CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



sabato 11 ottobre 2014

ARPA LAZIO, ALLA GUIDA ARRIVA MARCO LUPO, UOMO DI FIDUCIA DELLA PRESTIGIACOMO

ARPA LAZIO, ALLA GUIDA ARRIVA MARCO LUPO, UOMO DI FIDUCIA DELLA PRESTIGIACOMO


Dal 2001 al fianco dell'ex ministro, poi in mezzo di una contestata nomina alla direzione tutela per l'Ambiente - tra annullamenti e ricorsi - Lupo ha lavorato sia per Lombardo che per Crocetta. Ora chiamato a Roma dal Pd del governatore Zingaretti





In omaggio alle larghe intese il Pd di Nicola Zingaretti nomina ai vertici dell’Arpa l’uomo di fiducia di Stefania PrestigiacomoMarco Lupo da ieri è il nuovo direttore generale dell’Arpa – Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio. Lupo, esponente di spicco del centrodestra, è dunque il prescelto per collaborare al fianco di una giunta di centrosinistra.
I legami professionali tra Marco Lupo e l’ex ministro dell’Ambiente risalgono al 2001. Amico di vecchia data e siracusano come lei, diventa consulente alle Pari opportunità quando l’ex deputata di Forza Italia viene nominata Ministro nel terzo governo Berlusconi. E con lei si sposta, nel 2008, quando è a capo del ministero dell’Ambiente. All’ombra della Prestigiacomo fino a quel momento, Lupo nel 2009 tenta il salto di qualità: per lui, la sua concittadina prepara la poltrona più alta della “direzione tutela per l’Ambiente”. Scelta contestata dalla Corte dei Conti che annulla la nomina: Lupo non è in possesso dei requisiti richiesti per un incarico così importante. Ma ad agosto dello stesso anno, Prestigiacomo ripropone Lupo direttore generale. Questa volta la corte dei Conti accetta, permettendo a Lupo di ritornare a sedersi sulla poltrona. Per poco tempo. Il consulente dell’ex ministro viene nuovamente rimosso dall’incarico perché una sentenza del Tar si esprime su ricorso di alcuni suoi colleghi che avevano impugnato la nomina.  
Lupo non perde la speranze e a novembre, con il governo Berlusconi agli sgoccioli, gli viene conferito un alto incarico dirigenziale senza specificarne il ruolo. Sarà il successore di Berlusconi, Mario Monti a specificarlo, nominandolo: “Soggetto attuatore per fronteggiare l’emergenza in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde, dei sedimenti inquinanti, nonché di tutela delle acque superficiali e sotterranee dei cicli di depurazione della Regione Sicilia”. In altre parole, tutto quello che riguarda la tutela ambientale in Sicilia, passa dalle sue mani. Lupo ritorna nella sua regione, a Palermo, accolto a braccia aperte dall’ex Governatore Lombardocon il quale collabora per poco tempo. Lombardo è costretto a dimettersi da Presidente della regione per la vicenda che lo vede indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma per Lupo nessun problema con il cambio di colore politico del nuovo governo siciliano. RosarioCrocetta non solo lo riconferma ma, pochi mesi dopo la sua elezione – aprile 2013 – lo nomina commissario regionale per l’emergenza rifiuti. Incarico che Lupo ha svolto fino al 24 settembrescorso. Sono passate appena due settimane e Lupo risale la penisola un’altra volta. Dalla Sicilia torna a Roma, per ricoprire l’incarico di Direttore generale dell’Arpa Lazio, al fianco, questa volta, di Nicola Zingaretti. “Dovrebbe spiegare  - dice Angelo Bonelli, portavoce nazionale dei Verdi – le ragioni che l’hanno spinto a questa scelta”. 






M5s: "Gestione rifiuti, dirigente sostituisce se stesso"


PALERMO - I Deputati del M5s alla Camera Hanno sollevato ONU Nuovo Strano Caso in Sicilia. "Sulla Gestione dei Rifiuti nell'Isola - DICONO in UNA Interrogazione al Presidente del Consiglio -. Marco Lupo succede a se Stesso 'romana' L'Ordinanza emanata Dal Dipartimento della Protezione Civile nia Giorni scorsi per disciplinare la multa della Gestione commissariale dei Rifiuti nell 'Isola, stabilisce il Che Sarà, Il Direttore del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione, Marco Lupo, a sostituire il commissario per l'Emergenza Rifiuti, Marco Lupo. SARA, quindi, Ancora a la stessa Persona a gestire operativamente a la contabilita Speciale per ALTRI 12 Mesi , salvo ulteriori proroghe possibi ea provvedere all'ultimazione degli Interventi in corso, avvalendosi Ancora della possibilita di operare in deroga a numerosi Articoli del Codice dei Contratti ". Claudia Mannino, prima firmataria dell'interrogazione, interviene also Silla Gestione delle bonifiche Ambientali: " Notizie di stampa - afferma - riportano di progetti di Costituzione Di Una 'commissione di Indagine Parlamentare per i Fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche. Prima, però, sarebbe bene Che il Governo, e in Particolare la Presidenza del Consiglio, desse Una risposta alle Nostre Interrogazioni parlamentari sul Sin di Gela e riflettesse bene sul Modo in cui i Governi Precedenti Hanno provveduto a CHIUDERE Gli staticamente di Emergenza e le diverse gestioni commissariali, SIA relativa alla bonifiche Che allo smaltimento rifiuti "


http://www.lasiciliaweb.it/articolo/114946/politica/m5s-gestione-

rifiuti-dirigente-sostituisce-se-stesso







INTERROGAZIONE ALLA CAMERA: NEGATA LA TRASPARENZA"Gestione emergenza 


rifiuti in Sicilia 


M5S: “Lupo succede a se stesso”



Marco Lupo dirigente regione dipartimento rifiuti
Marco Lupo, succede a se stesso. L’ordinanza “romana” emanata dal Dipartimento della Protezione civile per disciplinare la fine della gestione commissariale dei rifiuti in Sicilia, stabilisce che sarà il direttore del dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana,Marco Lupo, a sostituire il commissario per l’emergenza rifiuti, lo stesso Lupo. Una decisione che che fa insorgere il Movimento 5 Stelle che presenta sull’argomento un’interrogazione alla Camera, la prima firmataria è la deputata siciliana Claudia Mannino.
Sarà, quindi, ancora la stessa persona a gestire operativamente la contabilità speciale per altri 12 mesi, salvo ulteriori possibili proroghe e a provvedere all’ultimazione degli interventi in corso, avvalendosi ancora della possibilità di operare in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti.
Una decisione che appare inaccettabile ai deputati del Movimento 5 Stelle alla Camera che con l’interrogazione al presidente del Consiglio intendono sapere “se ritenga davvero che sia questo il modo di ‘cambiare direzione’ e di assicurare una ordinata e trasparente chiusura della gestione commissariale dei rifiuti per la quale, così come per quella relativa all’emergenza in materia di bonifica e risanamento ambientale,  non è stato ancora pubblicato il rendiconto relativo con l’indicazione di tutte le entrate e tutte le spese riguardanti la dichiarazione dello stato di emergenza”.
“Non solo – afferma la deputata Mannino – la stessa ordinanza solleva il direttore Marco Lupo dall’obbligo di trasmettere, ogni 6 mesi, una relazione sulle proprie attività, e non prevede alcun meccanismo per accertare e verificare la regolarità, l’efficacia e l’efficienza dell’azione che verrà portata avanti dalla Regione sotto il coordinamento dello stesso Lupo per fronteggiare e, auspicabilmente, risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia”.
La deputata interviene anche sulla gestione delle bonifiche ambientali. “Notizie di stampa – afferma Claudia Mannino – riportano di progetti di costituzione di una “commissione di indagine parlamentare” per i fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche ambientali. Prima, però, sarebbe bene che il governo, e in particolare la presidenza del Consiglio, desse una risposta alle nostre interrogazioni parlamentari sul Sin di Gela e riflettesse bene sul modo in cui i governi precedenti hanno provveduto a chiudere gli stati di emergenza e le diverse gestioni commissariali, sia relative alla bonifiche che allo smaltimento rifiuti”.
“Va ricordato – conclude la Mannino – che rispetto agli obblighi, in materia di trasparenza e di corretta rendicontazione delle attività svolte e dei fondi utilizzati dalle strutture commissariali, è stata depositata in commissione Ambiente alla Camera, una risoluzione con la quale chiediamo al Governo di vigilare molto attentamente e di dare conto ai cittadini delle attività che le strutture commissariali e quelle regionali, che sono subentrate dal gennaio 2013, devono condurre”.

http://palermo.blogsicilia.it/gestione-emergenza-rifiuti-in-sicilia-m5s-lupo-succede-a-se-stesso/245539/


Rifiuti & appalti: Marco Lupo sostituisce Marco Lupo…




ABBIAMO TORTO A SCRIVERE DA MESI CHE QUESTO SIGNORE, CHE NON SI CAPISCE A CHI RISPONDA, E’ UNO DEGLI UOMINI PIU’ POTENTI DELLA SICILIA? SU DI LUI E SULLE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO CHE HA GESTITO E GESTISCE PUNTANO IL DITO I PARLAMENTARI NAZIONALI DEL MOVIMENTO 5 STELLE. CHE CHIEDONO ‘LUMI’ ANCHE SULLE BONIFICHE DEI SITI INQUINATI DELL’ISOLA



In Sicilia sugli appalti per centinaia di milioni di euro non si babbia. Al massimo, se bisogna sostituire qualcuno si fa ricorso a un sosia. Quello che sta succedendo con con l’Appaltolandia sui rifiuti. Dove, il Governo nazionale, per sostituire chi ha gestito fino ad ora tutto, avrebbe trovato il suo sosia.
sosia
Ma è un sosia o la stessa persona? Leggendo l’interrogazione presentata dai parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle sembrerebbe di un personaggio potrebbe essere stato chiamato a sostituire stesso.

“Gestione rifiuti in Sicilia, punto a capo – scrivono i parlamentari nazionali grillni -: Marco Lupo, succede a se stesso. L’ordinanza ‘romana’ emanata dal Dipartimento della Protezione Civile nei giorni scorsi per disciplinare la fine della gestione commissariale dei rifiuti in Sicilia stabilisce che sarà il direttore del dipartimento Acque e Rifiuti della Regione,Marco Lupo, a sostituire il commissario per l’emergenza rifiuti, Marco Lupo. Sarà, quindi, ancora la stessa persona a gestire operativamente la contabilità speciale per altri 12 mesi, salvo ulteriori possibili proroghe e a provvedere all’ultimazione degli interventi in corso, avvalendosi ancora della possibilità di operare in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti”.
Una decisione che appare inaccettabile ai deputati del Movimento 5 Stelle 
claudia mannino
alla Camera, che hanno sollevato il problema con un’interrogazione al presidente del Consiglio per sapere se ritenga davvero che sia questo il modo di “cambiare direzione” e di assicurare una’ordinata e trasparente chiusura della gestione commissariale dei rifiuti per la quale – così come per quella relativa all’emergenza in materia di bonifica e risanamento ambientale – non è stato ancora pubblicato il rendiconto relativo con l’indicazione di tutte le entrate e tutte le spese riguardanti la dichiarazione dello stato di emergenza.

Ma c’è di più. Spiega la deputata nazionale Claudia Mannino (foto sopra, a destra), prima firmataria dell’interrogazione: “La stessa ordinanza solleva il direttore Marco Lupo dall’obbligo di trasmettere, ogni 6 mesi, una relazione sulle proprie attività, e non prevede alcun meccanismo per accertare e verificare la regolarità, l’efficacia e l’efficienza dell’azione che verrà portata avanti dalla Regione sotto il coordinamento dello stesso Lupo per fronteggiare e, auspicabilmente, risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia”.
rifiuti
Insomma, Marco Lupo, già vicino all’ex Ministro Stefania Prestigiacomo, poi ‘varolizzato’ in Sicilia dall’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e confermato dall’attuale Governo regionale di Rosario Crocetta se la canta e se la suona on la ‘benedizione’ di Roma.

Fine delle anomalie? Ma quando mai. “Notizie di stampa – aggiunge Claudia Mannino - riportano di progetti di costituzione di una ‘commissione di indagine parlamentare’ per i fondi erogati alla Sicilia per le bonifiche ambientali. Prima, però, sarebbe bene che il Governo, e in particolare la presidenza del Consiglio, desse una risposta alle nostre interrogazioni parlamentari sul SIN di Gela e riflettesse bene sul modo in cui i governi precedenti hanno provveduto a chiudere gli stati di emergenza e le diverse gestioni commissariali, sia relative alla bonifiche che allo smaltimento rifiuti”.
La parlamentare nazionale siciliana solleva un tema delicatissimo: quello delle bonifiche delle aree siciliane. Sono centinaia di milioni di euro stanziati, in parte non utilizzati (come nel caso della rada di Augusta), in parte utilizzati non si sa come (è il caso di Gela dove la chimica inquina e massacra il territorio da oltre cinquant’anni).
“Va ricordato – conclude la Mannino – che rispetto agli obblighi, in materia di trasparenza e di corretta rendicontazione delle attività svolte e dei fondi utilizzati dalle strutture commissariali, è stata depositata in commissione Ambiente alla Camera una risoluzione con la quale chiediamo al Governo di vigilare molto attentamente e di dare conto ai cittadini delle attività che le strutture commissariali e quelle regionali, che sono subentrate dal gennaio 2013, devono condurre”.



http://www.linksicilia.it/2014/03/rifiuti-appalti-marco-lupo-sostituisce-marco-lupo/



02 ago 2013  



Marco Lupo, il domineddio dell’immondizia siciliana



Il parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Ciaccio, ha ragione da vendere. Aggiungiamo alcuni particolari che rendono più completo il quadro della situazione. Intanto non è vero che il Piano dei rifiuti approvato dal passato Governo regionale di Raffaele Lombardo e dal passato Governo nazionale di Mario Monti non prevede il ricorso ai termovalorizzatori. Basta andarsi a rileggere i giornali dell’estate dello scorso anno per scoprire che non solo si parlava di termovalorizzatore, ma anche di bruciare i rifiuti nei forni delle cementerie siciliane.
rifiuti 2
Questo accordo, un anno fa, ha destato stupore perché l’allora presidente Lombardo, per quattro anni, si era ‘pappariato’ dicendo di essere contro i termovalorizzatori e bla bla bla. Lombardo si vantava di avere bloccato un grande affare, con riferimento ai quattro termovalorizzatori previsti dal Governo regionale di Totò Cuffaro. Poi, con una disinvoltura pari solo alla sua faccia tosta, ha cambiato opinione e si è convertito al termovalorizzatore. Guarda caso – così almeno si racconta – grazie alla ‘scienza’ di Marco Lupo (foto a sinistra, tratta da canicattiweb).

Siamo arrivati al personaggio centrale di questa storia, il già citato Marco Lupo, già vicino all’ex Ministra all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, esponente di spicco del Pdl. Un personaggio, Marco Lupo, intruppato dal Governo Lombardo nell’amministrazione regionale in accordo con ‘pezzi’ del Pdl. E fino ad oggi confermato dal Governo di Rosario Crocetta. In perfetta continuità con il Governo Lombardo con una parte del Pdl con la quale l’attuale presidente della Regione tratta e ‘chiude’ operazioni.
Oggi Crocetta non parla di questi argomenti che lo portano vicino ad ambienti del Pdl. Oggi il presidente ha trovato il modo di ‘antimafieggiare’ con la storia dei terreni dell’Esa. Un peccato, Avrebbe potuto spiegare, ad esempio, come mai ha confermato Marco Lupo in posti chiave dell’amministrazione regionale. Il presidente della Regione dovrebbe spiegare, ancora, perché ha consentito a Marco Lupo di esautorare la Protezione civile regionale dalla gestione della discarica di Bellolampo.
Oggi Marco Lupo ricopre un incarico che definire importante è poco: è il commissario di Bellolampo ed è, soprattutto, il commissario – udite! udite! – di tutti gli impianti che riguardano il trattamento dei rifiuti.
In pratica, questo personaggio che vive nell’ombra è il ‘garante’ di tutte le più grosse ‘operazioni’ messe in campo in Sicilia in materia di rifiuti. Per capirci, parliamo di centinaia e centinaia di milioni di euro. Affari a nove zeri!
Ciaccio dice che a Bellolampo Lupo ha in programma di realizzare un termovalorizzatore? Può darsi che abbia ragione. A noi risulta che a Bellolampo Lupo e la sua ‘band’ starebbero realizzando un impianto di trattamento dei rifiuti: che è qualcosa di diverso – ma di non meno costoso – di un termovalorizzatore. Non è da escludere, però, che il comitato di affari che sovraintende in Sicilia alla gestione dei rifiuti abbia cambiato impianto.
A noi, invece, risulta che l’impianto in corso di realizzazione a Bellolampo dovrebbe somigliare a quello realizzato a Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina. A noi risulta che starebbero ‘appattando’ le carte per far realizzare l’impianto a due imprese che hanno lavorato nel Messinese: la Tirreno Ambiente e la Cesaro.
A nostro avviso, è anche di queste cose che dovrebbe parlare il presidente Crocetta. Facendo luce su tutti gli appalti che girano intorno al mondo dei rifiuti
Rosario Crocetta, foto di Gabriele Bonafede
Rosario Crocetta, foto di Gabriele Bonafede
Per completezza di cronaca, va anche ricordato che, in Sicilia, ci sono anche gli interessi che ruotano attorno alle discariche. Anzi, interessi che vorrebbero lasciare la Sicilia in balìa delle discariche. Interessi contro i quali, giustamente, si è scagliato l’assessore regionale, Nicolò Marino. Sarebbe interessante capire chi è che, al di là dell’antimafia di facciata e delle chiacchiere, in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fa gli interessi dei cittadini siciliani e non dei comitati di affari. Su questo, lo ripetiamo, il presidente Crocetta dovrebbe fare chiarezza.

http://www.linksicilia.it/2013/08/marco-lupo-il-domineddio-dellimmondizia-siciliana/




SEMPRE GLI STESSI NOMI… – SICILIA, LE NOMINE REGIONALI: Anna Corsello al Cas sostituisce GAETANO SCIACCA, FRANCESCO POLI all’ASP di Messina, Sirna è il nuovo commissario dell’Asp di Catania

Riunione di giunta ieri sera presieduta da Raffaele Lombardo che ha proceduto ad alcune nomine, di cui era già circolata voce, a cominciare da quelle relative alle Asp di Messina e Catania che non avendo rispettato i budget prefissati e concordati con l’Assessorato Sanità sono finiti sotto la scure del commissariamento. Il dott. Francesco Poli guiderà l’Asp di Messina e per lui sarà un ritorno nella città dello Stretto che conosce molto bene avendo ricoperto l’incarico di manager nella stessa Asp per diversi anni quando la denominazione era Asl (Azienda sanitaria locale); Gaetano Sirna già direttore generale dell’ospedale Papardo e poi direttore sanitario dell’ospedale di Taormina è il nuovo commissario dell’Asp di Catania. Cambio anche al Consorzio autostrade retto provvisoriamente da alcuni mesi dall’ingegnere Gaetano Sciacca. Il timone dell’ente di contrada Scoppo passa alla dottoressa Anna Corsello già capo di gabinetto dell’assessorato regionale lavoro e attualmente coordinatrice degli uffici provinciali del lavoro e commissaria alla Multiservizi: funzionaria di grande esperienza che gode di alta considerazione nell’amministrazione regionale. Una scelta che viene valutata come importante segnale della volontà di rilancio del Consorzio autostradale. da GDS 

http://www.stampalibera.it/2011/09/sempre-gli-stessi-nomi-sicilia-le-nomine-regionali-anna-corsello-al-cas-sostituisce-gaetano-sciacca-francesco-poli-allasp-di-messina-sirna-e-il-nuovo-commissario-dellasp-di-catania/


Anna Rosa Corsello sostituisce Albert
Ma in giunta si parla di patto di stabilità

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Sarà Anna Rosa Corsello la dirigente regionale che sostituirà Ludovico Albert, il direttore generale del Dipartimento della Formazione professionale della Regione siciliana che si è dimesso una decina di giorni fa. Così lui stesso ha dichiarato in un’intervista a BlogSicilia in cui confermava i rumors sulla sua decisione di lasciare l’incarico dove era stato portato dall’ex assessore regionale Mario Centorrino e voluto dallo stesso governatore Lombardo. “Lunedì prossimo – aveva comunque assicurato Albert – come da contratto sarò a Palermo perché devo dare tre mesi di preavviso”.
Un preavviso di cui oggi la giunta regionale – dopo il piccolo giallo sulle dimissioni che l’assessore alla Formazione, Accursio Gallo sosteneva di non aver ricevuto “non era una lettera formale di dimissioni ma la disponibilità a rimettere il mandato” - potrebbe decidere di fare a meno. Alle 17 è convocata la riunione del governatore dimissionario Raffaele Lombardo con gli uomini della giunta che dovrebbe formalizzare la sostituzione di Albert. Al suo posto la dirigente dell’Ispettorato regionale al Lavoro.
Ma all’ordine del giorno dei lavori, gli assessori hanno posto anche il tema del patto di stabilità: da quando l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha bloccato ogni spesa per rispettare il residuo dei fondi disponibili nel bilancio della Regione per non violare il patto di stabilità, gli assessorati sono del tutto bloccati. Al turismo è rimasto impigliato nelle maglie del patto di stabilità anche il cartellone del Circuito del Mito (fermo anche per questioni burocratiche, leggi qui) e al teatro Vittorio Emanuele di Messina tardano ad essere accreditati gli stipendi.
Sul monte complessivo di 5 miliardi 195 milioni di euro da spendere nel corso del 2012 sono rimasti disponibili 1 miliardo e 81 milioni di cui 600 milioni di euro servono a coprire gli stipendi del personale da qui a fine anno. Si capisce bene come la spesa sia imbrigliata. Ma gli assessori non ci stanno e all’interno della giunta la discussione con l’assessore all’Economia, Gaetano Armao che ha messo il lucchetto alle casse della Regione promette di essere accesissima.
Fra  più “battaglieri” c’è l’assessore regionale agli Enti locali che in tema di tagli e spending review annuncia: “Rinuncerò a spendere il residuo di 42 mila euro a disposizione del mio assessorato per la nomina di consulenti. Sono un tecnico faccio da me. Così come ho disposto che il fondo di 20 mila euro per le missioni di un assessore che deve rimanere in carica per altri 40 giorni vengano “dirottati” ai componenti del mio staff liberando quindi le risorse destinate a loro. Fondi che rimando indietro all’Economia ma sul patto di stabilità dovremo trovare una soluzione” dice Vernuccio che in cassa come disponibilità per il funzionamento per il suo ufficio di gabinetto si trova la somma di 869 euro.
Economie di spesa, dunque, all’esame della giunta ma anche tagli. Sul tavolo del dibattito anche il provvedimento della giunta sulla spending review. Sempre Vernuccio annuncia: “Prima di discutere della parte relativa al personale, però, devo chiudere la concertazione con i sindacati. Entro fine mese ci riuniremo di nuovo. Il mio piano è chiaro: ridimensioniamo la pianta organica senza effettuare alcun taglio. Per cui, ad esempio: se di funzionari in pianta organica ne sono previsti 2400 noi opereremo un taglio a 1810 dirigenti, tanti quanti sono effettivamente. In questo modo, di fatt, non si taglia un posto ma si programma un contenimento costante della spesa evitando progressi di carriera o nel caso più generale delle assunzioni, nuove immissioni di personale. Sul numero generale dei dipendenti, taglieremo da 17.800 – tanto quanto è previsto in pianta organica – a 15.000 quanti sono effettivamente, il numero dei dipendenti della Regione. Rispondendo così all’obbligo di tagli del 10% del personale come chiede il governo Monti”.

http://palermo.blogsicilia.it/corsello-sostituisce-albert-alla-formazione-ma-in-giunta-si-parla-di-patto-di-stabilita/98037/


CROCETTA SUL CASO DELLA DIRIGENTE: "NON LA RIMUOVO"

122 mila chilometri con l’autoblu 
La Corsello rischia il processo

Anna Rosa Corsello
La dirigente regionale della Formazione professionale Anna Rosa Corsello rischia di essere processata a Palermo per avere utilizzato l’auto di servizio per farsi accompagnare 586 volte, tra il 2004 e il 2011, da Cefalù, dove abita, a Palermo e in altre sedi in cui avrebbe dovuto prestare servizio come responsabile di Uffici del lavoro sparsi in Sicilia. In totale sono 12 le auto blu utilizzate, che per accompagnare la Corsello hanno percorso 122.601 chilometri, usando il “telepass” dell’amministrazione.
La Corsello sostiene che si tratterebbe di un equivoco, perché lei sarebbe stata solo portata nei luoghi di lavoro. Per la tratta Cefalù-Palermo e viceversa, però, la Regione, secondo i Pm Leonardo Agueci e Sergio Demontis, non avrebbe dovuto assicurare alcun passaggio alla dirigente a cui il presidente Rosario Crocetta ha adesso affidato materie delicatissime come la formazione e la cassa integrazione. L’inchiesta della Procura di Palermo sarebbe partita dalle indicazioni dettagliate contenute in una lettera anonima.
Sulla vicenda interviene direttamente il governatore Rosario Crocetta che in una conferenza stampa ha sgomberato i dubbi sulla sua posizione. Decisamente garantista: “Il dirigente del dipartimento Formazione della Regione, Anna Rosa Corsello, indagata per peculato, rimane al suo posto. Perchè dovrei rimuoverla? C’è solo una richiesta di rinvio a giudizio. Bisogna rispettate la legge, i magistrati e anche il diritto alla difesa – ha aggiunto Crocetta – Non è mai accaduto nella storia mondiale che qualcuno venga rimosso per una richiesta di rinvio a giudizio”.

http://palermo.blogsicilia.it/122-mila-km-con-lautoblu-della-regione-la-dirigente-corsello-rischia-il-processo/182044/

05/02/2014 -

Regione, Crocetta nomina 7 dirigenti generali

Contratti rinnovati, rinviate le altre scelte. Scoppia il caso alla Seus. Aliquò rinuncia all’incarico «contratto ridotto del 40%». Il presidente pronto a destinare i 60 milioni ancora diponibili in cassa ai teatri: serviranno per chi è in difficoltà




di GIACINTO PIPITONE





PALERMO. Rosario Crocetta è pronto a sbloccare in via amministrativa un tesoretto da 60 milioni per fronteggiare le prime emergenze finanziarie. In attesa della manovra bis, i cui tempi di redazione potrebbero allungarsi, il presidente e l’assessore all’Economia hanno deciso ieri di far ricorso a vecchie somme rimaste disponibili grazie a leggi degli anni scorsi. Impugnata gran parte della manovra, sono questi 60 milioni gli unici fondi a disposizione del governo per gli enti regionali e i loro dipendenti (mentre per il personale di ruolo degli assessorati i fondi sono assicurati nel bilancio, che ha superato l’esame del Commissario dello Stato).

E mentre la exit strategy dalla crisi finanziaria prende forma, Crocetta ieri ha nominato sette dirigenti generali. Si tratta in realtà di rinnovi di contratti scaduti nei giorni scorsi: Vincenzo Falgares (Programmazione), Ludovico Benfante (Controlli sui fondi europei), Rosa Barresi (Agricoltura), Giovanni Bologna (Finanze) Felice Bonanno (Pesca) e Pietro Lo Monaco (Azienda Foreste). Anche Anna Rosa Corsello ha avuto il rinnovo del contratto ma inverte i suoi due incarichi: quello principale ora è alla Formazione ma la dirigente reggerà ad interim anche il dipartimento Lavoro. Crocetta ha optato per un rinvio di tutte le altre nomine (direttori regionali e manager della sanità) anche se ha registrato lo scoppio di un altro caso. Angelo Aliquò, appena nominato al vertice della Seus – la società che gestisce il 118 – ha rinunciato all’incarico aprendo una polemica: «Qualcuno non mi vuole. Mi hanno proposto un incarico annuale invece che triennale e ridotto del 40%». 

http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/318989/


Caffè amaro/ Fomazione: Anna Rosa Corsello assessore e Nelli Scilabra dirigente generale. E Patrizia Monterosso? Al Cga…




UN SUGGERIMENTO AL GOVERNATORE CROCETTA SU COME SISTEMARE LE ‘TRE MARIE’ DEL SETTORE FORMATIVO. VALORIZZANDO LA ‘QUARTA MARIA’, OVVERO ESTER BONAFEDE, CHE POTREBBE PORTARE LE GLORIE DELL’ARCHITETTURA ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE
In questi giorni – l’abbiamo scritto anche noi – si parla di rimpasto della Giunta regionale di Rosario Crocetta e di sostituire l’assessore regionale alla Formazione professionale, Nelli Scilabra. Se ci è consentito, visto che
nelli tv
 siamo ancora in democrazia e che il gruppo di Bilderberg non ha ancora abolito la rete in Europa, vorremmo dare un suggerimento al governatore.

Visto che Crocetta, in queste ore, sta trattando insieme con il Ministro Angelino Alfano per ‘imbarcare’ nel Governo anche il Partito dei Siciliani-Mpa, perché non utilizzare il metodo Raffaele Lombardo? 



Ovvero alternare assessori a dirigenti generali?



Riteniamo che questa potrebbe essere la soluzione giusta per valorizzare le Tre Marie’ della Formazione professionale siciliana. vediamo di illustrare il nostro schema.

La dottoressa Anna Rosa Corsello, attuale dirigente generale ad interim del dipartimento Formazione, potrebbe diventare assessore regionale alla Formazione. Ovviamente, mantenendo il ruolo di dirigente generale del
anna rosa corsello
dipartimento Lavoro. Non ci dite che non è possibile perché non è vero: la mattina potrebbe fare l’assessore alla Formazione e il pomeriggio la dirigente generale del dipartimento Lavoro. Una e trina: ruoli che la dottoressa Corsello ricopre meglio di qualunque teologo!

Nelli Scilabra prenderebbe il posto della dottoressa Corsello, diventando dirigente generale del dipartimento Formazione professionale. Dite che non è possibile perché Nelli non è laureata e non ha il curriculum? Minchiate! Nemmeno Alfonso Cicero è laureato ed è a capo dell’Irsap. Quanto al curriculum, i giudici amministrativi della Sicilia hanno stabilito che non è importante che il curriculum si esibisca all’atto della nomina: fa fede il curriculum che viene fuori alla fine dell’incarico.

Per capirci, visto che ci sono tanti tordi: ormai, in Sicilia, i titoli validi sono quelli che si esibiscono nel ‘complesso’, a prescindere da legittimità e illegittimità e a prescindere dalla temporalità.

Ulteriore spiegazione: se non ho i titoli per andare a ricoprire l’incarico di dirigente generale è sufficiente che il Governo mi nomini, anche se in modo illegittimo, in un ente. Lì, anche se nominato illegittimamente, acquisisco i titoli illegittimi che diventano legittimi. E poi vado a ricoprire legittimamente il ruolo di dirigente generale.

La novità, rispetto a qualche anno fa, è che prima i titoli illegittimi che poi facevano curriculum legittimo venivano acquisiti prima della nomina a dirigente generale: nomina illegittima che diventava legittima. Ora, ma solo se al Governo ci sono ‘Professionisti dell’Antimafia’, basta un’autocertificazione dove il futuro dirigente generale dichiara che, grazie ai buoni uffici del Governo dell’Antimafia, acquisirà i titoli illegittimi – che poi diventeranno legittimi – per acquisire il curriculum (anche in questo caso illegittimo che diventerà legittimo) per andarsi a sedere sulla poltrona di dirigente generale.

Dunque, sulla base di una semplice autocertificazione antimafiosa un non laureato e senza titolo può diventare dirigente generale.

Fatto questo scambio Corsello-Scilabra, il Governo dell’Antimafia potrebbe
patrizia monterosso 1
 nominare la terza ‘Maria’, al secolo Patrizia Monterosso, al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga). Non si può fare perché filosofa? Falso!

Perché oggi quello che manca alle magistrature amministrative della Sicilia sono proprio i filosofi. E lo dimostra l’incresciosa vicenda dell’abrogazione del diritto alla difesa che i giudici amministrativi hanno respinto sulla base di meri & miserabili rilievi costituzionali!
L’abrogazione del diritto alla difesa, se richiesta dal governo dell’Antimafia ha una legittimazione filosofica prima che giuridica. Nemmeno la Costituzione italiana può travolgere la volontà dei ‘Professionisti dell’Antimafia’ il cui bene ‘supremo’ è morale prima che giuridico.

Il passaggio della dottoressa Monterosso al Cga potrebbe lenire la mancanza di ‘filosofia’ in seno al Cga, abrogando, ad esempio, il diritto alla difesa, là dove tale diritto lede gli interessi dei ‘Professionisti dell’Antimafia’.

Chi nominare, allora, alla Segreteria generale della presidenza della Regione al posto della dottoressa Monterosso? Il nome c’è già: quello di
ester bonafede
Ester Bonafede, che lascerebbe libero l’assessorato al Lavoro e alla Famiglia (che andrebbe ad interim alla dottoressa Corsello) per diventare la più alta burocrate della Regione.

Non si può perché Ester Bonafede è architetto? Falso! Se il posto di segretario generale è stato occupato da una filosofa può benissimo essere occupato da un architetto. Che, anzi, preparerà il posto a un ingegnere. A cui seguirà un geologo (il dottore Giovanni Arnone andrebbe benissimo). Poi toccherebbe a un agronomo o a un antropologo in attesa di eliminare direttamente la laurea…


http://www.linksicilia.it/2013/12/caffe-amaro-fomazione-anna-rosa-corsello-assessore-e-nelli-scilabra-dirigente-generale-e-patrizia-monterosso-al-cga/

I grillini attaccano la dottoressa Corsello: “Non può inibire l’accesso agli uffici ai dipendenti della formazione”"


 01 apr 2014   Scritto da Giuseppe Messina  5 Comments

CONTINUA A FAR DISCUTERE LA DECISIONE DELLA DIRIGENTE GENERALE DI VIETARE L’INGRESSO IN ASSESSORATO AI LAVORATORI DEL SETTORE. L’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO PARLAMENTARE DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALL’ARS, PRIMO FIRMATARIO SERGIO TANCREDI. IN CALCE IL TESTO COMPETO DELL’INTERROGAZIONE
Vietare l’accesso negli uffici pubblici non è violazione di legge, almeno per la Sicilia! La decisione dell’Amministrazione regionale di inibire permanentemente gli uffici del dipartimento Formazione professionale agli operatori del settore ha provocato la reazione del gruppo parlamentare M5S all’Assemblea regionale siciliana che ha depositato un’interrogazione parlamentare.
I grillini chiedono al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore al ramo, Nelli Scilabra, di adoperarsi per eliminare questa limitazione che appare in forte contrasto sia con l’articolo 3 della Costituzione, sia con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della Pubblica amministrazione.
Come abbiamo già raccontato dalle colonne di questo giornale, la 
sergio tancredi
dottoressa Anna Rosa Corsello, “donna di ferro” a capo del dipartimento regionale della Formazione professionale, non c’ha pensato due volte: ha sigillato i cancelli – metaforicamente – lasciando fuori gli operatori dagli uffici dell’assessorato regionale all’Istruzione ed alla Formazione professionale di Viale Regione siciliana a Palermo.

Ricostruiamo l’accaduto.
Per tante settimane l’assessorato alla Formazione professionale è stato interessato da un presidio, proprio davanti i cancelli di accesso, di un gruppo di lavoratori di vari enti formativi revocati o con le attività sospese che attendono notizie in ordine all’avvio del progetto Prometeo da parte del Ciapi di Priolo. Una mattina, un fatto di cronaca riguardante alcuni lavoratori che hanno minacciato gesti estremi, ha spinto il dirigente generale al ramo ad adottare il provvedimento definitivo di divieto d’accesso. Decisione che, secondo tanti osservatori, violerebbe la legge.
Nell’interrogazione, i parlamentari grillini di Sala d’Ercole evidenziano come “con la comunicazione interna nr.0027262 del 26/03/2014 la dottoressa Corsello ha deciso di non fare più accedere agli uffici dell’assessorato i dipendenti degli enti di formazione professionale”.
“La scelta della dottoressa Corsello di adottare un provvedimento amministrativo del genere – dice Sergio Tancredi, primo firmatario dell’interrogazione che porta la firma di tutto il gruppo parlamentare all’Ars – attua una clamorosa discriminazione tra cittadini, autorizzando alcuni ad accedere negli uffici, ed escludendone altri”.
È chiaro che gli uffici, come emerge dalla citata interrogazione parlamentare, possono essere oggetto di disciplina ai fini dell’accesso da parte del pubblico. Così com’è legittimo limitare l’accesso agli uffici pubblici individuando giornate prestabilite e fasce orarie, ma di certo non impedire completamente il contatto con gli uffici da parte dei cittadini.
“Regolamentare l’accesso rientra tra i poteri discrezionali dell’Amministrazione – ricorda Tancredi – ma decidere di inibirlo ad intere categorie sociali è pura discriminazione. La decisione della dirigente 
anna rosa corsello
generale del dipartimento Formazione professionale – aggiunge l’esponente Pentastellato all’Ars – appare fortemente in contrasto con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della Pubblica amministrazione e va nella direzione opposta a quanto il legislatore nazionale e regionale, nel corso degli ultimi decenni, hanno prodotto in termini normativi per avvicinare il cittadino alle istituzioni, rendere trasparente l’operato degli uffici pubblici, semplificando anche le procedure di accesso, il diritto di accesso è il diritto ad esaminare, prendere visione o ad estrarre copia di atti o documenti amministrativi”.

“L’accesso agli uffici pubblici – sottolinea il parlamentare grillino – costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza e possono esercitare il diritto di accesso tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso”.
Dall’esame del testo dell’interrogazione vengono fuori una decina di leggi e decreti nazionali e regionali violate dal Governo regionale a seguito della chiusura degli uffici al personale della Formazione professionale.
Alla violazione del diritto una risposta l’esecutivo regionale dovrà pur darla.
A spiegarlo con chiarezza è lo stesso primo firmatario della richiamata interrogazione.
“La nostra richiesta rivolta al presidente Crocetta affinché rimuova il provvedimento del dirigente generale alla Formazione professionale – riferisce Tancredi – parte dalla considerazione che quei lavoratori della Formazione professionale che si dovessero trovare, oggi, nella circostanza di dover tutelare un proprio diritto o interesse in contrasto con il proprio ente formativo (controparte datoriale), e magari non dovessero essere iscritti ad alcun sindacato, dato che non è obbligatorio farsi rappresentare da una organizzazione sindacale, si troverebbero inibiti all’esercizio della difesa a causa della nota a firma della dottoressa Corsello che preclude l’accesso agli uffici pubblici dell’assessorato, consentendolo esclusivamente ai legali rappresentanti degli enti di formazione professionale o soggetti da essi espressamente delegati nonché ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti degli enti medesimi”.
Di seguito il testo dell’interrogazione del M5S
XVI LEGISLATURA ARS
INTERROGAZIONE
(RISPOSTA SCRITTA URGENTE)
N. 0000 – chiarimenti riguardo la violazione della legge sul libero accesso negli uffici pubblici
DESTINATARI
Al Presidente della Regione
all’Assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale;
PREMESSO CHE:
con la comunicazione interna nr.0027262 del 26/03/2014 il Dirigente Generale del Dipartimento dell’istruzione e della formazione professionale Dott. Corsello ha deciso di non fare più accedere agli uffici dell’assessorato i dipendenti degli enti di formazione professionale, e che la scelta di adottare un provvedimento amministrativo del genere attua una clamorosa discriminazione tra cittadini, autorizzando alcuni ad accedere negli uffici, ed escludendone altri,
VISTO:
il contenuto della L.R. 30 Aprile 1991 n.10 « recante disposizioni per i provvedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell’attività amministrativa e s.m.i.», visto il contenuto della L.R. 30 Aprile del 1991, n. 10 recante «Disposizioni per i provvedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la migliore funzionalità dell’attività amministrativa», visto il contenuto della L.R. del 15 Maggio 2000 n.10 «concernente la disciplina del personale regionale e l’organizzazione degli uffici della regione e s.m.i.», visto il contenuto della Legge 11 Febbraio 2005, n. 15 contenente « Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull’azione amministrativa.», visto il contenuto della Legge 18 Giugno 2009 n.69, che all’art 10 regola « La tutela degli interessati nei procedimenti amministrativi di competenza delle regioni e degli enti locali» visto il contenuto del D.P.R. n.184 del 2006 concernente « Regolamento disciplina accesso ai documenti amministrativi», visto il contenuto della L.R. 5 Aprile 2011 n.5 recante «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale», visto il contenuto del Decreto del Presidente della Regione n.12 del 1998 « Regolamento del diritto di accesso ai documenti dell’Amministrazione regionale»
CONSIDERATO:
che si può limitare l’accesso agli uffici pubblici individuando giornate prestabilite e fasce orarie, ma di certo non impedire completamente il contatto con gli uffici da parte dei cittadini, che regolamentare l’accesso rientra tra i poteri discrezionali dell’Amministrazione, ma decidere di inibirlo ad intere categorie sociali è pura discriminazione, la decisione della dirigente generale del dipartimento Formazione professionale appare fortemente in contrasto con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione e va nella direzione opposta a quanto il legislatore nazionale e regionale nel corso degli ultimi decenni ha prodotto in termini normativi per avvicinare il cittadino alle istituzioni, rendere trasparente l’operato degli uffici pubblici, semplificando anche le procedure di accesso, il diritto di accesso è il diritto ad esaminare, prendere visione o ad estrarre copia di atti o documenti amministrativi, esso costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, possono esercitare il diritto di accesso tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso
PER CONOSCERE:
se non ritengano opportuno adoperarsi per eliminare questa limitazione che appare in forte contrasto sia con l’art. 3 della Costituzione, sia con la normativa vigente in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, visto e considerato che quei lavoratori della Formazione professionale che si dovessero trovare, oggi, nella circostanza di dover tutelare un proprio diritto o interesse in contrasto con il proprio ente formativo (controparte datoriale), e magari non dovessero essere iscritti ad alcun sindacato, dato che non è obbligatorio farsi rappresentare da una organizzazione sindacale, si troverebbero inibiti all’esercizio della difesa a causa della nota a firma della dottoressa Corsello che preclude l’accesso agli uffici pubblici dell’assessorato, consentendolo esclusivamente ai legali rappresentanti degli enti di formazione professionale o soggetti da essi espressamente delegati nonché ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti degli enti medesimi,
(GLI INTERROGANTI CHIEDONO RISPOSTA SCRITTA CON URGENZA)
(31 Marzo)
FIRMATARI:
TANCREDI SERGIO (M5S)
CIANCIO GIANNINA
CAPPELLO FRANCESCO
CANCELLERI GIOVANNI CARLO
PALMERI VALENTINA
ZAFARANA VALENTINA
CIACCIO GIORGIO
MANGIACAVALLO MATTEO
FERRERI VANESSA
SALVATORE SIRAGUSA
FOTI ANGELA
TRIZZINO GIAMPIERO
ZITO STEFANO
LA ROCCA CLAUDIA

http://www.linksicilia.it/2014/04/i-grillini-attaccano-la-dottoressa-corsello-non-puo-inibire-laccesso-agli-uffici-ai-dipendenti-della-formazione/

Lombardo fa fuori la vecchia guardia ecco i nuovi superburocrati regionali

30 DICEMBRE 2009 

FUORI nomi storici dell' amministrazione, da Maria Antonietta Bullara a Fulvio Bellomo e Cosimo Gioia, e dentro volti noti dell' Mpa, dall' ex sindaco di Bronte Mario Zappia all' ex soprintendente di Catania, Gesualdo Campo, passando per Sergio Gelardi, presidente di Cine Sicilia che va al dipartimento Ambiente. Il governatore Raffaele Lombardo ha dato via libera al valzer delle poltrone della nuova burocrazia, e non mancano i bocciati eccellenti e le new entry. L' uomo forte si conferma Enzo Emanuele, che rimane alla direzione del Bilancio ed a interim prenderà il posto di Pier Carmelo Russo alla segreteria generale della Regione. Con un vero colpo di spugna, Lombardo mette alla porta quel che rimaneva della vecchia guardia, legata all' Udc e ai lealisti del Pdl. Della nuova mappa dei super burocrati che saranno alla tolda di comando della macchina regionale, non faranno parte volti noti che in questi anni hanno gestito dipartimenti delicati e ad alta densità di fondi erogati. Fuori Maria Antonietta Bullara, dirigente uscente dell' Osservatorio epidemiologico, arrivata al vertice del dipartimento in piena era cuffariana. Fuori Cosimo Gioia, ex dirigente del dipartimento Foreste e già presidente dell' Esa, Manlio Munafò, ex responsabile dei Lavori pubblici, e Fulvio Bellomo, vicino al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Confermati, ma in strutture di peso minore rispetto ai ruoli ricoperti in passato, nomi di spicco dei tempi targati Cuffaro, come Francesco Di Chiara, che dalla Soprintendenza di Palazzo d' Orleans va all' Ease Salvatore Taormina, in passato segretario della Regione e adesso al dipartimento Finanze. In calo anche Salvatore Cocina, che dalla Protezione civile passa all' ufficio speciale dell' Energy manager, mentre Ignazio Tozzo dal Personale va al Fondo pensioni. Tra le new entry, invece, nomi molto vicini al governatore Raffaele Lombardo. Al dipartimento unico dei Beni culturali va l' ex soprintendente di Catania, Gesualdo Campo. Sul fronte Sanità, al dipartimento per la pianificazione strategica confernato Maurizio Guizzardi, mentre all' osservatorio epidemiologico va Mario Zappia, ex sindaco di Bronte e molto legato al partito del governatore. All' ufficio speciale per l' integrazione sociosanitario, andrà la figlia del giudice Paolo Borsellino, Lucia, tra i volti nuovi della nuova burocrazia regionale. Alla Presidenza, oltre a Emanuele come segretario generale, Lombardo ha piazzato Felice Bonanno alla Programmazione, Francesco Attaguile al dipartimento di Bruxelles, Pietro Lo Manaco alla Protezione civile e Romeo Palma all' ufficio Legislativo e legale. All' assessorato alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica vanno Giovanni Bologna (dipartimento personale) e un volto nuovo Luciana Giammanco (Autonomie locali). All' Agricoltura entrano Rosa Barresi (dipartimento Interventi strutturali), Salvatore Barbagallo (Infrastrutture), Gian Maria Sparma (Pesca) e Rino Giglione, cugino dell' assessore Michele Cimino (che va all' Azienda foreste). Nicola Vernuccio, fedelissimo di Francesco Musotto, va alle Attività produttive. Al delicatissimo dipartimento dell' Energia Lombardo piazza una leader dell' Mpa, Rossana Interlandi, mentre al dipartimento Acque e rifiuti viene promosso Ferdinando Delle Nogare, già dirigente dell' Arra. Al dipartimento della famiglia va un volto nuovo, Letizia Di Liberti, mentre al Lavoro, viene promosso dall' ispettorato tecnico regionale alla guida del delicato dipartimento al Lavoro. All' Agenzia dell' impiego rimane Rino Lo Nigro. All' Istruzione rimane Patrizia Monterosso, che prende in carico anche il settore della Formazione professionale, mentre Pietro Tolomeo resta al Corpo forestale. Ai Trasporti e alle infrastrutture torna Vincenzo Falgares e Marco Salerno rimane al Turismo. Alla guida dell' Esa, in liquidazione va Maurizio Cimino.
ANTONIO FRASCHILLA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/30/lombardo-fa-fuori-la-vecchia-guardia-ecco.html








Lombardo catechizza i burocrati" disponibili="" con="" la="



«DOBBIAMO essere uniti, compatti». Il governatore Raffaele Lombardo nella cena di martedì scorso a Villa Alliata Cardillo con i deputati della maggioranza, i direttori generali e gli assessori ha voluto, come detto da lui stesso, «fare squadra». Lanciando un messaggio chiaro ai superburocrati e ai tecnici della giunta: «Dovete avere come riferimento i 50, 52, o 54 deputati che sostengono il nostro progetto riformatore, e se un onorevole come Beppe Picciolo, chiede chiarimenti occorre darglieli perché è lui che nel territorio sostiene le cause portate avanti dal governo». Insomma, tra un cocktail ai frutti di mare, una polpetta di sarde, un paninetto con la milza e un bicchiere di vino rosso di Sicilia, il governatore ha voluto siglare un patto di fedeltà tra i 30 direttori generali, i 12 assessori e i deputati di Api, Mpa, Udc e soprattutto Pd.
Martedì sera l'ultimo ad arrivare e il primo a prendere la parola nei saloni dorati di Villa Alliata è stato il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, l'unico a non indossare giacca e cravatta: «Mi sono presentato con questo maglioncino - ha spiegato, mentre qualcuno tra i deputati gli dava scherzosamente del "comunista" - per sfatare il significato che si è cercato di attribuire all'evento.
Con il presidente Lombardo prima eravamo "ziti fuori" (fidanzati non ufficialmente, ndr) ora siamo "ziti in casa", e volevo evitare che stasera si celebrasse un matrimonio». Poi Cracolici, dopo aver rimproverato Lillo Speziale che parlottava in disparte, ha chiarito il senso della cena: «Questa serata serve ad augurare buon lavoro a tutti noi». Poi hanno preso la parola Mario Bonomo dell'Api e Francesco Musotto: «Chi me lo doveva dire che stasera dovevo essere qui col "compagno Cracolici", ma le cose della politica sono incredibili», ha detto scherzando il capogruppo dell'Mpa. Il clima era cordiale, in sala c'erano tutti gli assessori, e gran parte dei direttori generali, da Marco Salerno a Vincenzo Falgares, passando per Enzo Emanuele, Rino Giglione, Pietro Tolomeo, Salvatore Taormina o Sergio Gelardi.
Quando Lombardo ha preso la parola è calato il silenzio, l'unico che parlava in sala era Tolomeo, ripreso dallo stesso governatore che poi ha messo in fila gli obiettivi del «fronte riformatore», da una «Finanziaria che sarà lacrime e sangue», al settore dei rifiuti «che dovrà funzionare entro sei mesi», all'abolizione delle Province. «Tutti i direttori e gli assessori devono sapere che all'Ars ci sono 54 deputati che vogliono cambiare la Sicilia e 36 deputati che vogliono tornare al passato». Lombardo fino a oltre mezzanotte si è poi intrattenuto con i deputati, assicurando che «entro 15 giorni saranno nominatii nuovi direttori». Già circolano i primi nomi di volti nuovi, come Giuseppe Arnone, Nino Emanuele, Giovanni Carapezza, sponsorizzati dal Pd, Fabio Marino o Rosa Maria Corsello.
E mentre nel Pd Giovanni Bruno chiede un «referendum sul sostegno a Lombardo», l'opposizione attacca: «Cracolici è l'utile idiota di Lombardo», dice Rudy Maira capogruppo del Pid. «Frasi da bar», replica Cracolici.
Intanto ieri all'Ars si è discusso sulla manovra Finanziaria, con il capogruppo di Forza Sud, Cateno De Luca, che ha denunciato «il taglio del 50 per cento dei fondi dei Comuni»: l'assessore Gaetano Armao, polemicamente, ha abbandonato la commissione Bilancio.
ANTONIO FRASCHILLA
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/21/lombardo-catechizza-burocrati.html?ref=search



Assessore tecnico, anzi fisico. Zichichi alla Cultura in Sicilia



Ci siamo. La nuova giunta di governo della Sicilia c'è. Dopo un mese di balletti e di battaglie, Rosario Crocetta ha chiuso la sua squadra. Tanti tecnici e pochi politici. E ai Beni Culturali? Ci mette uno scienziato di 83 anni. Antonino Zichichi: tecnico sì, ma in fatto di atomi e neutrini. E poi spunta anche un nuovo dirigente, a sostituire il contestato Campo. Sergio Gelardi è la vera, bella novità. Lo abbiamo intervistato: le sue prime dichiarazioni a caldo


Antonio Zichichi
Poco meno di trenta giorni fa Rosario Crocetta veniva eletto Governatore della Sicilia. Un’elezione sofferta, con una legge elettorale ambigua, un livello d’astensionismo mostruoso e una maggioranza nemmeno sfiorata. Il tutto per consegnare l’isola a un governo fragile e a un affannoso preludio, ampiamente prefigurato: balletti d’alleanze, incarichi, accordi, tradimenti, coup de theatre. Ed ecco il perché di questi tempi lunghissimi per giungere, intanto, al primo, “semplice” obiettivo: metter su la giunta. Una guerra a colpi di risentimenti e riunioni a porte chiuse, che alla fine ha lasciato in parte scontenta (e sconfitta) la politica, in nome di quel nuovo trend italico chiamato “tecnicismo”. I tecnici al potere: per dribblare trappole e ostacoli, per spargere fumo negli occhi o per fare la rivoluzione? Oltre la politica, illusoriamente: come se fosse questo, davvero, il diktat del buon senso.
Così, tra mille intoppi ed “impirugghi”, finalmente, la giunta sicula di Crocetta arrivò. Fresca fresca di conferenza stampa, annunciata giusto ieri sera. E se è stata confermata la nomina – tormentata e chiacchierata – di Franco Battiato (convintosi tra mille dubbi ad accettare Turismo e Spettacolo, a sua volta convincendo il Presidente che lui ci sta ma a mezzo servizio, a patto di non frequentare politici e d’essere chiamato cantautore, mai e poi mai assessore!), vediamo che succede ai Beni Culturali. In primis la delega l’avevano affibbiata proprio a Battiato, salvo ritrattare un paio di giorni dopo. E i siciliani, fiduciosi, s’erano quasi convinti di veder arrivare un nome forte, autorevole, un giovane super esperto o ancor meglio un super politico, colto, lungimirante e col pugno di ferro. Illusi.

Franco Battiato
Perchè stasera, sul red carpet di Palazzo D’Orleans, spunta (come i cavoli a merenda?) Antonino Zichichi. Proprio lui, il fisico. Ottantatré anni suonati, già presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, popolare divulgatore scientifico, habitué di salotti tv, simpatizzante del Pdl, ex consulente del governatore Totò Cuffaro, fervente cattolico, conservatore, contrario alle tesi evoluzionistiche e tutto impegnato nella conciliazione di teorie religiose e teorie scientifiche. Un po’ l’antitesi di Margherita Hack, progressista, atea e darwiniana. Come dire? Insigne studioso, ci mancherebbe, ma col talento naturale del “personaggio”.
E in ogni caso, non certo un esperto di musei, cinema, teatri e conservazione. E non proprio un giovanotto. Eppure sarà lui a doversi occupare di nuovi modelli di gestione museale, d’arte contemporanea  e internazionalizzazione, di servizi, siti archeologici, partnership con privati, produzione di nuovi format, film commission, marketing culturale, eccetera. Ce lo immaginiamo? Non esattamente.

La strana notizia viene però compensata da un’altra mossa di Crocetta. Che stavolta ci azzecca in pieno. Nel far ruotare una serie di dirigenti, il Governatore  provvede ad allontanare Gesualdo Campo, proprio dai Beni Culturali. Il Direttor Gedo: colui che, per intenderci, aveva condannato per abusivismo edilizio la Fiumara d’Arte di Antionio Presti, colui che aveva boicottato il Museo Riso, fino a condurlo all’attuale avaria, colui che aveva promosso -  illegittimamente, secondo il Consiglio di Giustizia Amministrativa - una discutibile riorganizzazione  del suo dipartimento regionale. Colui che, in materia di beni culturali, aveva contribuito ad avvallare l’incancrenita incultura del dispotismo, della iper-burocratizzazione, dell’interesse personale contro quello del bene comune. Allontanato, col plauso dei più, Campo lascia la poltrona a Sergio Gelardi. Un nome di spessore, uno che ha già dato buone prove in fatto di politiche culturali, attualmente direttore del dipartimento Urbanistica, già capo di gabinetto all’assessorato dei beni culturali (2008-2009), ex presidente di CineSicilia ed ex direttore dell’ufficio piano paesistico: colui che si inventò i piani paesaggistici regionali, ma anche colui che istituì il primo ufficio per l’arte contemporanea della Regione Sicilia, inaugurato col progetto Sensi Contemporanei (in partnerhisp col Ministero delle Finanze, il Ministero Ben Culturali e la Biennale di Venezia).
In una foto di qualche anno fa, da sinistra: Gesualdo Campo, Lino Leanza e Sergio Gelardi – © SiciliaToday
E chi se l’aspettava? Nel tentativo di intercettarlo, in queste ore di concitazione e di silenzio stampa pre-insediamento, Gelardi ci concede qualche frase al volo. Non si sbottona, è cauto, ma è già là che sta scaldando i motori. Tanto serafico e conciliante nell’aspetto, quanto vulcanico nei fatti. Dunque, questa rottura col passato? Ce ne accorgeremo? “Certo che sì. Basta con le oziose nostalgie, col deleterio gioco dell’autoreferenzialità, con la logica dell’insularità come isolamento. E basta con l’overdose di burocrazia: meno caporali e più uomini. Si riparte da qui”. Battagliero lo è stato sempre Gelardi. E lo smalto, in tanti anni di militanza tra i corridoi grigi dei palazzi del potere, pare non averlo perso. Ma che farà, Gelardi, nei famosi primi cento giorni? “Intanto rivitalizziamo il patrimonio, facendo entrare aria ed energia buona, attivandolo. Che significa aprirlo, per esempio, alle scuole e alla imprese”. Finalmente. E c’è da vedere come, s’intende. “Poi, l’urgenza è quella di aggiornare i modelli organizzativi dell’infernale macchina regionale, uniformandola a quelli del resto d’Italia. E infine lavorare nel senso della “progettualità”. Programmare, produrre, progettare. E farlo in grande”. Ovvero? “Piuttosto che tanti rivoli di microprogetti, fatti su misura di piccoli funzionari locali, senza alcuna ricaduta, senza ambizione, senza confronto con l’esterno, pensiamo piuttosto a dei macro obiettivi, puntando al resto d’Italia, all’Europa, al Mediterraneo“. E quando gli chiediamo una nota sull’ormai diffuso ritornello “cultura è sviluppo”, lui risponde così: “La cultura è la cultura, l’economia è l’economia. Ma se c’è un’economia incolta, allora sarà senz’altro una cattiva economia. Penso a un’idea di cultura diffusa, in espansione, che entri nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”. Parla con convinzione, Gelardi. E dice cose che, per la Sicilia almeno, sembrano un miraggio. Centrando alcune questioni salienti e scansando le tipiche banalità del caso (vedi: più mostre per gli artisti siciliani, musei aperti fino a tardi, più fondi, buttare fuori dagli uffici i fannulloni, e via chiacchierando). Fiduciosi? Speranzosi, quantomeno. Nell’attesa di giudicare i fatti.
Sergio Gelardi, 2009 – foto ©Key4biz via Flickr
Ora, che le nomine di Battiato e Zichichi avallino un certo modello, per cui l’assessore è figura debole e di facciata, in favore di dirigenti piazzati dalla politica, protagonisti “organici” nelle retrovie, appare chiaro. E però, se nel caso di Campo la cosa diventava un problema, con Gelardi dietro al tecnico-fisico ci troviamo costretti a dire: meglio così. Follie, iperboli e contraddizioni della solita Sicilia, regina dell’improvvisazione. E improvvisando, si sa, qualche volta capita pure di fare goal. Ad ogni modo, Crocetta, che di guai ed “impirugghi” in questi giorni ne ha ben più d’uno da districare, alla cultura ieri ha fatto un regalo, cercando un’alternativa là dove un problema c’era. E quanto a Zichichi, vabè, poteva andare pure peggio. Con Totò Schillaci all’Agricoltura ePippo Baudo al Bilancio, per esempio. Quando dici la fortuna.
Helga Marsala




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