CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



giovedì 18 dicembre 2014

Italcementi Isola delle femmine: scheda di sintesi INTERROGAZIONI

Italcementi Isola delle femmine: scheda di sintesi

Di seguito la lista degli interventi e degli atti politico-parlamentari riguardanti l’Italcementi di Isola delle femmine.

ITALCEMENTI (ISOLA DELLE FEMMINE) E DISTILLERIA BERTOLINO (PARTINICO): LA COMMISSIONE EUROPEA APRE 2 INDAGINI A SEGUITO DELLE NOSTRE DENUNCE

Oggi due buone notizie: a seguito dei nostri esposti la Commissione Europea ha avviato delle indagini sulle situazioni autorizzatorie riguardanti l’Italcementi di Isola delle femmine e la distilleria Bertolino (Partinico). Questo conferma la fondatezza delle denunce che da tempo portiamo avanti, dando voce a quanto per anni i cittadini e la stessa ARPA avevano segnalato a più riprese. Di seguito il comunicato congiunto della sottoscritta con Ignazio Corrao e Giampiero Trizzino.
Ieri la Commissione Europea ha informato i deputati del Movimento 5 Stelle Claudia Mannino, Ignazio Corrao e Giampiero Trizzino di aver avviato indagini con riferimento alle due denunce presentate nei mesi scorsi sull’autorizzazione ambientale riguardante Italcementi di Isola delle Femmine e sulla distilleria di Bertolino a Partinico nel palermitano. “In entrambi i casi – dichiarano Claudia Mannino, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Ignazio Corrao, capo delegazione M5S a Bruxelles e Giampiero Trizzino, presidente della Commissione Ambiente all’Ars – la Commissione Europea ha rilevato nei nostri esposti e nella documentazione fornita gli estremi per avviare un approfondimento istruttorio e per chiedere conto all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente con riferimento al proprio operato. Si tratta di vicende che si protraggono ormai da anni, favorite dall’inazione delle Autorità competenti, e siamo certi che finalmente adesso, grazie all’intervento della Commissione Europea, troveranno una loro tempestiva soluzione. Purtroppo per troppi anni la politica non ha esercitato alcun ruolo di controllo dell’operato della Pubblica Amministrazione. Il nostro ruolo di parlamentari è quello di verificare che le normative a tutti i livelli vengano regolarmente applicate. Le vicende recenti ci insegnano che non si può demandare alla sola Magistratura il controllo di legalità”.
L’intervento dell’UE è frutto della collaborazione interistituzionale tra i deputati del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, alla Camera dei deputati ed al Parlamento Europeo. “Da quando è stata rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’impianto Italcementi nel 2008 – dichiara Claudia Mannino – si sarebbero dovute installare le centraline del monitoraggio della qualità dell’aria. Questa era una delle prescrizioni fondamentali perché senza il controllo delle emissioni inquinanti le popolazioni di Isola, Capaci e Torretta sono esposte a danni per la salute, in barba alla normativa europea ed italiana. L’Agenzia Regionale PROTEZIONEAmbientale e i comitati cittadini hanno a più riprese sollevato la questione presso l’Assessorato Regionale Territorio Ambiente, senza ottenere alcun risultato. Finalmente la Commissione Europea, adeguatamente informata con un carteggio che dura da diversi mesi, si sta interessando alla vicenda. Risulta paradossale che riusciremo ad ottenere le centraline ad AIA già scaduta ma meglio tardi che mai. Ci eravamo posti come obiettivo di risolvere un problema per i cittadini e lo stiamo facendo“.
“Non criminalizziamo chi fa impresa – aggiunge l’eurodeputato Ignazio Corrao – ma deve essere chiaro a tutti che chi svolge attività inquinanti è soggetto al rispetto delle autorizzazioni e dei controlli previsti dalla legge. La Distilleria Bertolino, sita in pieno centro abitato, deve operare secondo legge e non recare alcun danno o disagio ai cittadini e all’ambiente. Ci aspettiamo che questo avvenga a brevissimo dopo che per molti anni l’Assessorato non è intervenuto e monitoreremo la vicenda fino alla sua conclusione. Non accetteremo che per l’Italia si apra l’ennesima procedura di infrazione”.

Interrogazioni parlamentari 29 agosto 2014
Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 130 del regolamento Ignazio Corrao (EFDD)


Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della direttiva 96/61/CE (e successive modifiche e integrazioni)

Il 27 agosto 2014 è stata inviata al Commissario Potočnik una lettera dai membri della deputazione regionale, nazionale ed europea del Movimento 5 Stelle (M5S) sulla possibile violazione del diritto europeo, da parte della Regione Sicilia, per quanto riguarda l'attuazione della normativa europea relativa all'Autorizzazione Integrata Ambientale (impianto Italcementi dell'Isola delle Femmine).
Emerge che per sei anni, dal momento del rilascio dell'A.I.A. con decreto del responsabile del servizio (D.R.S.) 693/2008 ad oggi, non sono state rispettate le prescrizioni previste dall'A.I.A. relativamente al monitoraggio della qualità dell'aria che prevedevano l'installazione di due centraline. Ad oggi emerge una chiara responsabilità per la mancata installazione delle centraline da parte dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA), il quale non ha convocato il tavolo tecnico finalizzato a individuare le tipologie e i luoghi per l'installazione delle stesse. Inoltre, alla lettura dei diversi verbali ispettivi dell'Agenzia Regionale PROTEZIONE Ambiente (ARPA), l'ARTA non è intervenuta omettendo atti di competenza previsti dalla normativa italiana in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 96/61/CE e non ha ottemperato all'obbligo di diffida per mancato rispetto delle prescrizioni previste dall'A.I.A.
Alla luce di quanto descritto si chiede alla Commissione europea di verificare se vi è, in linea di principio, una violazione della direttiva 96/61/CE.




 Interrogazioni parlamentari 15 ottobre 2014 E-006436/2014

Risposta di Janez Potočnik a nome della Commissione
L'art. 8 della direttiva (UE) 2010/75(1) sulle emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di autorizzazione.
Sulla base delle informazioni disponibili risulta che il gestore dell'impianto abbia presentato nel 2014 una domanda di rinnovo dell'autorizzazione IPPC. Nella sua richiesta il gestore ha espressamente dichiarato che l'impianto funziona nel completo rispetto delle disposizioni della (precedente) autorizzazione IPPC. Nel contesto della procedura di rinnovo dell'autorizzazione IPPC, l'autorità competente ha la possibilità di verificare la conformità del gestore alla legislazione dell'UE e, in caso di non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione.



ITALCEMENTI (ISOLA DELLE FEMMINE). LA COMMISSIONE EUROPEA: “SENZA RISPETTO DELLE REGOLE NESSUN RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE”


I parlamentari del Movimento 5 Stelle Mannino, Corrao e Trizzino: “L’aggiramento della normativa o la sua non osservanza andrebbe a danneggiare sia i lavoratori dell’azienda che i cittadini”
“La questione Italcementi da noi sollevata con coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali inizia a delinearsi palesemente, l’Europa ha ribadito che senza il rispetto delle regole, non ci sarà alcun rinnovo delle autorizzazioni”. A dichiararlo sono Claudia Mannino, membro della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, il capo delegazione del Movimento 5 Stelle in Europa Ignazio Corrao, ed il presidente della Commissione Ambiente all’Ars Giampiero Trizzino, che hanno avviato nei mesi passati uno scambio epistolare con la Commissione Europea per informarla riguardo il rispetto della normativa ambientale europea nel caso dell’Italcementi di Isola delle Femmine (PA).  “Riteniamo estremamente grave – sottolineano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – che a distanza di 6 anni le prescrizioni previste dall’autorizzazione integrata ambientale che regola e consente l’attività dell’Italcementi non siano integralmente rispettate. Il riferimento è, ad esempio, alla mancata installazione delle 2 centraline di monitoraggio della qualità dell’aria a Capaci e Isola delle Femmine, di cui ancora oggi non si ha notizia”.
Nello specifico, la Commissione Europea ha chiesto di CONTINUARE a ricevere informazioni sull’evolversi della situazione per valutare la possibilità di un suo intervento ed in risposta ad un’interrogazione scritta, ha chiarito che “nella sua richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, il gestore ha espressamente dichiarato che l’impianto funziona nel completo rispetto delle disposizioni della (precedente) autorizzazione europea IPPC (acronimo di Integrated Pollution Prevention and Control). Nel contesto della procedura di rinnovo dell’autorizzazione IPPC, l’autorità competente ha la possibilità di verificare la conformità del gestore alla legislazione dell’UE e, in caso di non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione”.
“Anche con queste indicazioni – concludono i parlamentari – seguiremo il procedimento in corso, al quale abbiamo già preso parte inviando osservazioni, al fine di garantire l’integrale rispetto della normativa vigente, la piena tutela della salute dei cittadini e gli interessi degli stessi lavoratori della Italcementi. Il nostro impegno sarà tutto rivolto al rispetto delle regole ambientali e di sicurezza dei lavoratori in quanto, come peraltro dimostrato dalla risposta della Commissione Europea, l’aggiramento della normativa o la sua non osservanza andrebbe a danneggiare sia i lavoratori dell’azienda, che si vedrebbero negato il diritto al lavoro, sia i cittadini, che non vedrebbero rispettato il fondamentale diritto alla salute”.

AIA ITALCEMENTI (ISOLA DELLE FEMMINE): LETTERA AGLI AMMINISTRATORI LOCALI


Lo scorso 7 ottobre ho inviato una lettera ai sindaci dei comuni di Torretta e Carini nella quale chiedo loro di partecipare alle conferenze di servizi che si terranno per il rinnovo dell’Autorizzazione Ambientale relativa alla cementeria Italcementi di Isola delle Femmine, il cui procedimento è stato avviato lo scorso luglio. Ho inoltre condiviso con tutti gli amministratori locali del comprensorio interessato (Capaci, Isola delle Femmine, Carini e Torretta) le osservazioni che ho presentato nell’ambito del procedimento e che sono finalizzate ad ottenere un esercizio dello stabilimento che sia a norma di legge e che garantisca pienamente la tutela della salute dei cittadini. Auspico che vi sia un fronte comune da parte di tutte le Amministrazioni e che, a prescindere dal colore politico, la priorità siano la salute dei cittadini e l’ambiente in cui vivono. Terrò i cittadini informati sulle risposte dei vari amministratori a tali sollecitazioni.


RILASCIO AUTORIZZAZIONE ALL’ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE. #M5S: SI AVVIINO CONTROLLI PIÙ SEVERI E UN REGISTRO TUMORI

26 AGOSTO 2014

Palermo 26/8/2014. In vista dell’istanza di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento, il M5S ha presentato le sue richieste alla Regione, che prevedono paletti strettissimi. La deputata alla Camera, Claudia Mannino: “Si decide ora sulla salute dei cittadini per i prossimi 12 anni”.


“L’istituzione di un REGISTRO  tumori nei comuni di Carini, Capaci, Isola delle Femmine e Torretta e un costante monitoraggio epidemiologico e tumorale per i cittadini di questi comuni; il completo e pubblico monitoraggio delle emissioni inquinanti; l’aumento dei controlli obbligatori periodici da parte dell’ARPA, con oneri a carico dell’Italcementi. E ancora: obbligo di procedere alll’ammodernamento dell’impianto in un tempo stretto per limitare le emissioni, tramite l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili; predisposizione di prescrizioni chiare e con tempistiche di attuazione precise (come previsto dalla legge); obbligo di sottoporre l’impianto alle procedure V.I.A. E V.INC.A. In linea con la normativa europea; divieto esplicito di utilizzare il cementificio come inceneritore, e, infine, forti limitazioni all’utilizzo del pet coke, sostanza estremamente pericolosa per la salute”.
Sono numerosi e molto stretti i paletti piazzati dal Movimento 5 stelle sulla strada del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale per il cementificio d Isola delle Femmine.
 “Le nostre richieste presentate ieri alla Regione – afferma la deputata alla Camera Claudia Mannino – sono finalizzate a garantire l’esercizio dell’impianto nell’integrale rispetto della normativa ambientale che è stata scritta, pur se migliorabile, per fare in modo che le attività industriali non ledano il diritto di ogni cittadino a vivere in un ambiente salubre. Ci aspettiamo pertanto che le nostre proposte vengano prese in considerazione ed integrate nel prossimo decreto A.I.A.”.

“Abbiamo chiesto – continua Claudia Mannino – di partecipare in prima persona al procedimento e, in linea col nostro ruolo di cittadini attivi e di deputati, staremo col fiato sul collo dell’amministrazione regionale affinché il nuovo provvedimento garantisca la salute dei cittadini e, soprattutto, venga fatto rispettare integralmente. Siamo infatti rimasti sconcertati nel constatare che le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria – elemento fondamentale dell’A.I.A. – previste nel decreto del 2008 non siano state INSTALLATE. In questa vicenda riteniamo debbano essere verificate le responsabilità che verranno accertate dalle autorità competenti. Per queste ragioni sto provvedendo a segnalare la vicenda al ministero dell’Ambiente e, unitamente al portavoce regionale Giampiero Trizzino, invieremo una denuncia alla Commissione Europea per possibili violazioni della direttiva relativa all’autorizzazione integrata ambientale”.

Dalla deputata arriva anche un appello, diretto all’assessorato al Territorio ed Ambiente, per una maggiore sorveglianza su chi porta avanti importanti procedimenti come questo, che “avrà un impatto sulla condizione di salute dei cittadini per i prossimi 12 anni”.

E’ obbligo sottolineare – sostiene la Mannino – che la preoccupante vicenda processuale che vede coinvolto il dipendente regionale Cannova (R.U.P. Per A.I.A. Italcementi 2008), pur non riguardando il procedimento in oggetto, impone che l’Assessorato ponga una particolare attenzione a tutti i procedimenti da questi portati avanti e che hanno un impatto significativo sull’ambiente e sulla salute dei cittadini come quello della Italcementi”.
A questo link potete SCARICARE'  tutte le osservazioni che abbiamo presentato: osservazioni AIA


Commissione assegnataria
Commissione: IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Destinatari
Ministero destinatario:
·                             MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 12/05/2014
Stato iter: 
CONCLUSO il 10/07/2014

Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 12/05/2014
SOLLECITO IL 05/06/2014
SOLLECITO IL 04/07/2014
DISCUSSIONE IL 10/07/2014
SVOLTO IL 10/07/2014
CONCLUSO IL 10/07/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02776
presentato da
MANNINO Claudia
testo di
Lunedì 12 maggio 2014, seduta n. 226

 Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso e considerato che: 

secondo notizie di stampa comparse nell'edizione palermitana di Repubblica, il 21 aprile 2014, presso lo scalo di porto di Porto Empedocle, si sono svolte, dopo 4 giorni di ormeggio nel porto di un'imbarcazione carica di pet-coke le operazioni di scarico e trasbordo dello stesso materiale; 
secondo quanto riferito dal comandante della capitaneria di porto, la nave è rimasta ormeggiata nello scalo per quattro giorni, invece che per i due inizialmente previsti, poiché a capacità di incamerare il materiale dello stabilimento di Italcementi di Isola delle Femmine era inferiore rispetto a quanto previsto; 

il pet-coke, essendo un carbone artificiale prodotto utilizzando residui petroliferi pesanti e oleosi, contiene un insieme di sostanze particolarmente pericolose come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), in particolare il benzopirene, metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, nonché zolfo e cloro; 

a causa della presenza delle sostanze pericolose richiamate sopra, e alla luce del fatto che il pet-coke risponde pienamente ad alcune delle caratteristiche elencate nell'articolo 2, comma 2 del decreto legislativo 14 marzo 2003 – in presenza delle quali un materiale deve essere classificato come «pericoloso» – il trasporto di questo materiale va equiparato a quello di una sostanza pericolosa, e dunque deve essere eseguito secondo le disposizioni del decreto del Ministero della sanità 28 aprile 1997; 

per i gravi rischi indotti, è particolarmente necessario che le operazioni di trasbordo dalla nave ai camion e il successivo trasporto del pet-coke siano effettuati in modo tale da evitare la produzione e la dispersione nell'aria, nonché il deposito al suolo, di polveri della stessa sostanza; 
la documentazione fotografica pubblicata mostra, secondo gli interroganti inequivocabilmente, che il trasferimento del pet-coke da nave a banchina e da banchina a camion è stato effettuato con modalità meccanica (gru a benna e tramoggia), senza l'adozione di alcuna misura idonea a prevenire la formazione di polveri e la dispersione delle stesse nell'ambiente; 
la stessa documentazione fotografica mostra che le operazioni di scarico siano state effettuate negli stessi giorni nei quali erano previsti l'approdo di una nave da crociera e il successivo sbarco dei croceristi nello scalo di Porto Empedocle; 

con riferimento al pet-coke e alla sua pericolosità, va precisato che la sua classificazione come combustibile e il suo utilizzo all'interno di impianti – come la cementeria di Isola delle Femmine – è strettamente subordinato al rispetto delle soglie percentuali massime di zolfo in massa fissate nell'allegato X alla parte quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 e delle caratteristiche indicate nella parte II dello stesso decreto, superate le quali il pet-coke deve essere considerato alla stregua di un rifiuto e trattato come tale; 
alla luce della pericolosità del pet-coke, in alcuni scali, come quelli di Napoli e di Salerno, ne è stata vietata la movimentazione, in altri, come quelli gestiti dall'autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, le attività di carico, scarico e trasbordo del pet-coke sono disciplinate da un apposito decreto della stessa autorità portuale; 
per la stessa ragione, e con specifico riferimento al trasporto del pet-coke diretto allo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine, nel comune di Palermo è stata adottata l'ordinanza sindacale n. 322 del 24 ottobre 2008, «Provvedimenti da adottare per il trasporto di combustibile pet-coke all'interno dell'agglomerato urbano», con la quale è stato stabilito il divieto di trasporto dello stesso materiale all'interno dell'agglomerato urbano, con autocarri a cassone aperto anche se coperti da teloni, precisando che i mezzi di trasporto dovranno garantire la perfetta tenuta onde scongiurare il rilascio, anche in caso di evento accidentale, di tale materiale tossico nell'ambiente; 

le foto pubblicate sembrano documentare, invece, che per il trasporto del pet-coke all'interno dello scalo non sono stati utilizzati mezzi con sistemi di chiusura ermetica del carico e che il materiale depositato nei cassoni dei camion non era coperto neanche con teloni in PVC a chiusura scorrevole; 

nel decreto del responsabile del competente servizio della regione Siciliana, con il quale è stata rilasciata l'Autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «Cementeria di Isola delle Femmine», sono state dettate le prescrizioni relative alla realizzazione di un tunnel fisso all'ingresso dedicato allo scarico del combustibile del capannone materie prime e per il trasferimento nel predetto capannone del pet-coke allora stoccato nella cava di Raffo Rosso, ma non sono state fornite indicazioni in merito al rifornimento, a regime, dell'impianto oggetto dell'autorizzazione

 –: se le attività di scarico e trasbordo del pet-coke all'interno dello scalo di Porto Empedocle siano state effettuate per conto proprio, da parte del gestore della cementeria di Isola delle Femmine ovvero, per conto dello stesso gestore, da parte di una delle imprese autorizzate iscritte nell'apposito REGISTRO tenuto dall'autorità marittima; 

se nella richiesta di autorizzazione ex articolo 16 della legge n. 84 del 1994 e in particolare nel PROGRAMMA v:shapes="_x0000_i1026"> operativo e nella relazione sulla capacità tecnico-organizzativa, l'impresa che ha effettuato le operazioni nello scalo di Porto Empedocle richiamate in premessa, abbia indicato, tra le proprie attività, lo scarico e il trasbordo di pet-coke, e abbia fornito adeguate rassicurazioni sul pieno rispetto delle normative di sicurezza che trovano applicazione in caso di trasporto di materiali pericolosi; 

se per il rilascio dell'autorizzazione prescritta all'operatore portuale che ha condotto le operazioni descritte in premessa, sia stato richiesto all'autorità competente di verificare l'assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale ovvero di procedere alla valutazione dell'impatto ambientale delle attività portuali connesse alla movimentazione del pet-cokenello scalo di Porto Empedocle, e dunque di dettare prescrizioni specifiche per l'esercizio di dette attività; 
quali misure siano state adottate per tutelare la salute dei lavoratori dello scalo portuale e dei turisti in transito nei giorni nei quali sono state effettuate le operazioni di trasbordo delpet-coke; 
se e con quale frequenza abbiano luogo le operazioni di scarico e trasbordo del pet-coke diretto alla Cementeria di Isola delle Femmine nello scalo di Porto Empedocle ovvero verso altri impianti che utilizzano detto materiale come combustibile; 
se e in che modo sia stato accertato che il pet-coke movimentato all'interno dello scalo di Porto Empedocle non contenesse un quantitativo di zolfo superiore a quello indicato nel citato Allegato X del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e rispettasse le caratteristiche individuate nello stesso decreto legislativo, per poter essere classificato come un combustibile; 
se l'autorità marittima dello scalo di Porto Empedocle abbia adottato norme specifiche per regolare le operazioni di scarico e trasbordo del pet-coke nell'ambito portuale; 
se non ritenga necessario dare indicazioni alle autorità portuali e/o alle autorità marittime affinché le operazioni di carico, scarico e trasbordo del pet-coke vengano autorizzate soltanto a condizione che vengano eseguite con modalità «suction unloading» (scarico per aspirazione), e non con la modalità meccanica – come quella adottata nello scalo di Porto Empedocle – che determina la produzione e la dispersione di polveri dello stesso materiale. (5-02776)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 10 luglio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-02776
Gli onorevoli interroganti pongono una serie di quesiti in merito alle operazioni di movimentazione del pet-coke nello scalo marittimo di Porto Empedocle, in ragione della presunta pericolosità e/o tossicità di tale prodotto, in quanto contenente idrocarburi policiclici aromatici. 
Al riguardo sono stati acquisiti dettagliati elementi informativi presso l'Autorità Marittima. 
In via generale, per quanto riguarda la sicurezza del trasporto alla rinfusa di carichi solidi e, in particolare, lo scarico della merce in questione, occorre premettere che le operazioni di imbarco/sbarco avvengono utilizzando gru con benna a tenuta, che trasferiscono i materiali provenienti dalla stiva direttamente all'interno delle tramogge. Il contenimento delle polveri avviene facendo adottare, agli operatori che manovrano la gru, procedure che minimizzano l'altezza e la velocità di caduta dei materiali all'interno della tramoggia, mentre il posizionamento della benna – a filo con la tramoggia – impedisce la dispersione del materiale polverulento contenuto nel prodotto. 

Al termine delle operazioni, i residui del materiale di carico vengono raccolti con le apposite spazzatrici e aspiratrici, e conferiti ai mezzi adibiti al trasporto. Nel caso in cui durante le operazioni di sbarco si riscontri presenza di vento che crea spolverio del prodotto, si procede ad abbattere le polveri con acqua e, in caso di condizioni meteorologiche avverse (in particolare, con forte vento tale da sollevare le polveri) si interrompono le operazioni e si chiudono le stive, informando prontamente l'Autorità Marittima e il consulente chimico del porto. 
Il consulente chimico, ogni qual volta viene presentata istanza di caricazione o sbarco di pet-coke, rilascia un certificato in cui esprime parere favorevole allo sbarco del prodotto dalla nave con i mezzi di terra, purché vengano osservate tutte le norme di sicurezza e le precauzioni elencate nel medesimo certificato. 

Occorre premettere che per il disbrigo delle formalità in porto, necessarie per le movimentazioni del prodotto, l'armatore si è avvalso della agenzia marittima «Pietro Barbaro» che ha presentato alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle apposita istanza per il rilascio della prescritta autorizzazione. In data 10 aprile 2012 la suddetta Capitaneria rilasciava il nulla osta allo sbarco n. 124/2014 contenente le prescrizioni per l'effettuazione dell'operazione. 
Entrando ora nel merito dei singoli quesiti informo che: 

l'attività di scarico e trasbordo del pet-coke a Porto Empedocle è effettuata dall'impresa portuale O.R.M.M.E.S. s.r.l., debitamente autorizzata a svolgere attività di impresa portuale per conto terzi ai sensi dell'articolo 16 della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Tale impresa portuale ha indicato quale attività da svolgere lo sbarco e l'imbarco di merci pericolose, ed è in possesso dell'autorizzazione n. 18/2014 (con validità annuale) rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle; 

la movimentazione del pet-coke da parte dell'impresa portuale si limita allo spostamento del materiale dalla stiva della nave alla banchina del porto o viceversa, mentre il trasferimento del carico alla destinazione finale avviene a cura di imprese di autotrasporto incaricate dalla ditta «Italcementi» s.p.a. L'impresa portuale si attiene, per quanto riguarda le operazioni di scarico e trasbordo del pet-coke, alle vigenti norme in tema di sicurezza. Per quanto concerne la valutazione d'impatto ambientale (VIA), sebbene il rilascio non sia previsto per tali operazioni la citata impresa portuale, nell'anno 2009, ha avanzato comunque alla regione Siciliana istanza di autorizzazione ai sensi dell'articolo 269, del decreto legislativo n. 152 del 2006, tuttora in corso di valutazione presso il Tavolo tecnico regionale sulla qualità dell'aria; 
a tutela della salute dei lavoratori, degli operatori marittimi e portuali, dei passeggeri in transito e della cittadinanza di Porto Empedocle, durante le operazioni di trasbordo nello scalo portuale sono state adottate le misure di cui al citato nulla-osta n. 124/2014 rilasciato dalla locale Autorità Marittima; 

la frequenza con cui hanno luogo le operazioni di scarico e trasbordo del pet-coke diretto allo stabilimento di Isola delle Femmine è di circa una volta al mese, variabile in funzione delle esigenze commerciali; 

il valore in percentuale del quantitativo di zolfo contenuto nel pet-coke che arriva allo scalo di Porto Empedocle è riportato sul documento «Petcoke cargoes declaration by skipper» prodotto dal caricatore, in via preventiva, ai fini del rilascio dell'autorizzazione allo sbarco del prodotto, ed è pari al 4,5/5 per cento. Il quantitativo del tenore di zolfo, come riportato nella parte I, paragrafi 2 e 5, dell'allegato X del citato decreto legislativo, riguarda gli impianti di combustione; 
la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle ha adottato norme specifiche per disciplinare le operazioni di scarico e trasbordo di pet-coke con il Regolamento annesso all'Ordinanza n. 9/2005 del 31 marzo 2005 e con l'Ordinanza n. 49/2006, per il cui rispetto sono disposti regolari servizi di vigilanza da parte del personale della Capitaneria di Porto ai sensi dell'articolo 499 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione. Non è prevista alcuna precauzione aggiuntiva, in quanto la banchina adibita alle operazioni di trasbordo di pet-coke si trova all'interno dell'area di SECURITY' v:shapes="_x0000_i1027">  portuale ed è interdetta al transito/sosta di personale non autorizzato; le navi passeggeri adibite al servizio di linea per le isole Pelagie, nonché le navi da crociera che scalano il porto di Porto Empedocle, sono ormeggiate presso una diversa banchina portuale; inoltre, l'area adibita alla movimentazione di pet-coke si trova all'estremità del porto più distante dall'abitato cittadino. Peraltro, da quest'anno le strutture amovibili (gazebo e tendone) destinate dall'Amministrazione Comunale all'accoglienza dei turisti sbarcati da navi da crociera – fino al 2013 posizionate in area portuale limitrofa alla banchina adibita alla movimentazione di pet-coke – sono state ricollocate, su proposta dell'Autorità Marittima, al di fuori dell'area di security portuale, presso il varco di ingresso del porto, ad una distanza di circa mille metri dalla banchina di ormeggio; 
per quanto concerne l'adozione della procedura «suction unloading», richiamata dagli onorevoli interroganti, la locale Autorità marittima, in assenza di una specifica disposizione normativa che ne imponga l'adozione, ha stimato idonee e sufficienti le prescrizioni già impartite per la sicurezza delle operazioni e a salvaguardia dell'ambiente appena indicate.
In ultimo, per completezza espositiva, faccio osservare che le foto a corredo dell'articolo pubblicato il 21 aprile 2014 sul sito www.palermo.repubblica.it evidenziano come la nave da crociera e la nave adibita al trasporto di pet-coke siano ormeggiate presso banchine differenti. Per quanto riguarda gli automezzi utilizzati per il trasporto del materiale, le medesime foto li riprendono in sosta in prossimità non della nave da crociera, ma di altra nave passeggeri sotto sequestro giudiziario da oltre un anno nello scalo di Porto Empedocle senza equipaggio a bordo mentre per quanto riguarda l'automezzo privo di copertura, dalle informazioni assunte, è emerso che il materiale era ancora in corso di scaricazione con i mezzi meccanici dell'impresa portuale e non erano state completate le operazioni di riempimento del cassone a tenuta stagna del veicolo.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03034
presentato da
MANNINO Claudia
testo di
Venerdì 17 gennaio 2014, seduta n. 154
MANNINO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;

lo stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie regionali;
a seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;
a seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impianto ha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);
nel corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per l'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;

con decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;

l'articolo 6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello stesso decreto n. 693 del 2008;
l'articolo 7 del decreto n. 693 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative all'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;

tra le prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 693/2008, all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;

a distanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo 7 del decreto n. 693 del 2008, non è stata realizzata;
non risulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 693 del 2008, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata all'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;
nel comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;

la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – costituisce una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:
quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;
se intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034)


Ministero destinatario:
·                             MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 21/12/2013
Stato iter: 
IN CORSO
Fasi iter:
SOLLECITO IL 27/01/2014
SOLLECITO IL 28/02/2014
SOLLECITO IL 24/03/2014
SOLLECITO IL 23/04/2014
SOLLECITO IL 15/05/2014
SOLLECITO IL 05/06/2014
SOLLECITO IL 04/07/2014
SOLLECITO IL 05/08/2014
SOLLECITO IL 15/09/2014
SOLLECITO IL 20/11/2014
SOLLECITO IL 17/12/2014
SOLLECITO IL 15/01/2015
SOLLECITO IL 12/02/2015

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