c’è anche un cugino indiretto di Lino Leanza (acquisito dalla moglie), tra i protagonisti di questa storia. Si tratta di Salvatore Zuccarello, dirigente del Comune di Misterbianco che ha firmato le concessioni edilizie, come vi mostriamo nel documento in allegato.
Coincidenza? Sarà. Ma questa storia puzza. Pure troppo.
Ma il presidente della Regione, Crocetta, e la sua maggioranza – Lino Leanza in testa – non sono quelli che, la scorsa estate, hanno tenuto l’Ars impegnata con la legge ‘Antiparentopoli’?
Che coerenza, ragazzi!

LA CONNCESSIONE EDILIZIA FIRMATA DA ZUCCARELLO, CUGINO DI LEANZA


Humanitas: è un cugino di Lino Leanza a firmare la concessione edilizia…


CROCETTA FA PULIZIA ALLA REGIONE

Una conferenza stampa convocata d'urgenza all'indomani della riunione della giunta regionale. Rosario Crocetta inizia con un'ora di ritardo l'incontro con i giornalisti annunciando che si è dato mandato  all'ufficio legislativo e legale e alla Ragioneria di verificare la copertura finanziaria il ddl che estende il riconoscimento di vittima di mafia agli anni anteriori al '61. Cioè dall'entrata in vigore dello Statuto siciliano. "Ci sembra – ha dichiarato il Presidente – un atto di giustizia. Ci costituiremo parte civile nel processo contro Madonia".
Poi si passa alle nomine, il nuovo direttore alle Attività Produttive è  Alessandro Ferrara, della soprintendenza di Ragusa. Ma da lunedì non si potrà fare alcuna nomina fino alla fine della campagna elettorale e lancia la stoccata a Raffaele Lombardo "non vogliamo ripercorrere le orme dei predecessori". Da stamattina saranno ruotati dall'assessorato all'Ambiente alla Funzione pubblica, sette dirigenti su undici e circa ottanta dipendenti. Coinvolti nel trasferimento saranno Maniscalco, Zuccarello, Pennino, Scalia, Di Lorenzo, Anzà, Lucia. Restano Colaianni, Sanzone, Chinnici, Di MattinoI dirigenti che restano copriranno gli altri posti ad interim. L'assessorato ha una sfilza di pratiche che hanno paralizzato la Sicilia.
APPALTI SOSPETTI
"La ditta Ventura spa di Furnari, da tempo ha una informativa antimafia atipica. Non ha misure restrittive, ma da anni lavora col Cas. Anche per somme urgenze, da oltre un milione. Questa impresa è competente in tutto. Dalle strade alle manutenzioni. Si sono aggiudicati anche la sorveglianza delle autostrade. Anche se non ho mai visto una loro pattuglia. Per questi lavori hanno incassato tre milioni di euro. Il 15 gennaio 2013 s'è scoperto che lavorava con l'expo di Milano. Lì il prefetto ha trasformato l'informativa da atipica a interdittiva. Oggi in presenza di questa informativa il Cas non ha interrotto alcun rapporto. Ma non solo. Hanno assegnato a loro un altro appalto da nove milioni per diciotto mesi di sorveglianza".
"Per questi motivi presenterò un esposto alla Procura e scriverò al Cas per revocare la gara. Il direttore generale del Cas è anche direttore del progetto, e responsabile unico del procedimento. Noi affidiamo questi servizi alle imprese mafiose, mentre potremmo far svolgere questi lavori alla Forestale. Il Cas ha 400 dipendenti! Al Cas, poi, c'e' anche lo strano caso della Tecnital, che si è vista estendere il contratto. Si tratta di un illecito. Quello vuol dire che è cambiato l''oggetto del contratto".
Anche nel settore dell'energia la lente di ingrandimento del Presidente Crocetta ha colpito.Revocati tre appalti per informative antimafia atipiche.
E dulcis in fundo "al Turismo un'azienda ha avuto tre milioni per una mostra. Nemmeno se avessero portato la Gioconda…"
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Soldi pubblici, sprechi, imprese in odor di mafia e rotazione dei dirigenti. Niente nomine in campagna elettorale, ma a partire da lunedì
Autore
Vincenzo Barbagallo
http://www.sudpress.it/crocetta-fa-pulizia-alla-regione/




Dittaino: Lombardo mente

Tutto si è bloccato sul più bello. Proprio quando dalla Regione erano arrivate le autorizzazioni necessarie e le ruspe erano pronte ad entrare in azione. Poi, d’improvviso il decreto di revoca che manda tutto all’aria. E così quella della mega discarica con un investimento da 50 milioni di euro nella Valle del Dittaino – terra del grano duro – diventa un giallo. O forse no. Di certo, quel decreto, elimina un certo imbarazzo serpeggiato all’interno della squadra autonomista del Governatore Lombardo. Un intrigo tutto in salsa Mpa. I “perché” sono semplici da spiegare. A cominciare da quelle autorizzazioni rilasciate dall’assessorato regionale Territorio ed Ambiente con tempi da primato mondiale per un progetto privato (la ditta è quella del vice presidente di ConIndustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro): ci sono voluti appena 11 mesi per il rilascio delle complicatissime autorizzazioni geologiche e di impatto ambientale. Tra queste anche quella dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (l’AIA).
Un documento che dipende direttamente dall’assessorato regionale e che non ottieni certo con uno schiocco di dita: in ballo c’erano 1 milione e 300 mila metri cubi di terra, da adibire ad enorme immondezzaio. Un caso che diventa anche istituzionale e che celebra un feroce scontro ai più alti livelli. Da una parte il ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che è andata di persona laddove sarebbe sorta la discarica, facendosi “scortare” da Sergio De Caprio (il Capitano “Ultimo” che arrestò Riina): “Un Presidente della Regione che firma queste autorizzazioni mi lascia perplessa”, ha esclamato. “Non compete certo al Presidente della Regione firmare le relative autorizzazioni”, ha ribattuto da par suo il Governatore lasciando intuire di non saperne nulla della questione. Sarà.
Ma, allora, sorprende che tra i lasciapassare essenziali per la costruzione della discarica vi sia quello geologico firmato dall’ex Ingegnere capo del Genio civile di Enna (oggi promosso a Palermo) Vincenzo Di Rosa candidato alle regionali 2008 nella lista Lombardo Presidente. Così come sorprende che anche del progetto Caltagirone si sia parlato nel corso della giunta regionale del 30 dicembre dello scorso anno ma nessuno d’improvviso ne sa più nulla. Oppure, che il sindaco Mpa di Assoro, Pino Capizzi, abbia dovuto farsi in quattro per verificare che il Prg consentisse che il sito potesse essere adibito a discarica. O che l’ingegnere che ha concesso a maggio scorso il via libera per l’iter amministrativo sia Natale Zuccarello imparentato con Lino Leanza (Mpa).
Tutte coincidenze. Forse. Fatto sta che alla Procura della Repubblica di Enna la lunga serie di fatalità ha suscitato una certa curiosità tanto da aprirvi un fascicolo. Ma niente paura: l’indagine è solo conoscitiva. Almeno per ora.
Anthony Di Stefano
La cronologia
9 settembre 2009: Conferenza dei Servizi istruttoria per verificare i termini necessari per il via libera alla Piattaforma dello smaltimento rifiuti nella Valle del Dittaino. Ci si ridà appuntamento a fine novembre.
3 novembre 2009: L’Ufficio Procedure A.I.A. dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente (Dirigente tecnico Arnone e Dirigente del Servizio Di Lorenzo) concede il proprio via libera all’impianto della Catanzaro Costruzioni Srl.
18 novembre 2009: Data che rappresenta uno dei passaggi cruciali dell’intera vicenda. L’allora ingegnere capo del Genio Civile di Enna, Vincenzo Di Rosa, esprime il parere favorevole alla Piattaforma.
20 novembre 2009: Conferenza dei servizi decisoria. In questo caso i pareri positivi alla discarica vengono espressi dall’Arpa, dalla Provincia di Enna, dall’Asp. C’è ovviamente anche il documento che attesta parere favorevole del Genio Civile.
14 dicembre 2009: La Società Catanzaro Srl produce al Comune di Assoro gli elementi definiti “essenziali” per il via libera alla costruzione della discarica.
17 dicembre 2009: La Giunta comunale di Assoro approva lo schema di convenzione per la piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
22 dicembre 2009: La Giunta comunale di Assoro dà mandato al Sindaco affinchè esprima parere favorevole alla realizzazione delle opere previste per l’allestimento della discarica.
24 dicembre 2009: Il primo cittadino di Assoro, Giuseppe Capizzi, concede il parere favorevole.
30 dicembre 2009: In Giunta Regionale approda la Relazione finale sulla Proposta di Revisione del Piano di Gestione dei Rifiuti in Sicilia. A pagina 19 della Relazione figura tra i Siti attivabili a media scadenza l’unico gestito da privati: quello di Assoro.
31 marzo 2010: Concesso dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente il giudizio di compatibilità ambientale positivo (relativo alle emissioni in atmosfera) per la costruzione della discarica.
5 maggio 2010: A firma del dirigente responsabile, Natale Zuccarello, arriva dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo per la realizzazione della piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti in Contrada Terra di Chiesa.
9 giugno 2010: Dall’Assessorato regionale arriva pure la notifica del D.D.G. con il quale è rilasciata alla Ditta Catanzaro Costruzioni Srl l’Autorizzazione Integrata Ambientale (la cosiddetta AIA). Le firme apposte sono quelle del responsabile del procedimento, Gianfranco Cannova e del dirigente generale, Sergio Gelardi.
21 ottobre 2010: L’Assessorato regionale – con Decreto – revoca tutto.
Associazione Rifiuti Zero di Messina e Palermo:
Il Governo nazionale ha stabilito che lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia, di cui commissario è stato nominato il governatore Lombardo, durerà fino al 2012, con ciò trasformando l’emergenza in stato stazionario. La Sicilia, infatti, è in emergenza rifiuti dal 1999, con una breve parentesi dal 2007 al 2010.
Questo tradisce una sola, triste realtà: il Governo non è in grado di risolvere il problema rifiuti in Sicilia, come non lo ha risolto a Napoli dove ha nascosto fuori città una montagna di RSU ed ha approntato un Piano Rifiuti emergenziale basato su inceneritori ed impianti di discarica.
Adesso Lombardo, nella veste di Commissario all’emergenza rifiuti, avrebbe dovuto produrre un Piano Rifiuti Regionale entro il 21 settembre, cosa che non è avvenuta, e che si sta nascondendo riproponendo alla stampa notizie vecchie come la costruzione di un impianto di smaltimento nella valle del Dittaino e l’esportazione dei rifiuti.
Temiamo allora fortemente che per la Sicilia sia stata programmata la stessa sorte di Napoli, un Piano Rifiuti solo in ritardo, di modo che l’emergenza possa giustificare altre discariche e nuovi inceneritori, che tanto erano stati criticati da Lombardo quando facevano parte del Piano Cuffaro. Questo avrebbe il solito scopo finale di poter movimentare molto denaro pubblico con il minimo di controllo.
Ci batteremo dunque per un immediato Piano Rifiuti sostenibile, poco costoso e non inquinante, così come prevede la legge in vigore che attribuisce un ruolo assolutamente preponderante alla riduzione della produzione dei rifiuti, al riuso e alla raccolta differenziata e al riciclo.

I pm indagano, il costruttore rinuncia marcia indietro sulla mega-discarica


NON si ferma la protesta contro il progetto del governo regionale di realizzare una piattaforma integrata per il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti ad Assoro, nel cuore del granaio ennese. Questa mattina a Dittaino politici, imprenditori e cittadini scenderanno in piazza per dire no alla costruzione della mega-discarica. Ci saranno un po' tutti i protagonisti di questo fronte trasversale che vede insieme il senatore del Pd Vladimiro Crisafulli, il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. 

E questo nonostante l'imprenditore Giuseppe Catanzaro, che avrebbe dovuto costruire la discarica, abbia già annunciato l'abbandono del progetto. «Prendo atto della decisione di Catanzaro - dice Crisafulli - ma la nostra protesta continuerà finché non verranno revocate le autorizzazioni per la costruzione della discarica». Autorizzazioni sulle quali la Procura di Nicosia, a seguito di una denuncia presentata da alcuni imprenditori, ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali irregolarità. «In questa vicenda ci sono tante stranezze- continua Crisafulli - Mi chiedo, ad esempio, come mai il sindaco di Assoro abbia dato il suo parere positivo all'impianto il 24 dicembre, alla vigilia di Natale. E poi, Enna ha già una discarica che funziona. Bisogna solo ampliarla, anche se l'autorizzazione per i lavori, guarda caso, tarda ad arrivare».

Il livello dello scontro resta alto, sul fronte politico ma anche imprenditoriale, con la Confindustria ennese in aperta polemica con i vertici regionali. «In quella parte dell'Isola - attacca Catanzaro, che è anche vice presidente degli industriali siciliani - c'è la volontà di non cambiaree di pensare che lo sviluppo sia al soldo della necessità di alcune segreterie. Nessuno ha mai protestato per la discarica di vecchia generazione che è stata autorizzata nel 2004 e che dovrebbe sorgere proprio ad Assoro. L'impianto che avrei costruito io non è certo una discarica, ma una piattaforma moderna e sostenibile per il trattamento e il recupero energetico dei rifiuti. Un'opera a norma di legge, che ha seguito un iter trasparente».

Parole che non convincono Biagio Pecorino, presidente della cooperativa Valdittaino, la filiera che produce il pane col marchio dop: «Non sono mai felice quando un imprenditore rinunciaa un progetto. Ma il luogo scelto per la discarica comporterebbe la fine dell'economia del territorio, che si basa su un agroalimentare di qualità». Dello stesso parere è il sindaco di Enna, Paolo Garofalo del Pd, che plaude alla presenza del ministro Prestigiacomo alla manifestazione di oggi: «La scelta di utilizzare la provincia di Enna come pattumiera della Sicilia - dice- trova per fortuna un'avversione quasi totale sia del mondo sociale che di quello politico».

Quasi totale. Perché il fronte ambientalista non sembra compatto. «La rinuncia di Catanzaro è una sconfitta per la Sicilia - dice Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente - Il problema della regione sta proprio nella mancanza di impianti per lo smaltimento. Non bisogna dare vita a bombe ecologiche come quella di Bellolampo. Ma i rifiuti, se non vogliamo bruciarli in blocco nei termovalorizzatori, dobbiamo portarli da qualche parte.

E oggi ci sono sistemi che permettono di ridurre al minimo l'impatto ambientale».

Ieri è saltato un incontro fra Catanzaro e Lombardo, richiesto dal governatore. «Non è stato possibile per miei impegni, ma non c'è alcuna polemica», tiene a chiarire Catanzaro.
DARIO PRESTIGIACOMO
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/09/pm-indagano-il-costruttore-rinuncia-marcia.html

Regione Siciliana  ASSESSORATO  TERRITORIO ED AMBIENTE  SERVIZIO 1- V.A.S. - V.I.A.  :

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:8KDENYUphwQJ:www.artasicilia.eu/old_site/web/vas/assog/index.php+&cd=12&hl=it&ct=clnk&gl=it

ITALCEMENTI 2008 25 E 26 SETTEMBRE Isola Delle Femmine Relazione Misure Rumore Sett 2008




GENCHI RIMOSSO E REINTEGRATO FALK ARMAO BRUCIATORI TERMOVALORIZZATORI LOMBARDO CUFFARO BELLOLAMPO




Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.

“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.

“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.

Arpa 2008 2 Dicembre Sopralluogo Verbale Campionamento




Ieri parlavamo della Italcementi, 

DOPO UN Mese di Manutenzione, 

Finalmente ha ripreso alla grande ANZI CHE DICO ALLA "grandissima" 

A "TUTTO FUMO E inquinanti" 

FINALMENTE I NOSTRI POLMONI POSSONO Respirare Profondamente 

PER CHI CI RIESCE Pazienza SE LE NOSTRE vie aeree diventano Più Spesse e SI GONFIANO Pazienza SE LE NOSTRE vie aeree producono muco ostruisce il Che Il Respiro, niente preoccupazione Tanto LO ESPELLIAMO tossendo. Pazienza SE I Muscoli Che circondano le Nostre vie aeree le comprimono. Pazienza SE I NOSTRI polmoni SI riempiono Troppo e sc dilatano. pazienza pazienza pazienza e pazienza Ancora compensare Che IN CAMBIO LA ITALCEMENTI CREA ECONOMIA NEL PAESE E 'VERO CI SONO ALCUNI CITTADINI SCRITERIATI DI ISOLA DELLE FEMMINE POCO RICONOSCENTI PER CIO' CHE LA ITALCEMENTI RAPPRESENTA PER LA NOSTRA Cittadinanza: MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO E Non Solo la ITALCEMENTI RAPPRESENTA UN FUTURO SICURO PER I NOSTRI FIGLI. Pazienza SE Sempre piu 'rinforzate Spesso sentiamo di Nostri compaesani "aggrediti" da forme tumorali e da neoplasie in fondo non ê Certo la Italcementi la Responsabile anzi alla Italcementi 

E Tutto Sotto Controllo

Tutto alla Italcementi di posta perfettamente in REGOLA. 

Purtroppo Sono ALTRE Le Fonti di Inquinamento a Isola delle Femmine per Esempio Prendi l'autostrada Quante Macchine l'attraversano Durante Il Giorno? 

E poi Perché non Parlare dei fumatori Che inquinano e sc autoinquinano? 

!! Dico una Quei scriteriati Cittadini (per fortuna Sono pochissimi) Visto Che non CI AVETE Fatto tariffa la torre alta 100 metri almeno Lasciate Tranquilla La Nostra azienda.di Che cio tariffa ' vuole ma SOPRATTUTTO vuole venire. 

ITALCEMENTI A.I.A. REGIONE SICILIA 2008 ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE


Quanto finora esposto per la difesa del convenuto riguarda dunque la questione dell'uso del pet-coke per la quale la società il Italcementi aveva chiesto le autorizzazioni amministrative anche in via provvisoria.

Ma il dottore Anzà nell'accusare il convenuto Ciampolillo di aver orchestrato a suo danno una complessa campagna denigratoria affronta anche il tema del PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITÀ DELL'ARIA DELLA SICILIA. 

Il ricorrente non nega che per la redazione dell'importante documento sia stato utilizzato il Piano della regione Veneto ma -si giustifica- esso contiene i dati relativi alle emissioni in Sicilia e comunque assolve il peccato suo e dei suoi collaboratori (ma precisa "non è stato integralmente copiato dal piano del Veneto") per la necessità di essere celere pur di rispettare le scadenze istituzionali: semmai –avverte- inavvedutamente, qualche refuso del piano del Veneto è sfuggito allo stesso Anzà e ai suoi collaboratori.

Sul blog che il ricorrente riporta all'allegato 5, vengono riferite, virgolettate, le affermazioni del dottor Gioacchino Genchi affinché si intenda bene quando i giudizi e le parole usate sono provenienti dallo Stesso. Or bene ciò che il Dott. Anzà lamenta riferendosi alla pagina cinque del blog è una dichiarazione del dottor Genchi che fino a poco tempo prima occupava proprio la poltrona del Dott. Anzà. Genchi afferma che il piano regionale della Sicilia sia abbondantemente copiato ed in modo grossolano e rozzo ma a sua volta riferisce che la scoperta proviene addirittura dalle televisioni nazionali e cioè dalla trasmissione "striscia la notizia" di Canale 5 "Reality" di La-7. 

La questione non è nuova per codesto Tribunale perché con sentenza n. 2708/2010 della Prima Sezione Civile (G.U. d.ssa Spadaro Giulia) è stata decisa la causa Messina Giuseppe (n.q. di dirigente regionale dell'associazione Legambiente) contro Anzà Salvatore e contro Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana. Anzà Salvatore è stato condannato al pagamento a favore dell'attore della somma di euro 10.000,00 per aver diffamato Messina affermando, fra l’altro, che egli facesse parte "di una banda di cialtroni... responsabili regionali di Legambiente [che] hanno gravemente diffamato la Regione siciliana con una serie di menzogne, falsità, raggirando i giornalisti;...[tali sono una] nicchia di imbroglioni... settore deviato di Legambiente... il gruppo di tre ciarlatani (Genchi, fontana, Messina)...[tiene] atteggiamento omertoso... i tre illusionisti hanno fraudolentemente carpito la buona fede dei giornalisti da perfette canaglie... animati esclusivamente dall'esigenza di assecondare rancori personali e interessi privati, alla ricerca disperata di un improbabile vendetta..." (la sequela degli insulti proferiti dall’ odierno ricorrente prosegue ed è puntualmente riportato nella parte motiva della sentenza). 


Italcementi 2008 Sansone Cannova 693 Risposta Interr Siragusa Ricorso Tar Contro Decreto Ministero via Conferenza Servizi 19-03-2008

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