CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.
NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



domenica 19 aprile 2015

ITALCEMENTI Allegato-4o-Osservazioni-a-i-a-Arpa-Italcementi-2009-16-Marzo-Sopralluogo-Centraline-Revamping.

ITALCEMENTI Allegato-4o-Osservazioni-a-i-a-Arpa-Italcementi-2009-16-Marzo-Sopralluogo-Centraline-Revamping.

ITALCEMENTI Allegato 4o Osservazioni a i a Arpa Italcementi 2009 16 Marzo Sopralluogo Centraline Revamping


 


All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente

Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente  .

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente   

p.c.
Al Presidente della Regione

Alla Procura della Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it   


Oggetto: VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Il sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:

  • il giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo” A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel periodo 2009-2013;
  • il giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.);
  • il giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per conoscenza anche a  numerosi altri indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato sul procedimento a questo Comitato;
  • il giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del 04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014 (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui, inspiegabilmente, non era stato invitato questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate nell’incontro del 22 luglio (“in riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino di Isola Pulita”);

Il Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli atti consequenziali connessi,  ritiene che la  mancata convocazione al Tavolo tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della cittadinanza;

Il Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20 novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del procedimento appaiono già superati.
 
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

n.b. si allega: Osservazioni a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita rinnovo A.I.A. Italcementi Inviate con posta certificata il giorno 2 settembre 2014

Isola delle Femmine 7 aprile 2015

         Ricevuta di avvenuta consegna
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urbanistica.comuneisoladellefemmine@viapec.net ("posta certificata")
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A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE OVE INSISTE IN PIENO CENTRO ABITATO IL CEMENTIFICIO DELLA  ITALCEMENTI AZIENDA CLASSIFICATA COME INDUSTRIA INSALUBRE DI PRIMA CLASSE 








ALL’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
   SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa, 169    
90146 – Palermo
Tel. 091.7077121, Fax 091.7077139 

E p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
ON.LE ROSARIO CROCETTA
PALAZZO D’ORLEANS
PIAZZA INDIPENDENZA 21
90129 PALERMO
Fax 091 7075199 tel 091 7075281

ALL’ASSESSORE REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
tel.: 091 7077870 - fax: 091 7077963


AL DIRIGENTE GENERALE DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE  DELL’A.R.T.A.
Dott. Gaetano Gullo
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
091 7077807 - 091 7077223 Fax: 091 7077294

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
C/O TRIBUNALE DI PALERMO
PIAZZA V.E. ORLANDO 1
90138 PALERMO

Comado Carabinieri Tutela per l'Ambiente
Nucleo Operativo Ecologico
Piazza Principe di Camporeale 64
90100 PALERMO
tel. 091/6788076, Fax 091 515142  

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio
c.a. Giampiero Trizzino
fax 0917054564


Oggetto: OSSERVAZIONI  –  Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata       Ambientale della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine

Con riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “     (vedi allegati 1 e 2  )  
il Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:

1.   Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio 2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing. Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing. Sansone alla Italcementi.
      Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone l’incarico di responsabile del Servizio.
       E’ persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota.
      Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento specifico.
      A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.

      Ma c’è anche di più.

      Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
      Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantita la stipula di un nuovo contratto individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e gestionale entro e non oltre i successivi trenta giorni”.
      Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing. Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   
2.   Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
      a) L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e prescrizioni autorizzative”.
      L’art 7 precisava che “L’Autorizzazione Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto…”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie prime”, i “Limiti alle emissioni”, le “Prescrizioni relative all’impianto”, le “Prescrizioni relative ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici “, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)”. Veniva fatto obbligo all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione alla conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del cemento…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti interventi” [quelli sopra specificati].
      Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di  adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b) Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36 mesi e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento”.
      Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi, il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione.   

      Da allora ad oggi, cioè a distanza complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione.

       Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.

       Alla luce delle superiori considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria un’autorizzazione ex novo.
          
         Comitato Cittadino Isola Pulita
         COORDINATORE GIUSEPPE CIAMPOLILLO
         posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
         email: isolapulita@gmail.com


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.
d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

(rintracciabile sul sito a pag 


Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Recapito:  isolapulita@gmail.com
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine



Per maggiori informazioni si trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:







CEMENTIFICIO DI ISOLA, IL “GIALLO” DELL’AUTORIZZAZIONE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha portato la vicenda a Bruxelles
di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare, per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più: sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione, carabinieri e magistratura.

Nella relazione del “Comitato cittadino Isola pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale (Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs – sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.  

Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17 dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione all’Italcementi – e cioè cinque mesi prima – non era dirigente del servizio Via-Vas. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a “sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.

Nel documento si legge che il dirigente generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota”.

La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe irregolare “e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento – l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’Aia”.

Fine dei problemi?

Non esattamente. Nel documento si parla anche di collaudi e prescrizioni che riguarderebbero lo stesso cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”. “Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.

Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel Decreto di riferimento”.

Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE


IL PATERACCHIO TOLOMEO PIETRO DIRETTORE GENERALE NOMINA SANSONE RESP 2 SERVIZIO VIA VAS IL 17 12 08 SINO AL 16 12 08  DERETO AIA 693 ITALCEMENTI 17 7 08 
Interrogazioni parlamentari
29 agosto 2014
E-006436-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della direttiva 96/61/CE (e successive modifiche e integrazioni)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Il 27 agosto 2014 è stata inviata al Commissario Potočnik una lettera dai membri della deputazione regionale, nazionale ed europea del Movimento 5 Stelle (M5S) sulla possibile violazione del diritto europeo, da parte della Regione Sicilia, per quanto riguarda l'attuazione della normativa europea relativa all'Autorizzazione Integrata Ambientale (impianto Italcementi dell'Isola delle Femmine).
Emerge che per sei anni, dal momento del rilascio dell'A.I.A. con decreto del responsabile del servizio (D.R.S.) 693/2008 ad oggi, non sono state rispettate le prescrizioni previste dall'A.I.A. relativamente al monitoraggio della qualità dell'aria che prevedevano l'installazione di due centraline. Ad oggi emerge una chiara responsabilità per la mancata installazione delle centraline da parte dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA), il quale non ha convocato il tavolo tecnico finalizzato a individuare le tipologie e i luoghi per l'installazione delle stesse. Inoltre, alla lettura dei diversi verbali ispettivi dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA), l'ARTA non è intervenuta omettendo atti di competenza previsti dalla normativa italiana in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 96/61/CE e non ha ottemperato all'obbligo di diffida per mancato rispetto delle prescrizioni previste dall'A.I.A.
Alla luce di quanto descritto si chiede alla Commissione europea di verificare se vi è, in linea di principio, una violazione della direttiva 96/61/CE.

Interrogazioni parlamentari
15 ottobre 2014
Risposta di Janez Potočnik a nome della Commissione
L'art. 8 della direttiva (UE) 2010/75(1) sulle emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di autorizzazione.
Sulla base delle informazioni disponibili risulta che il gestore dell'impianto abbia presentato nel 2014 una domanda di rinnovo dell'autorizzazione IPPC. Nella sua richiesta il gestore ha espressamente dichiarato che l'impianto funziona nel completo rispetto delle disposizioni della (precedente) autorizzazione IPPC. Nel contesto della procedura di rinnovo dell'autorizzazione IPPC, l'autorità competente ha la possibilità di verificare la conformità del gestore alla legislazione dell'UE e, in caso di non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione.
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/navigation/hr.gif
GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17. Questa direttiva ha abrogato la direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (che a sua volta abrogava la direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento).


Interrogazioni parlamentari
31 ottobre 2014
E-008576-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della normativa europea
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
In risposta all'interrogazione E-006436/2014 la Commissione afferma che «l'art. 8 della direttiva (UE) 2010/75 sulle emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di autorizzazione».
Come la Commissione stessa ha potuto constatare e ammettere (si veda comunicazione ARES(2014)2995107), sulla base dei dati di fatto il decreto AIA non è stato applicato in maniera integrale come previsto dalla normativa europea. E ancora oggi la situazione non è mutata.
Stiamo parlando di un decreto AIA del 2008 e di ben sei anni di completa inazione da parte dell'autorità competente che, nonostante fosse informata nelle relazioni annue da parte dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), non è intervenuta con alcun atto di diffida, come previsto dalla normativa nazionale in attuazione dell'art. 8 della direttiva 2010/75. Si tratta di una situazione persistente da sei anni.
Può la Commissione chiedere informazioni alla Regione Siciliana riguardo a tale situazione?


Interrogazioni parlamentari
7 gennaio 2015
E-000149-15
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della normativa europea (replica)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Nella risposta E-008576/2014 la Commissione afferma di aver constatato sulla base del verbale del 22/07/2014 che il decreto AIA del 2008 non è stato applicato in maniera integrale come previsto dalla normativa europea.
La Commissione fa riferimento all'invito ad installare le centraline fatto dalle autorità competenti al gestore dell'impianto nel 2014. Si segnala che a quell'invito non ha fatto seguito alcun intervento. Pertanto la violazione persiste da 6 anni durante i quali vi è stata completa inazione da parte dell'autorità competente che, nonostante fosse informata annualmente dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, non è intervenuta con alcuna diffida (come previsto dalla normativa). Sarebbe grave se la Commissione intendesse avallare un atteggiamento persistente da 6 anni di violazione del diritto europeo, senza neanche sollecitare le autorità competenti.
Proprio sulla scorta di queste motivazioni, a seguito della denuncia CHAP (2014) 03804, la Commissione ha avviato la procedura EU Pilot 7194/14/ENVI, informando di voler avviare una indagine e un confronto con le autorità italiane. La rispostaE-008576/2014 apparirebbe incoerente con l'avvio della procedura EU Pilot sopramenzionata.
La Commissione può fornire aggiornamenti rispetto alla procedura in corso?




A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE


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