CEMENTIFICI PETCOKE RIFIUTI DIOSSINE INQUINANTI TUMORI
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NO ALL'USO DI COMBUSTIBILE CDR PER I CEMENTIFICI
"Per dire NO all'uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti". Gli ambientalisti lanciano l'allarme, per un eventuale coinvolgimento dei cementifici dell'isola allo smaltimento di rifiuti, con un comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. "Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, - spiegano le associazioni - diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). Inoltre i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore. Alle Associazioni basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo. Al posto della combustione del CDR si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia. Dietro l'angolo - concludono le associazioni ambientaliste - ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l'autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici". Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Il CDR viene utilizzato per l'incenerimento in appositi impianti inceneritori, che essendo dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione producono elettricità o, assieme, elettricità e calore (cogenerazione). Il CDR può essere bruciato anche in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso.Il 22 dicembre 2008 l'Italia è stata condannata dall'Unione europea, perché il CDR (anche il CDR-Q, la qualità migliore) va considerato non nuovo prodotto ma rifiuto, e deve quindi sottostare alle norme di sicurezza relative.



martedì 17 novembre 2015

"Istigazione alla corruzione", la dirigente Corsello sospesa per sei mesi. Pressioni per sette assunzioni in un ente di formazione

La lady di ferro della Regione con l'uso facile dell'auto blu

di EMANUELE lAURIA

La lady di ferro della Regione con l'uso facile dell'auto blu


Anna Rosa Corsello con Patrizia Monterosso e Nelli Scilabra 

Il suo fu un cognome molto citato, nell'estate di fuoco del 2014. Corsello, di nome Anna Rosa, è la dirigente che poco più di un anno or sono si fece da parte dopo una aspra battaglia — contornata da poco edificanti sms di insulti — con l'assessore alla Formazione Nelli Scilabra. Sulla scia delle polemiche per il flop-day - il fallimento della selezione telematica per i tirocini alla Regione - perse il posto anche la baby-assessora. Ma la Corsello fu poi ripescata a sorpresa da Crocetta, con una nomina in un dipartimento diverso, quello del Lavoro.

Perché Anna Rosa Corsello era, ed è, una donna-chiave dell'amministrazione regionale. Una del cerchio magico di Crocetta, per intenderci, in stretti rapporti con il segretario generale Patrizia Montersosso, anche lei ex responsabile della Formazione. La Corsello è una burocrate di lungo corso, considerata fra le più capaci dell'amministrazione, una dirigente che in questi anni ha gestito anche l'incarico di liquidatrice di due importanti società partecipate: Multiservizi e Biosphera. Due "carcasse" che hanno fruttato alla dirigente un'indennità supplementare rispettivamente di 40 mila e 25 mila euro annui. La Corsello, per entità del compenso e rilevanza delle società che è stata chiamata a liquidare, è stata di certo la regina delle dismissioni.

Non è nuova, la Corsello, neppure alle cronache giudiziarie. Sul suo capo pesa una richiesta di condanna a tre anni per peculato: i pm ritengono che la dirigente abbia utilizzato l'auto blu per scopi privati, addebitando sul conto della Regione più di 500 viaggi per un totale di 122.601 chilometri.

"Istigazione alla corruzione", la dirigente Corsello sospesa per sei mesi. Pressioni per sette assunzioni in un ente di formazione


Al centro della nuova indagine della procura il superburocrate della Regione. La guardia di finanza all'assessorato Lavoro per notificare il provvedimento del gip. Avrebbe speso il nome di Crocetta e della Monterosso per sollecitare le assunzioni. Il caso sollevato da un funzionario regionale. Pagliaro (Cgil): "Scoprire i mandanti politici"


Le indagini sulla Corsello sono scattate nei primi mesi di quest'anno, con lo scopo di verificare eventuali violazioni commesse da dirigenti e funzionari regionali nel corso della stipula di una grossa convenzione con un ente nazionale che opera nel settore della formazione professionale. La Finanza ha accertato che nel corso della trattativa per un atto aggiuntivo alla convenzione la dottoressa Corsello avrebbe chiesto ai responsabili dell'ente di contrattualizzare sette dirigenti il cui rapporto di lavoro con la Regione era scaduto da qualche mese e non poteva essere rinnovato a causa del blocco delle assunzioni previsto dalla legge finanziaria.


"Istigazione alla corruzione". Sospesa superburocrate della Regione


Dalle indagini, che si basano anche su intercettazioni, è emerso che la Corsello avrebbe convocato il responsabile dell'ente consegnandogli un elenco di nomi, su carta intestata della Regione. Documento adesso agli atti dell'inchiesta. In quell'occasione, avrebbe anche speso il nome del presidente Crocetta e del segretario generale "quali interessati all'assunzione" scrive la Finanza in un comunicato stampa. Ma poi le assunzioni non furono fatte, il responsabile dell'ente si è rifiutato di cedere a quelle che per la procura sono state delle vere e proprie "pressioni". Il caso è stato sollevato all'inizio di quest'anno da un funzionario dell'assessorato al Lavoro che lavorava con la super burocrate, Domenico Giubilaro si chiama. Questro ha raccontato: "Nel corso di una riunione, la Corsello chiese alla dirigente del Formez Anna Gammaldi di contrattualizzare sette dirigenti esterni della Regione, le consegnò in mia presenza un foglio contenente i nominativi dei quali pretendeva l'assunzione nell'ente di formazione... sostenendo che l'input su tutti e sette proveniva anche dal presidente Crocetta e dalla dottoressa Monterosso, soggetti che la Corsello citò espressamente sottolineandone la volontà specifica". Giubilaro ha detto ancora: "La Corsello le consegnò il biglietto pregandola di fare tutto il possibile cercando di raggiungere il risultato". E ha aggiunto che la Corsello voleva utilizzare la stipula del contratto integrativo come "forma di pressione" sull'ente di formazione: "La dirigente mi disse, "li vogliono i due milioni? E allora contrattualizzino le persone che noi vogliamo".


Le reazioni. Il presidente della Regione Crocetta interviene sulla vicenda: "Leggo sulla stampa una vicenda di presunti tentativi di assunzioni della quale non so nulla e per la quale annuncio una querela per diffamazione e calunnia, non appena avrò preso visione degli atti".  



"L'indagine che coinvolge Annarosa Corsello, sottende responsabilità politiche che sarebbe opportuno venissero alla luce. Se quanto contestato alla dirigente generale dell'assessorato al lavoro fosse confermato è chiaro che si tratterebbe di un'operazione con dei 'mandantì di cui occorre conoscere nomi e volti". Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro. "Si tratta è pur vero di un'indagine - prosegue - che lascia tuttavia a bocca aperta visto che si adombra un reato di corruzione, a quanto pare non per interessi strettamente personali. Ci piacerebbe sapere cosa pensa il presidente della Regione, oltre all'annunciata querela di questa vicenda,  visto che ha fatto della legalità la sua bandiera"




Regione, scandalo Formazione: indagata e sospesa Anna Rosa Corsello „"Ha chiesto di assumere 7 dirigenti", indagata e sospesa Anna Rosa Corsello“  




Regione, scandalo Formazione: indagata e sospesa Anna Rosa Corsello

Nuovo terremoto alla Formazione. Il superburocrate della Regione è accusata di "istigazione alla corruzione": avrebbe fatto pressioni su un'ente "spendendo" anche il nome del presidente Crocetta. La Finanza all'assessorato al Lavoro per notificare il provvedimento del gip

 
Regione, scandalo Formazione: indagata e sospesa Anna Rosa Corsello
Terremoto alla Regione, indagata per "istigazione alla corruzione" e sospesa per sei mesi Anna Rosa Corsello dirigente generale dell’assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro. Secondo l'accusa avrebbe chiesto al rappresentante di un ente di formazione l'assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni, "spendendo" anche il nome del presidente Crocetta. Stamattina i finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria le hanno notificato un’ordinanza con la quale il Gip del Tribunale del capoluogo - su richiesta della locale Procura della Repubblica - ne ha disposto la sospensione dall’esercizio delle funzioni "per i reati di cui agli articoli 61, nr. 10, e 322, comma 3, del Codice Penale".
"Leggo sulla stampa una vicenda di presunti tentativi di assunzioni della quale non so nulla e per la quale annuncio una querela per diffamazione e calunnia, non appena avrò preso visione degli atti". Questa la replica all'Ansa del Governatore Crocetta
Le indagini - svolte con la diretta partecipazione del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e coordinate dal Procuratore Capo Francesco Lo Voi - sono state avviate dai finanzieri nei primi mesi del 2015, con lo scopo di accertare eventuali ipotesi di reato perpetrate da dirigenti e funzionari della Regione Siciliana con riferimento alla stipula di una convenzione nel settore della “formazione professionale”.
"In particolare - spiegano dalla Finanza - in occasione della stipula di un atto aggiuntivo alla convenzione, con cui la Regione Siciliana concedeva un’integrazione di 2 milioni di euro ad un importante ente di formazione nazionale per servizi di assistenza tecnica, la dottoressa Corsello ha chiesto a quest’ultimo di contrattualizzare sette dirigenti, il cui rapporto di lavoro con la Regione era scaduto da qualche mese e non poteva essere rinnovato, a causa del “blocco” delle assunzioni previsto dalla legge finanziaria regionale del 2014".
Le dichiarazioni rese dai soggetti coinvolti, a vario titolo, nelle indagini e le intercettazioni telefoniche ed ambientali svolte dalle Fiamme Gialle, riscontrate da mirate acquisizioni documentali hanno consentito agli investigatori di ricostruire tutti i dettagli della vicenda. E' stato accertato, infatti, che la Corsello, prima della sottoscrizione della convenzione, ha appositamente convocato un responsabile dell’ente aggiudicatario al quale ha chiesto di contrattualizzare gli ex dipendenti regionali, consegnandogli un elenco nominativo manoscritto su carta intestata della Regione Siciliana (documento acquisito agli atti delle indagini) e spendendo, a sostegno della propria richiesta, il nome del Presidente della Regione e del Segretario generale quali interessati all’assunzione. 
Regione, scandalo Formazione: indagata e sospesa Anna Rosa Corsello
"Dalle investigazioni svolte - concludono dalla Finanza - è emerso pure che il dirigente generale, come ulteriore 'forma di pressione', ha cercato di differire il più possibile la stipula dell’atto aggiuntivo, provvedendo a sottoscriverlo solo dopo l’incontro con il referente dell’ente di formazione e la conseguente richiesta di assunzione dei soggetti segnalati, richiesta che, tuttavia, non è stata accettata in quanto ritenuta palesemente illegittima".

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L'incontro, le denunce e le pressioni Ecco i "raccomandati" dalla Corsello 

Mercoledì 11 Novembre 2015 - 21:16 di Riccardo Lo Verso e Accursio Sabella

Nelle carte dell'inchiesta i sei nomi delle persone "sponsorizzate" dall'ex dirigente generale della Formazione che, però, non furono assunte al Formez. Un super testimone racconta i retroscena ai magistrati e ai finanzieri della Polizia tributaria.

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PALERMO - “Li vogliono i due milioni... e allora contrattualizzino le persone che noi vogliamo”, così, racconta un testimone, avrebbe detto Anna Rosa Corsello.

Aprile scorso. È nell'ufficio dell'allora dirigente generale della Formazione professionale che si svolge l'incontro decisivo. La Corsello ha voluto un faccia a faccia con Anna Gammaldi, manager del Formez, l'ente nazionale che si occupa dell'assistenza tecnica per la Formazione professionale. In ballo c'è un'integrazione del contratto che vale due milioni di euro. Nella stanza sono presenti Domenico Giubilaro, funzionario dell'assessorato, e Pasqua Gramasi, responsabile per il Formez del “Progetto Sicilia”.

La Corsello tira fuori un foglio di carta intestata della Regione con sei nomi scritti a mano. Sono tutti dirigenti a tempo determinato ai quali è scaduto il contratto: Gianliborio Marrone, Corrado Castello, Alessandro Ravidà, Calogero Boccadutri, Eva Faraci, Settimio Cantone. Così Giubilaro, testimone decisivo dell'inchiesta, racconta le fasi della consegna: “ (la Corsello, ndr)... pregò (Anna Caterina Gammaldi, ndr) di fare tutto il possibile cercando di raggiungere il risultato... chiese subito di contrattualizzare sette dirigenti esterni della Regione (in realtà nell'elenco ci sono sei nomi, ndr) consegnando alla Gammaldi un foglio contenente i nominativi e sostenendo che l'input su tutti proveniva anche dal presidente Crocetta e dalla dottoressa Monterosso”.

Sarà la stessa Gammaldi a spiegare ai finanzieri della Tributaria che “la Corsello non mi intimò la contrattualizzazione bensì me la propose calorosamente... con frasi del tipo 'ma sono bravi... competenti'...”.

L'incontro è l'epilogo della trattativa, preceduto dalla richiesta che la Corsello avrebbe rivolto a Giubilaro per “perorare presso i dirigenti Formez l'assunzione di taluni dirigenti”. Al rifiuto di Giubilaro l'ex dirigente della Formazione, oggi capo dipartimento al Lavoro, gli avrebbe proposto di organizzare l'incontro. Non solo, racconta sempre Giubilaro, la Corsello gli avrebbe pure chiesto di rinviare la firma della convenzione in modo da sfruttare la mancata stipula come forma di pressione: “... mi telefonò dicendomi che i 5 Stelle avevano paralizzato la proroga dei contratti dei dirigenti e che, d'accordo con Crocetta e la Monterosso, occorreva fare assumere tali persone”.

La convenzione fu poi firmata. Nessuno dei dirigenti, però, è passato nel libro paga del Formez, solo la Faraci, sottolineano gli investigatori, “è stata in effetti assunta da Cogea poco dopo tale incontro”. Cogea è un'altra società che si occupa di assistenza tecnica.

“Vi sono gravi indizi che la Corsello - scrive il gip Giovanni Francolini - con coscienza e volontà abbia sollecitato la promessa se non la effettiva dazione di utilità per esercitare la propria funzione pubblica”. Da qui l'accusa di istigazione alla corruzione. Ecco perché il giudice ha accolto la richiesta del procuratore Francesco lL Voi, dell'aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto Luca Battinieri. Una richiesta che già nell'immediatezza dell'incontro di aprile prevedeva anche il divieto di dimora. Oggi alla Corsello è stata applicata la sospensione cautelare dall'incarico per sei mesi perché, sottolinea il gip, “un comportamento così apertamente in violazione del pubblico interesse denuncia l'elevata probabilità che Anna Rosa Corsello, se non venisse a lei applicata una misura cautelare, ben potrebbe continuare ad agire contra legem, ponendo in essere condotte analoghe che potrebbero pure condurre al perfezionamento di un accordo corruttivo
”.

Corruzione, indagata e sospesa Anna Rosa Corsello  "Spese il nome di Crocetta per chiedere assunzioni" 

Mercoledì 11 Novembre 2015 - 12:49 di Riccardo Lo Verso


La dirigente generale dell'assessorato alla Famiglia avrebbe chiesto al rappresentante dell'ente di formazione Formez l'assunzione di 7 dirigenti che non potevano essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni.Secondo i magistrati avrebbe speso i nomi del governatore e del segretario Generale Patrizia Monterosso, che non sono indagati, sostenendo che fossero interessati alla questione. Il presidente della Regione: "Non so nulla, pronto a querelare".

Risultati immagini per CORSELLO CROCETTA


PALERMO - Pressioni per ottenere assunzioni nell'ente di formazione professionale Formez. Finisce nei guai Anna Rosa Corsello, dirigente generale dell'assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, e spuntano i nomi del presidente della Regione Rosario Crocetta e del segretario generale della Regione Patrizia Monterosso. La Corsello, sospesa per sei mesi dalle funzioni per decisione del gip, avrebbe speso i nomi del governatore e dell'alto burocrate, che non sono indagati, sostenendo che fossero interessati alle assunzioni incriminate.

Il provvedimento del gip del tribunale di Palermo scaturisce dall'iscrizione della dirigente nel registro degli indagati per istigazione alla corruzione. L'indagine è condotta dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo che oggi ha notificato la sospensione alla funzionaria. La misura era stata chiesta dalla Procura della Repubblica. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Bernardo Petralia, sono state avviate dai finanzieri nei primi mesi del 2015 su una convenzione nel settore della formazione professionale. Il resto lo hanno fatto le intercettazioni e le testimonianze raccolte dai finanzieri.

In particolare, in occasione della stipula di un atto aggiuntivo alla convenzione, con cui la Regione Siciliana concedeva una integrazione di due milioni di euro al Formez, un importante ente di formazione per i servizi di assistenza tecnica, la Corsello avrebbe chiesto di contrattualizzare sette dirigenti , il cui rapporto di lavoro con la Regione era scaduto da qualche mese. Le "pressioni" sarebbero servite ad aggirare il blocco delle assunzioni previsto dalla finanziaria del 2014. I loro nomi erano stati scritti su carta intestata della Regione sequestrata dalla guardia di finanza.

I finanzieri agli ordini del comandante della Tributaria, Francesco Mazzotta, hanno notificato il provvedimento alla Corsello nel suo ufficio all'assessorato regionale al Lavoro.

*Aggiornamento ore 14.52
"Leggo sulla stampa una vicenda di presunti tentativi di assunzioni della quale non so nulla e per la quale annuncio una querela per diffamazione-calunnia, non appena avrò preso visione degli atti". Lo dice all'ANSA il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a proposito dell'inchiesta della guardia di finanza su assunzioni di dirigenti in un ente di formazione, coordinata dalla Procura di Palermo.


Sicilia, corruzione in Regione. Indagata e sospesa per sei mesi la super burocrate Corsello  

mercoledì, 11 novembre 2015

Indagata e sospesa dalle funzioni per sei mesi: la dirigente generale dell’assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Anna Rosa Corsello, è accusata di istigazione alla corruzione. Il provvedimento di sospensione è stato adottato dal gip del tribunale di Palermo, nell’ambito di un’indagine condotta dal nucleo di polizia tributaria della Finanza di Palermo. La misura era stata chiesta dalla Procura della Repubblica. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Bernardo Petralia, sono state avviate dai finanzieri nei primi mesi del 2015. Alla dottoressa Corsello viene contestato di avere chiesto al rappresentante del Formez, un ente di formazione, l’assunzione di sette dirigenti che non potevano più essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni.
LA VICENDA. Secondo le indagini della finanza nel corso della stipula di un atto aggiuntivo ad una convenzione col Formez, con cui la Regione Siciliana concedeva un’integrazione di 2 milioni di euro per servizi di assistenza tecnica, la Corsello avrebbe chiesto all’ente di contrattualizzare sette dipendenti il cui rapporto di lavoro con la Regione era scaduto da qualche mese e non poteva essere rinnovato, a causa del «blocco» delle assunzioni previsto dalla legge finanziaria regionale del 2014. Le dichiarazioni rese dalle persone coinvolte, a vario titolo, nelle indagini e le intercettazioni telefoniche ed ambientali svolte dalle Fiamme Gialle, riscontrate da mirate acquisizioni documentali hanno consentito agli investigatori di ricostruire tutti i dettagli della vicenda. È stato accertato che il dirigente generale interdetto, prima della sottoscrizione della convenzione, ha appositamente convocato un responsabile dell’ente aggiudicatario al quale ha chiesto di contrattualizzare gli ex dipendenti regionali, consegnandogli un elenco nominativo manoscritto su carta intestata della Regione Siciliana (documento acquisito agli atti delle indagini) e spendendo, a sostegno della propria richiesta, il nome del Presidente della Regione e del Segretario generale quali interessati all’assunzione. Dalle investigazioni svolte è emerso pure che il dirigente generale, come ulteriore «forma di pressione», ha cercato di differire il più possibile la stipula dell’atto aggiuntivo, provvedendo a sottoscriverlo solo dopo l’incontro con il referente dell’ente di formazione e la conseguente richiesta di assunzione dei soggetti segnalati, richiesta che, tuttavia, non è stata accettata in quanto ritenuta palesemente illegittima.
Formazione ed extrabudget  Interrogatorio fiume per la Corsello 
Sabato 17 Ottobre 2015 - 17:56 di Riccardo Lo Verso
Nei giorni scorsi l'ex dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale, oggi al Lavoro, ha risposto per sette ore alle domande dei pubblici ministeri di Palermo. Nel mirino le compensazioni che sono già costate la stangata della Corte dei conti per politici e burocrati.
PALERMO - L'inchiesta sugli extrabudget è tutt'altro che chiusa. Lo dimostra il nuovo interrogatorio fiume di Anna Rossa Corsello. Nei giorni scorsi l'ex dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale, oggi al Lavoro, ha risposto per sette ore alle domande dei pubblici ministeri Luca Battinieri e Piero Padova. È indagata per abuso d'ufficio.

L'inchiesta è partita dalle denunce dei responsabili degli enti di formazione.Al centro dell'indagine ci sono i cosiddetti extrabudget della Formazione. Negli anni passati era abitudine concedere agli enti di Formazione le cosiddette “integrazioni”. Somme che si aggiungevano a quelle previste inizialmente dal Piano dell'offerta formativa regionale. Quelle “integrazioni”, però, come ha sottolineato recentemente la Corte dei conti, sono illegittime. La stangata contabile è ormai definitiva. La condanna più pesante è arrivata per il segretario generale Patrizia Monterosso che dovrà restituire alla Regione quasi 1,3 milioni di euro. Condannati pure gli ex assessori Santi Formica (dovrà restituire 379 mila euro), Luigi Gentile (224 mila euro), la dirigente Alessandra Russo (378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro) e l'ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele (365 mila euro).

Nelle more della sentenza la Regione aveva avviato le “compensazioni”. La Corsello aveva bloccato i finanziamenti dell'Avviso 20 a diversi enti di formazione per recuperare gli extrabudget degli anni precedenti. Un recupero che avrebbe potuto fare venire meno il danno erariale. Solo che alcuni enti si erano opposti costituendosi in giudizio. E sono stati gli stessi enti che si sono ribellati alla compensazione a denunciare la faccenda alla Procura della Repubblica. I finanzieri, però, si erano già mossi. 

E' nata l'inchiesta che ha portato all'iscrizione della Corsello. L'anno scorso c'era stato un primo interrogatorio. Non è evidentemente bastato visto che il pm ha di nuovo convocato il dirigente che aveva già cercato di dimostrare di avere agito rispettando le regole e salvaguardando l'interesse della Regione siciliana: “Il recupero delle somme andava fatto. Se la Regione deve ricevere soldi come si può pensare di erogarne altri? Altrimenti saremmo stati in presenza di un danno erariale”. Prima di avviare le compensazioni era stato chiesto pure un parere all'avvocatura. Ed era arrivato il via libera all'operazione.

Condannati e rinviati a giudizio, i burocrati che imbarazzano Crocetta

Almeno una decina i dirigenti con pendenze giudiziarie che siedono nei posti di comando. Chi sono e di cosa sono accusati
Dicono che Patrizia Monterosso sia abbattuta e sconfortata. Qualcuno sussurra che avrebbe preso in considerazione anche l'ipotesi di dimettersi. Di certo il day after del segretario generale di Palazzo d'Orleans, il capo della burocrazia regionale, è stato amaro dopo la condanna (in primo grado) della Corte dei conti che due giorni fa le ha intimato di rimborsare quasi 1,3 milioni. Soldi che la Monterosso  -  quando era dirigente della Formazione professionale  -  avrebbe dato a enti che non ne avevano diritto. Ora alcuni alleati di peso di Crocetta, pur riconoscendo la professionalità della Monterosso, si interrogano sull'opportunità di una conferma della dirigente in quel ruolo. E si chiedono  -  chiedono al governatore  -  se invece la sua presenza non indebolisca la lotta agli sprechi proprio nel settore della formazione. Crocetta, sinora, ha difeso a spada tratta la sua principale collaboratrice. Ma anche l'ultimo attacco di Montante alla burocrazia regionale ha contribuito a creare un clima non facile a Palazzo d'Orleans.


D'altra parte, la Monterosso non è da sola: l'elenco dei dirigenti regionali condannati o sotto processo è lungo. Sono almeno una decina gli uomini che adesso imbarazzano il presidente che ha fatto della legalità la sua bandiera politica. "La verità è che in questa Regione pochi sono esenti da qualche procedimento. Ma io, delle persone che scelgo, mi fido. Fino a prova contraria", ha detto il governatore confermando la fiducia nella Monterosso.



Ma chi sono gli altri burocrati dei quali Crocetta si fida nonostante abbiano sulle spalle condanne o siano sotto inchiesta da parte della magistratura ordinaria e contabile? Chi sono i dirigenti seduti nei posti di comando nonostante le grane giudiziarie? C'è, innanzitutto, Enzo Emanuele, l'ex ragioniere generale che la giunta a gennaio 2013 ha piazzato alla guida dell'Irfis malgrado sulle sue spalle pesi una condanna in secondo grado della Corte dei conti: Emanuele sta restituendo, attraverso un prelievo in busta paga, mezzo milione di euro per la gestione della megabanca dati giuridica acquistata dalla Regione nel 2005. 



Nell'elenco dei burocrati che imbarazzano il presidente, c'è pure Giovanni Pistorio: al segretario regionale dell'Udc  -  e ad altri 16 politici  -  la magistratura contabile ha chiesto di restituire 730 mila euro per aver gonfiato, ai tempi di Salvatore Cuffaro presidente, il 118 di ambulanze e personale. Ciò nonostante, oggi Pistorio è a capo della segreteria tecnica dell'assessore alle Autonomie Locali Patrizia Valenti nel cui staff, per la verità, siede più di un burocrate che ha guai giudiziari. A cominciare dal capo della segreteria Santo Primavera: ex consigliare provinciale di Catania è stato indagato dalla Corte dei conti nell'ambito dell'inchiesta sulle spese folli della provincia di Catania e gli viene contestato un danno di 20 mila euro. E ancora Francesca De Luca, nella segreteria tecnica dell'assessore Valenti da ottobre 2013: la dirigente, che ha guidato l'ufficio di Palermo dell'Azienda foreste, è stata condannata dalla Corte dei conti a pagare 45 mila euro per il caso degli 11 mila alberelli che i forestali portarono al macero anziché piantarli.



Ed è nei gangli vitali dell'amministrazione regionale pure Anna Rosa Corsello che oggi guida la Formazione professionale nonostante un rinvio a giudizio per peculato: secondo l'accusa, la dirigente avrebbe utilizzato l'auto di servizio per 568 viaggi tra Cefalù e Palermo, addebitando il costo del pedaggio sul telepass della Regione.



Su Giovanni Arnone, attuale dirigente delle Infrastrutture, pesa l'accusa di disastro colposo e omicidio colposo plurimo: è tra i quindici rinviati a giudizio dalla Procura di Messina per l'alluvione di Giampilieri. Per Arnone quella di Giampilieri non è l'unica grana giudiziaria: è tra i dirigenti regionali per i quali il pm della Procura di Palermo Gaetano Paci ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso di ufficio. Accusa che pende pure su altri due dirigenti di punta: Vincenzo Sansone, che guida il Dipartimento tecnico, e Sergio Gelardi che è invece ai Beni culturali. L'indagine riguarda il caso Gioacchino Genchi, il dirigente della Regione che sei anni fa fu cacciato dall'assessorato all'Ambiente dopo un giudizio di valutazione espresso da una commissione che a suo dire lo avrebbe silurato senza contraddittorio. Questa vicenda  -  una guerra senza esclusione di colpi tra i burocrati  -  è di certo la meno grave per il governatore Crocetta. Il portabandiera della guerra contro favoritismi, sprechi e illegalità ha casi ben più spinosi da affrontare. A partire proprio dalla condanna pesantissima che ha colpito la Monterosso, finora difesa da Crocetta. Ma il caso politico è aperto.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/16/news/condannati_e_rinviati_a_giudizio_i_burocrati_che_imbarazzano_crocetta-81105801/

Ial Sicilia denuncia il dirigente generale Anna Rosa Corsello


Lo Ial Sicilia ha presentato una denuncia nel confronti del dirigente generale del Dipartimento regionale all’Istruzione, Anna Rosa Corsello

PALERMO, 3 OTTOBRE 2013 – Lo Ial Sicilia rende noto di aver presentato una denuncia nel confronti del dirigente generale del Dipartimento regionale all’Istruzione, Anna Rosa Corsello. La Ial Sicilia è un ente a cui la Regione siciliana ha revocato l’accreditamento per presunte irregolarità nel pagamento degli stipendi al personale.

“In queste lunghe settimane – si legge in una nota dello Ial Sicilia – in cui siamo stati oggetto di accuse, di esposti in Procura e di atteggiamenti discriminatori, abbiamo risposto con i documenti ai rilievi immotivati e comunque costruiti su presupposti falsi. Nei giorni scorsi avevamo denunciato che il provvedimento di revoca dell’accreditamento era costruito su una procedura illegittima”.

“Siamo nelle condizioni di dimostrare nelle sedi opportune – si legge ancora nella nota – di non aver mai ricevuto una fantomatica Pec (posta elettronica certificata) da parte dell’assessorato alla Formazione, ragione per cui siamo stati oggetto di revoca e censura senza avere avuto la possibilità di difenderci né di conoscere i motivi delle presunte irregolarità”.

“Possiamo anche affermare – prosegue – che la famosa Pec non sia mai partita e che l’intero atto amministrativo di revoca si basa su presupposti inesistenti. Nonostante ciò ci siamo adoperati per costruire interlocuzione con la direzione generale dell’assessorato che ha avuto come risultato il silenzio e l’esclusione dello Ial dal piano dei corsi Oif, nell’ambito di una incomprensibile procedura adottata dal tavolo tecnico. Poiché lo scenario in cui siamo costretti ad operare è questo, non possiamo che adire le vie legali. Per questa ragione abbiamo deciso di procedere ad una denuncia nei confronti della dirigente generale Anna Rosa Corsello”.
3 OTTOBRE 2013 

http://www.si24.it/2013/10/03/ial-sicilia-dirigente-generale-anna-rosa-corsello-2/10137/


IL FANTASMA DI LOMBARDO 13 APRILE 2014 


CORSELLO 211 DECRETO CROCETTA 385 7 OTTOBRE GAZZARA CAS VALENTI LOMBARDO



Corsello 2014 Strappo La Tessera Della Cisl Bernava Non Può Ricoprire Tre Incarichi Gds 24 Maggio 2014 

CORTE 2014 DEI CONTI SEZ GIURISDIZIONALE SENTENZA 401 14 MARZO D.A 1804 28 07 09 INTEGRA € 1.281.055,26 CORSELLO DIR GEN GIUSEPPA PATRIZIA MONTEROSSO ASSESSORE GENTILE
CORSELLO 2014 COMMISSIONE REGIONALE LAVORO PIANO GIOVANI SCILABRA CARUSO CROCETTA LOMBARDO MONTEROSSO ETT SVILUPPO ITALIA SVILUPPO SICILIA MULTISERVIZI CAS
CORSELLO 2014 ANNA ROSA ALLENZA CON LA MONTEROSSO PER LA SUA ULTIMA SCALATA 21 AGOSTO 2014 CORTE DEI CONTI FORMNEZ ETT SVILUPPO ITALIA SVILUPPO SICILIA
CORSELLO 2012 ANNA ROSA NOMINA DIRIGENTE GENERALE DIPARTIMENTO LAVORO ASSESSORATO FAMIGLIA LOMBARDO 2012
TIROCINI SICILIA 2013
CORTE DEI CONTI 2015 FEBBRAIO RELAZIONE CORTE DEI CONTI 2014 DIRIGENTI ADI SOCIETA PARTECIPATE DOPPI STIPENDI
CORSELLO 2014 LA CORTE DEI CONTI INDAGA SVILUPPO ITALIA SVILUPPO SICILIA FORMEZ ETT PIANO GIOVANI
REGIONE 2015 SUPERCONSULENTI ESTERNI DA 500 EURO AL GIORNO PER SPENDERE I FONDI UE.




CORTE DEI CONTI Sezione giurisdizionale Sicilia sent. n. 401 del 14/03/2014

Presidente: L. SAVAGNONE
Estensore: G. PETRIGNI
emblema repubblica italiana
RE­PUB­BLI­CA ITA­LIA­NA
IN NOME DEL PO­PO­LO ITA­LIA­NO
LA CORTE DEI CONTI
SE­ZIO­NE GIU­RI­SDI­ZIO­NA­LE PER LA SI­CI­LIA

com­po­sta dai ma­gi­stra­ti:
Dott.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne Pre­si­den­te
Dott. Vin­cen­zo Lo Pre­sti Con­si­glie­re
Dott. Guido Pe­tri­gni Con­si­glie­re – re­la­to­re
ha pro­nun­cia­to la se­guen­te
S E N T E N Z A N.401/2014
nel giu­di­zio per re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, pro­mos­so dal Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le della Corte dei Conti per la Si­ci­lia nei con­fron­ti di:
- FOR­MI­CA Santi (c.f. FRM­SN­T52­S27I084V), nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952 ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in S. Sal­va­to­re di Fi­ta­lia, via dei Mille n. 3, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia, che lo rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- IN­CAR­DO­NA Car­me­lo (c.f. NCRCM­L64A08­H163Q), nato a Ra­gu­sa il 8 gen­na­io 1964, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli avv.​ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Gio­van­ni Pa­ci­ni n. 12 pres­so lo stu­dio di que­st’ul­ti­mo.
- LOM­BAR­DO Raf­fae­le (c.f. LM­BR­FL50­R29­C351L), nato a Ca­ta­nia il 29/10/1950, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il loro stu­dio in Pa­ler­mo, via Noto 12;
- GEN­TI­LE Luigi (c.f. GN­TL­GU59­S11­H159A), nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, via Ober­dan n. 5 pres­so lo stu­dio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, dal quale è rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so, sia uni­ta­men­te che di­sgiun­ta­men­te agli av­vo­ca­ti Giu­sep­pe Im­pi­du­glia e Lucia Al­fie­ri;
- RUSSO Ales­san­dra (c.f. RS­SL­SN58­P52­G273D), nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Cal­ta­nis­set­ta n. 1, pres­so lo stu­dio degli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, che la rap­pre­sen­ta­no e di­fen­do­no;
- MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia (c.f. MNTGP­P67­H52­G273N), nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967 ed ivi elet­ti­va­men­te dom.​ta in P.​le Un­ghe­ri, 58 c/o lo stu­dio del­l’avv.Clau­dio Alon­gi, dal quale è rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa;
- DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la (c.f. DBRM­CR59­P65­F830S), nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Li­ber­tà n. 171, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Mau­ri­zio Lino, che la rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re (c.f. DFR­SV­T64­R19­C421Z), nato a Ce­fa­lù il 19/10/1964 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Sa­ve­rio Ca­val­la­ri, 6, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dal­l’avv. Ales­san­dra Gazzè ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il suo stu­dio a Pa­ler­mo, nella Via Li­ber­tà n. 171;
- ESPO­SI­TO Lo­re­da­na (c.f. SP­SLD­N54­P41­G273P), nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954 ed ivi re­si­den­te in viale Emi­lia n. 66, rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa dal­l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta pres­so il suo stu­dio, in Pa­ler­mo, via Nun­zio Mo­rel­lo n. 40;
- EMA­NUE­LE An­to­ni­no (c.f. MNLNN­N52­T09­B666M), nato a Capo d’Or­lan­do (ME) il 9 di­cem­bre 1952 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Fer­di­nan­do Ferri n. 18, di­fe­so dal­l’avv. Anna Man­no­ne ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Giu­sep­pe Ales­si n. 22, pres­so il suo stu­dio;
Visti: il T.U. 12.7.1934, n.1214; il R.D. 13.8.1933, n.1038; il D.L. 15.11.1993, n.453, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 14.1.1994, n.19; la L. 14.1.1994, n.20; il D.L. 23.10.1996, n.543, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 20.12.1996, n.639.
Visti tutti gli atti e do­cu­men­ti di causa.
Uditi, nella pub­bli­ca udien­za del 18 di­cem­bre 2013, il re­la­to­re dott. Guido Pe­tri­gni, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro dr. Gian­lu­ca Albo e gli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra per il con­ve­nu­to In­car­do­na Car­me­lo; l’avv. Clau­dio Alon­gi per la con­ve­nu­ta Mon­te­ros­so Pa­tri­zia; l’avv. Anna Man­no­ne per il con­ve­nu­to Ema­nue­le An­to­ni­no; gli avv. ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na per il con­ve­nu­to Lom­bar­do Raf­fae­le; gli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rell­la e Ales­san­dro Mag­gio per la con­ve­nu­ta Russo Ales­san­dra; l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no per la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na; l’avv. Mau­ri­zio Lino per la con­ve­nu­ta Di Bar­to­lo Maria Car­me­la; l’avv. Gazzè per la con­ve­nu­ta Di Fran­ce­sca l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia per il con­ve­nu­to For­mi­ca Santi; gli avv.​ti Gi­ro­la­mo Ru­bi­no e Mo­ni­ca Di Gior­gio (per de­le­ga del­l’avv. Lucia Al­fie­ri) per il con­ve­nu­to Gen­ti­le Luigi.
FATTO
In pre­mes­sa l’or­ga­no re­qui­ren­te as­su­me che l’i­po­te­si di danno era­ria­le con­te­sta­ta è si­mi­la­re a quel­la per cui è in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za di que­sta Se­zio­ne nr. 2947 del­l’11/7/29.10.2012, con la quale si ac­co­glie­va la do­man­da at­to­rea per il danno era­ria­le sca­tu­ren­te da ero­ga­zio­ne sine ti­tu­lo di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi, ri­spet­to al de­cre­to di fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, di­spo­sti nel 2010 in fa­vo­re del­l’en­te di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le A.N.F.E.
L’i­po­te­si oggi con­te­sta­ta pre­sen­ta am­bi­ti sog­get­ti­vi e cro­no­lo­gi­ci dif­fe­ren­ti, in quan­to com­pren­de le fat­ti­spe­cie di danno era­ria­le de­ri­van­ti dalla ero­ga­zio­ne di somme sine ti­tu­lo, in be­ne­fi­cio di vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ad in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti in loro fa­vo­re di­spo­sti per il Piano Re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va per l’an­no 2007 (Prof. 2007).
L’or­ga­no che pro­ce­de, av­va­len­do­si della col­la­bo­ra­zio­ne di fun­zio­na­ri no­mi­na­ti ex art. 2 l. 19/94, non­ché della Guar­dia di Fi­nan­za, ha ri­co­strui­to l’in­te­ra vi­cen­da nei se­guen­ti passi es­sen­zia­li.
Per l’as­se­gna­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti dei Prof. 2007, la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca ha avuto ini­zio con la pub­bli­ca­zio­ne sulla G.U. della Re­gio­ne Si­ci­lia n. 29 del 16/6/2006 del­l’Av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006.
La gra­dua­to­ria de­fi­ni­ti­va dei pro­get­ti 2007 am­mes­si al fi­nan­zia­men­to, era ap­pro­va­ta con D.A. n. 852 del 3 apri­le 2007 dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Santi For­mi­ca, con cui si fi­nan­zia­va­no pro­get­ti per com­ples­si­vi € 257.747.855,00.
Gli im­pe­gni di spesa per l’at­tua­zio­ne dei Prof. 2007 ve­ni­va­no adot­ta­ti dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le pro tem­po­re Ales­san­dra Russo.
Dal punto di vista cro­no­lo­gi­co, le pro­ce­du­re di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria hanno avuto ini­zio im­me­dia­ta­men­te a ri­dos­so dei de­cre­ti di fi­nan­zia­men­to e sono pro­se­gui­te fino al 2009.
Le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ac­cer­ta­te pos­so­no di­stin­guer­si in:
• in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si a fi­nan­zia­men­to dal Prof. 2007;
• in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007.
Tutte le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie og­get­to della pre­sen­te con­te­sta­zio­ne sono ca­rat­te­riz­za­te da una ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof.2007 e da un aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
1. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, viene de­scrit­to il primo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria sine ti­tu­lo nei se­guen­ti ter­mi­ni.
Il 6 giu­gno 2007, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, tra­smet­te­va al­l’As­ses­so­re For­mi­ca un pro me­mo­ria (prot. 0924/Prof/2007) aven­te ad og­get­to “ Ri­chie­ste in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to e va­ria­zio­ni D.A: n. 852 del 3 apri­le 2007”, ed in cui, oltre alle pro­po­ste di va­ria­zio­ni ad al­cu­ni pro­get­ti, ve­ni­va­no ri­por­ta­te 22 ri­chie­ste di vari enti, già de­sti­na­ta­ri di fi­nan­zia­men­ti del Prof. 2007 i quali ri­chie­de­va­no ul­te­rio­ri ri­sor­se fi­nan­zia­rie per la voce “ Per­so­na­le e/o per la voce “ Ge­stio­ne”.
In calce a tale nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa Russo, si ri­met­te­va alle va­lu­ta­zio­ni del­l’As­ses­so­re For­mi­ca, che sul punto (re­la­ti­vo alle in­te­gra­zio­ni) re­sti­tui­va il pro me­mo­ria, “data la ge­ne­ri­ci­tà delle ri­chie­ste pre­sen­ta­te dagli enti”, e re­sta­va in at­te­sa di una det­ta­glia­ta re­la­zio­ne sup­por­ta­ta da tutti gli atti istrut­to­ri ne­ces­sa­ri”.
Il 9 no­vem­bre 2007, con nota pro me­mo­ria prot. 3246, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, ri­spon­de­va al­l’As­ses­so­re, li­mi­ta­ta­men­te a 4 enti (Con­sor­zio Ela­bo­ran­do, Ma­theis Ita­lia, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, M.A.C.), of­fren­do mo­ti­va­zio­ni em­pi­ri­che di aval­lo delle ri­spet­ti­ve ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, e pre­di­spo­nen­do la “ ret­ti­fi­ca” al D.A: 852 del 3 apri­le 2007 con l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se per i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi: in calce alla nota si rin­ven­go­no i pa­re­ri fa­vo­re­vo­li sia del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Russo, sia del­l’As­ses­so­re, On.​le For­mi­ca.
Il 19 di­cem­bre 2007, con nota prot. 3657, il Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca, in­di­riz­za­va al­l’As­ses­so­re un nuovo pro me­mo­ria, in cui rap­pre­sen­ta­va di non avere an­co­ra avuto ri­scon­tro alla ri­chie­sta di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti degli enti che ave­va­no fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to per un am­mon­ta­re com­ples­si­vo di € 7.098.870,93, e che la di­spo­ni­bi­li­tà, sul ca­pi­to­lo di spese per­ti­nen­te, era di € 1.050.242,20.
Lo stes­so fun­zio­na­rio pre­ci­sa­va che, a causa del­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007 e della ne­ces­si­tà con­se­quen­zia­le di im­pe­gna­re con tem­pe­sti­vi­tà le somme an­co­ra di­spo­ni­bi­li, va­lu­ta­va l’op­por­tu­ni­tà di as­se­gna­re la di­spo­ni­bi­li­tà re­si­dua di € 1.050.242,20, esclu­si­va­men­te, in fa­vo­re degli Enti ri­chie­den­ti l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to per la voce di spesa “ Per­so­na­le” ed in quota pro­por­zio­na­le agli im­por­ti ri­chie­sti.
In calce alla ci­ta­ta nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, Dott.​ssa Di Ales­san­dra Russo, con­cor­da­va sul­l’im­pe­gno con­ta­bi­le tem­pe­sti­vo, ma su­bor­di­na­va il pa­ga­men­to delle somme alla re­la­ti­va ve­ri­fi­ca nei ren­di­con­ti; a se­gui­re l’As­ses­so­re For­mi­ca ap­po­ne­va la di­ci­tu­ra “ Visto si con­cor­da”.
Il 20 di­cem­bre 2007, con nota prot. 4756, il di­ri­gen­te del­l’U.O.2 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, tra­smet­te­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne le ri­chie­ste ri­sul­tan­ze tri­me­stra­li solo nei con­fron­ti del­l’En­te IS­STREF, re­pu­tan­do con­gruo un fab­bi­so­gno ag­giun­ti­vo di € 52.000,00 per le spese del “ Per­so­na­le”.
Stan­te quan­to sopra, ram­men­ta il PM, l’As­ses­so­re pro tem­po­re, On.​le For­mi­ca, de­cre­ta­va, senza al­cu­na mo­ti­va­zio­ne giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­te, una serie di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie a fa­vo­re di enti già de­fi­ni­ti­va­men­te fi­nan­zia­ti per Prof. 2007.
Nella spe­cie:
i) con D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re de­cre­ta­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- C& B S.r.l., nella mi­su­ra di € 45.022,36, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0190 in­ti­to­la­to “ Lo svi­lup­po di pro­fes­sio­na­li­tà nel set­to­re in­for­ma­ti­co”;
- IS­STREF nella mi­su­ra di € 52.000,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il corso prot. 0369 in­ti­to­la­to “ For­ma­zio­ne per l’in­te­gra­zio­ne so­cia­le”.
Le due in­te­gra­zio­ni de­ter­mi­na­va­no un mag­gio­re onere per l’im­por­to di € 97.022,36 sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007.
ii) con D.A n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni espres­se in calce al pro me­mo­ria sopra evo­ca­to (n. 3246 del 9 no­vem­bre 2007), di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- Con­sor­zio E-la­bor @ndo nella mi­su­ra di € 55.370,00, per la voce Costo del per­so­na­le, ine­ren­te il pro­get­to 0647 in­ti­to­la­to “Esper­to nella va­lo­riz­za­zio­ne e pro­mo­zio­ne tu­ri­sti­co lo­ca­le”, non­ché nella mi­su­ra di € 26.488,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0649 in­ti­to­la­to “ Re­spon­sa­bi­le azien­de agro­bio­lo­gi­che”:
- MA­THE­SIS Ita­lia S.​rl., nella mi­su­ra di € 5.562,00 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to n. 0805 in­ti­to­la­to “ Dios Kuroi”;
- M.A.C. Mo­vi­men­to Apo­sto­li­co Cie­chi, nella mi­su­ra di € 45.074,00 per la voce “ Costo per­so­na­le” ine­ren­te il pro­get­to prot. 0816 in­ti­to­la­to “ MAC SR Pro­get­to Fas”;
- EN­FA­GA Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 59.128,92 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to prot.0866 in­ti­to­la­to “ Peter Pan”.
Le su cen­na­te in­te­gra­zio­ni com­por­ta­va­no un mag­gior onere, sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della Re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007, per un com­ples­si­vo im­por­to di € 191.622,92;
iii) con D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, l’As­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni stese in calce al pre­ci­ta­to pro me­mo­ria n. 3657 del 19 di­cem­bre 2007, di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to, per l’im­por­to cor­ri­spon­den­te al to­ta­le delle somme di­spo­ni­bi­li al 31/12/2007 sul ca­pi­to­lo 717910 (€ 1.050.242,20), in fa­vo­re degli enti:
- IN­TE­RE­FOP, nella mi­su­ra di € 63.285,00, per i pro­get­ti nn. IF2007A0081, IF2007­B0124 e IF2007­C0177;
- As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no, nella mi­su­ra di € 33.183,10, per il pro­get­to n. IF2007­C0141;
- Fon­da­zio­ne C.A.S., nella mi­su­ra di € 37.289,74 per i pro­get­ti nn. IF2007A0071, IF2007­B0120 e IF 2007­C0173;
- Cor­mo­ra­no Felix Soc. Coop, nella mi­su­ra di € 5.472,94, per il pro­get­to n. IF2007A0041;
- Geoin­for­ma­ti­ca So. Coop. A.r.l. nella mi­su­ra di € 9.166,60 per i pro­get­ti nn. IF2007A00223 e IF 2007­B0274;
- ASAIN­FORM (già En. A.I.P. Tra­pa­ni), nella mi­su­ra di € 6.111,07, per i pro­get­ti nn. IF2007A0067, IF2007­B0270 e IF2007­C0169;
- ECAP Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 129.163,24, per i pro­get­ti nn. IF2007A0050, IF2007­B0100 e IF2007­C0154;
As­so­cia­zio­ne Po­li­teia, nella mi­su­ra di € 19.689,86, per il pro­get­to n. IF2007A0016;
- C.I.R.S. Onlus Mes­si­na, nella mi­su­ra di € 6.825,70, per i pro­get­ti nn. IF2007A0038 e IF2007­C0149;
- Ecap Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 28.481,30, per i pro­get­ti nn. IF2007A0054, IF2007­C0156 e IF2007­B0104;
- En­do­fap, nella mi­su­ra di € 12.986,77, per i pro­get­ti nn. IF2007A0068 e IF2007­C0170;
- En.A.I.P. Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 16.523,65, per il pro­get­to n. IF2007A0064;
- I.R.A.P.S., nella mi­su­ra di € 75.157,12, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0275, IF2007­C0316 e IF2007A0073;
- ANFE Ca­ta­nia, nella mi­su­ra di € 111.262,29, per i pro­get­ti nn. IF2007­C0133, IF2007A0006 e IF2007­B0093;
- As­so­cia­zio­ne ERIS, nella mi­su­ra di € 7.530,34, per il pro­get­to n. IF2007A0015;
- A.R.A.M., nella mi­su­ra di € 294.264,38, per i pro­get­ti nn. IF2007A0008, IF2007­B0257 e IF2007­C0136;
- E.​CO.​FORM. - CISAL, nella mi­su­ra di € 58.687,95, per i pro­get­ti nn.​IF2007A0044 e IF2007­C0151;
- A.N.F.E. Si­ra­cu­sa, nella mi­su­ra di € 11.806,88, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0255 e IF2007­C0135;
- CE.​SI.​FO.P., nella mi­su­ra di € 81.059,20, per i pro­get­ti nn. IF2007A0031, IF2007­B0266 e IF2007­C0146;
- IRIPA SI­CI­LIA, nella mi­su­ra di € 21.197,01, per i pro­get­ti nn. IF2007A0082 e IF2007­B0125;
- Con­sor­zio NOE’, nella mi­su­ra di € 2.433,73, per i pro­get­ti nn. IF2007A0205 e IF2007­C0305;
- En.A.I.P. Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 4.889,87, per i pro­get­ti nn. IF2007A0061 e IF2007­C0163;
- C.F.P. “SAN PAN­CRA­ZIO” ONLUS, nella mi­su­ra di € 6.448,92, per il pro­get­to: n. IF2007A0032;
- ECAP Cal­ta­nis­set­ta, nella mi­su­ra di € 5.045,03, per i pro­get­ti nn. IF2007A0051 e IF2007­B0101;
- A.E.G.E.E. - PA­LER­MO, nella mi­su­ra di € 1.739,91, per il pro­get­to n. IF2007­C0130.
Il 24 di­cem­bre 2007 con il D.D.G. n. 1911, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa A. Russo adot­ta­va l’at­to di ge­stio­ne at­tua­ti­vo dei ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li di in­te­gra­zio­ne, as­su­men­do l’im­pe­gno di spesa per € 1.388.887,48, sul cap. 717910.
L’im­por­to ri­sul­ta, so­stan­zial­men­te, pari alle somme delle in­te­gra­zio­ni di­spo­ste con i ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li:
D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 97.022,36;
D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 191.622,92;
D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 1.050.242,20.
2. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007, ri­cor­da il PM che, nel corso degli anni 2008 e so­prat­tut­to 2009, fa­ce­va­no se­gui­to nu­me­ro­se note del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, re­la­ti­ve ad ul­te­rio­ri ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del Prof. 2007 da parte di nu­me­ro­si enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Si ve­ri­fi­ca un se­con­do ed un terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria, ri­spet­to ai pre­ce­den­ti ca­rat­te­riz­za­ti dal­l’es­se­re in­ter­ve­nu­ti suc­ces­si­va­men­te al­l’at­ti­vi­tà di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti fi­nan­zia­ti con il Prof. 2007, ma so­vrap­po­ni­bi­li alle pre­ce­den­ti in­te­gra­zio­ni es­sen­do con­no­ta­ti dalla me­de­si­ma se­quen­za svin­co­la­ta da mo­ti­va­zio­ni giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti, ov­ve­ro ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof. 2007 e aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Il se­con­do pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne ha com­por­ta­to un in­gen­te esbor­so fi­nan­zia­rio, come fa­cil­men­te evin­ci­bi­le dalla do­cu­men­ta­zio­ne ac­qui­si­ta e così sus­sun­ta.
Con nota prot. n. 1464 del 20 mag­gio 2008 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, il Di­ri­gen­te U.O. 2 Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà svol­te nel pro­get­to n. 1999.​IT.​16.​PO.01/3.02/7.24/867 ( ex IF2007A0041) per le quali l’En­te Cor­mo­ra­no Felix aveva chie­sto una mag­gio­re somma di € 33.122,39 per ri­sor­se umane, si ri­tie­ne con­grua un’in­te­gra­zio­ne di € 33.122,39 per la voce per­so­na­le.
Con nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, ap­pa­ri­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007 ed in par­ti­co­la­re:
- € 17.647,82 per il pro­get­to 1999/IT/16.1PO.011/5.03/7.2.4/030 (ex IF2007­C0152);
- € 69.108,67 per il pro­get­to IF2007A0048.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 86.756,49.
Con nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 , il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, dopo una re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.R.A.M, ap­pa­ri­va per­ti­nen­te, con­gruo e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007.
In par­ti­co­la­re:
- € 166.607,75 per il pro­get­to IF2007A0008;
- € 52.508,49 per il pro­get­to IF2007­B0257;
- € 487.856,12 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/5.3/7.2.4/021 (ex IF2007­C0136);
- € 53.764,44 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/944 (ex IF2007­D0002).
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 760.736,80.
Con nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le in­for­ma­va il Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CEFOP, ap­pa­ri­va per­ti­nent, con­gruo, plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 2.120.000,00, così ri­par­ti­ta:
- € 60.000,00 per il pro­get­to IF2007­B0096;
-€1.460.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/440 (ex IF2007­C0145);
-€260.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/7.2.4/859 (ex IF2007A0030);
- €340.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/954.
Con nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re le note del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008) e del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 293/UO2; prot.n. 295/UO2; prot. n. 383/UO2) pre­ce­den­te­men­te in­di­ca­te, e re­la­ti­ve alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti Cor­mo­ra­no Felix, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, A.R.A.M. e CEFOP, ri­fe­ri­va al­l’As­ses­so­re Car­me­lo In­car­do­na che il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 2.336.051,61 (“al netto delle eco­no­mie rea­liz­za­te nella voce “ge­stio­ne” dei pro­get­ti del CEFOP, pari a € 324.564,07”) e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re con l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le se­con­do le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007.
Sulla pre­ci­ta­ta nota erano, in calce, ri­por­ta­ti il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so ed il “si con­cor­da” del­l’As­ses­so­re On.​le Avv. Car­me­lo In­car­do­na. Que­st’ul­ti­mo, in sede di au­di­zio­ne, pur di­sco­no­scen­do la gra­fia del “si con­cor­da”, ha con­fer­ma­to che, alla sot­to­scri­zio­ne del pro­me­mo­ria, era da ri­con­dur­re una sua vo­lon­tà di con­di­vi­sio­ne del con­te­nu­to.
Ve­ni­va, dun­que, emes­so dal­l’As­ses­so­re In­car­do­na il D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009 , che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 2.282.287,17.
Il D.A. n. 1062 ve­ni­va re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro il 15/06/2009, pur se , con­te­stual­men­te, con nota prot. n. 33511 del 15/06/2009, a firma del Di­ret­to­re Capo, Lo­re­da­na Espo­si­to, la stes­sa Ra­gio­ne­ria aveva in­via­to al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne l’av­ver­ten­za n. 406, nella quale, dopo aver ef­fet­tua­to pic­co­le cor­re­zio­ni alle in­te­gra­zio­ni ero­ga­te al­l’en­te EN­FA­GA (€ 2.060,86 in meno per il corso IF2007A0048 ed € 272,61 in meno per il corso IF2007­C0152), di­chia­ra­va di non ri­te­ne­re rien­tran­te, tra le spese am­mis­si­bi­li per il PROF 2007, l’in­te­gra­zio­ne di € 262.236,67 in fa­vo­re del­l’en­te ARAM, poi­ché re­la­ti­va al pa­ga­men­to di ar­re­tra­ti con­trat­tua­li, così come evi­den­te nel pro­spet­to ana­li­ti­co al­le­ga­to alla nota 295 del 10/02/2009.
Se­gui­va il D.D.G n. 1116 del 18 giu­gno 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 19 giu­gno 2009 al n. 984, con cui il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Mon­te­ros­so, mo­di­fi­can­do il D.D.G. n. 824 del 21 mag­gio 2007, cor­reg­ge­va e dava at­tua­zio­ne al D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009, im­pe­gnan­do sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 la somma di € 2.373.253,13 su­pe­rio­re, quin­di, di € 90.965,96 ri­spet­to a quel­lo del D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009.
Gli im­por­ti delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se con il D.D.G. n. 1116 sono pari ad € 2.373.253,13.
3. In­fi­ne, se­gui­va il terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del P.R.O.F. 2007, così ca­len­da­to nei suoi pas­sag­gi es­sen­zia­li .
Con nota prot. n. 694/U.O.2 del 12 marzo 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.N.F.E. Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua una in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to nella mi­su­ra di :
- € 499.904,52 per il pro­get­to mis. 3.02/842;
- € 165.637,23 per il pro­get­to mis. 3.04/434;
- € 37.977,76 per il pro­get­to IF2007­B0254;
Il Di­ri­gen­te pre­ci­sa­va, nelle sue con­clu­sio­ni, che sem­bra­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re ado­pe­ran­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 703.519,51.
Con nota prot. n. 695/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CIOFS-FP di Ca­ta­nia, si va­lu­ta­va per­ti­nen­te e con­gruo un ri­co­no­sci­men­to pari ad € 205.525,79 ec­ce­den­ti il fi­nan­zia­men­to con­ces­so.
Ri­le­va­va, da ul­ti­mo, il Di­ri­gen­te che il ri­co­no­sci­men­to sem­bra­va plau­si­bi­le, giu­sti­fi­can­do­si un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa cui far fron­te con le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
An­co­ra, con nota prot. n. 696/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà del­l’en­te IAL-CI­SL di Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua un’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to” nella mi­su­ra di :
- € 196.547,25 per il pro­get­to mis. 3.02/895;
- € 31.224,93 per il pro­get­to mis. 3.02/977;
- € 135.769,82 per il pro­get­to mis. 3.04/444;
- € 39.692,89 per il pro­get­to IF2007­B0123.
Con­clu­de­va il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne re­pu­tan­do plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re uti­liz­zan­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era di € 403.234,89.
Con nota “pro-me­mo­ria” prot. n. 1242 del 4 giu­gno 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re, sia il pre­ce­den­te pro-me­mo­ria prot. 325 del 18.2.2009 nel quale l’as­ses­so­re pro tem­po­re si era di­chia­ra­to fa­vo­re­vo­le alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie di al­cu­ni enti (Cor­mo­ra­no Felix, EN­FA­GA Pa­ler­mo, ARAM e CEFOP sui pro­get­ti del PROF 2007), sia le note del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 694/UO2; prot.n. 695/UO2; prot. n. 696/UO2) ap­pe­na in­di­ca­te af­fe­ren­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti A.N.F.E. – De­le­ga­zio­ne Re­gio­na­le Si­ci­lia, CIOFS-FP ed IAL-CI­SL, co­mu­ni­ca­va al­l’As­ses­so­re ad in­te­rim, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, che:
- il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 1.281.055,26 e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re “me­dian­te l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le con le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007”.
Su tale nota si leg­go­no, in calce, il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so e la firma del Pre­si­den­te della Re­gio­ne, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, As­ses­so­re ad in­te­rim.
Ve­ni­va, al­lo­ra, emes­so il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, in data 31 di­cem­bre 2009, al n. 645 (sche­da n. 2240), a firma del­l’As­ses­so­re Dott. Luigi Gen­ti­le, che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 1.281.055,26.
Se­gui­va, quin­di, il D.D.G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009 , a firma del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Pa­tri­zia Mon­te­ros­so, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 31 di­cem­bre 2009 al n. 224 con im­pe­gno de­fi­ni­ti­vo as­sun­to n. 76 sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 di € 1.281.055,26.
La Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, con nota prot. n. 29 del 4 gen­na­io 2010, in­via­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne Av­ver­ten­za n. 1046/09 nella quale met­te­va in ri­sal­to che, pur aven­do re­gi­stra­to il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009 al n. 215 del 30/12/2009 e, pur aven­do as­sun­to l’im­pe­gno re­la­ti­vo al D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009, ri­scon­tra­va una serie di cri­ti­ci­tà.
La let­tu­ra degli atti pro­ce­di­men­ta­li e de­cre­ti sopra de­scrit­ti per­met­te di ri­le­va­re la rea­liz­za­zio­ne di in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che a vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le ri­guar­do ai fi­nan­zia­men­ti già as­se­gna­ti con il P.R.O.F. 2007.
In breve, le in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che con­ces­se nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sono quan­ti­fi­ca­bi­li in € 4.992.195,87, come di se­gui­to elen­ca­te:
D.A. n. 2907 del 21/12/2007 - D.A. 2908 del 21/12/2007 - D.A. 2909 del 21/12/2007
D.D.G. 1911 del 24 di­cem­bre 2007
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 IS­STREF 369 € 52.000,00
2 C&B S.r.l 190 € 45.022,36
3 Con­sor­zio e-​labor@​ndo 647 € 55.370,00
4 649 € 26.488,00
5 Ma­the­sis Ita­lia S.r.l. 805 € 5.562,00
6 M.A.C. Mov. Apo­sto­li­co Cie­chi 816 € 45.074,00
7 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo 866 € 59.128,92
8 A.N.F.E. Ca­ta­nia IF2007­C0133 € 111.262,29
9 IF2007A0006
10 IF2007­B0093
11 Ass. ERIS IF2007A0015 € 7.530,34
12 ARAM IF2007A0008 € 294.264,38
13 IF2007­B0257
14 IF2007­C0136
15 E.​CO.​FORM. Cisal IF2007A0044 € 58.687,95
16 IF2007­C0151
17 A.N.F.E. Si­ra­cu­sa IF2007­B0255 € 11.806,88
18 IF2007­C0135
19 CE.​SI.​FO.P. IF2007A0031 € 81.059,20
20 IF2007­B0266
21 IF2007­C0146
22 IRIPA Si­ci­lia IF2007A0082 € 21.197,01
23 IF2007­B0125
24 Con­sor­zio NOE' IF2007A0205 € 2.433,73
25 IF2007­C0305
26 EN.A.I.P. Agri­gen­to IF2007A0061 € 4.889,87
27 IF2007­C0163
28 C.F.P. San Pan­cra­zio ONLUS IF2007A0032 € 6.448,92
29 E.C.A.P. Cal­ta­nis­set­ta IF2007A0051 € 5.045,03
30 IF2007­B0101
31 A.E.G.E.E. Pa­ler­mo IF2007­C0130 € 1.739,91
32 IN­TE­RE­FOP IF2007A0081 € 63.825,60
33 IF2007­B0124
34 IF2007­C0177
35 As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no IF2007­C0141 € 33.183,10
36
37 Fon­da­zio­ne CAS IF2007A0071 € 37.289,74
38 IF2007­B0120
39 IF2007­C0173
40 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 5.472,94
41 Geoin­for­ma­ti­ca Soc. Coop. A r.l. IF2007A0223 € 9.166,60
42 IF2007­B0274
43 ASA­FORM En.a.i.p. Si­ci­lia IF2007A0067 € 6.111,07
44 IF2007­B0270
45 IF2007­C0169
46 E.C.A.P. Agri­gen­to IF2007A0050 € 129.163,24
47 IF2007­B0100
48 IF2007­C0154
49 As­so­cia­zio­ne Po­li­tea IF2007A0016 € 19.689,86
50 C.I.R.S. Onlus Mes­si­na IF2007A0038 € 6.825,70
51 IF2007­C0149
52 E.C.A.P. Pa­ler­mo IF2007A0054 € 28.481,30
53 IF2007­C0156
54 IF2007­B0104
56 En­do-fap IF2007A0068 € 12.986,77
57 IF2007­C0170
58 En.a.i.p. Pa­ler­mo IF2007A0064 € 16.523,65
59 I.R.A.P.S. IF2007­B0275 € 75.157,12
60 IF2007­C0316
61 IF2007A0073
To­ta­le € 1.338.887,48
D.A. 1062 del 7/04/2009
D.D.G. 1116 del 18/06/2009
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 33.122,39
2 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo IF2007A0048 € 67.047,81
3 IF2007­C0152 € 17.351,41
4 A.R.A.M. IF2007A0008 € 166.607,75
5 IF2007­B0257 € 52.508,49
6 IF2007­C0136 € 487.856,12
7 CEFOP IF2007A0030 € 260.000,00
8 IF2007­B0096 € 44.940,12
9 IF2007­C0145 € 1.243.819,04
To­ta­le
€ 2.373.253,13
D.A. 1804 del 28 lu­glio 2009
D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009
N. ENTE PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 A.N.F.E. De­le­ga­zio­ne Reg. Si­ci­lia IF2007A0005 € 499.904,52
2 IF2007­B0254 € 37.977,76
3 IF2007­C0132 € 165.637,23
4 CIOFS-FP Si­ci­lia IF2007A0036 € 205.525,79
5 IAL-CI­SL IF2007A0079 € 196.547,25
6 IF2007­B0123 € 39.692,89
7 IF2007­C0175 € 135.769,82
To­ta­le
€ 1.281.055,26
E’ stato, in­fi­ne, ac­cer­ta­to che le somme im­pe­gna­te con i D.D.G. 1116 del 18/06/2009 e D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, sono state in­te­ra­men­te cor­ri­spo­ste agli enti be­ne­fi­cia­ri.
Per quan­to con­cer­ne, in­ve­ce, il DDG 1911 del 24 di­cem­bre 2007, a fron­te di un im­pe­gno di € 1.338.887,48, sono stati cor­ri­spo­sti agli enti be­ne­fi­cia­ri € 1.103.682,81.
Se­con­do la pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, con la pre­de­ter­mi­na­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, la Re­gio­ne in­di­vi­dua il li­mi­te mas­si­mo del­l’o­ne­re era­ria­le so­ste­ni­bi­le per la re­mu­ne­ra­zio­ne dello spe­ci­fi­co ser­vi­zio di for­ma­zio­ne reso dal­l’en­te pri­va­to am­mes­so a quel­lo spe­ci­fi­co fi­nan­zia­men­to, che lo stes­so ente pri­va­to si era ob­bli­ga­to a svol­ge­re, a quel­le con­di­zio­ni, con «atto di ac­cet­ta­zio­ne».
Nes­su­na norma pri­ma­ria o se­con­da­ria le­git­ti­ma l’en­te pri­va­to a ri­chie­de­re (e la Re­gio­ne ad ero­ga­re) somme ul­te­rio­ri ri­spet­to a quel­le og­get­to della ri­chie­sta di fi­nan­zia­men­to e pre­de­ter­mi­na­te nel de­cre­to di fi­nan­zia­men­to.
La stes­sa Corte co­sti­tu­zio­na­le ha af­fer­ma­to il di­vie­to di qual­sia­si in­ter­ven­to nor­ma­ti­vo a so­ste­gno dei li­vel­li oc­cu­pa­zio­na­li degli enti di for­ma­zio­ne.
Ha poi ag­giun­to la Pro­cu­ra che l’av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006, con il quale l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ban­di­to la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca re­la­ti­va al PROF 2007, che co­sti­tui­sce lex spe­cia­lis, sta­bi­li­va che “ Gli im­por­ti fi­nan­zia­ti ai pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’of­fer­ta for­ma­ti­va co­sti­tui­ran­no il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­fe­ri­bi­li a cia­scun pro­get­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to …”.
Su tale pre­sup­po­sto, la Pro­cu­ra ri­te­ne­va che l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in­te­gras­se una tra­sgres­sio­ne dei ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li ri­ve­nien­ti, oltre che dal buon senso co­mu­ne, se­con­do cui un ente pri­va­to non può ge­sti­re ar­bi­tra­ria­men­te ri­sor­se pub­bli­che so­ste­nen­do, senza pre­ven­ti­va au­to­riz­za­zio­ne, costi si­gni­fi­ca­ti­va­men­te mag­gio­ri di quel­li ori­gi­na­ria­men­te in­di­ca­ti nel bud­get ap­pro­va­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, anche dal buon senso ge­stio­na­le e dalle re­go­le di sana ge­stio­ne fi­nan­zia­ria, espres­si dai prin­ci­pi di ef­fi­ca­cia, tra­spa­ren­za ed eco­no­mi­ci­tà, di cui all’art. 1 della L. 241/1990, co­rol­la­ri del ca­no­ne co­sti­tu­zio­na­le di buona am­mi­ni­stra­zio­ne, di cui al­l’art. 97 Cost.
Se­con­do la Pro­cu­ra, il di­sin­vol­to aval­lo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sprov­vi­ste di un ti­to­lo giu­ri­di­co a loro so­ste­gno e di qual­sia­si uti­li­tà co­sti­tui­sce espres­sio­ne di in­tol­le­ra­bi­le leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za .
Nes­su­na esi­gen­za oc­cu­pa­zio­na­le può giu­sti­fi­ca­re un’al­lo­ca­zio­ne di ri­sor­se ar­bi­tra­rie e per fi­na­li­tà ex­tra­fun­zio­na­li.
Per­tan­to, rav­vi­sa­va ine­scu­sa­bi­le su­per­fi­cia­li­tà e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le nelle con­dot­te che ave­va­no con­cor­so a de­ter­mi­na­re ezio­lo­gi­ca­men­te la con­ces­sio­ne e l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti as­se­ri­ta­men­te in­de­bi­ti.
Il se­gna­la­to danno ve­ni­va ri­te­nu­to cau­sal­men­te ri­con­du­ci­bi­le alla vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio di vari sog­get­ti.
La ca­te­na cau­sa­le del danno era­ria­le ri­sul­ta con­se­guen­te­men­te co­sti­tui­ta dalle con­dot­te fun­zio­na­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e, quin­di, da tutte quel­le vio­la­zio­ni degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio che si sono con­cre­tiz­za­te in atti for­ma­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne, no­no­stan­te l’in­sus­si­sten­za di alcun ti­to­lo le­ga­le per po­ter­si ri­co­no­sce­re la ri­chie­sta in­te­gra­zio­ne e la inu­ti­li­tà del­l’e­sbor­so in­te­gra­ti­vo.
Nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, tali atti for­ma­li di im­pul­so e/o aval­lo da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va, per le ra­gio­ni in­di­ca­te, espres­sio­ne di mas­si­ma leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le, ri­sul­ta­no in se­quen­za lo­gi­ca adot­ta­ti:
- dai di­ri­gen­ti pro tem­po­re del ser­vi­zio ge­stio­ne, del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne , i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo; im­pul­so e/o aval­lo in al­cu­ni casi reso anche dal di­ri­gen­te del ser­vi­zio ren­di­con­ta­zio­ne;
- dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le che ha aval­la­to gli atti pro­dro­mi­ci pro­po­sti dai di­ri­gen­ti dei ser­vi­zi, i quali, come pre­sup­po­st, ave­va­no le ri­chie­ste sine ti­tu­lo degli enti di for­ma­zio­ne e ha im­pe­gna­to le ri­sor­se per le in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo de­cre­ta­te dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re;
- dagli as­ses­so­ri pro tem­po­re che hanno con­di­vi­so i pro me­mo­ria con­te­nen­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e adot­ta­to i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo giu­ri­di­ca­men­te le­git­ti­man­te.
Ri­le­van­za ezio­lo­gi­ca sul danno ac­cer­ta­to viene ad as­su­me­re, se­con­do il PM, la con­dot­ta del­l’or­ga­no di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re del di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria pro tem­po­re, che, seb­be­ne de­pu­ta­to, ex art. 9 comma 1 DPR 20.2.1998 n. 38 e 62 l.r. 10/09, al con­trol­lo anche di le­ga­li­tà sui de­cre­ti as­ses­so­ria­li e sui de­cre­ti del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le , li ha re­gi­stra­ti.
In al­cu­ni casi, ad­di­rit­tu­ra, pur aven­do ef­fet­tua­to dei ri­lie­vi no­no­stan­te l’e­vi­den­te ca­ren­za di un ti­to­lo le­ga­le le­git­ti­man­te l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti
Per il ruolo api­ca­le e la piena di­spo­ni­bi­li­tà sul­l’an della con­ces­sio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne, mag­gio­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va rav­vi­sa­ta nella con­dot­ta degli as­ses­so­ri pro tem­po­re, che hanno sta­tui­to l’in­te­gra­zio­ne del­l’o­ri­gi­na­rio fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti.
Equi­va­len­te alla con­dot­ta con­te­sta­ta al­l’as­ses­so­re pro tem­po­re ap­pa­re, se­con­do la Pro­cu­ra, la con­dot­ta dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li pro tem­po­re, i quali hanno aval­la­to le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to pro­po­ste dai di­ri­gen­ti di ser­vi­zi, e quin­di hanno data ese­cu­zio­ne tem­pe­sti­va­men­te ai ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li, im­pe­gnan­do le re­la­ti­ve somme sul bi­lan­cio re­gio­na­le, ge­sten­do di tal guisa ri­sor­se fi­nan­zia­rie in ca­ren­za di una le­git­ti­ma­zio­ne le­ga­le al­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to de­cre­ta­ta dal­l’as­ses­so­re.
Mi­no­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va ri­le­va­ta nelle con­dot­te dei di­ri­gen­ti di ser­vi­zio e ra­gio­ne­ria.
La Pro­cu­ra ha, quin­di, con­te­sta­to un danno era­ria­le coin­ci­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te pari ad € 4.757.001,20 (€ 4.992.195,87 -235.194,67) ,la quota del 70% va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le; il re­stan­te 30%, in con­si­de­ra­zio­ne del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti che hanno av­via­to e dato im­pul­so alle pro­ce­du­re di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Con­clu­si­va­men­te, se­con­do la Pro­cu­ra, non es­sen­do­vi al­cu­na norma che con­sen­te le in­te­gra­zio­ni ad un de­cre­to ori­gi­na­rio di fi­nan­zia­men­to, non po­ten­do­si ipo­tiz­za­re alcun so­prav­ve­nu­ta uti­li­tà e non am­met­ten­do la Corte co­sti­tu­zio­na­le alcun in­ter­ven­to di na­tu­ra as­si­sten­zia­le da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, co­sti­tui­sce danno era­ria­le, quale esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to privo di al­cu­na uti­li­tà, l’in­te­ro am­mon­ta­re delle in­te­gra­zio­ni del fi­nan­zia­men­to che, nella fat­ti­spe­cie con­cre­ta in esame, è ri­sul­ta­to com­ples­si­va­men­te pari a € 4.757.001,20, somma cor­ri­spon­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
Sul com­ples­si­vo danno era­ria­le og­get­to di con­te­sta­zio­ne, pari a € 4.757.001,20, la quota del 70 % va ri­par­ti­ta in parti ugua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, men­tre il ri­ma­nen­te 30%, in virtù del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti e/o fun­zio­na­ri di ser­vi­zio che hanno av­via­to e dato im­pul­so alla pro­ce­du­ta di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Per ren­de­re più age­vo­le l’in­di­vi­dua­zio­ne della re­spon­sa­bi­li­tà par­zia­ria, la Pro­cu­ra ha ram­men­ta­to gli atti del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va che, aven­do dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo, hanno, uni­ta­men­te al­l’a­val­lo della Ra­gio­ne­ria nella fase di con­trol­lo, ca­gio­na­to il danno con­te­sta­to, pari alle somme im­pe­gna­te ed ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
1. D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di € 1.338.887,48 a firma di RUSSO Ales­san­dra:
- D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, a firma FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 0924 del 06 giu­gno 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3246 del 09 no­vem­bre 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3657 del 19 di­cem­bre 2007 a firma DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, FOR­MI­CA Santi e RUSSO Ales­san­dra;
- nota prot. n. 4756 del 20 di­cem­bre 2007 a firma EMA­NUE­LE Nino.
A fron­te del­l’im­pe­gno di euro 1.338.887,48 ope­ra­to con il DDG 1911/2007, in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne be­ne­fi­cia­ri delle in­te­gra­zio­ni, ri­sul­ta ero­ga­ta la minor somma di euro 1.103.682,81
2. D.D.G. n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13, a firma di MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. 1062 del 07/04/2009 a firma IN­CAR­DO­NA Car­me­lo;
- nota prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
-nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia e IN­CAR­DO­NA Car­me­lo.
3. D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26 a firma MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. n. 1804 del 28/07/2009 a firma GEN­TI­LE Luigi;
- nota prot. n. 694/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 695/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 696/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota pro-me­mo­ria prot. n. 1242 del 04/06/2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO G. Pa­tri­zia e LOM­BAR­DO Raf­fae­le.
I D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di euro 1.338.887,48, n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13 e n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26, sono stati tutti re­gi­stra­ti pres­so la Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le dal di­ret­to­re pro-tem­po­re ESPO­SI­TO Lo­re­da­na.
Con­se­guen­te­men­te il danno era­ria­le com­ples­si­vo di € 4.757.991,20, se­con­do la Pro­cu­ra, va ar­ti­co­la­to e ri­par­ti­to come segue:
-As­ses­so­re For­mi­ca Santi, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-As­ses­so­re In­car­do­na Car­me­lo, euro 830.638,60 (= ½ del 70% Sub2);
-Pre­si­den­te-As­ses­so­re Lom­bar­do Raf­fae­le, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-As­ses­so­re Gen­ti­le Luigi, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Russo Ales­san­dra, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Mon­te­ros­so Pa­tri­zia, euro 1.279.007,94 (= ½ del 70% Sub 2 + ½ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Di Bar­to­lo Maria Car­me­la, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re, euro 110.368,28 (= ⅓ del 30% Sub 1);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Espo­si­to Lo­re­da­na, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Ema­nue­le An­to­ni­no, euro 365.430,84 (= ⅓ del 30% Sub 3);
In data 22 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. EMA­NUE­LE An­to­ni­no il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio dell’ Avv.​to Anna Man­no­ne, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che nel caso in spe­cie, l’in­te­gra­zio­ne con­ces­sa nel­l’am­bi­to del Prof. 2007, trova il suo fon­da­men­to e la sua le­git­ti­mi­tà nella legge re­gio­na­le 24/76 (e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che), che re­go­la il rap­por­to di sov­ven­zio­ne tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na e gli Enti ge­sto­ri.
Ha poi ag­giun­to che, al mag­gior onere fi­nan­zia­rio, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ot­tem­pe­ra­to at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007, quin­di, senza im­pie­ga­re mag­gio­ri ri­sor­se di bi­lan­cio.
Nel­l’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria si dà con­tez­za del fatto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Re­gio­na­le sop­pe­ri­sce al mag­gio­re onere fi­nan­zia­rio at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007.
La di­fe­sa si è poi sof­fer­ma­ta sulla cir­co­stan­za che le de­ne­ga­te in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to sono state re­gi­stra­te e la loro ef­fet­ti­va ero­ga­zio­ne è av­ve­nu­ta sol­tan­to dopo il con­trol­lo pre­ven­ti­vo della Corte dei Conti Se­zio­ne con­trol­lo.
In par­ti­co­la­re i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, ve­ni­va­no tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti di im­pu­gna­zio­ne non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Con­clu­si­va­men­te non può es­ser­vi al­cu­na re­spon­sa­bi­li­tà da parte del Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. FOR­MI­CA Santi che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv.to Ven­ti­mi­glia Ro­sa­rio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do che, nel caso in spe­cie, per l’an­no 2007, l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se non è av­ve­nu­ta in pri­va­to, bensì dopo l’at­ti­va­zio­ne di un sub pro­ce­di­men­to ad evi­den­za pub­bli­ca, im­po­sto nel pa­re­re della CRI ed at­ti­va­to at­tra­ver­so la pub­bli­ca­zio­ne del D.A. 852 del 3 apri­le 2007.
In via istrut­to­ria è stata chie­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di tutti i com­po­nen­ti della CRI che hanno espres­so il pa­re­re al Prof. 2007, nella se­du­ta del 29 marzo 2007; non­ché di or­di­na­re alla Re­gio­ne Si­ci­lia di pro­dur­re la sen­ten­za di con­dan­na re­la­ti­va al pa­ga­men­to in fa­vo­re degli Enti ge­sto­ri degli ar­re­tra­ti con­trat­tua­li ; in­fi­ne, di ac­cer­ta­re, ri­spet­to allo stan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo per l’an­no 2007, quan­te somme sono state ef­fet­ti­va­men­te pa­ga­te e se si sono ve­ri­fi­ca­ti re­cu­pe­ri o re­sti­tu­zio­ni.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Ales­san­dra Russo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, che pro­prio la cir­co­la­re del 2004, ri­chia­ma­ta dalla Pro­cu­ra fa ri­fe­ri­men­to alla legge re­gio­na­le n. 24/1976, al­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 25/1993 e all’art. 39 della legge n. 23/2002.
Con­tra­ria­men­te a quan­to con­te­sta­to dalla Pro­cu­ra, il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to, vale a dire il De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24 di­cem­bre 2007 (ed ana­lo­ghe con­si­de­ra­zio­ni pos­so­no es­se­re svol­te per i de­cre­ti as­ses­so­ria­li nn. 2907,2908 e 2909), con­tie­ne un espli­ci­to ri­fe­ri­men­to alle fonti nor­ma­ti­ve ri­chia­ma­te, che, dun­que, sono state poste a fon­da­men­to delle de­ter­mi­na­zio­ni adot­ta­te.
Sul­l’as­se­ri­ta vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio, il com­por­ta­men­to della dott.​ssa Ales­san­dra Russo, oltre che frut­to di un’i­strut­to­ria det­ta­glia­ta e par­ti­co­lar­men­te ap­pro­fon­di­ta, è stato sem­pre im­pron­ta­to al ri­spet­to delle norme che re­go­la­no il set­to­re.
Sul­l’i­ne­si­sten­za di ogni e qual­sia­si ipo­te­si di colpa grave, ha pre­ci­sa­to la di­fe­sa che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le con­te­sta­ta, oltre ad es­se­re fon­da­ta su pre­ci­si ri­fe­ri­men­ti nor­ma­ti­vi, ha ri­ce­vu­to l’a­val­lo della Se­zio­ne Con­trol­lo della Corte dei Conti.
La Corte, lungi dal con­te­sta­re l’am­mis­si­bi­li­tà e/o li­cei­tà del ri­cor­so allo stru­men­to del­l’in­te­gra­zio­ne, ha re­go­lar­men­te pro­ce­du­to alla re­gi­stra­zio­ne dei de­cre­ti di­ri­gen­zia­li (en­tram­bi a firma della dott.​ssa Ales­san­dra Russo) n. 533 del 29.11.2006 e n. 552 del 12.12.2006, e ciò dopo aver chie­sto ed ot­te­nu­to chia­ri­men­ti sul punto.
Si im­po­ne, al­lo­ra, l’ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 1 della legge n. 20/94, a mente del quale è esclu­sa la gra­vi­tà della colpa quan­do il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo di le­git­ti­mi­tà, li­mi­ta­ta­men­te ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne nel­l’e­ser­ci­zio del con­trol­lo.
Nella me­mo­ria, inol­tre, si ec­ce­pi­sce la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne .
La di­fe­sa ha, anche, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne, nel ri­fles­so che il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to alla Dott.​ssa Russo (De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24.12.2007) af­fe­ri­sce somme ormai pre­scrit­te.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Giu­sep­pa Pa­tri­zia Mon­te­ros­so che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Clau­dio Alon­gi, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, l’im­pro­ce­di­bi­li­tà ed inam­mis­si­bi­li­tà per ca­ren­za di in­te­res­se.
L’Am­mi­ni­stra­zio­ne, in­fat­ti, si è cau­te­la­ta mu­nen­do­si di un ti­to­lo ese­cu­ti­vo, ex RD 639/1910, nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri de­sti­na­ta­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti ot­te­nu­ti con l’af­fi­da­men­to dei pro­get­ti for­ma­ti­vi nel­l’am­bi­to del Prof. 2007,per i me­de­si­mi im­por­ti ri­chie­sti alla dr.​ssa Mon­te­ros­so con l’o­dier­no giu­di­zio.
Va, per­tan­to, di­chia­ra­ta l’i­nam­mis­si­bi­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se. In­fat­ti, a se­gui­to della sen­ten­za n. 2947/2012 del 29/10/2012, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le si è de­ter­mi­na­ta ad at­ti­va­re le pro­ce­du­re per il re­cu­pe­ro di tutte le somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, an­nul­lan­do i pre­ce­den­ti de­cre­ti di­ri­gen­zia­li ed emet­ten­do con­te­stual­men­te la pre­scrit­ta in­giun­zio­ne di pa­ga­men­to.
Ha poi fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri be­ne­fi­cia­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Se­con­do la di­fe­sa ap­pa­re in­giu­sto che la pro­po­si­zio­ne del­l’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, ob­bli­ga­to­ria ed ir­ri­nun­cia­bi­le, possa col­pi­re il di­pen­den­te e l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca che ab­bia­no vio­la­to col­po­sa­men­te i do­ve­ri di uf­fi­cio e non il sog­get­to che, in vio­la­zio­ne delle stes­se o di altre re­go­le giu­ri­di­che, abbia agito do­lo­sa­men­te e/o, come nel caso in esame, si sia il­le­ci­ta­men­te ap­pro­pria­to (se­con­do la ri­co­stru­zio­ne fatta dal PM), ar­ric­chen­do­si di de­na­ro pub­bli­co.
Sulla scor­ta dei prin­ci­pi di di­rit­to sopra evi­den­zia­ti, ha chie­sto che venga di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti del Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na pro tem­po­re che ha prov­ve­du­to di se­gui­to al­l’e­ma­na­zio­ne del De­cre­to As­ses­so­ria­le con­ces­si­vo delle in­te­gra­zio­ni dei ci­ta­ti fi­nan­zia­men­ti, nei con­fron­ti del­l’ex As­ses­so­re re­gio­na­le alla For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Mario Cen­tor­ri­no e del­l’ex di­ri­gen­te ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Lu­do­vi­co Al­bert.
In ogni caso l’a­zio­ne è in­fon­da­ta per man­can­za di colpa grave e per ine­si­sten­za del danno.
Con me­mo­ria in­te­gra­ti­va di co­sti­tu­zio­ne (de­po­si­ta­ta il 29 apri­le 2013), la dott.​ssa Mon­te­ros­so ha svi­lup­pa­to le di­fe­se già for­mu­la­te con la me­mo­ria di co­sti­tu­zio­ne già ver­sa­ta.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Maria Car­me­la Di Bar­to­lo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Mau­ri­zio Lino, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
La di­fe­sa ha al­tre­sì ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne quin­quen­na­le, l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; in via su­bor­di­na­ta, co­mun­que, ha po­stu­la­to l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va in giu­di­zio il Sig. Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Ales­san­dra Gazzè, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Il con­ve­nu­to ha, poi, de­dot­to la man­can­za di qual­si­vo­glia re­spon­sa­bi­li­tà, de­du­cen­do che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo avreb­be po­tu­to dare, dal mo­men­to che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo può es­se­re mai stato posto in es­se­re in ra­gio­ne della qua­li­fi­ca ri­ve­sti­ta, non sot­ta­cen­do che il pro me­mo­ria è stato re­dat­to, pur non rien­tran­do tra le sue com­pe­ten­ze, su espres­sa ri­chie­sta ver­ba­le del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, stan­te la pre­ca­ria as­sen­za del Di­ri­gen­te al­l’uo­po pre­po­sto, non­ché dal­l’as­so­lu­ta ur­gen­za, rap­pre­sen­ta­ta dal sud­det­to Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, con­nes­sa al­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio del 2007.
Tra l’al­tro il con­ve­nu­to si è li­mi­ta­to a tra­smet­te­re il qua­dro rias­sun­ti­vo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, ri­met­ten­do al­l’On.le As­ses­so­re per le de­ter­mi­na­zio­ni che ri­te­ne­va op­por­tu­no adot­ta­re in me­ri­to.
In re­la­zio­ne a detto pro me­mo­ria, dun­que, nes­su­na forma di im­pul­so o aval­lo è, in alcun modo, con­fi­gu­ra­bi­le.
Del resto, dal com­bi­na­to di­spo­sto di cui al­l’art. 6 della legge re­gio­na­le 24 del 1976 e del­l’art. 2 della Legge re­gio­na­le n. 10 del 2009 , è dato evin­ce­re che l’u­ni­co or­ga­no con po­te­re di ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano for­ma­ti­vo, in quan­to di sua esclu­si­va com­pe­ten­za, è l’As­ses­so­re.
Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038.
In ogni caso, giam­mai col­po­so (gra­ve­men­te) può de­fi­nir­si il com­por­ta­men­to del­l’o­dier­no con­ve­nu­to, in con­si­de­ra­zio­ne del fatto che, nel porre in es­se­re l’at­to con­te­sta­to , lo stes­so si è ispi­ra­to e con­for­ma­to al­l’i­ter pro­ce­di­men­ta­le se­gui­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le re­la­ti­vo al Prof. 2005 , ove le in­te­gra­zio­ni ave­va­no ri­ce­vu­to gli au­to­re­vo­li visti di rito della Corte, ap­po­sti in esito alle pun­tua­li ri­spo­ste for­ni­te dal ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne e sot­to­scrit­te anche dal con­ve­nu­to.
Ha, poi, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne e de­dot­to l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; ha, al­tre­sì in­vo­ca­to l’e­ser­ci­zio del po­te­re ri­dut­ti­vo sino alla con­cor­ren­za del­l’in­te­ro danno con­te­sta­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Dott. Raf­fae­le Lom­bar­do, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na, che ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che il pro me­mo­ria, a firma del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le, tra­smes­so al con­ve­nu­to, mi­ra­va ad ac­qui­si­re una mera presa d’at­to.
Ha poi ri­cor­da­to che il Pre­si­den­te Lom­bar­do, con 11 de­cre­ti pre­si­den­zia­li del 25 mag­gio 2009, aveva re­vo­ca­to i com­po­nen­ti del­l’in­te­ra Giun­ta Re­gio­na­le (con la sola ec­ce­zio­ne del­l’As­ses­so­re alla Sa­ni­tà) e il pro me­mo­ria reca la data del 4 giu­gno 2009.
In­fat­ti, solo con il D.P. 17 giu­gno 2009, al­l’As­ses­so­re re­gio­na­le, On. Luigi Gen­ti­le, pre­po­sto, ai sensi del su­pe­rio­re art. 1, al­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dei la­vo­ri pub­bli­ci, sono state con­fe­ri­te tem­po­ra­nea­men­te le fun­zio­ni ad in­te­rim di As­ses­so­re re­gio­na­le per il la­vo­ro, la pre­vi­den­za so­cia­le , la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, e l’e­mi­gra­zio­ne, per il com­pi­men­to degli atti di or­di­na­ria am­mi­ni­stra­zio­ne .
Se­con­do la pun­tua­le di­fe­sa, al­lor­chè è stato sot­to­scrit­to “quel­l’i­nin­fluen­te pro me­mo­ria”, il Pre­si­den­te della Re­gio­ne, già gra­va­to da ope­ro­sis­si­mi im­pe­gni isti­tu­zio­na­li e po­li­ti­ci, do­ve­va far fron­te, da solo, a quasi l’in­te­ra Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Con suc­ces­si­vo D.D. G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Dott.​ssa Mon­te­ros­so as­su­me­va l’im­pe­gno di spesa nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 1.281.055,26, senza fare alcun ri­lie­vo sulla pro­ce­du­ra della cui va­li­di­tà la stes­sa aveva as­sun­to l’in­te­ra guida am­mi­ni­stra­ti­va.
In punto di di­rit­to, ha de­dot­to l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi e per gli ef­fet­ti del­l’art. 1, comma 1 ter della legge 20/94 (cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca).
Ha, poi, ag­giun­to che gli aspet­ti giu­ri­di­ci e fi­nan­zia­ri non po­te­va­no che sfug­gi­re del tutto ad un Pre­si­den­te della Re­gio­ne, As­ses­so­re ad in­te­rim di ben dieci as­ses­so­ra­ti, di fron­te ad un atto che rias­su­me­va quan­to de­ter­mi­na­to dagli or­ga­ni bu­ro­cra­ti­ci.
In con­clu­sio­ne, il pro me­mo­ria de quo è un mero atto en­do­pro­ce­di­men­ta­le, privo di qual­sia­si ri­le­van­za ester­na. L’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria de­fen­sio­na­le ha, poi, de­dot­to che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le, nella quale si è estrin­se­ca­ta la con­dot­ta del­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Lom­bar­do, esclu­de la sus­si­sten­za di colpa grave, in pre­sen­za di un pa­le­se con­tra­sto nor­ma­ti­vo e di una pras­si con­so­li­da­ta nel tempo ( e mai con­te­sta­ta dagli or­ga­ni di con­trol­lo).
In­fi­ne, ha ec­ce­pi­to la com­pen­sa­tio lucri cum damno e, in su­bor­di­ne, l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo per le con­si­de­ra­zio­ni svol­te.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va in giu­di­zio la Sig.​ra Espo­si­to Lo­re­da­na che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà, chie­den­do l’as­so­lu­zio­ne da ogni ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Gen­ti­le Luigi il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, ha de­dot­to che l’in­te­ro pro­ce­di­men­to è stato posto in es­se­re dai com­pe­ten­ti uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le , esu­lan­do dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no.
Ha poi ag­giun­to che, nel gen­na­io 2013, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha av­via­to il pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne in con­se­guen­za dei con­te­sta­ti il­le­ci­ti e dun­que manca l’at­tua­li­tà del danno.
In­fi­ne, ha chie­sto che si tenga conto, nella de­ter­mi­na­zio­ne del danno, se qual­che be­ne­fi­cio l’am­mi­ni­stra­zio­ne abbia ri­ce­vu­to e venga, in ogni caso, fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo del­l’ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si è co­sti­tui­to il dott. In­car­do­na Car­me­lo, il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi del­l’art. 1, comma 1, ter della legge 20/94, cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca.
A con­fer­ma del­l’og­get­ti­va ri­le­van­za di tale cir­co­stan­za nel giu­di­zio di va­lu­ta­zio­ne della con­dot­ta del con­ve­nu­to, la di­fe­sa ha chie­sto che venga am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le su pre­ci­si ar­ti­co­la­ti svi­lup­pa­ti in me­mo­ria, con il teste Gae­ta­no Di Blasi, bri­ga­die­re capo a ri­po­so della guar­dia di fi­nan­za, che ri­co­pri­va il ruolo di se­gre­ta­rio par­ti­co­la­re del­l’as­ses­so­re.
Nella de­ne­ga­ta ipo­te­si di man­ca­to ac­co­gli­men­to del­l’in­vo­ca­ta scri­mi­nan­te po­li­ti­ca , l’ad­de­bi­to mosso non può che es­se­re im­pu­ta­to al’or­ga­no di ge­stio­ne e di di­re­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, posto che il pro­ce­di­men­to posto in es­se­re dagli uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le esula dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no del­l’En­te le quali con­si­sto­no in fun­zio­ni di in­di­riz­zo e con­trol­lo po­li­ti­co am­mi­ni­stra­ti­vo.
Nes­su­na vio­la­zio­ne di norme giu­ri­di­che che re­go­la­no l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni am­mi­ni­stra­ti­ve e alle sue pre­sun­te con­se­guen­ze dan­no­se per l’e­ra­rio, può im­pu­tar­si al dott. In­car­do­na, non sus­si­sten­do alcun ca­rat­te­re do­lo­so e, tan­to­me­no, gra­ve­men­te col­po­so nel com­por­ta­men­to posto in es­se­re dallo stes­so.
Da ul­ti­mo, pur ri­chie­den­do la com­ple­ta as­so­lu­zio­ne, da qual­si­vo­glia ad­de­bi­to, in via su­bor­di­na­ta, ha chie­sto che sia fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
La Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to, in data 3 mag­gio 2013, me­mo­ria per re­pli­ca­re alle os­ser­va­zio­ni stese nelle me­mo­rie di­fen­si­ve, os­ser­van­do quan­to segue.
La pro­ce­du­ra pre­vi­sta negli ar­ti­co­li 2 e ss. del RD 639/1010 è par­ti­co­lar­men­te com­ples­sa e de­li­ca­ta e nulla ha al­le­ga­to la di­fe­sa per di­mo­stra­re la cor­ret­tez­za for­ma­le e so­stan­zia­le .
Dal­l’au­di­zio­ne del­l’Ar­ch. La­ca­gni­na si evin­ce che, alla data del 2 mag­gio 2013, il pro­ce­di­men­to di in­ca­me­ra­men­to di­spo­sto dalla D.​ssa Cor­sel­lo era in iti­ne­re e nes­su­na prova con­tra­ria è stata for­ni­ta.
Nes­su­na in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio è plau­si­bi­le nei con­fron­ti degli enti be­ne­fi­cia­ri, at­te­so che la vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio è im­pu­ta­bi­le solo in capo ai fun­zio­na­ri che hanno dato im­pul­so ad una mera ri­chie­sta, priva di ri­le­van­za giu­ri­di­ca.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria, de­po­si­ta­ta in data 10 mag­gio 2013, il con­ve­nu­to Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ha ec­ce­pi­to la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 te, de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti, in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Di Bar­to­lo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni am­pia­men­te ar­ti­co­la­te nella me­mo­ria de­po­si­ta­ta il 24 apri­le u.s; ha, poi, ec­ce­pi­to la nul­li­tà per vio­la­zio­ne del­l’art. 17 comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 3 ago­sto 2009 n. 102,
Ha ri­ba­di­to che, non aven­do mosso la Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei conti mosso al­cu­na cen­su­ra ri­spet­to al­l’at­ti­vi­tà di in­te­gra­zio­ne a suo tempo per­fe­zio­na­ta, ciò, di fatto, ha fi­ni­to per con­for­ta­re l’o­pe­ra­to, anche, per le suc­ces­si­ve an­nua­li­tà.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Russo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni già for­mu­la­te.
In data 13 mag­gio 2013 la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va la nota del­l’avv. Anna Rosa Cor­sel­lo, di­ri­gen­te ge­ne­ra­le del­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dell’ Istru­zio­ne e For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, priva, però, degli al­le­ga­ti ri­chia­ma­ti.
Al­l’u­dien­za del 13 mag­gio 2013, in via pre­li­mi­na­re, ve­ni­va ri­le­va­to il de­po­si­to della pre­ci­ta­ta nota del­l’avv. Cor­sel­lo.
Dopo aver sen­ti­to i di­fen­so­ri in­ter­ve­nu­ti sugli aspet­ti pre­li­mi­na­ri, ve­ni­va di­spo­sto il rin­vio del giu­di­zio, al fine di ac­qui­si­re la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta e, quin­di, per ga­ran­ti­re il con­trad­dit­to­rio.
Al ter­mi­ne della let­tu­ra del­l’or­di­nan­za, la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va e met­te­va a di­spo­si­zio­ne la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta.
In data 26 no­vem­bre 2013, la di­fe­sa del­l’On.le dr. Raf­fae­le Lom­bar­do de­po­si­ta­va la nota prot. 67531 del 22/10/2013, a firma del di­ri­gen­te del ser­vi­zio ge­stio­ne in­ter­ven­ti in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ar­chi­tet­to La­ca­gni­na.
Sem­pre il 26 no­vem­bre 2013 la dott.​ssa Russo ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale ha pre­ci­sa­to che è im­ma­nen­te nel si­ste­ma giu­ri­di­co non già” il prin­ci­pio di im­mo­di­fi­ca­bi­li­tà”, bensì quel­lo di au­to­tu­te­la, in pieno ri­spet­to del­l’art. 97 della Co­sti­tu­zio­ne, dal mo­men­to che la sua ap­pli­ca­zio­ne co­sti­tui­sce di­ret­ta at­tua­zio­ne dei ca­no­ni di im­par­zia­li­tà e buon an­da­men­to.
La di­fe­sa ha, poi, pre­ci­sa­to che, nel corso del­l’an­no, sono in­ter­ve­nu­ti i man­da­ti verdi, at­tra­ver­so i quali l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, me­dian­te lo stru­men­to della com­pen­sa­zio­ne con i cre­di­ti (per i nuovi pro­get­ti for­ma­ti­vi) van­ta­ti dagli Enti, ha pro­ce­du­to a re­cu­pe­ra­re l’in­te­ro im­por­to ri­te­nu­to danno era­ria­le dalla Pro­cu­ra.
In data 27 no­vem­bre 2013, i con­ve­nu­ti Di Bar­to­lo e Di Fran­ce­sca hanno de­po­si­ta­to ul­te­rio­re me­mo­ria per av­ver­sa­re le con­te­sta­zio­ni fatte dal PM.
Sem­pre in data 27 no­vem­bre 2013 la Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale è stato ri­ba­di­to l’im­pian­to ac­cu­sa­to­rio, pe­ral­tro, con­for­ta­to dal­l’in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za, n. 259/2013, della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte dei Conti.
La dott.​ssa Mon­te­ros­so, in data 13 di­cem­bre 2013, ha de­po­si­ta­to me­mo­ria di­fen­si­va, de­du­cen­do l’im­pro­ce­di­bi­li­tà del­l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se ad agire, posto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sul Prof. 2007.
In par­ti­co­la­re, dai c.d. man­da­ti verdi de­po­si­ta­ti in atti, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, a de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re am­mi­ni­stra­ti­ve in au­to­tu­te­la per il re­cu­pe­ro del­l’in­de­bi­to og­get­ti­vo, ha in­ca­me­ra­to tutte le somme in pre­ce­den­za cor­ri­spo­ste (per un to­ta­le re­cu­pe­ra­to, pari a € 4.041.106,39).
Ne con­se­gue che, in re­la­zio­ne alle con­te­sta­zio­ni mosse alla dr.​ssa Mon­te­ros­so, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to a re­cu­pe­ra­re, in­te­gral­men­te, tutte le somme ero­ga­te nei con­fron­ti dei so­prae­len­ca­ti enti di for­ma­zio­ne con il DDG n. 1116 del 18 giu­gno 2009 ( € 2.373.253,13) e DDG n. 3427 del 30/12/2009 ( € 1.281.055,26) per com­ples­si­vi € 3.654.308,39.
Es­sen­do ve­nu­to mento il con­te­sta­to danno, la pre­det­ta dovrà es­se­re as­sol­ta da ogni ad­de­bi­to.
Ad oggi, nes­sun danno pa­tri­mo­nia­le ri­sar­ci­bi­le, ai sensi degli ar­ti­co­li 2043, 2056 e 1123 cod. civ., sus­si­ste in fa­vo­re del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Ha con­clu­so chie­den­do che sia espe­ri­ta istrut­to­ria, al fine di ac­qui­si­re ap­po­sta cer­ti­fi­ca­zio­ne at­te­stan­te l’e­sat­to am­mon­ta­re delle somme ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­te ed in­ca­me­ra­te nei con­fron­ti degli enti di for­ma­zio­ne ri­chia­ma­ti e che sia am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le nella per­so­na del­l’Ass. Stan­ca­nel­li su pre­ci­si ca­pi­to­li di do­man­da con­te­nu­ti nella me­mo­ria ri­chia­ma­ta.
In data 10 di­cem­bre 2013 la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na ha ec­ce­pi­to la man­can­za del nesso cau­sa­le, de­du­cen­do che l’o­mo­lo­ga di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria del­l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le al la­vo­ro è stata pro­sciol­ta da ogni ad­de­bi­to dalla lo­ca­le Sez. di Ap­pel­lo con la ci­ta­ta sen­ten­za n. 259/2013.
In ogni caso nes­su­na con­dot­ta ri­pro­ve­vo­le è pos­si­bi­le scor­ge­re nella con­dot­ta della dott.​ssa Espo­si­to.
In più di un’oc­ca­sio­ne la Corte dei conti ha re­gi­stra­to i DDG che di­spo­ne­va­no l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Ul­te­rio­ri me­mo­rie sono state ver­sa­te dai con­ve­nu­ti On.​li, In­car­do­na Car­me­lo e Gen­ti­le Luigi.
Con la prima, la di­fe­sa (avv.​ti Matta e Bul­la­ra) ha pre­ci­sa­to che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha, dap­pri­ma, prov­ve­du­to ad an­nul­la­re in au­to­tu­te­la i de­cre­ti di­ri­gen­zia­li con cui erano state di­spo­ste le in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sui Prof. 2007 e, suc­ces­si­va­men­te, ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro, in via de­fi­ni­ti­va, delle somme nei con­fron­ti dei quali non erano state an­co­ra ero­ga­te le con­te­sta­te in­te­gra­zio­ni.
A ciò si ag­giun­ga la cir­co­stan­za che gli Or­ga­ni giu­ri­sdi­zio­na­li in­ve­sti­ti della le­git­ti­mi­tà del­l’at­to hanno ne­ga­to la so­spen­sio­ne del­l’ef­fi­ca­cia degli atti im­pu­gna­ti, ri­te­nen­do, sotto il pro­fi­lo del fumus, do­ve­ro­sa la con­dot­ta del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Es­sen­do state re­cu­pe­ra­te tutte le somme og­get­to del pre­sun­to danno era­ria­le, è ca­ren­te l’in­te­res­se (art.100 c.p.c).
Manca del tutto la colpa grave, at­te­so che l’Or­ga­no di con­trol­lo (Corte dei Conti) ha eser­ci­ta­to la re­gi­stra­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti che, negli anni, si sono suc­ce­du­ti; poi, qua­lun­que de­ci­sio­ne av­ve­ni­va pre­via con­sul­ta­zio­ne del suo Capo di Ga­bi­net­to, dott.​ssa Maria Rosa Cor­sel­lo e del suo capo del­l’uf­fi­cio tec­ni­co, dott. Ales­san­dro Spal­let­ta.
La di­fe­sa (avv. Ru­bi­no) del­l’on. Gen­ti­le, nel de­po­si­ta­re me­mo­ria in data 16/12/2013, ha chie­sto che l’at­to di ci­ta­zio­ne sia di­chia­ra­to inam­mis­si­bi­le per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se alla pro­nun­cia.
Al­l’u­dien­za del 18 di­cem­bre 2013, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro ri­quan­ti­fi­ca­va gli ad­de­bi­ti, te­nu­to conto di quan­to, ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­to, solo per i se­guen­ti sog­get­ti For­mi­ca Santi (€ 378.783,96), Russo Ales­san­dra (€ 378.783,96) , Di Bar­to­lo Maria Car­me­la ( € 473.654,83), Espo­si­to Lo­re­da­na ( € 473.654,83), Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re (€ 108.223,99). Chie­de­va la con­dan­na, per gli altri con­ve­nu­ti, per gli im­por­ti ad­de­bi­ta­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Gli av­vo­ca­ti in­ter­ve­nu­ti hanno ri­spet­ti­va­men­te rei­te­ra­to le con­clu­sio­ni for­mu­la­te in atti. La di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le, tra, l’al­tro, ha chie­sto la ri­mes­sio­ne alle Se­zio­ni riu­ni­te della Corte in or­di­ne ad un la­men­ta­to con­tra­sto tra la giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo e la III Se­zio­ne Cen­tra­le in or­di­ne al­l’at­tua­li­tà del danno in pre­sen­za di “re­cu­pe­ri”.
DI­RIT­TO
1. La fat­ti­spe­cie sot­to­po­sta al­l’e­sa­me del Col­le­gio at­tie­ne al­l’ac­cer­ta­men­to di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo agli odier­ni con­ve­nu­ti af­fe­ren­te ad un’i­po­te­si di danno era­ria­le de­ri­van­te dal­l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti e suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, ac­cor­da­te a di­ver­si pro­get­ti di for­ma­zio­ne, alla cui pro­du­zio­ne avreb­be­ro con­cor­so, sep­pur con ap­por­ti cau­sa­li di­so­mo­ge­nei, i pro­ta­go­ni­sti, oggi qui con­ve­nu­ti, della se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le esi­ta­ta con l’e­ro­ga­zio­ne dei pre­det­ti fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi.
2. In via pre­li­mi­na­re va esa­mi­na­ta l’ec­ce­zio­ne di nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, ai sensi del­l’art. 17, comma 30 ter, del de­cre­to legge n. 78/2009 con­ver­ti­to in legge n. 102/2009, non­ché l’art. 1, comma 1, lett. c) n. 1, del de­cre­to legge n. 103/2009 con­ver­ti­to in legge n. 78/2009 (cd. lodo Ber­nar­do).
La let­tu­ra della norma con­sen­te di ri­le­va­re che le “Le Pro­cu­re della Corte dei conti pos­so­no ini­zia­re l’at­ti­vi­tà istrut­to­ria ai fini del­l’e­ser­ci­zio del­l’a­zio­ne di danno era­ria­le a fron­te di spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno, fatte salve le fat­ti­spe­cie di­ret­ta­men­te san­zio­na­te dalla legge. …”.
La lu­cu­zio­ne “spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno”, re­ca­ta dal­l’art. 17, comma 30-ter), è stata chia­ri­ta dalle Se­zio­ni riu­ni­te con sen­ten­za QM/12/2001, nei se­guen­ti ter­mi­ni: “Il ter­mi­ne no­ti­zia, co­mun­que non equi­pa­ra­bi­le a quel­lo di de­nun­zia, è da in­ten­der­si, se­con­do la co­mu­ne ac­ce­zio­ne, come dato co­gni­ti­vo de­ri­van­te da ap­po­si­ta co­mu­ni­ca­zio­ne, op­pu­re per­ce­pi­bi­le da stru­men­ti di in­for­ma­zio­ne di pub­bli­co do­mi­nio; l’ag­get­ti­vo spe­ci­fi­ca è da in­ten­der­si come in­for­ma­zio­ne che abbia una sua pe­cu­lia­ri­tà e in­di­vi­dua­li­tà e che non sia ri­fe­ri­bi­le ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, tale da non ap­pa­ri­re ge­ne­ri­ca, bensì ra­gio­ne­vol­men­te cir­co­stan­zia­ta; l’ag­get­ti­vo con­cre­ta è da in­ten­der­si come obiet­ti­va­men­te at­ti­nen­te alla real­tà e non a mere ipo­te­si o sup­po­si­zio­ni. L’e­spres­sio­ne nel suo com­ples­so deve, per­tan­to, in­ten­der­si ri­fe­ri­ta non già ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, ma ad uno o più fatti, ra­gio­ne­vol­men­te in­di­vi­dua­ti nei loro trat­ti es­sen­zia­li e non me­ra­men­te ipo­te­ti­ci, con ve­ro­si­mi­le pre­giu­di­zio per gli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, onde evi­ta­re che l’in­da­gi­ne del PM con­ta­bi­le sia as­so­lu­ta­men­te li­be­ra nel suo og­get­to, as­sur­gen­do ad un non con­sen­ti­to con­trol­lo ge­ne­ra­liz­za­to”.
In tale con­te­sto, la no­ti­zia di danno per fun­ge­re da pre­sup­po­sto del­l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro è suf­fi­cien­te che rap­pre­sen­ti, nei suoi trat­ti sa­lien­ti, un fatto co­sti­tuen­te ( al­me­no astrat­ta­men­te) un il­le­ci­to con­ta­bi­le, dal mo­men­to che ogni ul­te­rio­re va­lu­ta­zio­ne è ri­mes­sa dal­l’or­di­na­men­to, dap­pri­ma, al­l’or­ga­no re­qui­ren­te al­l’e­si­to della mi­ra­ta at­ti­vi­tà istrut­to­ria, e suc­ces­si­va­men­te al giu­di­ce, a con­clu­sio­ne del giu­di­zio di me­ri­to.
I re­qui­si­ti di cui sopra sus­si­sto­no ogni­qual­vol­ta la no­ti­zia sia in grado di in­di­riz­za­re l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro in una di­re­zio­ne ben de­ter­mi­na­ta, con esclu­sio­ne di in­da­gi­ni a tap­pe­to su un in­te­ro am­bi­to ope­ra­ti­vo del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne “pre­sun­ta” dan­neg­gia­ta.
Nella spe­cie un espo­sto in­di­ca­va, chia­ra­men­te, che la pra­ti­ca delle in­te­gra­zio­ni era esplo­sa negli anni 2007-2008-2009, e con mo­da­li­tà meno tra­spa­ren­ti... e sol­le­ci­ta­va at­ti­vi­tà istrut­to­ria.
Per le ra­gio­ni sopra espo­ste, l’ec­ce­zio­ne (for­mu­la­ta in­zi­la­men­te dalla dott.​ssa Russo e , poi, da altri con­ve­nu­ti) , va ri­get­ta­ta.
3.​Eccezione di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re non­ché im­pro­ce­di­bil­tà e ca­ren­za di in­te­res­se.
Il Col­le­gio non re­pu­ta ac­co­gli­bi­le la ri­chie­sta for­mu­la­ta dai con­ve­nu­ti, tutti, di de­cla­ra­to­ria di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re.
Le di­fe­se si sono pro­di­ga­te a ver­sa­re i DDG di re­vo­ca in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni e con­te­stua­le in­giun­zio­ne a re­sti­tuir­le, sia i suc­ces­si­vi DDG di ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta e di con­te­stua­le or­di­ne di ver­sa­men­to me­dian­te man­da­ti verdi sulle quote del­l’av­vi­so 20 spet­tan­ti agli enti.
Sul punto, in pre­mes­sa, deve pre­ci­sar­si che, in ef­fet­ti, il DDG n. 498 del 20/2/2013 di an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la dei ddg. di in­te­gra­zio­ne e con­te­stua­le in­giun­zio­ne agli enti di re­sti­tu­zio­ne delle somme ri­te­nu­te non do­vu­te, com­pren­de sia le in­te­gra­zio­ni al Prof 2009, già con­te­sta­ta in altro giu­di­zio ad altri con­ve­nu­ti, sia le in­te­gra­zio­ni al Prof. 2007 oggi con­te­sta­te; inol­tre anche il DDG 1522 del 12/4/2013 di in­ca­me­ra­men­to e ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta è unico, con evi­den­te im­pos­si­bi­li­tà di im­pu­ta­re i re­cu­pe­ri alle spe­ci­fi­che in­te­gra­zio­ni.
Si ag­giun­ga che, av­ver­so gli atti di in­giun­zio­ne, sono stati no­ti­fi­ca­ti ri­cor­si in op­po­si­zio­ne di­nan­zi al giu­di­ce or­di­na­rio .
Il danno, al­lo­ra , va con­si­de­ra­to, certo, at­tua­le e con­cre­to, non po­ten­do­si de­su­me­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va da un ti­to­lo ese­cu­ti­vo non con­so­li­da­to.
In­fat­ti, se il cre­di­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne è con­di­zio­na­to da un con­ten­zio­so pen­den­te (in virtù del­l’op­po­si­zio­ne al­l’in­giun­zio­ne), mai può ri­te­ner­si un cre­di­to, certo, at­tua­le e con­cre­to.
Cer­ta­men­te, ferme re­stan­do le pe­cu­lia­ri­tà del giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e la sua piena espe­ri­bi­li­tà, pur nel caso in cui l’am­mi­ni­stra­zio­ne dan­neg­gia­ta possa av­va­ler­si di stru­men­ti al­ter­na­ti­vi per ot­te­ne­re il ri­sto­ro del pre­giu­di­zio pa­tri­mo­nia­le su­bi­to, l’op­po­si­zio­ne agli atti di in­giun­zio­ne non può de­ter­mi­na­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno con­te­sta­to.
In tal senso co­stan­te è l’o­rien­ta­men­to della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Corte dei Cont, Se­zio­ne di Ap­pel­lo (cfr. nn. 131/2013 e, ap­pun­to, la evo­ca­ta n. 259/A/2013).
Il re­cu­pe­ro, di cui si ha cer­tez­za, è stato in­di­ca­to dal Pro­cu­ra­to­re che, in li­mi­ne litis, ha ri­di­men­sio­na­to l’ad­de­bi­to nei con­fron­ti di al­cu­ni degli odier­ni con­ve­nu­ti.
Evi­den­te­men­te, delle somme ul­te­rio­ri che, nelle more del­l’e­ven­tua­le gra­va­me, po­tran­no es­se­re real­men­te re­cu­pe­ra­te, dovrà te­ner­si conto in sede di ese­cu­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Del resto ci tro­via­mo di­nan­zi ad azio­ni di­ver­se.
L’a­zio­ne della Re­gio­ne è nei con­fron­ti degli enti che hanno fruit, in­de­bi­ta­men­te, delle in­di­ca­te in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti. Quel­la della Pro­cu­ra è di­ret­ta nei con­fron­ti di sog­get­ti di­ver­si. Di­ver­sa è, al­l’e­vi­den­za, la causa pe­ten­di.
Nel caso in spe­cie, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha espres­sa­men­te ri­spo­sto, con nota del 22 no­vem­bre 2013, che la mag­gior parte degli enti (IS­STREF, Cefop, Ce­si­fop, Ciofs-FP, Iripa Si­ci­lia, Ecap di Agri­gen­to, Ite­re­fop, Aram, Anfe, Ca­ta­nia, Anfe de­le­ga­zio­ne Si­ci­lia) ha im­pu­gna­to gli atti di in­giun­zio­ne.
Pe­ral­tro, il di­ri­gen­te del ser­vi­zio che ha cu­ra­to i man­da­ti verdi, Arch. La­ca­gni­na, ha tra­smes­so con nota del 27 no­vem­bre 2013, ver­sa­ta in atti dalla Pro­cu­ra, un pro­spet­to rie­pi­lo­ga­ti­vo che dà con­tez­za, per cia­scun ente, degli im­por­ti dei DDG di in­te­gra­zio­ne ri­por­ta­ti nella ta­bel­la in­di­ca­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne ( pagg. 18-20); degli im­por­ti ac­cer­ta­ti in en­tra­ta con DDG; degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti me­dian­te man­da­ti verdi ( trat­te­nen­do gli ac­con­ti del­l’Av­vi­so 20); degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti con ver­sa­men­to spon­ta­neo.
Sol­tan­to per gli enti che non hanno im­pu­gna­to le in­giun­zio­ni, ver­san­do spon­ta­nea­men­te quan­to do­vu­to, può pre­di­car­si, allo stato, ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno.
Pa­ri­men­ti non ac­co­gli­bi­le, per le ra­gio­ni sopra espo­ste, è la ri­chie­sta degli odier­ni con­ve­nu­ti di rin­vio del giu­di­zio in at­te­sa della de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re di re­cu­pe­ro (in­tra­pre­se dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le) delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se agli Enti.
Te­nu­to conto di tali no­ta­zio­ni, oc­cor­re re­spin­ge­re la ri­chie­sta (for­mu­la­ta dalla di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le) di ri­mes­sio­ne, alle Se­zio­ni riu­ni­te di que­sta Corte, della que­stio­ne di mas­si­ma re­la­ti­va al­l’as­se­ri­to re­cu­pe­ro per in­te­ro delle somme e, dun­que, della in­sus­si­sten­za del danno.
La po­stu­la­ta ri­mes­sio­ne è stata avan­za­ta per con­tra­sto (as­se­ri­to) della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte con quel­la della III Se­zio­ne cen­tra­le ( sen­ten­za 187/2007).
In real­tà, in di­spar­te quan­to sopra evi­den­zia­to, sol pre­stan­do at­ten­zio­ne alla sen­ten­za evo­ca­ta (sen­ten­za della III Se­zio­ne cen­tra­le, n. 187/2007), si legge te­stual­men­te che “ anche se è in­du­bi­ta­bi­le che il re­cu­pe­ro di cui al­l'art. 3 r.d.l. n. 295/1939 non esclu­de il giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co di co­lo­ro che ab­bia­no di­spo­sto o con­sen­ti­to gli in­de­bi­ti pa­ga­men­ti di re­tri­bu­zio­ni o pen­sio­ni, tale giu­di­zio non può pre­scin­de­re dall’ at­tua­li­tà del danno, re­qui­si­to che, come esat­ta­men­te af­fer­ma­to dalla Se­zio­ne ter­ri­to­ria­le, non può coe­si­ste­re con un pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro in atto il cui prov­ve­di­men­to di­spo­si­ti­vo non sia stato im­pu­gna­to dalla parte de­bi­tri­ce”.
La man­can­za, già nella de­li­nea­ta pro­spet­ta­zio­ne, di alcun con­tra­st, rende age­vo­le la reie­zio­ne della ri­chie­sta in esame.
4. Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13/8/1933 n. 1038.
L'ec­ce­zio­ne è priva di pre­gio.
Que­st’ul­ti­ma (di­fe­sa) ha con­tro­de­dot­to non ge­ne­ri­ca­men­te, ma pun­tual­men­te in or­di­ne ai fatti im­pu­ta­ti a cia­scun sin­go­lo con­ve­nu­to (C. Conti Lazio, Sez. giu­ri­sdiz., 03/12/2010, n. 2350): ciò di­mo­stra, sem­mai, la com­ple­tez­za e con­tez­za degli ele­men­ti of­fer­ti dal PM.
In di­spar­te tali con­si­de­ra­zio­ni, l’at­to in­tro­dut­ti­vo ap­pa­re tutto fuor­chè ge­ne­ri­co e in­de­ter­mi­na­to.
Certo, la pro­spet­ta­zio­ne può es­se­re con­di­vi­si­bi­le o meno, ma non può pre­di­car­si, af­fat­to, un’as­se­ri­ta in­de­ter­mi­na­tez­za o ge­ne­ri­ci­tà.
5. Va, del pari, ri­get­ta­ta l’ec­ce­zio­ne di com­pen­sa­zio­ne sol­le­va­ta dalla di­fe­sa della dott.​ssa Mon­te­ros­so, nel ri­fles­so che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le avreb­be com­pen­sa­to i pro­pri cre­di­ti verso gli enti di for­ma­zio­ne, de­ri­van­ti dal­l’an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni, con i pro­pri de­bi­ti verso i me­de­si­mi enti, emer­gen­ti dai pro­get­ti for­ma­ti­vi fi­nan­zia­ti negli anni suc­ces­si­vi.
Rebus sic stan­ti­bus, trat­ta­si, però , di un cre­di­to che non può tro­va­re com­pen­sa­zio­ne con il de­bi­to at­tua­le in quan­to, ai fini della com­pen­sa­zio­ne, oc­cor­re che i cre­di­ti siano certi , li­qui­di ed esi­gi­bi­li.
Sul punto, si os­ser­va che, nel caso in spe­cie, non vi è af­fat­to cer­tez­za del cre­di­to, per­ché i cre­di­ti sono di­so­mo­ge­nei e per­ché non ven­go­no fatte le ren­di­con­ta­zio­ni.
6. Sem­pre in via pre­li­mi­na­re, il Col­le­gio deve esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta dalle parti di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti be­ne­fi­cia­ri, nei con­fron­ti di altri sog­get­ti che do­vreb­be­ro, se del caso, ri­spon­de­re a pieno ti­to­lo della re­spon­sa­bi­li­tà oggi con­te­sta­ta ( dott.​ri. Cen­tor­ri­no, Al­bert e Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le pro tem­po­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na e com­po­nen­ti della CRI ).
La ri­chie­sta è in­fon­da­ta.
An­zi­tut­to, si ri­cor­da che la plu­ri­sog­get­ti­vi­tà dei rap­por­ti ob­bli­ga­to­ri, anche ri­sar­ci­to­ri, non con­fi­gu­ra una con­di­zio­ne per il li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio.
Re­pu­ta, in­fat­ti, il Col­le­gio che non sia con­sen­ti­to alla Corte dei conti di­spor­re l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di sog­get­ti ini­zial­men­te non con­ve­nu­ti in giu­di­zio sulla base di mo­ti­va­te ar­go­men­ta­zio­ni con­te­nu­te nel­l'at­to in­tro­dut­ti­vo del giu­di­zio, anche per ef­fet­to del­l’in­ter­ve­nu­ta mo­di­fi­ca­zio­ne degli ele­men­ti che ca­rat­te­riz­za­no la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, quali la par­zia­rie­tà e la per­so­na­li­tà, che im­pon­go­no al giu­di­ce di va­lu­ta­re ed even­tual­men­te con­dan­na­re cia­scun con­cor­ren­te esclu­si­va­men­te per l'ef­fi­cien­za cau­sa­le che il suo com­por­ta­men­to ha as­sun­to nella pro­du­zio­ne del danno, a pre­scin­de­re da quel­lo di ipo­te­ti­ci cor­re­spon­sa­bi­li ( C. Conti Si­ci­lia, Sez. giu­ri­sdiz., 26/02/2001, n.22).
Del resto, la pro­spet­ta­zio­ne del danno (fatta dal re­qui­ren­te)
è cor­re­la­ta al com­por­ta­men­to dei vari sog­get­ti, che, agen­do in con­tra­sto con i do­ve­ri di uf­fi­cio in vio­la­zio­ne della nor­ma­ti­va di ri­fe­ri­men­to, avreb­be­ro ri­te­nu­to am­mis­si­bi­le e, quin­di, con­ces­so ed ero­ga­to il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo in ac­co­gli­men­to delle ri­chie­ste re­la­ti­ve ad un pre­sun­to mag­gio­re costo che sa­reb­be stato so­ste­nu­to per il per­so­na­le ap­pli­ca­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti in que­stio­ne. Ciò viene a co­sti­tui­re spesa che non può es­se­re com­pre­sa nei pro­get­ti ap­pro­va­ti, in quan­to ec­ce­den­te i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti per l’an­no 2007; il danno è , dun­que, pre­di­ca­bi­le sol­tan­to come con­se­guen­za della con­dot­ta im­pu­ta­bi­le agli odier­ni con­ve­nu­ti, ri­te­nu­ti re­spon­sa­bi­li nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea.
7. Di­sat­te­se le ec­ce­zio­ni pre­li­mi­na­ri, re­pu­ta il Col­le­gio di dover esa­mi­na­re l’ec­ce­zio­ne di pre­scri­zio­ne del di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno sol­le­va­ta dai con­ve­nu­ti Russo, Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
L’ec­ce­zio­ne è in­fon­da­ta.
Com'è noto, ai sensi del­l'art. 1 comma 2, della legge n. 20 del 14 gen­na­io 1994, come so­sti­tui­to dal­l'art. 3, comma 1, lett. B) l. 20.12.1996, n. 639, il di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno era­ria­le si pre­scri­ve in cin­que anni, de­cor­ren­ti dalla data in cui si è ve­ri­fi­ca­to il fatto dan­no­so, ov­ve­ro, in caso di oc­cul­ta­men­to do­lo­so del danno, dalla data della sua sco­per­ta.
Per fatto dan­no­so deve in­ten­der­si, in ge­ne­ra­le, non il mo­men­to del com­por­ta­men­to dif­for­me dalle re­go­le, ma quel­lo del ve­ri­fi­car­si del­l'e­ven­tus damni: è da tale mo­men­to che l'or­ga­no in­qui­ren­te con­ta­bi­le può le­git­ti­ma­men­te eser­ci­ta­re l'ac­tio damni (ex plu­ri­mis, C.​conti Sez. I n. 130 del 12.05.1998; id. n. 441 del 16.12.2002;id Sez. II n. 339 del 11.11.2002).
In par­ti­co­la­re, la giu­ri­spru­den­za con­so­li­da­ta di que­sta Corte af­fer­ma che, in tema di re­spon­sa­bi­li­tà per ero­ga­zio­ne di somme non do­vu­te, la pre­scri­zio­ne de­cor­re dal mo­men­to in cui av­vie­ne il pa­ga­men­to, senza che si debba tener conto della data del fatto che ha reso do­vu­ta l'e­ro­ga­zio­ne (ex mul­tis, C.​conti, Sez. Giur.​le I n. 272 del 01.08.2002; id. Sez. I n. 304 del 18.09.2003; id. Sez. II n. 97 del 26.03.2002; id. Sez. III n. 343 del 23.07.2003).
Non v’è dub­bio che nes­su­na pre­scri­zio­ne può dirsi de­cor­sa, con­si­de­ra­te le date di ero­ga­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti, tanto più che l’at­to di ci­ta­zio­ne ri­sul­ta pre­ce­du­to da in­vi­ti a de­dur­re con va­len­za in­ter­rut­ti­va della pre­scri­zio­ne (C. Conti, Sez. riu­ni­te, 20/12/2000, n.14).
8. Si passa ora ad esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta, in via istrut­to­ria, di pro­ce­de­re all’ am­mis­sio­ne della prova per testi non­ché di ac­qui­si­zio­ne di do­cu­men­ta­zio­ne.
Or­be­ne, la pre­vi­sio­ne di cui al­l'art. 15 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038, se­con­do cui la Corte dei conti può "di­spor­re l'as­sun­zio­ne di te­sti­mo­ni ed am­met­te­re gli altri mezzi istrut­to­ri che cre­de­rà del caso...", trova ap­pli­ca­zio­ne ove si trat­ti di ac­qui­si­re prove o mezzi di prova da for­ma­re in giu­di­zio e in oc­ca­sio­ne di esso (prove co­sti­tuen­de), me­dian­te ope­ra­zio­ni che ven­go­no com­piu­te dal giu­di­ce per la co­gni­zio­ne dei fatti ri­le­van­ti per la de­ci­sio­ne.
Si ri­le­va, però, che le de­dot­te prove non ap­pa­io­no ri­le­van­ti ai fini del de­ci­de­re, te­nu­to conto del ma­te­ria­le pro­ba­to­rio con­te­nu­to nel fa­sci­co­lo pro­ces­sua­le.
9. Quan­to ai pro­fi­li del me­ri­to si os­ser­va quan­to segue.
9.1. Le norme che in­te­gra­no la di­sci­pli­na qua­dro di ri­fe­ri­men­to nel­l’am­bi­to della Re­gio­ne Si­ci­lia sono con­te­nu­te nella LR 6 marzo 1976, n. 24, ru­bri­ca­ta «Ad­de­stra­men­to pro­fes­sio­na­le dei la­vo­ra­to­ri».
In virtù di tale legge, l’a­zio­ne for­ma­ti­va è tesa ad of­fri­re un ser­vi­zio pub­bli­co volto a fa­vo­ri­re lo svi­lup­po della per­so­na­li­tà, della cul­tu­ra e delle ca­pa­ci­tà tec­ni­che dei la­vo­ra­to­ri, e po­ten­zia­re le oc­ca­sio­ni di più ele­va­ta ca­pa­ci­tà pro­fes­sio­na­le, onde age­vo­la­re l'al­lar­ga­men­to delle pos­si­bi­li­tà di oc­cu­pa­zio­ne (art. 1, comma 2).
Ruolo fon­da­men­ta­le per la con­cre­ta at­tua­zio­ne di tale azio­ne as­su­me l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le del La­vo­ro e della Coo­pe­ra­zio­ne (ora del­l’I­stru­zio­ne e della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le), one­ra­to di pro­muo­ve­re, pro­gram­ma­re, di­ri­ge­re e coor­di­na­re le ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le (art. 1, comma 1).
L'As­ses­so­ra­to, in base alla pre­vi­sio­ne con­te­nu­ta nel­l’art. 4, rea­liz­za i corsi e le altre ini­zia­ti­ve for­ma­ti­ve av­va­len­do­si, fra l’al­tro, per quan­to di ri­lie­vo in que­sta sede, «degli enti giu­ri­di­ca­men­te ri­co­no­sciu­ti o di fatto e delle loro re­la­ti­ve forme as­so­cia­ti­ve, che ab­bia­no per fine, senza scopo di lucro, la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le».
L’art. 5 pre­ve­de che l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le «pro­ce­de ogni anno alla ela­bo­ra­zio­ne del piano re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le», volto, fra l’al­tro, a «c) ope­ra­re una ri­go­ro­sa se­le­zio­ne delle ini­zia­ti­ve da am­met­te­re a con­tri­bu­to, sotto il pro­fi­lo del­l'ef­fi­cien­za e del­l'i­do­nei­tà tec­ni­ca dei cen­tri e del­l'a­de­ren­za delle pro­po­ste ai pro­gram­mi re­gio­na­li».
Per il fi­nan­zia­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne ester­na­liz­za­ta, l’art. 9 della legge re­gio­na­le di­spo­ne che, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, oltre a farsi ca­ri­co del­l’o­ne­re re­la­ti­vo al­l’as­se­gno gior­na­lie­ro di fre­quen­za da cor­ri­spon­de­re a cia­scun al­lie­vo e degli oneri per la si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le o se­mi-con­vit­tua­le per gli al­lie­vi me­de­si­mi, ero­ghi un con­tri­bu­to che «potrà, inol­tre, co­pri­re le spese re­la­ti­ve:
a) al­l'as­si­sten­za fi­sio­psi­chi­ca ai fini del­l'o­rien­ta­men­to pro­fes­sio­na­le ed alle vi­si­te me­di­che pe­rio­di­che (…);
b) al­l'ac­qui­sto del ma­te­ria­le di­dat­ti­co e di ra­pi­do con­su­mo nella mi­su­ra mi­ni­ma di una quota al­lie­vo (…);
c) al tra­spor­to degli al­lie­vi che non usu­frui­sco­no di si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le;
d) agli oneri re­la­ti­vi al­l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni per gli al­lie­vi e per il per­so­na­le ad­det­to ai corsi;
e) alla re­tri­bu­zio­ne ed agli oneri so­cia­li di legge e con­trat­tua­li per il per­so­na­le degli enti;
f) al­l'ac­qui­sto di mac­chi­na­ri ed at­trez­za­tu­re, agli am­mor­ta­men­ti, alla ma­nu­ten­zio­ne degli im­mo­bi­li, al­l'am­plia­men­to e riam­mo­der­na­men­to dei cen­tri, al­l'e­li­mi­na­zio­ne delle bar­rie­re ar­chi­tet­to­ni­che;
g) al­l'or­ga­niz­za­zio­ne e ge­stio­ne dei cen­tri e dei corsi di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le;
h) al fun­zio­na­men­to delle com­mis­sio­ni di cui al­l'art. 12 ed al­l'art. 15.
i) alla re­tri­bu­zio­ne ed ai re­la­ti­vi oneri so­cia­li per gli ope­ra­to­ri do­cen­ti e non do­cen­ti degli enti di for­ma­zio­ne, nel pe­rio­do che in­ter­cor­re tra la chiu­su­ra di un anno for­ma­ti­vo e l'i­ni­zio del suc­ces­si­vo e per un mas­si­mo di due mesi ogni anno o fra­zio­ne di anno non in­fe­rio­re a sette mesi di ser­vi­zio (…)».
9.2. Nel­l’am­bi­to di tali pre­vi­sio­ni nor­ma­ti­ve, ar­ric­chi­te dalle pre­scri­zio­ni di prin­ci­pio con­te­nu­te nella “Legge qua­dro in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le” 21/12/1978, n. 845 e da altre pre­scri­zio­ni di det­ta­glio di fonte re­gio­na­le, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ema­na­to la Cir­co­la­re 11 giu­gno 2004, n. 6, con­te­nen­te le “Di­ret­ti­ve per la pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze, lo svol­gi­men­to e la ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi”.
In tale atto l’am­mi­ni­stra­zio­ne for­ni­va in­di­ca­zio­ni in via ge­ne­ra­le e astrat­ta in or­di­ne alle mo­da­li­tà cui do­ve­va­no com­por­tar­si in fu­tu­ro i pro­pri di­pen­den­ti e i pro­pri uf­fi­ci. In par­ti­co­la­re ve­ni­va spe­ci­fi­ca­to che, ai fini della par­te­ci­pa­zio­ne alla se­le­zio­ne an­nual­men­te ban­di­ta, gli enti in­te­res­sa­ti do­ve­va­no pre­sen­ta­re istan­za di fi­nan­zia­men­to per i pro­get­ti for­ma­ti­vi.
L’im­por­to del­l’au­spi­ca­to fi­nan­zia­men­to è pre­ven­ti­va­to dal ri­chie­den­te con­si­de­ran­do le ca­te­go­rie di spese am­mis­si­bi­li, espres­sa­men­te pre­vi­ste.
Una volta ope­ra­ta la se­le­zio­ne, viene re­dat­to il Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va re­la­ti­vo al­l’an­no di ri­fe­ri­men­to, nel quale, per cia­scun pro­get­to for­ma­ti­vo, è de­ter­mi­na­to l’am­mon­ta­re del fi­nan­zia­men­to.
A ter­mi­ni del cap. II, par. 6, 3° cpv, «Per i pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va - P.R.O.F – il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­co­no­sci­bi­li è rap­pre­sen­ta­to dagli im­por­ti as­se­gna­ti con i prov­ve­di­men­ti di fi­nan­zia­men­to».
La Cir­co­la­re (Cap. V, par. 9) pre­ve­de, poi, che, nel­l’i­po­te­si in cui l’in­ter­ven­to ri­sul­ti am­mes­so a fi­nan­zia­men­to, il rap­por­to del sog­get­to se­le­zio­na­to con il Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le sia re­go­la­to da ap­po­si­to atto di ade­sio­ne, se­con­do un mo­del­lo pre­de­ter­mi­na­to, al­le­ga­to alla cir­co­la­re, che dovrà es­se­re sot­to­scrit­to prima del­l’av­vio, pena l’i­nam­mis­si­bi­li­tà delle spese so­ste­nu­te an­te­ce­den­te­men­te. In tale mo­del­lo è pre­vi­sto che il sog­get­to se­le­zio­na­to per svol­ge­re l’at­ti­vi­tà for­ma­ti­va espres­sa­men­te ac­cet­ti «che il fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to con il prov­ve­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo di am­mis­sio­ne ci­ta­to nel pre­sen­te atto di ade­sio­ne è solo prov­vi­so­ria­men­te ri­co­no­sciu­to e co­sti­tui­sce li­mi­te mas­si­mo di spesa».
L’ in­su­pe­ra­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to è ri­ba­di­ta anche nel Cap. III, par. 1.1. 6° cpv, ove, nel di­sci­pli­na­re gli “obiet­ti­vi, mo­da­li­tà e ter­mi­ni di pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze”, si af­fer­ma che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te» non­ché nel Cap. VIII, par. 1.1, ri­guar­dan­te la re­go­la­men­ta­zio­ne del­l’at­ti­vi­tà di ve­ri­fi­ca degli uf­fi­ci sui ren­di­con­ti dei be­ne­fi­cia­ri del fi­nan­zia­men­to, dove è pre­vi­sto che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te».
Tale cir­co­la­re, dun­que, ri­ba­di­sce, più volte e a chia­re let­te­re, il prin­ci­pio se­con­do cui la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to de­ter­mi­na­ta nel PROF co­sti­tui­sce una so­glia non su­pe­ra­bi­le.
9.3. Ne­ces­si­ta ac­cla­ra­re se tale li­mi­te si im­po­ne­va anche in re­la­zio­ne al PROF 2007, cui af­fe­ri­sco­no i pro­get­ti ri­fi­nan­zia­ti sopra spe­ci­fi­ca­ti.
Tale ve­ri­fi­ca è det­ta­ta dal ri­lie­vo, messo in luce dai con­ve­nu­ti, che la pre­ci­ta­ta cir­co­la­re aveva una «va­li­di­tà ge­ne­ra­le sino al 31 di­cem­bre 2006». Dun­que, se­con­do, la de­du­zio­ne sol­le­va­ta, ri­sul­te­reb­be ca­ren­te di forza pre­cet­ti­va nel pe­rio­do cui si ri­fe­ri­sco­no i fatti di causa.
Come già ri­te­nu­to da que­sta Se­zio­ne, in altra com­po­si­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), la do­glian­za non è con­di­vi­si­bi­le.
Sem­bra ba­ste­vo­le, per con­fu­tar­la, ri­le­va­re che il con­te­nu­to com­ples­si­vo della pre­vi­sio­ne ri­guar­dan­te il li­mi­te tem­po­ra­le fi­na­le del­l’ef­fi­ca­cia della cir­co­la­re non in­du­ce, in alcun modo, a ri­te­ne­re che, alla data in­di­ca­ta, avreb­be avuto luogo il com­ple­to ed ir­re­ver­si­bi­le de­po­ten­zia­men­to della forza pre­cet­ti­va del­l’at­to.
L’in­di­ca­zio­ne della data è ac­com­pa­gna­ta, in­fat­ti, dalla pun­tua­liz­za­zio­ne che «ed è sog­get­ta ad in­te­gra­zio­ni e ag­gior­na­men­ti pe­rio­di­ci, qua­lo­ra ne­ces­sa­ri».
Que­sta for­mu­la sa­reb­be su­per­flua se, con essa, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aves­se vo­lu­to af­fer­ma­re il man­te­ni­men­to del po­te­re di emen­da­re il con­te­nu­to della cir­co­la­re: con o senza quel­la pre­ci­sa­zio­ne, co­mun­que, sa­reb­be stato pos­si­bi­le ap­por­ta­re, per mo­ti­va­te esi­gen­ze, mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al testo.
A ben ve­de­re, quel­la pre­ci­sa­zio­ne im­pli­ci­ta­men­te, ma in modo per­spi­cuo, è da in­ten­de­re come pro­te­sa a sta­bi­li­re la per­du­ran­te ef­fi­ca­cia delle pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re anche oltre la so­glia tem­po­ra­le in­di­ca­ta, salvo even­tua­li in­ter­ven­ti di ma­nu­ten­zio­ne im­po­sti da cir­co­stan­ze con­tin­gen­ti.
In ogni caso, di­ri­men­te è la con­sta­ta­zio­ne se­con­do cui la cir­co­la­re è stata espres­sa­men­te evo­ca­ta nei prov­ve­di­men­ti che hanno ri­guar­da­to i pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to per l’an­no for­ma­ti­vo 2007.
Tale ri­chia­mo non può che avere na­tu­ra re­cet­ti­zia e rende ap­pli­ca­bi­li le pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re, in­di­pen­den­te­men­te dai con­fi­ni tem­po­ra­li di ef­fi­ca­cia che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aveva avuto in animo di li­mi­ta­re.
Il ter­mi­ne con­clu­si­vo di ef­fi­ca­cia della ci­ta­ta cir­co­la­re, dun­que, non è di­ve­nu­to ope­ra­ti­vo, da un lato, per­ché, non si sono ma­ni­fe­sta­te esi­gen­ze di in­te­gra­zio­ni ed ag­gior­na­men­ti, e quin­di non si è fatto luogo ad in­ter­ven­ti emen­da­ti­vi del testo ori­gi­na­ria­men­te ela­bo­ra­to, e, dal­l’al­tro, per­ché, at­tra­ver­so il di­ret­to ri­chia­mo della cir­co­la­re, nei prov­ve­di­men­ti re­la­ti­vi alla for­ma­zio­ne per l’an­no 2007, sono stati im­por­ta­ti i con­te­nu­ti pre­cet­ti­vi della stes­sa, fra i quali anche quel­li ri­guar­dan­ti la non in­cre­men­ta­bi­li­tà della mi­su­ra del fi­nan­zia­men­to ini­zial­men­te ac­cor­da­to.
A suf­fra­ga­re il con­vin­ci­men­to della piena ope­ra­ti­vi­tà di tale in­su­pe­ra­bi­le li­mi­te, vanno svol­te due no­ta­zio­ni.
La prima ri­po­sa nel fatto che l’o­sta­co­lo al­l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to in sede di ela­bo­ra­zio­ne del PROF 2007 era tal­men­te chia­ro ed ine­lu­di­bi­le che, per su­pe­rar­lo, è stato ne­ces­sa­rio far ri­cor­so ad una ap­po­si­ta norma di legge, che au­to­riz­zas­se l’Am­mi­ni­stra­zio­ne ad agire in de­ro­ga.
Ciò è ac­ca­du­to con l’art. 39 della LR 23/12/2002, n. 23, con il quale è stata pre­vi­sta l’as­se­gna­zio­ne di ri­sor­se ag­giun­ti­ve agli enti ge­sto­ri di at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve già am­mes­se a fi­nan­zia­men­to, de­sti­na­te al­l’im­pie­go per le spese del per­so­na­le.
D’al­tro canto, non può es­se­re igno­ra­to che il fi­nan­zia­men­to è stato con­ces­so al­l’e­si­to di una pro­ce­du­ra se­let­ti­va pub­bli­ca per la par­te­ci­pa­zio­ne alla quale era in­di­spen­sa­bi­le la for­mu­la­zio­ne di un pre­ven­ti­vo di spesa, ar­ti­co­la­to per ma­cro­ca­te­go­rie, te­nen­do conto dei pa­ra­me­tri di ri­fe­ri­men­to pre­via­men­te de­ter­mi­na­ti.
La mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le co­sti­tui­sce, cer­ta­men­te, una va­ria­bi­le non se­con­da­ria, in grado di in­ci­de­re sulle di­na­mi­che con­cor­ren­zia­li, al­te­ran­do­le in modo assai si­gni­fi­ca­ti­vo.
La pos­si­bi­li­tà per l’e­ro­ga­to­re del fi­nan­zia­men­to di in­cre­men­tar­ne la con­si­sten­za a ri­chie­sta del be­ne­fi­cia­rio, so­prat­tut­to per ra­gio­ni non pre­ven­ti­va­men­te e pub­bli­ca­men­te osten­ta­te, in­fat­ti, fi­ni­reb­be per al­te­ra­re il fi­sio­lo­gi­co svol­gi­men­to delle pro­ce­du­re per l’e­ster­na­liz­za­zio­ne di un pub­bli­co ser­vi­zio, fi­na­liz­za­te a ga­ran­ti­re una cor­ret­ta al­lo­ca­zio­ne delle in­gen­ti ri­sor­se pub­bli­che de­sti­na­ta alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Quel­la pos­si­bi­li­tà, in de­fi­ni­ti­va, col­lo­che­reb­be i sog­get­ti se­le­zio­na­ti, già de­sti­na­ta­ri di un fi­nan­zia­men­to dagli stes­si sti­ma­to con­grua­men­te re­mu­ne­ra­ti­vo del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne, in una po­si­zio­ne di in­giu­sti­fi­ca­to pri­vi­le­gio, po­ten­do be­ne­fi­cia­re di fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi per eve­nien­ze che or­di­na­ria­men­te si ve­ri­fi­ca­no nei rap­por­ti di du­ra­ta (nella spe­cie, pe­ral­tro, assai breve, es­sen­do an­nua­le).
La sus­si­sten­za di og­get­ti­ve pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di in­te­gra­re la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­ta, in­fi­ne, è tal­men­te, chia­ra che - come ri­sul­ta dal ver­ba­le del­l’au­di­zio­ne, svol­ta­si in data 8/5/2012 su vi­cen­de ana­lo­ghe a quel­le qui esa­mi­na­te, ver­sa­to in atti in data 11/6/2012 – l’al­lo­ra Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le del Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le ha di­chia­ra­to che «non esi­ste la pos­si­bi­li­tà giu­ri­di­ca di in­te­gra­re in esu­be­ro il tetto del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio».
Del resto, come esat­ta­men­te (e in modo con­di­vi­si­bi­le) ha pre­ci­sa­to la Se­zio­ne di Ap­pel­lo ( sen­ten­za n. 259/A/2013)
“ espres­sio­ne car­di­ne del prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà siano da con­si­de­ra­re le li­mi­ta­zio­ni con­te­nu­te nella legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni, che ha det­ta­to la nor­ma­ti­va fon­da­men­ta­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na sulle ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le e sulla pro­mo­zio­ne, isti­tu­zio­ne, e fi­nan­zia­men­to da parte della am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le dei corsi di for­ma­zio­ne; tali li­mi­ta­zio­ni sono espli­ci­ta­te nella cir­co­la­re ap­pli­ca­ti­va n. 6 del 2004, a cui viene fatto ampio ri­fe­ri­men­to nei prov­ve­di­men­ti emes­si per l’e­ro­ga­zio­ne delle in­te­gra­zio­ni…”.
Tale pre­clu­sio­ne non viene meno nep­pu­re lad­do­ve si vo­glia va­lo­riz­za­re la causa che ha dato ori­gi­ne alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, ossia la ne­ces­si­tà di con­sen­ti­re al­l’en­te at­tua­to­re dei pro­gram­mi for­ma­ti­vi, di ga­ran­ti­re ai pro­pri ope­ra­to­ri il trat­ta­men­to eco­no­mi­co sta­bi­li­to dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di ca­te­go­ria.
9. 4. In di­spar­te la con­si­de­ra­zio­ne che, in ge­ne­ra­le, per la chia­ra di­sci­pli­na di set­to­re (espres­sa­men­te ac­cet­ta­ta dal­l’en­te con l’at­to di ade­sio­ne), non pos­so­no ri­per­cuo­ter­si sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne le vi­cen­de, suc­ces­si­ve alla ela­bo­ra­zio­ne del PROF, che in­flui­sco­no sui costi azien­da­li e che al­te­ra­no l’e­qui­li­brio di con­ve­nien­za ri­te­nu­to ac­cet­ta­bi­le dal­l’en­te, al­lor­quan­do ha chie­sto di par­te­ci­pa­re alla se­le­zio­ne pub­bli­ca, con­fer­ma­no la in­sen­si­bi­li­tà del pa­tri­mo­nio re­gio­na­le alle pre­vi­sio­ni della con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va le con­si­de­ra­zio­ni ope­ra­te dalla Corte Co­sti­tu­zio­na­le nelle sen­ten­ze nn. 437/1994, 407/1995 e 127/1996.
In tali ar­re­sti, nello scru­ti­na­re la le­git­ti­mi­tà co­sti­tu­zio­na­le di norme re­gio­na­li con­cer­nen­ti i rap­por­ti tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na ed enti di for­ma­zio­ne, il Giu­di­ce delle leggi ha esclu­so la pos­si­bi­li­tà di un ri­bal­ta­men­to sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne del ca­ri­co re­tri­bu­ti­vo gra­van­te sugli enti che si av­val­go­no del per­so­na­le cui deve ap­pli­car­si il con­trat­to col­let­ti­vo, non es­sen­do la me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne gra­va­ta di ob­bli­ghi as­si­sten­zia­li nei con­fron­ti degli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne.
Quin­di, l’E­ra­rio re­gio­na­le non “è strut­tu­ral­men­te per­mea­bi­le alle vi­cen­de con­trat­tua­li ri­guar­dan­ti gli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne e gli enti a be­ne­fi­cio dei quali tali sog­get­ti pre­sta­no la­vo­ro, né tale può di­ven­ta­re at­tra­ver­so il ri­co­no­sci­men­to di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi”.
In pre­sen­za di tali ele­men­ti, sem­bra plau­si­bi­le ri­te­ne­re che l’e­si­gen­za di ri­spet­ta­te il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to gravi sugli or­ga­ni com­pe­ten­ti della Re­gio­ne, che avreb­be­ro do­vu­to vi­gi­la­re in modo da evi­ta­re che tale prin­ci­pio fosse di­sat­te­so dagli enti di for­ma­zio­ne. Non è af­fat­to con­sen­ti­ta , in base alla nor­ma­ti­va sulla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le vi­gen­te nella Re­gio­ne Si­ci­lia­na, l’am­mis­sio­ne al fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo di mag­gio­ri costi nel­l’am­bi­to di un’at­ti­vi­tà au­to­riz­za­ta e dallo stes­so ente di for­ma­zio­ne ri­chie­sta ed ac­cet­ta­ta .
In tale con­te­sto, del pari con­di­vi­si­bi­li ap­pa­io­no le con­si­de­ra­zio­ni svol­te dalla Se­zio­ne di Ap­pel­lo per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na in or­di­ne alla cor­ret­ta ese­ge­si del­l’art. 9 della legge re­gio­na­le 21/2007, se­con­do cui le eco­no­mie rea­liz­za­te sugli stan­zia­men­ti fi­na­liz­za­ti alla legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 (at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) pos­so­no es­se­re re­iscrit­te in bi­lan­cio, per es­se­re de­sti­na­te a in­ter­ven­ti fi­na­liz­za­ti alla me­de­si­ma legge.
L’in­ter­pre­ta­zio­ne più cor­ret­ta non è quel­la che con­sen­ta di vei­co­la­re le eco­no­mie per qual­si­vo­glia in­te­gra­zio­ne di spese, già au­to­no­ma­men­te ef­fet­tua­te dagli enti di for­ma­zio­ne, al di fuori delle pre­vi­sio­ni del Prof e, in ogni caso, non pro­gram­ma­te al­l’in­ter­no del pro­ce­di­men­to in cui av­vie­ne la se­le­zio­ne dei pro­get­ti da am­met­te­re al fi­nan­zia­men­to.
Ra­gio­ni di co­mu­ne buon senso (e di lo­gi­ca giu­ri­di­ca) fanno ri­te­ne­re che ciò esuli dalla ratio della legge. In­fat­ti, l’art. 6 della ci­ta­ta legge n. 24 del 1976, al­l’art. 2, sta­tui­sce che il piano re­gio­na­le an­nua­le è pre­di­spo­sto dal com­pe­ten­te As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’i­stru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della Com­mis­sio­ne re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, anche sulla scor­ta delle pro­po­ste avan­za­te dagli enti di for­ma­zio­ne; al comma 4 sta­tui­sce che qua­lo­ra, suc­ces­si­va­men­te al­l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le, do­ves­se­ro de­ter­mi­nar­si con­di­zio­ni par­ti­co­la­ri, l’As­ses­so­re re­gio­na­le (oggi dell’ istru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) è au­to­riz­za­to, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della pre­det­ta Com­mis­sio­ne re­gio­na­le, ad ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano stes­so.
Va esclu­so che le eco­no­mie rea­liz­za­te pos­sa­no es­se­re de­sti­na­te per at­ti­vi­tà che l’en­te ha già por­ta­to a ter­mi­ne sfo­ran­do i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti.
E’ age­vo­le pen­sa­re, al­lo­ra, che le eco­no­mie rea­liz­za­te non pos­sa­no che es­se­re de­sti­na­te, nel­l’ot­ti­ca dei prin­ci­pi di pro­gram­ma­zio­ne, eco­no­mi­ci­tà e tra­spa­ren­za, a nuovi in­ter­ven­ti che si ri­fe­ri­sco­no al­l’of­fer­ta for­ma­ti­va an­nua­le com­ples­si­va da met­te­re in campo se­con­do le ga­ran­zie e nel ri­spet­to delle pro­ce­du­re vo­lu­te sia per l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le che per gli in­ter­ven­ti da ese­gui­re a mo­di­fi­ca ed in­te­gra­zio­ne del piano stes­so, come pre­vi­sto dal ci­ta­to art. 6, commi 2 e 4, della legge n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che e in­te­gra­zio­ni.
Tali con­si­de­ra­zio­ni val­go­no anche nel caso in cui, me­dian­te l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni di fondi, siano fi­nan­zia­ti mag­gio­ri costi del per­so­na­le che sa­reb­be stato im­pie­ga­to dal­l’en­te di for­ma­zio­ne nella ge­stio­ne dei corsi for­ma­ti­vi.
Il costo del per­so­na­le, in ogni caso, co­sti­tui­sce una com­po­nen­te della spesa , uni­ta­men­te alle altre pre­vi­ste per lo svol­gi­men­to dei corsi di for­ma­zio­ne, per cui non può es­se­re ri­ser­va­ta al costo del per­so­na­le un bi­na­rio di­ver­so per at­trar­re sup­ple­ti­vi fi­nan­zia­men­ti al di fuori di qual­sia­si con­trol­lo del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca ero­gan­te.
Le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to as­sen­ti­te al di fuori delle nor­ma­li pro­ce­du­re pre­vi­ste dalla nor­ma­ti­va di legge, non si ap­pa­le­sa­no le­git­ti­me sol per­ché con esse siano fi­nan­zia­te mag­gio­ri spese per i costi re­tri­bu­ti­vi del per­so­na­le as­se­ri­ta­men­te so­ste­nu­te dagli enti di for­ma­zio­ne.
Non vale ad ac­cre­di­ta­re la le­git­ti­mi­tà del­l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di­spo­sta in fa­vo­re degli Enti sopra cen­na­ti, la vi­gen­za ( as­se­ri­ta) di te­ne­re l’en­te di for­ma­zio­ne in­den­ne, sem­pre e co­mun­que, dai costi del per­so­na­le im­pie­ga­to nel­l’at­ti­vi­tà cor­sua­le e, quin­di, anche dagli even­tua­li mag­gio­ri costi de­ri­van­ti da au­men­ti re­tri­bu­ti­vi sta­bi­li­ti dal CCNL di ca­te­go­ria in­ter­ve­nu­ti du­ran­te la ge­stio­ne non co­per­ti dal de­cre­ta­to fi­nan­zia­men­to.
Si os­ser­va, in­fat­ti, che il comma 1 del­l’art. 2 della l.r. n. 25 del 1993 sta­bi­li­sce, in via di prin­ci­pio, che al per­so­na­le iscrit­to al­l’al­bo, pre­vi­sto dall’art. 14 della legge n. 24 del 1976, con rap­por­to di la­vo­ro in­de­ter­mi­na­to, è ga­ran­ti­ta la con­ti­nui­tà la­vo­ra­ti­va e ri­co­no­sciu­to il trat­ta­men­to eco­no­mi­co e nor­ma­ti­vo pre­vi­sto dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di la­vo­ro di ca­te­go­ria. La qual­co­sa sta a si­gni­fi­ca­re che a detto per­so­na­le è ri­co­no­sciu­to lo sta­tus di ap­par­te­nen­te alla ca­te­go­ria del per­so­na­le della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le a li­vel­lo na­zio­na­le.
Non ri­tie­ne il Col­le­gio che da tali pre­mes­se possa trar­si il con­vin­ci­men­to che gli oneri fi­nan­zia­ri ri­ca­da­no sem­pre e co­mun­que sul­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
La cir­co­stan­za, poi, che l’art. 39,comma 3, della legge re­gio­na­le n. 23 del 2002 im­pon­ga agli enti di for­ma­zio­ne l’ob­bli­go di ac­cen­de­re un ap­po­si­to conto da uti­liz­za­re esclu­si­va­men­te per le spese del per­so­na­le nella mi­su­ra ne­ces­sa­ria alla co­per­tu­ra in­te­gra­le della spesa, non sta certo a si­gni­fi­ca­re che il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to per ogni sin­go­la spesa di­ven­ti re­ces­si­vo, al­lor­chè siano pre­sen­ti costi che, co­mun­que, ri­guar­di­no la spesa per il per­so­na­le im­pie­ga­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi.
Il Le­gi­sla­to­re, con tale norma, ha vo­lu­to di­sci­pli­na­re l’at­ti­vi­tà di ge­stio­ne degli enti di for­ma­zio­ne per ren­der­la tra­spa­ren­te, pre­stan­do at­ten­zio­ne alle fi­na­li­tà del cor­ret­to uti­liz­zo dei fondi as­se­gna­ti.
In­fat­ti, per le fi­na­li­tà di cui al ci­ta­to 3° comma, il suc­ces­si­vo 4° comma sta­tui­sce , solo per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2002, che il di­par­ti­men­to della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le avreb­be po­tu­to au­to­riz­za­re gli enti ge­sto­ri di cui alla legge n. 24 del 1976 ad uti­liz­za­re gli avan­zi di ge­stio­ne ma­tu­ra­ti esclu­den­do qual­sia­si in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to da parte della Re­gio­ne oltre quel­lo de­cre­ta­to.
Non si rin­vie­ne altra norma di legge re­gio­na­le che abbia au­to­riz­za­to per gli eser­ci­zi suc­ces­si­vi il fi­nan­zia­men­to per le fi­na­li­tà suin­di­ca­te.
9.5. Nel solco dei prin­ci­pi af­fer­ma­ti da que­sta Se­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), poi con­fer­ma­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za n. 259/A/2013), ri­le­va que­st’Or­ga­no adito che la cor­ret­ta im­po­sta­zio­ne di fondo delle ero­ga­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti de­sti­na­ti alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le sia sol­tan­to quel­la della pro­gram­ma­zio­ne che, na­tu­ral­men­te, non in­ve­ste uni­ca­men­te la ti­po­lo­gia e le mo­da­li­tà di svol­gi­men­to delle at­ti­vi­tà for­ma­ti­va, ma anche i costi (in­di­ca­ti nei pro­get­ti da ese­gui­re) delle at­ti­vi­tà che sa­ran­no svol­te.
Ne con­se­gue che la quan­ti­fi­ca­zio­ne dei costi deve es­se­re svol­ta in via pre­ven­ti­va. Tale si­gni­fi­ca­to di pro­gram­ma­zio­ne trova fon­da­men­to, in via pri­ma­ria, nella legge n. 24 del 1976 e, in sede espli­ca­ti­va , nella cir­co­la­re as­ses­so­ria­le del 17 feb­bra­io 2003 n. 1/03, dove, per quan­to ri­guar­da il pos­si­bi­le in­cre­men­to dei costi, in par­ti­co­la­re di quel­li re­la­ti­vi al per­so­na­le im­pie­ga­to dagli enti ge­sto­ri per l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, è chia­ra­men­te in­di­ca­to che l’in­cre­men­to dei costi per il per­so­na­le non possa che av­ve­ni­re a saldo in­va­ria­to ri­mo­du­lan­do in di­mi­nu­zio­ne, se ne­ces­sa­rio, la di­stin­ta voce “ ge­stio­ne”.
10. Ac­cer­ta­ta, quin­di, la sus­si­sten­za del danno era­ria­le, co­sti­tui­to dal­l’e­sbor­so in­giu­sti­fi­ca­to, so­ste­nu­to per le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to , come sopra de­scrit­te, e come tale non utile per le fi­na­li­tà che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­nal, è chia­ma­ta a per­se­gui­re, in con­for­mi­tà della le­gi­sla­zio­ne del set­to­re della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ri­tie­ne il Col­le­gio che il danno era­ria­le su­bi­to dal­l’E­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del­l’o­dier­no pro­ces­so, è riu­sci­ta, ef­fet­ti­va­men­te, a re­cu­pe­ra­re, come espres­sa­men­te in­di­ca­to dal PM in udien­za, di guisa che gli im­por­ti di danno, per al­cu­ni con­ve­nu­ti, sono stati op­por­tu­na­men­te ri­de­ter­mi­na­ti.
In­di­pen­den­te­men­te dalle cau­sa­li che hanno de­ter­mi­na­to la lie­vi­ta­zio­ne delle spese so­ste­nu­te dal­l’en­te di for­ma­zio­ne, per quan­to sopra evi­den­zia­to, i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi co­sti­tui­sco­no un esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to e, come tale, dan­no­so per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne che ne ha sop­por­ta­to l’o­ne­re.
L’e­ro­ga­zio­ne dei tre fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ha avuto luogo al­l’e­si­to di una se­quen­za pro­ce­du­ra­le, nella quale hanno as­sun­to la veste di pro­ta­go­ni­sti, po­nen­do in es­se­re con­dot­te cau­sal­men­te de­ter­mi­nan­ti, gli odier­ni con­ve­nu­ti.
11. Sotto il pro­fi­lo del nesso cau­sa­le e della colpa grave, esa­mi­nan­do la pro­gres­sio­ne istrut­to­ria, ri­spet­to al­l’e­ro­ga­zio­ne in­te­gra­ti­va, si pon­go­no quali an­te­ce­den­ti cau­sa­li:
- le con­dot­te del di­ri­gen­te e fun­zio­na­rio del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne, i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo ( di­ri­gen­te Di Bar­to­lo Maria Car­me­la fun­zio­na­rio Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ); la con­dot­ta del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (Dr. Ema­nue­le An­to­ni­no ); le con­dot­te dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li Dr.​ssa Russo e Dr.​ssa Mon­te­ros­so, i quali, con le loro note, hanno sem­pre ri­te­nu­to di «poter ri­co­no­sce­re un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa al­l’En­te», pur in as­sen­za di una pre­vi­sio­ne abi­li­ta­ti­va che tanto con­sen­tis­se (anzi, più cor­ret­ta­men­te, in pre­sen­za di plu­ri­me pre­vi­sio­ni, nella cir­co­la­re che go­ver­na­va il per­ti­nen­te seg­men­to del­l’at­ti­vi­tà am­mi­ni­stra­ti­va, che esclu­de­va­no la pos­si­bi­li­tà di mag­gio­ra­re il fi­nan­zia­men­to);
- la con­dot­ta degli As­ses­so­ri On.​le Car­me­lo In­car­do­na, Luigi Gen­ti­le , Santi For­mi­ca e del Pre­si­den­te pro tem­po­re Raf­fae­le Lom­bar­do, i quali, igno­ran­do del tutto l’i­ne­qui­vo­ca di­sci­pli­na di ri­fe­ri­men­to, hanno adot­ta­to, i vari de­cre­ti am­mi­ni­stra­ti­vi con cui è stata di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti con­ces­si ai di­ver­si Enti.
Tali con­dot­te, per il con­te­sto nel quale hanno avuto luogo, non­ché per i ruoli api­ca­li ri­ve­sti­ti nelle ri­spet­ti­ve por­zio­ni di at­ti­vi­tà e per l’e­le­va­ta qua­li­fi­ca­zio­ne pro­fes­sio­na­le dagli agen­ti, sono ad­de­bi­ta­bi­li a ti­to­lo di colpa grave.
Nella vi­cen­da in esame, in tutti i li­vel­li di pro­gres­sio­ne della se­quen­za pro­ce­du­ra­le, è rav­vi­sa­bi­le una ma­cro­sco­pi­ca ma­ni­fe­sta­zio­ne di di­sin­te­res­se per l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle ri­sor­se pub­bli­che.
Nella prima fase, è stata del tutto igno­ra­ta la sus­si­sten­za di in­va­li­ca­bi­li, evi­den­ti pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di ero­ga­re ri­sor­se fi­nan­zia­rie ag­giun­ti­ve per le at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne svol­te.
Nelle suc­ces­si­ve ar­ti­co­la­zio­ni della pro­ce­du­ra, il man­ca­to ri­spet­to dei prin­ci­pi posti a pre­si­dio del­l’e­ster­na­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi pub­bli­ci e delle re­go­le di set­to­re, che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne stes­sa aveva posto per il tra­spa­ren­te ed or­di­na­to eser­ci­zio dei suoi com­pi­ti, ha tro­va­to rin­no­va­to vi­go­re in­du­cen­do i sog­get­ti coin­vol­ti nel­l’a­zio­ne a con­tri­bui­re, cia­scu­no per gli adem­pi­men­ti di com­pe­ten­za, al­l’e­ro­ga­zio­ne di un fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo non do­vu­to.
12. Di­ver­se, a vario ti­to­lo, sono le esi­men­ti in­vo­ca­te dalle di­fe­se per eli­de­re od at­te­nua­re la colpa grave.
12.1. In primo luogo, ad esi­men­te delle con­dot­te gra­ve­men­te col­po­se ri­co­no­sciu­te esi­sten­ti, è stata in­vo­ca­ta la rei­te­ra­ta pra­ti­ca di con­ce­de­re fi­nan­zia­men­ti po­stu­mi ul­te­rio­ri alle at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve per le quali, in sede di ren­di­con­to, erano stati do­cu­men­ta­ti costi mag­gio­ri di quel­li pre­ven­ti­va­ti e fi­nan­zia­ti.
Per ciò che at­tie­ne a tale aspet­to, pur vo­len­do qua­li­fi­ca­re come “pras­si” l’in­ter­ve­nu­ta as­sun­zio­ne, da parte della me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne, in pas­sa­to, di ini­zia­ti­ve iden­ti­che a quel­le ge­ne­ra­tri­ci del con­te­sta­to danno, la so­glia di gra­vi­tà della colpa di co­lo­ro che quel mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le hanno re­pli­ca­to non po­treb­be, per ciò solo, ri­sul­ta­re ri­dot­ta.
Giam­mai, in­fat­ti, l’o­mo­lo­gar­si ad una pras­si non le­git­ti­ma può tra­sfor­ma­re la rei­te­ra­zio­ne di cen­su­ra­bi­li ini­zia­ti­ve in un agire “ ste­ri­liz­za­to “ dalla colpa grave.
Dun­que, ben dif­fi­cil­men­te una con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te er­ro­neo, poi­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do, in via prio­ri­ta­ria, il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne.
Sem­mai, la per­vi­ca­ce vo­lon­tà di rei­te­ra­re una linea di con­dot­ta non con­for­me a spe­ci­fi­ci e chia­ri ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li co­sti­tui­sce una cir­co­stan­za che, lungi da pro­dur­re ef­fet­ti esi­men­ti, può ap­pa­le­sar­si quale cir­co­stan­za ag­gra­van­te, es­sen­do piut­to­sto in­di­ca­ti­va del­l’o­mes­sa ado­zio­ne delle ap­pro­pria­te mi­su­re cor­ret­ti­ve.
Quan­to sopra vale per tutti i li­vel­li del­l’or­ga­niz­za­zio­ne: nel caso di spe­cie, dal ver­ti­ce po­li­ti­co che, senza evi­den­ti o quan­to­me­no ap­prez­za­bi­li van­tag­gi per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne o la co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta, ha ri­te­nu­to di per­se­ve­ra­re in un’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va estre­ma­men­te fa­vo­re­vo­le per gli at­tua­to­ri dei pro­get­ti di for­ma­zio­ne e, cor­re­la­ti­va­men­te, assai gra­vo­sa per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne me­de­si­ma, ai ver­ti­ci delle strut­tu­re bu­ro­cra­ti­che che hanno re­mis­si­va­men­te aval­la­to una mi­su­ra ope­ra­ti­va (ero­ga­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi senza che ne ri­cor­res­se­ro i pre­sup­po­sti), il cui ef­fet­to è stato la smo­da­ta ed in­giu­sti­fi­ca­bi­le cre­sci­ta dei costi della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
12.2. In se­con­do luogo, è stata pro­spet­ta­ta la sus­si­sten­za di orien­ta­men­ti giu­ri­spru­den­zia­li che in­du­ce­va­no a pro­ce­de­re in tale di­re­zio­ne.
Nean­che tale ap­proc­cio pare ac­co­gli­bi­le.
Non può, in­fat­ti, es­se­re cor­re­la­ta va­len­za esi­men­te a quel­l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le, ela­bo­ra­to nel­l’am­bi­to di giu­di­zi pro­mos­si dal per­so­na­le di enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le per il ri­co­no­sci­men­to di spet­tan­ze eco­no­mi­che e nor­ma­ti­ve di cui al con­trat­to col­let­ti­vo di set­to­re, se­con­do cui la Re­gio­ne, pur non as­su­men­do una ga­ran­zia di­ret­ta per l'a­dem­pi­men­to da parte del­l'en­te, delle ob­bli­ga­zio­ni ine­ren­ti il rap­por­to di la­vo­ro, as­su­me una «ga­ran­zia im­pro­pria» nei con­fron­ti del­l’en­te me­de­si­mo (cfr. Cass., Or­di­nan­za n. 11636 del 10/07/2012).
Se­con­do le di­fe­se dei con­ve­nu­ti, tale orien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le avreb­be giu­sti­fi­ca­to il ri­co­no­sci­men­to di un’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per­ché, con­sen­ten­do agli enti be­ne­fi­cia­ri di ri­co­no­sce­re le spet­tan­ze pre­vi­ste dalla con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va, avreb­be evi­ta­to il coin­vol­gi­men­to del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne nei con­ten­zio­si giu­sla­vo­ri­sti­ci e, quin­di, evi­ta­to gli oneri con­nes­si a tale coin­vol­gi­men­to dagli esiti as­se­ri­ta­men­te scon­ta­ti.
Ora, senza vo­ler­si sof­fer­ma­re sulla cir­co­stan­za (non pe­re­gri­na) che, al­l’e­po­ca dei fatti, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le era tut­t’al­tro che con­so­li­da­to, de­ci­si­va è la ri­fles­sio­ne che il pre­ci­ta­to in­di­riz­zo si ri­fe­ri­va ad una si­tua­zio­ne obiet­ti­va­men­te di­ver­sa.
Nei casi esa­mi­na­ti, la Re­gio­ne non aveva ero­ga­to una por­zio­ne del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te ac­cor­da­to, cioè non aveva cor­ri­spo­sto quan­to ri­co­no­sciu­to spet­tan­te in oc­ca­sio­ne della se­le­zio­ne del pro­gram­ma for­ma­ti­vo pro­po­sto. Da ciò la con­fi­gu­ra­bi­li­tà di una c.d. ga­ran­zia im­pro­pria della me­de­si­ma Re­gio­ne per il sod­di­sfa­ci­men­to delle fon­da­te pre­te­se degli ope­ra­to­ri degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Nella vi­cen­da per la quale v’è causa, in­ve­ce, il con­tri­bu­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­to è stato cor­ri­spo­sto, e la que­stio­ne ri­guar­da l’e­ro­ga­bi­li­tà di un sup­ple­men­to di fi­nan­zia­men­to per con­sen­ti­re al­l’en­te di sca­ri­ca­re sul­l’e­ra­rio re­gio­na­le pro­pri costi d’im­pre­sa, as­se­ri­ta­men­te cre­sciu­ti nel corso del­l’e­sple­ta­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne.
Per­tan­to, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le ri­chia­ma­to non ap­pa­re con­fe­ren­te e, in ogni caso, in­suf­fi­cien­te per giu­sti­fi­ca­re le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to ag­giun­ti­vo.
12.3. Nes­su­na ef­fi­ca­cia esi­men­te ha poi nella vi­cen­da in esame, se­con­do il con­vin­ci­men­to ma­tu­ra­to da que­sto Col­le­gio, il pa­re­re reso della CRI (Com­mis­sio­ne Re­gio­na­le del­l’Im­pie­go) il 29 marzo 2007.
Il pa­re­re reso dalla CRI sul Prof. 2007, ai sensi del comma 2 del­l’art. 6 della legge re­gio­na­le n. 24/76, è ob­bli­ga­to­rio ma non con­for­me.
La let­tu­ra del pa­re­re con­sen­te di con­sta­ta­re la vi­sio­ne as­si­sten­zia­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, cen­su­ra­ta dalle sen­ten­ze della Corte Co­sti­tu­zio­na­le (cfr. pro­nun­zie nn. 437/1994; 407/1995; 127/1996).
Si os­ser­va al­lo­ra che l’As­ses­so­re (For­mi­ca), ai sensi del comma 6 del­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 24/76, aveva l’ob­bli­go di sen­ti­re la CRI, ma di non con­for­mar­si a qual­sia­si vo­lon­tà as­si­sten­zia­le della me­de­si­ma non sor­ret­ta da ti­to­lo giu­ri­di­co. Gra­va­va sul­l’as­ses­so­re di sen­ti­re la CRI, ma non di ap­piat­tir­si a quan­to in­di­ca­to da un or­ga­no che non aveva alcun po­te­re di ge­stio­ne del Prof. 2007, già pre­di­spo­sto dal­l’As­ses­so­re re­gio­na­le al La­vo­ro.
Va da sè che l’ob­bli­ga­to­rie­tà del tetto mas­si­mo di spesa dell’ im­por­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to non è de­ro­ga­bi­le da un pa­re­re ob­bli­ga­to­rio di un or­ga­no con­sul­ti­vo come la CRI.
12. 4. Si os­ser­va, poi, che la cd. esi­men­te po­li­ti­ca, pre­vi­sta dal­l’ar­ti­co­lo 1, comma 1-ter, se­con­do pe­rio­do, della legge n. 20 del 1994 (se­con­do cui “Nel caso di atti che rien­tra­no nella com­pe­ten­za pro­pria degli uf­fi­ci tec­ni­ci o am­mi­ni­stra­ti­vi la re­spon­sa­bi­li­tà non si esten­de ai ti­to­la­ri degli or­ga­ni po­li­ti­ci che in buona fede li ab­bia­no ap­pro­va­ti ov­ve­ro ne ab­bia­no au­to­riz­za­to o con­sen­ti­to l'e­se­cu­zio­ne”), trova ap­pli­ca­zio­ne nel caso in cui l’in­ter­ven­to, in buona fede, del ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co con­si­sta nel­l’ap­pro­va­zio­ne di un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo ov­ve­ro nel­l’au­to­riz­za­zio­ne o nel con­sen­so pre­sta­to al­l’e­se­cu­zio­ne di tale atto.
Nel caso di spe­cie, in­ve­ce, non vi è un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo e me­ra­men­te as­sen­ti­to dal ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co, ma vi è,anche un atto di ge­stio­ne adot­ta­to di­ret­ta­men­te da que­st’ul­ti­mo, sic­ché que­sti ne ri­spon­de­rà, co­mun­que, sia nel caso in cui, aven­do la com­pe­ten­za al ri­guar­do, l’ha eser­ci­ta­ta male, sia nel caso in cui, pur non aven­do­la, si è in­ge­ri­to nella com­pe­ten­za al­trui (Corte dei conti, Sez. II App., sent. n. 291 del­l’8 mag­gio 2012),adot­tan­do un atto di ge­stio­ne che ha pro­dot­to ef­fet­ti.
Gli As­ses­so­ri, a vario ti­to­lo, hanno di­spo­sto le in­te­gra­zio­ni re­ce­pen­do mere ri­chie­ste degli enti di for­ma­zio­ne e l’a­val­lo in­con­di­zio­na­to, ma non giu­sti­fi­ca­to, delle me­de­si­me con­te­nu­te nelle note dei di­ri­gen­ti.
L’ec­ce­zio­ne sol­le­va­ta dalle di­fe­se dei con­ve­nu­ti In­car­do­na e Lom­bar­do va, dun­que, di­sat­te­sa.
12.5. Tutte le di­fe­se hanno poi in­vo­ca­to, come esi­men­te, ta­lu­ne pro­nun­ce della Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei Conti.
In par­ti­co­la­re, hanno sog­giun­to le di­fe­se, i de­cre­ti d’in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, erano tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Al ri­guar­do, a ti­to­lo esem­pli­fi­ca­ti­vo, sono stati ri­chia­ma­ti i D.D.G. n. 533 del 29/11/2006 e DDG n. 552/2006, en­tram­bi re­gi­stra­ti alla Corte dei Conti il 16 marzo 2007: il primo nel Reg. I Fo­glio n. 57; il se­con­do nel Reg. 1 Fo­glio n. 56.
Or­be­ne, sul punto chia­ra­men­te la Pro­cu­ra (cfr. me­mo­ria de­po­si­ta­ta in data 3/5/2013) ha sot­to­li­nea­to che tutte le in­te­gra­zio­ni sono state ef­fet­tua­le con fondi re­gio­na­li e non co­mu­ni­ta­ri e quin­di nes­su­na re­gi­stra­zio­ne della Se­zio­ne di con­trol­lo ri­le­va di­ret­ta­men­te nel pre­sen­te giu­di­zio.
Do­ve­ro­so è il rin­vio alla let­tu­ra degli atti per con­sta­ta­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne non fa altro che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, però pre­clu­sa dalla Corte co­sti­tu­zio­na­le.
Dopo i ri­lie­vi, la Se­zio­ne ( sem­pre il Pro­cu­ra­to­re lo ri­cor­da) avreb­be con il pro­prio visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni n. 00661 e 0662 del 2 marzo 2007, a firma della dr.​ssa Russo e dei fun­zio­na­ri Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
Le di­fe­se dei con­ve­nu­ti (tutti) però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za della colpa grave, hanno messo in ri­sal­to che la Se­zio­ne di Con­trol­lo di que­sta Corte, aveva co­mun­que re­gi­stra­to in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ran­ti su fondi co­mu­ni­ta­ri .
La que­stio­ne così pro­spet­ta­ta in­vol­ge al­lo­ra i rap­por­ti tra azio­ne pro­mos­sa dal Pro­cu­ra­to­re e fun­zio­ne di con­trol­lo eser­ci­ta­ta dalla Corte stes­sa.
Un li­mi­te certo e in­di­scu­ti­bi­le è quel­lo della pre­e­si­sten­za, “ a monte di un fatto dan­no­so”, di un atto che abbia su­pe­ra­to il va­glio del con­trol­lo pre­ven­ti­vo di le­git­ti­mi­tà.
Il Le­gi­sla­to­re ha in­tro­dot­to, con l’art. 17 della L. 3 ago­sto 2009, n. 102 (come mo­di­fi­ca­to dal­l'art. 1 del D.L. 3 ago­sto 2009, n. 103 e con­ver­ti­to con L. 3 ot­to­bre 2009, n. 141) una pre­sun­zio­ne di as­sen­za di colpa grave al­lor­chè il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo, li­mi­ta­ta­men­te, però (se­con­do l’ag­giun­ta ope­ra­ta con il de­cre­to legge 103, poi con­ver­ti­to in legge), ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne.
Le di­fe­se hanno vo­lu­to, però, va­lo­riz­za­re l’as­sen­za di colpa grave, ri­te­nen­do che il com­por­ta­men­to dei con­ve­nu­ti è stato vir­tuo­so e, co­mun­que, non cen­su­ra­bi­le per­ché, in fat­ti­spe­cie si­mi­la­ri (in­te­gra­zio­ne per fi­nan­zia­men­ti della Co­mu­ni­tà Eu­ro­pea), la Corte aveva ap­po­sto il visto.
La Pro­cu­ra, al ri­guar­do, ha messo in luce, tra l’al­tro, l’e­pi­so­di­ci­tà di tali visti.
Ora, in di­spar­te tale con­si­de­ra­zio­ne, oc­cor­re va­lu­ta­re se anche un mero visto su un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne, sia pure per fi­nan­zia­men­ti co­mu­ni­ta­ri, le­git­ti­mas­se o meno gli ope­ra­to­ri, di guisa che la colpa ( grave) possa ri­te­ner­si elisa.
In un primo ap­proc­cio si ri­tie­ne che il visto della Corte dei Conti in sede di con­trol­lo sui ti­to­li di spesa ha ad og­get­to la sola le­git­ti­mi­tà degli atti e non pre­clu­de alla stes­sa Corte, in sede giu­ri­sdi­zio­na­le l’ac­cer­ta­men­to giu­di­zia­le del­l’il­li­cei­tà del­l’at­to me­de­si­mo e l’at­tri­bu­zio­ne della con­se­guen­te re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co dei fun­zio­na­ri coin­vol­ti nel pro­ce­di­men­to (Corte dei Conti Sar­de­gna, 5 lu­glio 1994 n. 285).
In se­con­do luogo il visto della Corte in sede di con­trol­lo si estrin­se­ca in un’at­ti­vi­tà di mero ac­cer­ta­men­to in po­si­zio­ne di as­so­lu­ta in­di­pen­den­za ri­spet­to al prov­ve­di­men­to og­get­to di sin­da­ca­to ed estra­neo nei con­fron­ti del suo pro­ce­di­men­to for­ma­ti­vo (Corte dei conti Sez. riun. 27 giu­gno 1969 n. 96).
Il vero è che la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, si pre­sen­ta come mo­del­lo do­ta­to di cen­tra­li­tà nella du­pli­ce fun­zio­ne di pro­te­zio­ne degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della pub­bli­ca am­mi­ni­stra­zio­ne, e di in­cen­ti­vo al­l’ef­fi­cien­za del de­ci­de­re e del­l’a­gi­re am­mi­ni­stra­ti­vo (cfr. Corte Cost. n.371/1998), in un si­ste­ma con­trad­di­stin­to dalla «co-in­te­sta­zio­ne» alla Corte dei Conti delle at­tri­bu­zio­ni di con­trol­lo se­pa­ra­te, ma pa­ral­le­le alle at­tri­bu­zio­ni giu­ri­sdi­zio­na­li.
La cen­tra­li­tà del re­gi­me di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va nella tu­te­la degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della P.A. di­scen­de non solo dal re­gi­me bi­na­rio fon­da­to sulla di­stin­zio­ne tra il dolo e la colpa grave –, ma anche dalla so­prav­ve­nien­za di nor­ma­ti­ve che raf­for­za­no i col­le­ga­men­ti pro­ces­sua­li co­sti­tuen­do rap­por­ti non più di pre­giu­di­zia­li­tà ma di pre­sup­po­si­zion, in­ter­di­pen­den­za e com­ple­men­ta­ri­tà re­ci­pro­ca tra i di­ver­si pro­ces­si.
In un si­ste­ma a plu­ra­li­tà di azio­ni espe­ri­bi­li per la tu­te­la della P.A., è stato con­di­vi­si­bil­men­te af­fer­ma­to che il ri­sar­ci­men­to del danno com­pie un «salto di qua­li­tà» non solo per­ché di­vie­ne lo «stan­dard mi­ni­mo di tu­te­la» degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, ma so­prat­tut­to per­ché l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e con­ta­bi­le con­fe­ri­ta al Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro isti­tui­to pres­so la Corte dei Conti si pre­sen­ta quale mi­su­ra ido­nea a con­fe­ri­re con­cre­tez­za, ade­gua­tez­za e pro­por­zio­na­li­tà dis­sua­si­va di fe­no­me­ni d’i­nef­fi­cien­za nella ge­stio­ne delle ri­sor­se fi­nan­zia­rie di de­ri­va­zio­ne e/o de­sti­na­zio­ne pub­bli­ca.
Mai l’a­gi­re del PM può dirsi re­ces­si­vo di­nan­zi ad un chia­ro ed evi­den­te prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio e ad un’e­vi­den­te il­li­cei­tà delle in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie sine ti­tu­lo.
Mai la con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te sba­glia­to, per­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do prio­ri­ta­ria­men­te il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne (in tutte le ac­ce­zio­ni in cui esso si de­cli­na, fra cui l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle scar­se ri­sor­se (Nei ter­mi­ni, que­sta stes­sa Se­zio­ne, sen­ten­za n. 2947/2012, poi con­fer­ma­ta in Ap­pel­lo con sen­ten­za n. 259/2013).
Le di­fe­se, però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za del­l’e­le­men­to psi­co­lo­gi­co, hanno va­lo­riz­za­to, pro­prio, ta­lu­ne re­gi­stra­zio­ni della Se­zio­ne di con­trol­lo su in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ra­te su altro, ossia su fondi co­mu­ni­ta­ri.
In par­ti­co­la­re, dopo i ri­lie­vi , se­con­do le di­fe­se, la Se­zio­ne di con­trol­lo avreb­be con il visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti di­fen­si­vi con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni rese con i prott. 0661 e 0662 del 2/3/2007 a firma del di­ri­gen­te Ales­san­dra Russo e dei fun­zio­na­ri di­ret­ti Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
La mera let­tu­ra degli atti con­sen­te di ri­le­va­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di Con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni, in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne altro non fa che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, già pre­clu­sa, però dai plu­ri­mi in­ter­ven­ti della Corte co­sti­tu­zio­na­le.
13. In ade­sio­ne alla pro­spet­ta­zio­ne della Pro­cu­ra, il Col­le­gio re­pu­ta che il danno su­bi­to dal­l’e­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti per i pro­get­ti for­ma­ti­vi sopra spe­ci­fi­ca­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del pro­ces­so, è riu­sci­ta a re­cu­pe­ra­re.
In par­ti­co­la­re, le re­spon­sa­bi­li­tà dei con­ve­nu­ti sopra in­di­ca­ti ap­pa­re con­for­ta­ta dalla com­ple­tez­za del cor­re­do pro­ba­to­rio of­fer­to dalla Pro­cu­ra.
Ad essi, nelle mi­su­re de­li­nea­te dalla Pro­cu­ra, va ascrit­ta la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va.
Sulla ri­chie­sta di ap­pli­ca­bi­li­tà del­l’i­sti­tu­to della com­pen­sa­tio lucri cum damno (cfr me­mo­ria On.​le Lom­bar­do), come os­ser­va­to più volte da que­sta Se­zio­ne in fat­ti­spe­cie come que­ste, non può tro­va­re in­gres­so il prin­ci­pio in que­stio­ne con cui è pos­si­bi­le dare ri­lie­vo ai ri­sul­ta­ti co­mun­que con­se­gui­ti dal­l’or­ga­no con­te­sta­to nel­l’in­te­res­se della co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta: il vizio che col­pi­sce la strut­tu­ra e/o i po­te­ri di un or­ga­no pub­bli­co, in­fat­ti, fa sì che gli oneri fi­nan­zia­ri da que­sto ge­ne­ra­ti siano com­ple­ta­men­te e ir­ri­me­dia­bil­men­te con­tra legem, e per­ciò co­sti­tui­sco­no in­te­gral­men­te danno era­ria­le, re­stan­do così pre­clu­sa qual­si­vo­glia ope­ra­zio­ne com­pen­sa­ti­va.
14. Con­clu­si­va­men­te, il Col­le­gio, in ac­co­gli­men­to della ri­chie­sta at­to­rea, re­pu­ta sus­si­sten­ti i pre­sup­po­sti per la con­fi­gu­ra­bi­li­tà della re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo ai con­ve­nu­ti Dr.​ssa Russo Ales­san­dra, del dott. Ema­nue­le An­to­ni­no, della Dr.​ssa Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia, dei fun­zio­na­ri Di Bar­to­lo Maria Car­me­la e Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re e degli As­ses­so­ri pro tem­po­re On.​le In­car­do­na Car­me­lo, Gen­ti­le Luigi, For­mi­ca Santi e del Pre­si­den­te pro tem­po­re, On.​le Lom­bar­do Raf­fae­le.
Il danno, ai me­de­si­mi im­pu­ta­bi­le a ti­to­lo di colpa grave, è da ri­par­ti­re, in con­for­mi­tà alla ri­chie­sta at­to­rea.
Ne con­se­gue che i con­ve­nu­ti de­vo­no es­se­re con­dan­na­ti al pa­ga­men­to, nei con­fron­ti della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, delle somme di se­gui­to spe­ci­fi­ca­te.
• For­mi­ca Santi € 378.783,96
• In­car­do­na Car­me­lo € 830.638,60
• Lom­bar­do Raf­fae­le € 224.184,67
• Gen­ti­le Luigi € 224.184,67
• Russo Ales­san­dra € 378.783,96
• Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia € 1.279.007,04
• Di Bar­to­lo Maria Car­me­la € 473.654,83
• Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re € 108.223,99
• Ema­nue­le An­to­ni­no € 365.430,84
At­te­so che la pre­te­sa azio­na­ta ha ad og­get­to un de­bi­to di va­lo­re, detti im­por­ti do­vran­no es­se­re mag­gio­ra­ti della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria nel frat­tem­po in­ter­ve­nu­ta, da com­pu­tar­si se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Sulle somme in tal modo ri­va­lu­ta­te an­dran­no cor­ri­spo­sti gli in­te­res­si nella mi­su­ra le­ga­le, de­cor­ren­ti dalla data di de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne e fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Le spese se­guo­no la soc­com­ben­za e si li­qui­da­no, in fa­vo­re dello Stato, po­nen­do­ne l’o­ne­re del pa­ga­men­to in capo ai con­dan­na­ti in parti egua­li.
Il Col­le­gio deve, poi, esa­mi­na­re la po­si­zio­ne della con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na.
Que­sta Se­zio­ne ri­tie­ne in­sus­si­sten­te la re­spon­sa­bi­li­tà ascrit­ta al di­ri­gen­te della Ra­gio­ne­ria cen­tra­le pres­so l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’I­stru­zio­ne, e della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, es­sen­do pa­le­se nei suoi con­fron­ti la ca­ren­za del nesso di cau­sa­li­tà con il danno azio­na­to dal PM.
In tal senso, in con­for­mi­tà al­l’op­zio­ne er­me­neu­ti­ca svol­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za più volte evo­ca­ta n. 259/A/2013) , alla luce della nor­ma­ti­va di cui all’art. 9 del DPR n. 38 del 1988, il con­trol­lo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le viene cir­co­scrit­to alla ve­ri­fi­ca di le­git­ti­mi­tà con­ta­bi­le della spesa e, so­prat­tut­to, perde le ca­rat­te­ri­sti­che di con­trol­lo im­pe­di­ti­vo sul­l’ef­fi­ca­cia degli atti.
Ciò pre­mes­so, ri­ma­ne cir­co­stan­za in­di­scu­ti­bi­le che il ruolo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le e, nella spe­cie, della dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, si col­lo­ca fuori dal pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo in base al quale sono stati emes­si i di­ver­si prov­ve­di­men­ti, cau­sa­ti­vi del danno. Ciò esclu­de che la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na abbia con­cor­so alla for­ma­zio­ne dei sud­det­ti atti da cui è sca­tu­ri­to il danno era­ria­le.
Ne con­se­gue, se­con­do il per­cor­so lo­gi­co giu­ri­di­co che il Col­le­gio ha se­gui­to, che va di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà la con­ve­nu­ta ora at­ten­zio­na­ta.
In fa­vo­re della dr.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà, il Col­le­gio, in re­la­zio­ne al suo de­fi­ni­ti­vo pro­scio­gli­men­to nel me­ri­to, li­qui­da, ai sensi del com­bi­na­to di­spo­sto del­l’art. 10 , del dl, n. 203/2005, con­ver­ti­to in legge n. 248/2005, come da ul­ti­mo mo­di­fi­ca­to dal­l’art. 17, comma 30 quin­quies, del d.l. n. 78/2009, con­ver­ti­to in legge n. 102/2009 e del­l’art. 3,comma 2 bis, del d.l. n. 543/96, con­ver­ti­to in legge n. 639/96, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
P.Q.M.
La Corte dei Conti
Se­zio­ne Giu­ri­sdi­zio­na­le per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na
de­fi­ni­ti­va­men­te pro­nun­cian­do nel giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, in par­zia­le ac­co­gli­men­to della do­man­da del Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le, con­dan­na
• FOR­MI­CA Santi , nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (Euro tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
• IN­CAR­DO­NA Car­me­lo, nato a Ra­gu­sa l’8 gen­na­io 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 830.638,60 (Euro ot­to­cen­to­tren­ta­mi­la­sei­cen­to­tren­tot­to/60);
• LOM­BAR­DO Raf­fael, nato a Ca­ta­nia il 29 ot­to­bre 1950, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (Euro due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• GEN­TI­LE Luigi, nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959,al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• RUSSO Ales­san­dra, nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia, nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 1.279.007,04 ( Un mi­lio­ne due­cen­to­set­tan­ta­no­ve­mi­la­ze­ro­set­te/04;
• DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la , nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 473.654,83 (quat­tro­cen­to­set­tan­tre­sei­cen­to­cin­quan­ta/83);
• DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, nato a Ce­fa­lù (Pa) il 19 ot­to­bre 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 108.223,99 (cen­tot­to­mi­la­due­cen­to­ven­ti­tre/99);
• EMA­NUE­LE An­to­ni­no, nato a Capo D’Or­lan­do (ME) il 9/12/1952 al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 365.430,84 (tre­cen­to­ses­san­ta­cin­que­mi­la­quat­tro­cen­to­tren­ta/84);
somme da mag­gio­ra­re della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria, da com­pu­tar­si, se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za, non­ché degli in­te­res­si le­ga­li ma­tu­ran­di, sul­l'im­por­to ri­va­lu­ta­to, dalla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Con­dan­na al­tre­sì i me­de­si­mi sog­get­ti al pa­ga­men­to, in fa­vo­re dello Stato, delle spese di giu­sti­zia che, sino al de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne, si li­qui­da­no in com­ples­si­vi € 3.693,64 ri­par­ten­do­ne l’o­ne­re in parti egua­li.
As­sol­ve la con­ve­nu­ta ESPO­SI­TO Lo­re­da­na, nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954, dagli ad­de­bi­ti ascrit­ti.
Li­qui­da, in fa­vo­re della stes­sa, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
Manda alla Se­gre­te­ria per gli adem­pi­men­ti con­se­guen­ti.
Così de­ci­so in Pa­ler­mo, nelle Ca­me­re di Con­si­glio del 18 di­cem­bre 2013 e del 23 gen­na­io 2014.
L’E­sten­so­re Il Pre­si­den­te
F.​to Dr. Guido Pe­tri­gni F.​to Dr.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne
De­po­si­ta­ta in se­gre­te­ria nei modi di legge.
Pa­ler­mo, 14 marzo 2014
Il Di­ret­to­re della se­gre­te­ria
F.​to Dott.​ssa Rita Ca­sa­mi­che­le
http://www.respamm.it/120140040120-1-giurisdizione-sicilia/ 

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