CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



mercoledì 24 settembre 2014

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE


TITOLO III-BIS LAUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Dispositivo dell'art. 29 quater Codice dell'Ambiente



1. Per gli impianti di competenza statale la domanda è presentata all'autorità competente per mezzo di procedure telematiche, con il formato e le modalità stabiliti con il decreto di cui all'articolo 29-duodecies, comma 2.


2. L'autorità competente individua gli uffici presso i quali sono depositati i documenti e gli atti inerenti il procedimento, al fine della consultazione del pubblico.


3. L'autorità competente, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda ovvero, in caso di riesame ai sensi dell'articolo 29-octies, comma 4, contestualmente all'avvio del relativo procedimento, comunica al gestore la data di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e la sede degli uffici di cui al comma 2. Entro il termine di quindici giorni dalla data di ricevimento della comunicazione il gestore provvede a sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, ovvero a diffusione nazionale nel caso di progetti che ricadono nell'ambito della competenza dello Stato, di un annuncio contenente l'indicazione della localizzazione dell'impianto e del proprio nominativo, nonchè gli uffici individuati ai sensi del comma 2 ove è possibile prendere visione degli atti e trasmettere le osservazioni. Tali forme di pubblicità tengono luogo delle comunicazioni di cui all'articolo 7 ed ai commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le informazioni pubblicate dal gestore ai sensi del presente comma sono altresì pubblicate dall'autorità competente nel proprio sito web. E' in ogni caso garantita l'unicità della pubblicazione per gli impianti di cui al titolo III della parte seconda del presente decreto.


4. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dell'annuncio di cui al comma     3, i soggetti interessati possono presentare in forma scritta, all'autorità         competente, osservazioni sulla domanda.

5. La convocazione da parte dell'autorità competente, ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, di apposita conferenza di servizi, alla quale sono invitate le amministrazioni competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di competenza statale, i Ministeri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico, oltre al soggetto richiedente l'autorizzazione, ha luogo ai sensi degli articoli 14, 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.


7. Nell'ambito della Conferenza dei servizi di cui al comma 5, vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, nonchè il parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per gli impianti di competenza statale o delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente per quanto riguarda il monitoraggio ed il controllo degli impianti e delle emissioni nell'ambiente. In presenza di circostanze intervenute successivamente al rilascio dell'autorizzazione di cui al presente titolo, il sindaco, qualora lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può chiedere all'autorità competente di verificare la necessità di riesaminare l'autorizzazione rilasciata, ai sensi dell'articolo 29-octies.


8. Nell'ambito della Conferenza dei servizi, l'autorità competente può richiedere integrazioni alla documentazione, anche al fine di valutare la applicabilità di specifiche misure alternative o aggiuntive, indicando il termine massimo non superiore a novanta giorni per la presentazione della documentazione integrativa. In tal caso, il termine di cui al comma 9 resta sospeso fino alla presentazione della documentazione integrativa.


9. Salvo quanto diversamente concordato, la Conferenza dei servizi di cui al comma 5 deve concludersi entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine previsto dal comma 4 per la presentazione delle osservazioni.

10. L'autorità competente esprime le proprie determinazioni sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale comunque entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, ovvero, nel caso di cui al comma 8, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione è disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo.

11. Le autorizzazioni integrate ambientali, rilasciate ai sensi del presente decreto, sostituiscono ad ogni effetto le autorizzazioni riportate nell'elenco dell'allegato IX, secondo le modalità e gli effetti previsti dalle relative norme settoriali. In particolare le autorizzazioni integrate ambientali sostituiscono la comunicazione di cui all'articolo 216, ferma restando la possibilità di utilizzare successivamente le procedure semplificate previste dal capo V.

12. Ogni autorizzazione integrata ambientale deve includere le modalità previste dal presente decreto per la protezione dell'ambiente, nonchè l'indicazione delle autorizzazioni sostituite.

13. Copia dell'autorizzazione integrata ambientale e di qualsiasi suo successivo aggiornamento, è messa a disposizione del pubblico, presso l'ufficio di cui al comma 2. Presso il medesimo ufficio sono inoltre rese disponibili informazioni relative alla partecipazione del pubblico al procedimento. 

14. L'autorità competente può sottrarre all'accesso le informazioni, in particolare quelle relative agli impianti militari di produzione di esplosivi di cui al punto 4.6 dell'allegato VIII, qualora ciò si renda necessario per l'esigenza di salvaguardare ai sensi dell'articolo 24, comma 6, lettera a), della legge 7 agosto 1990, n. 241, e relative norme di attuazione, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale. L'autorità competente può inoltre sottrarre all'accesso informazioni non riguardanti le emissioni dell'impianto nell'ambiente, per ragioni di tutela della proprietà intellettuale o di riservatezza industriale, commerciale o personale.

15. In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell'impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, d'intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l'armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi l'autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 12, assicura il necessario coordinamento tra l'attuazione dell'accordo e la procedura di rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma i termini di cui al comma 10 sono raddoppiati.




Articolo 29-quater Procedura per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale

1.  Per gli impianti di competenza statale la domanda e’ presentata
all’autorita’ competente per mezzo di procedure telematiche, con il
formato e le modalita’ stabiliti con il decreto di cui all’articolo
29-duodecies, comma 2.
2.  L’autorita’ competente individua gli uffici presso i quali sono
depositati i documenti e gli atti inerenti il procedimento, al fine
della consultazione del pubblico.
3.  L’autorita’ competente, entro trenta giorni dal ricevimento
della domanda ovvero, in caso di  riesame ai sensi dell’articolo
29-octies, comma 4, contestualmente all’avvio del relativo
procedimento, comunica al gestore la data di avvio del procedimento
ai sensi dell’art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e la sede
degli uffici  di cui al comma 2. Entro il termine di quindici giorni
dalla data di ricevimento della comunicazione il gestore provvede a
sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione
provinciale o regionale, ovvero a diffusione nazionale nel caso di
progetti che ricadono nell’ambito della competenza dello Stato, di un
annuncio contenente l’indicazione della localizzazione dell’impianto
e del proprio nominativo, nonche’ gli uffici individuati ai sensi del
comma 2 ove e’ possibile prendere visione degli atti e trasmettere le
osservazioni. Tali forme di pubblicita’ tengono luogo delle
comunicazioni di cui all’articolo 7 ed ai commi 3 e 4 dell’articolo 8
della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le informazioni pubblicate dal
gestore ai sensi del presente comma sono altresi’ pubblicate
dall’autorita’ competente nel proprio sito web. E’ in ogni caso
garantita l’unicita’ della pubblicazione per gli impianti di cui al
titolo III della parte seconda del presente decreto.
4.  Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dell’annuncio di
cui al comma 3, i soggetti interessati possono presentare in forma
scritta, all’autorita’ competente, osservazioni sulla domanda.
5.  La convocazione da parte dell’autorita’ competente, ai fini del
rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, di apposita
conferenza di servizi, alla quale sono invitate le amministrazioni
competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di        
competenza statale, i Ministeri dell’interno, del lavoro e delle
politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico, oltre al
soggetto richiedente l’autorizzazione, ha luogo ai sensi degli
articoli 14, 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
7.  Nell’ambito della Conferenza dei servizi di cui al comma 5,
vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di cui agli articoli
216 e 217 del regio decreto  27 luglio 1934, n. 1265, nonche’ il
parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale per gli impianti di competenza statale o delle Agenzie
regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente per quanto
riguarda  il monitoraggio ed il controllo degli impianti e delle
emissioni nell’ambiente. In presenza di circostanze intervenute
successivamente al rilascio dell’autorizzazione di cui al presente
titolo, il sindaco, qualora lo  ritenga necessario nell’interesse
della salute pubblica, puo’ chiedere all’autorita’ competente di
verificare la necessita’ di riesaminare l’autorizzazione rilasciata,
ai sensi dell’articolo 29-octies.
8.  Nell’ambito della Conferenza dei servizi, l’autorita’ competente
puo’ richiedere integrazioni alla documentazione, anche al fine di valutare la applicabilita’ di specifiche misure alternative o aggiuntive, indicando il termine massimo non superiore a novanta giorni per la presentazione della documentazione integrativa. In tal  caso, il termine di cui al comma 9 resta sospeso fino alla  presentazione della documentazione integrativa.
9.  Salvo quanto diversamente concordato, la Conferenza dei servizi
di cui al comma 5 deve concludersi entro sessanta giorni dalla data
di scadenza del termine previsto dal comma 4 per la presentazione
delle osservazioni.
10.L’autorita’ competente esprime le proprie determinazioni sulla
domanda di autorizzazione integrata ambientale comunque entro
centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, ovvero, nel
caso di cui al comma 8, entro centottanta giorni dalla presentazione
della domanda. La tutela avverso il silenzio dell’Amministrazione e’
disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo.
11.Le autorizzazioni integrate ambientali, rilasciate ai sensi del
presente decreto, sostituiscono ad ogni effetto le autorizzazioni
riportate nell’elenco dell’allegato IX, secondo le modalita’ e gli
effetti previsti dalle relative norme settoriali. In particolare le
autorizzazioni integrate ambientali sostituiscono la comunicazione di
cui all’articolo 216, ferma restando la possibilita’ di utilizzare
successivamente le procedure semplificate previste dal capo V.
12.Ogni autorizzazione integrata ambientale deve includere le
modalita’ previste dal presente decreto per la protezione
dell’ambiente, nonche’ l’indicazione delle autorizzazioni sostituite.
13.Copia dell’autorizzazione integrata ambientale e di qualsiasi
suo successivo aggiornamento, e’ messa a disposizione del pubblico,
presso l’ufficio di cui al comma 2. Presso il medesimo ufficio sono
inoltre rese disponibili informazioni relative alla partecipazione
del pubblico al procedimento.
14.L’autorita’ competente puo’ sottrarre all’accesso le
informazioni, in particolare quelle relative agli impianti militari
di produzione di esplosivi di cui al punto 4.6 dell’allegato VIII,
qualora cio’ si renda necessario per l’esigenza di salvaguardare ai
sensi dell’articolo 24, comma 6, lettera a), della legge 7 agosto
1990, n. 241, e relative norme di attuazione, la sicurezza pubblica o
la difesa nazionale. L’autorita’ competente puo’ inoltre sottrarre
all’accesso informazioni non riguardanti le emissioni dell’impianto
nell’ambiente, per ragioni di tutela della proprieta’ intellettuale o
di riservatezza industriale, commerciale o personale.
15.In  considerazione del particolare e rilevante impatto
ambientale, della complessita’ e del preminente interesse nazionale
dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto,
possono essere conclusi, d’intesa tra lo Stato, le regioni, le
province e i comuni territorialmente competenti e i gestori,
specifici accordi, al fine di garantire, in conformita’ con gli
interessi fondamentali della collettivita’, l’armonizzazione tra lo
sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del
territorio e le strategie aziendali. In tali casi l’autorita’
competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 12,
assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e
la  procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. 
Nei casi disciplinati dal presente comma i termini di cui al comma
sono raddoppiati.))

Articolo 29-quinquies ((Indirizzi per garantire l’uniforme applicazione sul territorio nazionale

1.  Con uno o piu’ decreti del Presidente della Repubblica, su
proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e del
lavoro, della salute e delle politiche sociali e d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, possono essere emanati
indirizzi per garantire l’uniforme applicazione delle disposizioni
del presente titolo da parte delle autorita’ competenti.))

Articolo 29-sexies Autorizzazione integrata ambientale

1.  L’autorizzazione integrata ambientale rilasciata ai sensi del
presente decreto deve includere tutte le misure necessarie per
soddisfare i requisiti di cui agli articoli 6, comma 15, e
29-septies, al fine di conseguire un livello elevato di protezione
dell’ambiente nel suo complesso. L’autorizzazione integrata
ambientale di attivita’ regolamentate dal decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, contiene valori limite per le emissioni dirette
di gas serra, di cui all’allegato B del medesimo decreto, solo quando
cio’ risulti indispensabile per evitare un rilevante inquinamento
locale.

2.  In caso di nuovo impianto o di modifica sostanziale, se
sottoposti alla normativa in materia di valutazione d’impatto
ambientale, si applicano le disposizioni di  cui all’art. 10 del
presente decreto.

3.  L’autorizzazione integrata ambientale deve includere valori
limite di emissione fissati per le sostanze inquinanti, in
particolare quelle elencate nell’allegato X, che possono essere
emesse  dall’impianto interessato in quantita’ significativa, in
considerazione della loro natura, e delle loro potenzialita’ di
trasferimento dell’inquinamento da un elemento ambientale all’altro,
acqua, aria e suolo, nonche’ i valori limite ai sensi della vigente
normativa in materia di inquinamento acustico. I valori limite di
emissione fissati nelle autorizzazioni integrate non possono comunque
essere meno rigorosi di quelli fissati dalla normativa vigente nel
territorio in cui e’ ubicato l’impianto. Se necessario,
l’autorizzazione integrata ambientale contiene ulteriori disposizioni
che garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee,
le opportune disposizioni per la gestione dei rifiuti prodotti
dall’impianto e per la riduzione dell’inquinamento acustico. Se del
caso, i valori limite di emissione possono essere integrati o
sostituiti con parametri o misure tecniche equivalenti. Per gli
impianti di cui al punto 6.6 dell’allegato VIII, i valori limite di
emissione o i parametri o le misure tecniche equivalenti tengono
conto delle modalita’ pratiche adatte a tali categorie di impianti.

4.  Fatto salvo l’articolo 29-septies, i valori limite di emissione,
i parametri e le misure tecniche equivalenti di cui ai commi
precedenti fanno riferimento all’applicazione delle migliori tecniche
disponibili, senza l’obbligo di utilizzare una tecnica o una
tecnologia specifica, tenendo conto delle caratteristiche tecniche
dell’impianto in questione, della sua ubicazione geografica e delle
condizioni locali dell’ambiente. In tutti i casi, le condizioni di
autorizzazione prevedono disposizioni per ridurre al minimo
l’inquinamento a grande distanza o attraverso le frontiere e
garantiscono un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo
complesso.

5.  L’autorita’ competente rilascia l’autorizzazione integrata
ambientale osservando quanto specificato nell’articolo 29-bis, commi
1, 2 e 3. In mancanza delle linee guida di cui all’articolo 29-bis,
comma 1, l’autorita’ competente rilascia comunque l’autorizzazione
integrata ambientale tenendo conto di quanto previsto nell’allegato
XI.

6.  L’autorizzazione integrata ambientale contiene gli opportuni requisiti di controllo delle emissioni, che specificano, in conformita’ a quanto disposto dalla vigente normativa in materia ambientale e nel rispetto delle linee guida di cui all’articolo 29-bis, comma 1, la metodologia e la frequenza di misurazione, la relativa procedura di valutazione, nonche’ l’obbligo di comunicare all’autorita’ competente i dati necessari per verificarne la conformita’ alle condizioni di autorizzazione ambientale integrata ed all’autorita’ competente e ai comuni interessati i dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’autorizzazione integrata ambientale. Tra i requisiti di controllo, l’autorizzazione stabilisce in particolare, nel rispetto delle linee guida di cui all’articolo 29-bis, comma 1, e del decreto di cui all’articolo 33, comma 1, le modalita’ e la frequenza dei controlli programmati di cui all’articolo 29-decies, comma 3. Per gli impianti di cui al punto 6.6 dell’allegato VIII, quanto previsto dal presente comma puo’ tenere conto dei costi e benefici. Per gli impianti di competenza statale le comunicazioni di cui al presente comma sono trasmesse per il tramite dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

7.  L’autorizzazione integrata ambientale contiene le misure relative alle condizioni diverse da quelle di normale esercizio, in particolare per le fasi di avvio e di arresto dell’impianto, per le     emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti,  e per l’arresto definitivo dell’impianto.

8.  Per gli impianti assoggettati al decreto legislativo del 17 agosto 1999, n. 334, l’autorita’ competente ai sensi di tale decreto trasmette all’autorita’ competente per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale i provvedimenti adottati, le cui prescrizioni ai fini della sicurezza e della prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti sono riportate nella autorizzazione. In caso di decorrenza dei termine stabilito dall’articolo 29-quater, comma 10, senza che le suddette prescrizioni siano pervenute, l’autorita’ competente rilascia l’autorizzazione integrata ambientale e provvede ad integrarne il contenuto, una volta concluso il procedimento ai sensi del decreto legislativo del 17 agosto 1999, n.  334.

9.  L’autorizzazione integrata ambientale puo’ contenere altre condizioni specifiche ai fini del presente decreto, giudicate opportune dall’autorita’ competente. Le disposizioni di cui  al    successivo art. 29-nonies non si applicano alle modifiche necessarie per adeguare la funzionalita’ degli impianti alle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale.))

Articolo 29-septies  Migliori tecniche disponibili e norme di qualita’ ambientale

1.  Se, a seguito di una valutazione dell’autorita’ competente, che tenga conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti,  localizzati in una determinata area, misure piu’ rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualita’ ambientale, l’autorita’ competente puo’ prescrivere nelle autorizzazioni integrate ambientali misure supplementari particolari piu’ rigorose, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualita’ ambientale.

Articolo 29-octies  Rinnovo e riesame

1.  L’autorita’ competente rinnova ogni cinque anni l’autorizzazione integrata ambientale, o l’autorizzazione avente valore di autorizzazione integrata ambientale che non prevede un rinnovo periodico, confermando o aggiornando le relative condizioni, a partire dalla data di rilascio dell’autorizzazione. A tale fine, sei mesi prima della scadenza, il gestore invia all’autorita’ competente una domanda di rinnovo, corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni di cui all’articolo 29-ter, comma 1. Alla domanda si applica quanto previsto dall’articolo 29-ter, comma

3.  L’autorita’ competente si esprime nei successivi centocinquanta giorni con la procedura prevista dall’articolo 29-quater, commi da 5 a 9. Fino alla pronuncia dell’autorita’ competente, il gestore continua l’attivita’ sulla base della precedente autorizzazione.

     2. Nel caso di un impianto che, all’atto del rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 29-    quater, risulti registrato ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, il rinnovo di cui al comma 1 e’ effettuato ogni otto anni. Se la registrazione ai sensi del predetto regolamento e’ successiva  all’autorizzazione di cui all’articolo 29-quater, il rinnovo di detta autorizzazione e’ effettuato ogni otto anni a partire dal primo successivo rinnovo.

3.  Nel caso di un impianto che, all’atto del rilascio dell’autorizzazione   di cui all’articolo 29-quater, risulti certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001, il rinnovo di cui al comma 1 e’ effettuato ogni sei anni. Se la certificazione ai sensi della predetta norma e’ successiva all’autorizzazione di cui all’articolo 29-quater, il rinnovo di detta autorizzazione e’ effettuato ogni sei anni a partire dal primo successivo rinnovo.

4.  Il riesame e’ effettuato dall’autorita’ competente, anche su proposta delle amministrazioni competenti in  materia ambientale,  comunque quando:

a)  l’inquinamento provocato dall’impianto e’ tale da rendere necessaria la revisione dei valori limite di emissione fissati nell’autorizzazione o l’inserimento in quest’ultima di nuovi valori limite;
    
b) le migliori tecniche disponibili hanno subito modifiche sostanziali, che consentono una   notevole riduzione delle emissioni  senza imporre costi eccessivi;
    
c)   la sicurezza di esercizio del processo o dell’attivita’ richiede l’impiego di altre tecniche;
    
d)   nuove disposizioni legislative comunitarie o nazionali lo esigono.

5.  In caso di rinnovo o di riesame dell’autorizzazione, l’autorita’ competente puo’ consentire deroghe temporanee ai requisiti ivi fissati ai sensi dell’articolo 29-sexies, comma 4, se un piano di ammodernamento da essa approvato assicura il rispetto di detti  requisiti entro un termine di sei mesi, e se il progetto determina  una riduzione dell’inquinamento.

6.  Per gli impianti  di cui al punto 6.6 dell’allegato VIII, il rinnovo di cui al comma 1 e’ effettuato ogni dieci anni.

Articolo 29-nonies ((Modifica degli impianti o variazione del gestore

1.  Il gestore comunica all’autorita’ competente le modifiche progettate dell’impianto, come definite dall’articolo 5, comma 1, lettera l). L’autorita’ competente, ove lo ritenga necessario, aggiorna l’autorizzazione integrata ambientale o le  relative condizioni, ovvero, se rileva che le modifiche progettate sono sostanziali ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera l-bis), ne da’ notizia al gestore entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione ai fini degli adempimenti di cui al comma 2 de presente articolo. Decorso tale termine, il gestore puo’ procedere alla realizzazione delle modifiche comunicate.


2.  Nel caso in cui le modifiche progettate, ad avviso del gestore o a seguito della comunicazione  di cui al comma 1, risultino sostanziali, il gestore invia all’autorita’    competente una nuova domanda di autorizzazione corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni di cui all’articolo 29-ter, commi 1 e 2. Si applica quanto previsto dagli articoli 29-ter e 29-quater in  quanto compatibile.

          3.  Agli aggiornamenti delle autorizzazioni o delle relative prescrizioni di cui al comma 1 e alle autorizzazioni rilasciate ai sensi del comma 2 si applica il disposto dell’articolo 29-octies, comma 5, e dell’articolo 29-quater, comma 15.

         4. Nel caso in cui intervengano variazioni nella titolarita’ della  gestione dell’impianto, il vecchio gestore e il nuovo gestore ne  danno comunicazione entro trenta  giorni all’autorita’ competente,  anche nelle forme dell’autocertificazione.))

Articolo 29-decies  Rispetto delle condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale


1.  Il gestore, prima di dare attuazione a quanto  previsto dall’autorizzazione integrata ambientale, ne da’ comunicazione all’autorita’ competente.((Per gli impianti localizzati in mare, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale esegue  i controlli di cui al comma 3, coordinandosi con gli uffici di vigilanza del Ministero dello sviluppo economico.

2.  A far data dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, il gestore trasmette all’autorita’ competente e ai comuni interessati i dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’autorizzazione integrata ambientale, secondo modalita’ e frequenze stabilite nell’autorizzazione stessa. L’autorita competente provvede a mettere tali dati a disposizione del pubblico tramite gli uffici individuati ai sensi dell’articolo 29-quater, comma 3.

3.  L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per impianti di competenza statale, o le agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, negli altri casi, accertano, secondo quanto previsto e programmato nell’autorizzazione  ai sensi dell’articolo 29-sexies, comma 6 e con oneri a carico del  gestore:

a)  il rispetto delle condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale;

b)  la regolarita’ dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarita’ delle misure e dei  dispositivi di prevenzione dell’inquinamento nonche’ al rispetto dei valori limite di emissione;

c)  che  il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l’autorita’  competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che  influiscano in modo significativo sull’ambiente, tempestivamente dei  risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto.

4.  Ferme restando le misure di controllo di cui al comma 3, l’autorita’ competente, nell’ambito delle disponibilita’ finanziarie  del proprio bilancio destinate allo scopo, puo’ disporre ispezioni straordinarie sugli impianti autorizzati ai sensi del presente decreto
.
5.  Al fine di consentire le attivita’ di cui ai commi 3 e 4, il gestore deve fornire tutta l’assistenza necessaria per lo svolgimento  di qualsiasi verifica tecnica relativa all’impianto, per prelevare  campioni e per raccogliere qualsiasi informazione necessaria ai fini del presente decreto.

6.  Gli esiti dei controlli e delle ispezioni sono comunicati all’autorita’ competente ed al gestore indicando le situazioni di  mancato rispetto delle prescrizioni di cui al comma 3, lettere a), b)e c), e proponendo le misure da adottare.

7.  Ogni organo che svolge attivita’ di vigilanza, controllo, ispezione e monitoraggio su impianti che svolgono attivita’ di cui agli allegati VIII e XII, e che abbia acquisito informazioni in materia ambientale rilevanti ai fini dell’applicazione del presente decreto, comunica tali informazioni, ivi comprese le eventuali notizie di reato, anche all’autorita’ competente.

8.  I risultati del controllo delle emissioni, richiesti dalle condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale e in possesso  dell’autorita’ competente, devono essere messi a disposizione del  pubblico, tramite l’ufficio individuato all’articolo 29-quater, comma  3, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 195. 

9.  In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l’autorita’ competente procede secondo la gravita’ delle infrazioni:
a)  alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarita’;
b)  alla diffida e contestuale sospensione dell’attivita’ autorizzata per un tempo determinato, ove si’ manifestino situazioni  di pericolo per l’ambiente;
c)  alla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell’impianto, in caso di mancato adeguamento alle  prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni  che determinino situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente.     
10. 
         In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, l’autorita’ competente, ove si manifestino situazioni di pericolo o  di danno per la salute, ne da’ comunicazione al sindaco ai fini  dell’assunzione delle eventuali misure ai sensi dell’articolo 217 del  regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

11. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale esegue i controlli di cui al comma 3 anche avvalendosi delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente territorialmente competenti, nel rispetto di quanto disposto all’articolo 03, comm 5, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61.

Articolo 29-undecies Inventario delle principali emissioni e loro fonti

1. I gestori  degli impianti di cui allallegato VIII trasmettono allautorita competente e al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, per il tramite dellIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, entro il 30 aprile di ogni anno, i dati caratteristici relativi alle emissioni in aria, acqua e suolo dellanno precedente.

2. Con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare, in conformita a quanto previsto dalla Commissione  europea, sentita la Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono apportate modifiche ai dati e al formato della comunicazione di cui al decreto dello stesso Ministro 23 novembre 2001, attuativo dellarticolo 10, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372.  3. LIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale elabora i dati di cui al comma 1 e li trasmette allautoritacompetente e al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare anche per linvio alla Commissione europea.  4. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare e lIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale assicurano, nel rispetto del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  195, laccesso del pubblico ai dati di cui al comma 1 e alle successive elaborazioni.))

Articolo 29-duodecies Comunicazioni

1. Le autorita competenti comunicano al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, con cadenza annuale, i dati concernenti le domande ricevute, le autorizzazioni rilasciate ed i successivi aggiornamenti, dintesa con la Conferenza unificata istituita ai  sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonche un rapporto sulle situazioni di mancato rispetto delle prescrizioni della autorizzazione integrata ambientale. 
2. Le domande relative agli impianti di competenza statale di cui allarticolo 29-quater, comma 1, i dati di cui al comma 1 del presente articolo e quelli di cui ai commi 6 e 7 dellarticolo 29-decies, sono trasmessi al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, per il tramite dellIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, secondo il formato e le modalita di cui al decreto dello stesso Ministro 7 febbraio 2007.))

Articolo 29-terdecies Scambio di informazioni

1. Le autorita competenti trasmettono al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, per il tramite dellIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale , ogni tre anni, entro il 30 aprile, una comunicazione relativa allapplicazione del presente titolo, ed in particolare ai valori limite di emissione applicati agli impianti di cui allallegato VIII e alle migliori tecniche disponibili su cui detti valori si basano, sulla base dellapposito formulario adottato con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare del 24 luglio 2009.

2. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare predispone e invia alla Commissione europea una relazione sullattuazione della direttiva 2008/1/CE e sulla sua efficacia rispetto ad altri strumenti comunitari di protezione dellambiente, sulla base del questionario, stabilito con decisione 2006/194/UE del 2 marzo  2006 della Commissione europea, e successive modificazioni, redatto a norma degli articoli 5 e 6 della direttiva 91/692/CEE. 

3. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, di intesa con il Ministero dello sviluppo economico, con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministero della salute e con la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvede ad assicurare la partecipazione dellItalia allo scambio di informazioni organizzato dalla Commissione europea relativamente alle migliori tecniche disponibili e al loro sviluppo, nonche alle relative prescrizioni in materia di controllo, e a rendere accessibili i risultati di tale scambio di  informazioni. Le modalita di tale partecipazione, in particolare, dovranno consentire il coinvolgimento delle autoritacompetenti in tutte le fasi ascendenti dello scambio di informazioni.  Le attivita di cui al presente comma sono svolte di intesa con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali limitatamente alle attivita di cui al punto 6.6 dellallegato VIII. 

4. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, provvede a garantire la sistematica informazione del pubblico sullo stato di avanzamento dei lavori relativi allo scambio di informazioni di cui al comma 3 e adotta dintesa con la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 modalita di scambio di informazioni tra le autoritacompetenti, al fine di promuovere una piu ampia conoscenza sulle migliori tecniche disponibili e sul loro sviluppo.

Articolo 29-quattuordecies Sanzioni

1. Chiunque esercita una delle attivita di cui allallegato VIII senza essere in possesso dellautorizzazione integrata ambientale o dopo che la stessa sia stata sospesa o revocata e punito con la pena dellarresto fino  ad un anno o con lammenda da 2.500 euro a 26.000 euro.

2. Salvo che il fatto costituisca piu grave reato, si applica la sola pena dellammenda da 5.000 euro a 26.000 euro nei confronti di colui che pur essendo in possesso dellautorizzazione integrata ambientale non ne osserva le prescrizioni o quelle imposte dallautorita competente.

3. Chiunque esercita una delle attivita di cui allallegato VIII dopo lordine di chiusura dellimpianto e punito con la pena dellarresto da sei mesi a due anni o con lammenda da 5.000 euro a 52.000 euro.

4. E punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 52.000 euro il gestore che omette di trasmettere allautoritacompetente la comunicazione prevista dallarticolo 29-decies, comma 1.

5. E punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 11.000 euro il gestore che omette di comunicare allautoritacompetente e ai comuni interessati i dati relativi alle misurazioni delle emissioni di cui allarticolo 29-decies, comma 2.

6. E punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 26.000 euro il gestore che, senza giustificato e documentato motivo, omette di presentare, nel termine stabilito dallautorita competente, la documentazione integrativa prevista dallarticolo 29-quater, comma 8. 

7. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica il pagamento in misura ridotta di cui allarticolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 

8. Le sanzioni sono irrogate dal prefetto per gli impianti di competenza statale e dallautorita competente per gli altri impianti.

9. Le somme derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo sono versate allentrata dei bilanci delle autorita competenti.


10. Per gli impianti rientranti nel campo di applicazione del presente titolo, dalla data di rilascio dellautorizzazione integrata ambientale, non si applicano le sanzioni, previste da norme di settore, relative a fattispecie oggetto del presente articolo

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